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Lazio, abbonamenti ai minimi storici: la risposta dei tifosi è sempre più fredda

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La campagna abbonamenti della Lazio si avvia verso la chiusura con un bilancio decisamente negativo.

A pochi giorni dal termine della finestra straordinaria, fissato per venerdì 11 settembre alle 23:59, il numero delle tessere sottoscritte si aggira intorno alle 4.500 unità.

Il dato assume un peso ancora maggiore se confrontato con quello della passata stagione. Un anno fa, infatti, il club biancoceleste aveva superato quota 29mila abbonamenti, evidenziando una distanza enorme rispetto alla situazione attuale. Anche l’ultimo aggiornamento non ha prodotto una svolta significativa: nelle ultime ore sarebbero state registrate appena 200 nuove sottoscrizioni.

Un segnale evidente del malcontento

La scarsa adesione non sembra essere soltanto una questione legata all’interesse per la nuova stagione. Dietro questi numeri emerge soprattutto il rapporto sempre più complicato tra una parte consistente della tifoseria e la società.

La contestazione nei confronti della dirigenza e del presidente Claudio Lotito rappresenta uno degli elementi centrali del clima che si respira attorno alla squadra. La risposta del pubblico, almeno per quanto riguarda gli abbonamenti, appare quindi particolarmente netta.

Olimpico quasi vuoto, trasferte ancora molto seguite

Un altro aspetto significativo riguarda il comportamento dei sostenitori biancocelesti durante le partite. Se la presenza all’Olimpico continua a essere ridotta, il seguito della Lazio in trasferta resta invece decisamente più consistente.

È un contrasto che fotografa bene il momento: il legame tra squadra e tifoseria non sembra essere venuto meno, ma una parte del pubblico sta scegliendo di manifestare il proprio dissenso attraverso una minore partecipazione alle gare casalinghe.

Il dato più basso degli ultimi 22 anni

Se le cifre attuali dovessero essere confermate alla chiusura della campagna, la Lazio si troverebbe davanti a un risultato particolarmente negativo. Le circa 4.500 tessere rappresenterebbero infatti il livello più basso degli ultimi ventidue anni.

Restano ancora alcuni giorni per provare a ridurre il divario, ma la distanza dagli oltre 29mila abbonati della scorsa stagione appare ormai difficilmente colmabile. Il numero finale delle sottoscrizioni sarà quindi anche un indicatore importante del clima che accompagnerà la Lazio durante la nuova annata.

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Lazio, vittoria e primato per una notte: Parma battuto 2-1 all’Olimpico

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La Lazio supera il Parma per 2-1 allo Stadio Olimpico, conquistando tre punti preziosi nell’ottava giornata di Serie A.
Grazie al successo casalingo, la formazione biancoceleste sale a quota 22 punti su 24 disponibili e si prende momentaneamente il primo posto solitario in classifica, in attesa della partita dell’Inter, impegnata domenica a San Siro contro la Fiorentina.

Dopo una prima frazione senza reti, la gara si sblocca nella ripresa. È Taylor a portare avanti i padroni di casa, mentre il raddoppio arriva in seguito a un’autorete di Diego Carlos. Nel recupero, Lontani trova la via del gol e accorcia le distanze, ma la sua rete non basta a evitare la sconfitta degli emiliani.

Parma in difficoltà, Gilardino cerca la svolta

Il risultato aggrava il momento complicato del Parma, che incassa la terza sconfitta consecutiva da quando Alberto Gilardino è subentrato a Carlos Cuesta. Il tecnico, ex compagno di Gennaro Gattuso al Milan e in Nazionale, dovrà ora lavorare per invertire la rotta.

La Lazio, invece, ha dovuto fare i conti con diverse assenze, tra cui quella di Pinamonti, indisponibile per una tracheite, oltre a Gudmundsson, Rovella e Marusic.

