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Lazio Amarcord, la vittoria sulla Juventus per 2‑1 con Rocchi e Pandev

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Il 3 marzo 2009 la Lazio di Delio Rossi batte la Juventus 2-1 allo Stadio Olimpico nella semifinale d’andata di Coppa Italia.

Una notte speciale, firmata da Goran Pandev e Tommaso Rocchi, che apre la strada verso il trofeo poi vinto dai biancocelesti.

Il contesto: una Lazio destinata alla Coppa Italia

La Lazio arriva alla sfida contro la Juventus in un momento importante della stagione. La squadra di Delio Rossi sta costruendo il proprio percorso in Coppa Italia, torneo che qualche mese più tardi alzerà al cielo.

All’Olimpico l’atmosfera è quella delle grandi occasioni. Di fronte c’è la Juventus di Claudio Ranieri, ricca di campioni ed esperta nelle gare a eliminazione diretta.

Primo tempo: Juve avanti con Marchionne

In avvio di gara sono i bianconeri a prendere il controllo del gioco. Ci provano subito Pavel Nedved e Vincenzo Iaquinta, con il numero 9 a cui viene anche annullato un gol.

Al 33’ la Juventus passa in vantaggio: Marco Marchionne raccoglie un pallone al limite dell’area e trova la conclusione vincente che batte il portiere biancoceleste. La Lazio prova a reagire con una chance per Rocchi, ma Manninger respinge.

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Pandev firma il pareggio biancoceleste

Nella ripresa la Lazio alza il ritmo e spinge alla ricerca del gol. I biancocelesti aumentano la pressione e costringono la Juventus a difendersi bassa nella propria metà campo.

Al termine di un’azione confusa in area bianconera, il pallone arriva a Goran Pandev. L’attaccante macedone controlla e trova l’angolo giusto con il sinistro: è il gol dell’1-1 che accende l’Olimpico.

Rocchi completa la rimonta: 2-1 Lazio

La Lazio non si accontenta del pareggio e continua ad attaccare. La Juventus prova a ripartire in contropiede, ma la squadra di Rossi resta ordinata e compatta.

Al 78’ arriva l’episodio decisivo: Matuzalem inventa un passaggio filtrante per Tommaso Rocchi, che controlla il pallone e batte Manninger con freddezza. Il 2-1 ribalta la partita e consegna ai biancocelesti un successo pesante.

Un passo verso la finale di Coppa Italia

Il successo contro la Juventus rappresenta il primo passo verso la finale di Coppa Italia 2008-2009. Il vantaggio costruito all’andata permette alla Lazio di affrontare il ritorno con maggiore fiducia.

Quella stagione si chiuderà con il trionfo biancoceleste in Coppa Italia, trofeo che entrerà di diritto nella storia recente del club e nei ricordi dei tifosi laziali.

Rocchi e Pandev, la coppia decisiva

Contro la Juventus la Lazio si affida alla qualità e all’intesa della coppia Rocchi-Pandev. I due attaccanti firmano i gol che ribaltano il risultato e cambiano il destino della semifinale.

Quella notte all’Olimpico conferma il loro peso specifico nella storia biancoceleste: sacrificio, tecnica e fiuto del gol al servizio della squadra, in una delle sfide più prestigiose della stagione.

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Primavera, Lazio-Lecce 0-3: biancocelesti sfortunati

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Primavera 1, Lazio-Lecce 0-3: Di Pasquale, Esteban e Skovgaard trascinano i salentini, biancocelesti fermati da tre traverse e sempre più vicini alla zona calda.

Al Training Center di Formello il Lecce Primavera firma l’impresa di giornata espugnando il campo della Lazio con un netto 0-3 nel match valido per la 28ª giornata del campionato Primavera 1.

Un risultato pesante per i biancocelesti, frenati anche da una dose enorme di sfortuna con ben tre traverse colpite, mentre i salentini sfruttano al massimo le occasioni e tornano in piena zona playoff.

La cronaca di Lazio –  Lecce

La gara si accende già nel primo tempo, con occasioni da una parte e dall’altra.

Dopo alcuni tentativi di Ferrari e Montano per la Lazio e una chance clamorosa fallita da Onyemachi a tu per tu con Pannozzo, è il Lecce a trovare il vantaggio al 24’: il classe 2007 Alessandro Di Pasquale firma una vera e propria perla dalla distanza, palla sul palo e poi in rete alle spalle dell’incolpevole portiere biancoceleste.

La squadra di Punzi reagisce e sfiora il pari con una doppia occasione CiucciMontano e soprattutto con una splendida punizione di Farcomeni che si stampa sulla traversa.

Nella ripresa la Lazio prova a cambiare inerzia con i cambi, ma continua a litigare con la porta.

In avvio Cuzzarella ruba palla in area e centra ancora il montante alto, poi è Calvani a sfiorare il pari di testa e Pernaselci a colpire la terza traversa della partita, completando un pomeriggio da incubo sotto il profilo della fortuna.

Il Lecce soffre ma resta dentro la gara e al momento giusto colpisce in maniera letale.

Al 70’ arriva il raddoppio dei ragazzi di Schipa: i giallorossi costruiscono una trama offensiva perfetta, con Skovgaard che dà il via all’azione e Esteban che finalizza alle spalle di Pannozzo per lo 0-2.

