Sutalo e l’impatto con la Lazio: «Ho percepito un’energia positiva»
Il centrale croato ha descritto un ambiente sereno e un gruppo che, fin dai primi giorni, gli ha trasmesso fiducia. I risultati ottenuti finora rappresentano un segnale incoraggiante, ma secondo Sutalo è fondamentale non perdere la concentrazione e proseguire senza eccessive pressioni.
«L’atmosfera alla Lazio è eccellente, in molti non si aspettavano un inizio di stagione del genere. Fin dall’inizio, da quando sono arrivato, ho percepito un’energia positiva e ho capito che si trattava di una squadra seria. Lo abbiamo dimostrato, ma dobbiamo continuare così: bisogna procedere un passo alla volta e mantenere la calma. Quello che abbiamo fatto a Torino è incredibile, qui si respira un’aria davvero positiva. Giochiamo tutti come un unico blocco ed è proprio questo il segreto dei nostri risultati finora. Fa piacere ricevere elogi e commenti positivi, ma per me rappresentano solo uno stimolo in più per lavorare ancora meglio e con maggiore impegno».
La scelta della Serie A e il rapporto con Gattuso
Sutalo ha poi spiegato le ragioni che lo hanno portato a scegliere la Lazio e il campionato italiano. Il difensore ha sempre guardato con interesse alla Serie A, soprattutto per le caratteristiche tattiche e l’attenzione riservata alla fase difensiva. La volontà del club biancoceleste, inoltre, è stata determinante nella sua decisione.
«La Lazio era la mia prima scelta, così come il campionato italiano. Ho sempre desiderato giocare in Italia, perché ritenevo che questo stile basato sulla tattica e su una fase difensiva più organizzata fosse perfetto per me. La Lazio mi voleva e lo hanno fatto capire chiaramente. Non ho parlato direttamente al telefono con Gattuso, ma ero al corrente del suo interesse nei miei confronti».
Il difensore ha dedicato parole positive anche all’allenatore, soffermandosi sui metodi di lavoro e sul rapporto instaurato con il gruppo. Gli allenamenti, ha spiegato, richiedono intensità e grande disponibilità fisica, mentre il tecnico riesce a mantenere un equilibrio tra la confidenza con i giocatori e il rispetto delle regole.
«Gattuso è una personalità interessante, non posso che parlarne bene. Gli allenamenti sono intensi e molto impegnativi, richiedono tanto lavoro e tanta corsa. Pur mantenendo un rapporto amichevole con i giocatori, sa porre dei limiti ben precisi. Ha un ottimo legame con tutti. Quando è il momento di lavorare, la concentrazione è assoluta».
Il problema della lingua e il legame con la Croazia
Tra gli aspetti sui quali Sutalo sta lavorando c’è anche la conoscenza dell’italiano. Il difensore ha ammesso di non riuscire ancora a comprendere ogni discorso dell’allenatore, ma di coglierne comunque la carica e la motivazione. L’obiettivo è imparare la lingua il prima possibile, così da integrarsi ancora meglio nell’ambiente.
«I suoi discorsi? L’unica cosa è che parla quasi sempre in italiano, quindi non capisco ancora tutto. Però riesco a percepire chiaramente l’energia che trasmette quando parla e per me è una grande motivazione. Presto inizierò a studiare la lingua: voglio impararla il più in fretta possibile, perché so quanto sia importante qui».
Nel corso dell’intervista è emerso anche un riferimento all’esperienza di Gattuso all’Hajduk Spalato. I due hanno avuto modo di parlare di quel periodo, durante il quale il tecnico ha maturato un legame positivo con il Paese e con la sua gente.
«Con Gattuso abbiamo parlato della sua esperienza all’Hajduk, ha avuto solo belle parole per quel periodo della sua carriera. Parla sempre molto bene della Croazia: mi ha raccontato che si è trovato bene nel paese e che apprezza molto la gente del posto».
Il bilancio dell’esperienza all’Ajax
Sutalo ha ripercorso anche gli anni trascorsi all’Ajax, un’esperienza che non ha rispettato completamente le aspettative iniziali. Il difensore, tuttavia, ha sottolineato quanto quel periodo gli abbia permesso di crescere e di acquisire nuove competenze, pur riconoscendo le difficoltà incontrate.
«Credo di essere arrivato all’Ajax forse nel momento più difficile. Sono stati tre anni duri, ma sono grato al club per tutto quello che mi ha dato: ho imparato moltissimo. Magari non è stato il periodo ideale, ma ho comunque portato a casa aspetti positivi e vissuto un’esperienza costruttiva, anche se non è andata esattamente come mi aspettavo».
Roma, l’ambientamento e gli obiettivi stagionali
Il difensore ha raccontato di aver avuto modo di scoprire la Capitale nei primi giorni dopo il suo arrivo, prima di concentrare maggiormente le proprie energie sul lavoro quotidiano. Sutalo ha apprezzato il clima, la qualità della vita e la cucina romana, spiegando inoltre che la sua presenza sta diventando sempre più riconoscibile tra i tifosi.
«Roma è una città bellissima. Ho passato un po’ di tempo a visitarla nei primi giorni, ma ora sono più concentrato sull’allenamento. Il clima è ottimo, la vita è semplice e si mangia bene. All’inizio la gente non mi riconosceva per strada, ma adesso sta iniziando a succedere; anzi, accade sempre più spesso».
Guardando al futuro, il centrale biancoceleste ha ribadito la fiducia nell’ambiente laziale, invitando però a non anticipare i tempi. La qualificazione alle competizioni europee resta un obiettivo importante, mentre le ambizioni potranno essere valutate con maggiore precisione in base all’andamento della stagione.
«Alla Lazio percepisco un’energia positiva e tanto sostegno. Le aspettative sono alte, ma non c’è bisogno di correre. La qualificazione alle coppe europee è senz’altro uno dei nostri obiettivi, ma i traguardi finali dipenderanno da come evolveranno le cose. E poi, naturalmente, le ambizioni crescono quando si ottengono risultati come questi».
Il ricordo di Euro 2024 e del gol di Zaccagni
In chiusura, Sutalo ha commentato anche il gol segnato da Mattia Zaccagni contro la Croazia agli Europei del 2024, una rete che ha lasciato un ricordo amaro nella nazionale croata. Il difensore non ha nascosto il dispiacere per quell’episodio, distinguendo però il risultato sportivo dalla stima personale nei confronti del compagno di squadra.
«Il gol di Zaccagni contro la Croazia a Euro2024? Non ne abbiamo parlato. Per me non è certo un bel ricordo, ma lui è un ottimo giocatore e un bravissimo ragazzo».