Prossimo turno: Lazio in trasferta, Parma in casa

Nel prossimo turno infrasettimanale, i biancocelesti saranno ospiti del Sassuolo, mentre il Parma affronterà l’Udinese davanti al proprio pubblico. Due appuntamenti importanti per confermare le ambizioni della Lazio e consentire agli emiliani di reagire dopo un’altra battuta d’arresto.

Lazio-Parma, il tabellino

LAZIO-PARMA 2-1

MARCATORI: 50′ Taylor (L), 58′ aut. Diego Carlos (P), 95′ Lontani (P).

LAZIO (4-3-3): Mandas; Floriani Mussolini, Sutalo, Provstgaard (46′ Diogo Leite), Nuno Tavares; Frattesi, Belahyane, Taylor (71′ Dele-Bashiru); Isaksen (77′ Lazzari), Noslin, Zaccagni (77′ Pedraza). (A disp. Motta, Renzetti, Pellegrini, Doekhi, Cancellieri, Przyborek, Cataldi, Serra, Farcomeni, Bordon). All. Gattuso.

PARMA (3-5-2): Corvi; Drobnic, Troilo, Diego Carlos (72′ Frigan); Delprato, Ordonez (64′ Lontani), Sierro (46′ Bernabé), Keita, Valeri; Romero (78′ Fabbian), Touré. (A disp. Ghidotti, Daffara, Ndiaye, Diallo, Cremaschi, De Martis, Britschgi, Carboni, Konate). All. Gilardino.

ARBITRO: Arena.

AMMONITI: Provstgaard (L), Sierro (P).

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Lazio, Adani esalta Gattuso: «I tifosi avevano paura della retrocessione, lui gli ha tirato su la testa»

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La Lazio di Gattuso continua a raccogliere consensi e a sorprendere chi, prima dell’inizio della stagione, nutriva dubbi sulle possibilità della squadra.
Tra le voci che hanno sottolineato il lavoro dell’allenatore c’è quella di Daniele Adani, ex calciatore e opinionista, intervenuto nel podcast Viva El Futbol per commentare il percorso dei biancocelesti, attualmente in vetta alla classifica a pari punti con l’Inter.

Adani ha ricordato soprattutto lo scetticismo che accompagnava la formazione laziale alla vigilia del campionato, evidenziando la capacità del tecnico di cambiare l’approccio mentale del gruppo e di dare una precisa identità al gioco.

Adani: «I tifosi non pensavano di salvarsi»

L’ex calciatore ha raccontato un episodio risalente alle settimane precedenti all’inizio della stagione, quando, durante le sue visite a Roma, aveva raccolto le preoccupazioni dei tifosi biancocelesti. Le aspettative erano condizionate dalla paura di una possibile retrocessione, uno scenario ben diverso dall’attuale posizione della squadra.

«Prima dell’inizio della stagione, quando andavo a Roma, i tassisti laziali mi chiedevano se la Lazio si sarebbe salvata quest’anno. Noi l’abbiamo celebrato dall’inizio: Gattuso è la faccia dell’autenticità, la sua soddisfazione è di quanto credono nel lavoro».

Adani ha quindi sottolineato come la fiducia nel lavoro quotidiano rappresenti uno degli elementi centrali dell’approccio di Gattuso. La convinzione dell’allenatore e la sua autenticità avrebbero contribuito a trasmettere nuove certezze a un ambiente che, inizialmente, guardava al campionato con apprensione.

Il lavoro di Gattuso e la nuova identità della Lazio

Nel suo intervento, Adani si è soffermato anche sulle caratteristiche tattiche della squadra, riconoscendo al tecnico il merito di aver restituito ai giocatori fiducia e personalità. Secondo l’opinionista, la Lazio non si limita a difendersi per contenere gli avversari, ma cerca di costruire il proprio gioco attraverso movimenti collettivi e partecipazione offensiva.

«I tifosi non pensavano di salvarsi, avevano paura della retrocessione. Questo (Gattuso, ndr.) gli ha tirato su la testa, li fa giocare con dignità in tutti i campi e fa calcio. Lui non ricicla giocatori dietro, non difende in massa. Ma accompagna l’azione in tanti, ribaltano il campo. Questo è il lavoro di uno che il calcio lo conosce e lo sa far arrivare ai suoi giocatori. E quanto mi dispiace che non abbia vinto la sua partita più importante a Zenica».