Passano appena due minuti e i salentini calano il tris: questa volta i ruoli si invertono, con Esteban che serve in profondità Skovgaard, bravo a fuggire alla difesa biancoceleste e a chiudere i conti.

Nel finale c’è spazio solo per le sostituzioni e per i tentativi disperati della Lazio, ma il risultato non cambia più.

La Lazio vicina alla zona buia

La Lazio, ferma a quota 35 punti e con la zona retrocessione sempre pericolosamente vicina, nonostante una prestazione generosa e le numerose occasioni create. A Formello, però, a fare la differenza sono cinismo e concretezza dei salentini, capaci di capitalizzare al massimo le proprie opportunità.

 

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Beppe Signori: buon Compleanno Leggenda!

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Giuseppe “Beppe” Signori compie 58 anni: con la Lazio ha segnato 127 gol in 195 partite, diventando un’icona eterna per il popolo biancoceleste.

Oggi è un giorno speciale per tutto il popolo laziale: Giuseppe “Beppe” Signori compie 58 anni. L’ex attaccante biancoceleste, protagonista assoluto negli anni Novanta, resta ancora oggi uno dei simboli più amati della storia della Lazio.

Gli anni alla Lazio: numeri da fuoriclasse

Signori ha vestito la maglia della Lazio dal 1992 al 1997, segnando un’epoca con i suoi gol e il suo carisma. In cinque stagioni nella Capitale ha collezionato 127 reti in 195 presenze, numeri che lo hanno consacrato tra i più grandi bomber della storia biancoceleste. Con le sue giocate e le sue conclusioni mancino è diventato un punto di riferimento per i tifosi, capace di accendere l’Olimpico a ogni pallone toccato.

Per il popolo laziale Beppe Signori non è stato soltanto un grande attaccante, ma una vera e propria icona. Il suo attaccamento alla maglia, il carattere e il modo di interpretare la partita lo hanno reso uno degli idoli più riconosciuti e rispettati di sempre.

Un messaggio speciale: auguri, Re Beppe

Nel giorno del suo compleanno, la Lazio fa gli auguri anche tramite il suo canale ufficiale. A 58 anni resta uno dei volti più luminosi della storia biancoceleste, simbolo di gol, passione e appartenenza ai colori della Prima Squadra della Capitale. Tanti auguri, Re Beppe: la tua storia con la Lazio continua a vivere nel cuore di ogni laziale.

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Sarri si prende la Lazio nel momento più triste

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Liverani, Sarri

Dalla crisi interna alla semifinale di Coppa Italia: come il lavoro silenzioso di Sarri ha ricostruito identità, gruppo e ambizioni europee della Lazio.

Lazio, la mano di Sarri nel momento giusto

La semifinale di Coppa Italia conquistata ai rigori contro il Bologna vale molto più di un semplice passaggio del turno per la Lazio. È il punto di arrivo di mesi segnati da mercato bloccato, cessioni pesanti, tensioni interne e da una classifica in campionato che ha incrinato certezze e ambizioni europee.

In quella che sembrava l’ora più buia del ciclo, Maurizio Sarri ha scelto una via chiara: continuità, lavoro quotidiano e ricostruzione silenziosa del gruppo. Nessuna rivoluzione, ma un progressivo recupero di identità tattica e mentale, fondamentale per riportare la squadra a competere nelle sfide importanti.

I segreti del lavoro di Sarri

Dentro questo contesto, la gestione di Sarri è stata soprattutto gestione di uomini. Il tecnico ha ricucito fratture interne, rilanciando Romagnoli al centro della difesa come leader tecnico e carismatico della linea arretrata.

Parallelamente sono stati inseriti con personalità i nuovi arrivati, su tutti Taylor e Maldini, chiamati a dare freschezza e soluzioni diverse in fase offensiva. A questi si aggiunge il recupero di profili che sembravano ai margini come Noslin e Dele-Bashiru, rimessi nelle condizioni ideali per incidere e sentirsi parte integrante del progetto.

Una Lazio compatta al Dall’Ara

Al Dall’Ara si è vista una Lazio compatta, corta tra i reparti, capace di soffrire senza disunirsi e di restare dentro la partita anche nei momenti più complicati. La gara contro il Bologna è stata lo specchio di una squadra che ha ritrovato equilibrio e capacità di lettura delle situazioni, fino ad arrivare ai rigori con grande lucidità mentale.

La lotteria dal dischetto ha premiato i biancocelesti, certificando un percorso di crescita che parte da lontano. L’eliminazione dei campioni in carica consegna a Sarri e ai suoi giocatori una semifinale pesantissima, che può segnare la stagione tanto sul piano sportivo quanto su quello psicologico.

Coppa Italia, la strada per l’Europa

Alla luce delle difficoltà di campionato, la Coppa Italia diventa ora la rotta principale verso l’Europa. In semifinale ci sarà l’Atalanta, un ostacolo di altissimo livello, ma la Lazio ci arriva con un bagaglio di consapevolezza completamente diverso rispetto a qualche mese fa. La squadra non ha cambiato pelle, ma ha ritrovato identità, principi di gioco riconoscibili e soprattutto un gruppo vero, come sottolineato dallo stesso Sarri anche nelle dichiarazioni post partita. Sono tre-quattro mesi che i biancocelesti hanno alzato il livello, soprattutto lontano da casa, costruendo una continuità che oggi si riflette anche nel percorso in Coppa. È un gruppo vero, lo dice il capitano Sarri.

 

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