Parole che mettono in risalto la trasformazione dell’atteggiamento biancoceleste: dalla preoccupazione iniziale alla capacità di affrontare le partite con coraggio, organizzazione e convinzione. Per Adani, il valore del lavoro di Gattuso non risiede soltanto nei risultati, ma anche nella capacità di trasmettere le proprie idee alla squadra e renderle riconoscibili sul terreno di gioco.

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Sutalo: “Lazio la mia prima scelta. Gattuso? Trasmette una grande energia”

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Josip Sutalo si sta ambientando nella realtà laziale e guarda con fiducia al prosieguo della stagione.
In un’intervista concessa a Sportske Novosti, uno dei principali quotidiani sportivi croati, il difensore ha raccontato le sue prime impressioni dopo l’arrivo a Formello, soffermandosi sul clima all’interno del gruppo, sul lavoro con Gattuso e sugli obiettivi della squadra. Spazio anche ai ricordi legati all’Ajax, alle prime sensazioni vissute nella Capitale e al rapporto con il calcio italiano.

Sutalo e l’impatto con la Lazio: «Ho percepito un’energia positiva»

Il centrale croato ha descritto un ambiente sereno e un gruppo che, fin dai primi giorni, gli ha trasmesso fiducia. I risultati ottenuti finora rappresentano un segnale incoraggiante, ma secondo Sutalo è fondamentale non perdere la concentrazione e proseguire senza eccessive pressioni.

«L’atmosfera alla Lazio è eccellente, in molti non si aspettavano un inizio di stagione del genere. Fin dall’inizio, da quando sono arrivato, ho percepito un’energia positiva e ho capito che si trattava di una squadra seria. Lo abbiamo dimostrato, ma dobbiamo continuare così: bisogna procedere un passo alla volta e mantenere la calma. Quello che abbiamo fatto a Torino è incredibile, qui si respira un’aria davvero positiva. Giochiamo tutti come un unico blocco ed è proprio questo il segreto dei nostri risultati finora. Fa piacere ricevere elogi e commenti positivi, ma per me rappresentano solo uno stimolo in più per lavorare ancora meglio e con maggiore impegno».

La scelta della Serie A e il rapporto con Gattuso

Sutalo ha poi spiegato le ragioni che lo hanno portato a scegliere la Lazio e il campionato italiano. Il difensore ha sempre guardato con interesse alla Serie A, soprattutto per le caratteristiche tattiche e l’attenzione riservata alla fase difensiva. La volontà del club biancoceleste, inoltre, è stata determinante nella sua decisione.

«La Lazio era la mia prima scelta, così come il campionato italiano. Ho sempre desiderato giocare in Italia, perché ritenevo che questo stile basato sulla tattica e su una fase difensiva più organizzata fosse perfetto per me. La Lazio mi voleva e lo hanno fatto capire chiaramente. Non ho parlato direttamente al telefono con Gattuso, ma ero al corrente del suo interesse nei miei confronti».

Il difensore ha dedicato parole positive anche all’allenatore, soffermandosi sui metodi di lavoro e sul rapporto instaurato con il gruppo. Gli allenamenti, ha spiegato, richiedono intensità e grande disponibilità fisica, mentre il tecnico riesce a mantenere un equilibrio tra la confidenza con i giocatori e il rispetto delle regole.

«Gattuso è una personalità interessante, non posso che parlarne bene. Gli allenamenti sono intensi e molto impegnativi, richiedono tanto lavoro e tanta corsa. Pur mantenendo un rapporto amichevole con i giocatori, sa porre dei limiti ben precisi. Ha un ottimo legame con tutti. Quando è il momento di lavorare, la concentrazione è assoluta».

Il problema della lingua e il legame con la Croazia

Tra gli aspetti sui quali Sutalo sta lavorando c’è anche la conoscenza dell’italiano. Il difensore ha ammesso di non riuscire ancora a comprendere ogni discorso dell’allenatore, ma di coglierne comunque la carica e la motivazione. L’obiettivo è imparare la lingua il prima possibile, così da integrarsi ancora meglio nell’ambiente.

«I suoi discorsi? L’unica cosa è che parla quasi sempre in italiano, quindi non capisco ancora tutto. Però riesco a percepire chiaramente l’energia che trasmette quando parla e per me è una grande motivazione. Presto inizierò a studiare la lingua: voglio impararla il più in fretta possibile, perché so quanto sia importante qui».

Nel corso dell’intervista è emerso anche un riferimento all’esperienza di Gattuso all’Hajduk Spalato. I due hanno avuto modo di parlare di quel periodo, durante il quale il tecnico ha maturato un legame positivo con il Paese e con la sua gente.

«Con Gattuso abbiamo parlato della sua esperienza all’Hajduk, ha avuto solo belle parole per quel periodo della sua carriera. Parla sempre molto bene della Croazia: mi ha raccontato che si è trovato bene nel paese e che apprezza molto la gente del posto».

Il bilancio dell’esperienza all’Ajax

Sutalo ha ripercorso anche gli anni trascorsi all’Ajax, un’esperienza che non ha rispettato completamente le aspettative iniziali. Il difensore, tuttavia, ha sottolineato quanto quel periodo gli abbia permesso di crescere e di acquisire nuove competenze, pur riconoscendo le difficoltà incontrate.

«Credo di essere arrivato all’Ajax forse nel momento più difficile. Sono stati tre anni duri, ma sono grato al club per tutto quello che mi ha dato: ho imparato moltissimo. Magari non è stato il periodo ideale, ma ho comunque portato a casa aspetti positivi e vissuto un’esperienza costruttiva, anche se non è andata esattamente come mi aspettavo».

Roma, l’ambientamento e gli obiettivi stagionali

Il difensore ha raccontato di aver avuto modo di scoprire la Capitale nei primi giorni dopo il suo arrivo, prima di concentrare maggiormente le proprie energie sul lavoro quotidiano. Sutalo ha apprezzato il clima, la qualità della vita e la cucina romana, spiegando inoltre che la sua presenza sta diventando sempre più riconoscibile tra i tifosi.

«Roma è una città bellissima. Ho passato un po’ di tempo a visitarla nei primi giorni, ma ora sono più concentrato sull’allenamento. Il clima è ottimo, la vita è semplice e si mangia bene. All’inizio la gente non mi riconosceva per strada, ma adesso sta iniziando a succedere; anzi, accade sempre più spesso».

Guardando al futuro, il centrale biancoceleste ha ribadito la fiducia nell’ambiente laziale, invitando però a non anticipare i tempi. La qualificazione alle competizioni europee resta un obiettivo importante, mentre le ambizioni potranno essere valutate con maggiore precisione in base all’andamento della stagione.

«Alla Lazio percepisco un’energia positiva e tanto sostegno. Le aspettative sono alte, ma non c’è bisogno di correre. La qualificazione alle coppe europee è senz’altro uno dei nostri obiettivi, ma i traguardi finali dipenderanno da come evolveranno le cose. E poi, naturalmente, le ambizioni crescono quando si ottengono risultati come questi».

Il ricordo di Euro 2024 e del gol di Zaccagni

In chiusura, Sutalo ha commentato anche il gol segnato da Mattia Zaccagni contro la Croazia agli Europei del 2024, una rete che ha lasciato un ricordo amaro nella nazionale croata. Il difensore non ha nascosto il dispiacere per quell’episodio, distinguendo però il risultato sportivo dalla stima personale nei confronti del compagno di squadra.

«Il gol di Zaccagni contro la Croazia a Euro2024? Non ne abbiamo parlato. Per me non è certo un bel ricordo, ma lui è un ottimo giocatore e un bravissimo ragazzo».

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