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Serie A, Juventus – Lazio: ecco le formazioni ufficiali

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Davanti a Mandas ci saranno Floriani Mussolini, Sutalo, Provstgaard e Nuno Tavares, con Frattesi, Belahyane e Taylor a centrocampo e l’attacco confermato. Parte dalla panchina Andrea Pinamonti, con Isaksen e Zaccagni ci sarà ancora una volta Tijjani Noslin.

Le formazioni ufficiali di Juventus e Lazio

Juventus (3-4-2-1): Vicario; Kalulu, Bremer, Lucumì; McKennie, Douglas Luiz, Sarr, Celik; Nico Gonzalez, Alajbegovic; Kolo Muani. All. Luciano Spalletti.

LAZIO (4-3-3): Mandas; Floriani Mussolini, Sutalo, Provstgaard, Nuno Tavares; Frattesi, Belahyane, Taylor; Isaksen, Noslin, Zaccagni. All. Gennaro Gattuso.

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Lazio, Isaksen vuole lasciare il segno: allo Stadium ha già colpito i bianconeri

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Lazio

La Lazio si prepara ad affrontare la Juventus puntando ancora sul proprio tridente offensivo.

Gennaro Gattuso sembra intenzionato a confermare Gustav Isaksen, Tijjani Noslin e Mattia Zaccagni, tre interpreti chiamati a mettere in difficoltà la difesa bianconera e a dare continuità ai segnali positivi mostrati nelle ultime uscite. Per Isaksen, inoltre, la trasferta di Torino rappresenta un’occasione speciale: il danese ha già trovato la via del gol all’Allianz Stadium nella passata stagione.

Gattuso conferma il tridente offensivo

Secondo quanto riportato dal Corriere dello Sport, il tecnico biancoceleste dovrebbe riproporre dal primo minuto gli stessi uomini offensivi schierati contro il Monza. Una scelta che punta sulla continuità e sull’intesa costruita tra i tre giocatori, protagonisti di un reparto che ha mostrato segnali incoraggianti.

L’obiettivo è mettere in difficoltà la Juventus attraverso movimenti, velocità e capacità di sfruttare gli spazi. Isaksen cercherà di incidere sulla corsia offensiva, Noslin sarà chiamato a collegare il centrocampo con l’attacco, mentre Zaccagni potrà rappresentare un riferimento importante per creare occasioni e arrivare alla conclusione.

La Lazio vuole così confermare quanto di buono fatto vedere nell’ultima partita, affidandosi a un assetto che sta offrendo risposte positive.

Isaksen ritrova la Juventus: il precedente allo Stadium

La sfida contro i bianconeri riporta alla memoria di Gustav Isaksen un ricordo significativo. Nella scorsa stagione, infatti, l’esterno danese aveva segnato il gol del raddoppio biancoceleste a Torino, in una gara conclusasi poi in parità.

Una rete che rappresenta un precedente incoraggiante in vista del nuovo confronto. Isaksen arriva inoltre all’appuntamento dopo essersi sbloccato, con la volontà di confermare i progressi e dimostrarsi ancora decisivo negli ultimi metri.

La Lazio spera che il danese possa ripetere una prestazione di alto livello, contribuendo a mettere in difficoltà una squadra che, nonostante il proprio valore, è ancora alla ricerca del miglior equilibrio.

Noslin e Zaccagni, un contributo fondamentale per l’attacco

Il rendimento del tridente non dipende soltanto dalle reti realizzate, ma anche dalla capacità di collaborare e creare opportunità per i compagni. Nelle ultime partite, i tre attaccanti hanno dimostrato di poter essere complementari, alternandosi nella costruzione delle azioni e nella finalizzazione.

Nell’ultima gara casalinga, per esempio, Noslin ha servito l’assist per il gol di Isaksen, mentre Zaccagni ha partecipato all’azione che ha portato alla rete finale di Pinamonti. Episodi che evidenziano il contributo collettivo del reparto offensivo e l’importanza dei movimenti senza palla.

Lazio, l’obiettivo è allungare la striscia positiva

La squadra biancoceleste si presenta alla trasferta torinese con un percorso incoraggiante in campionato: è ancora imbattuta e non perde in Serie A da sette partite consecutive. Contro la Juventus, l’obiettivo sarà prolungare questa serie positiva fino a otto incontri.

Per riuscirci, Gattuso si affiderà ancora una volta alla continuità delle proprie scelte offensive. Isaksen, forte del precedente favorevole allo Stadium, avrà l’opportunità di confermarsi, mentre Noslin e Zaccagni dovranno contribuire a garantire imprevedibilità e incisività.

La Lazio cerca una prestazione convincente contro un’avversaria di alto livello e punta sul proprio tridente per provare a conquistare un risultato importante a Torino.

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Immobile: “Ho amato tanto la Lazio, ma mi stavano accompagnando alla porta”

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Ciro Immobile torna a parlare della sua esperienza alla Lazio e della decisione di lasciare il club biancoceleste.
L’ex attaccante, che ha chiuso la propria carriera da calciatore nell’estate del 2026, è intervenuto durante la trasmissione Dribbling, ripercorrendo alcuni momenti significativi del suo percorso professionale e soffermandosi sulle ragioni che hanno accompagnato il suo addio alla squadra capitolina.

Immobile ha ricordato con affetto gli anni trascorsi a Roma, senza nascondere le difficoltà vissute nella fase finale della sua avventura in biancoceleste. Nel corso dell’intervista ha parlato anche del ritiro, del rapporto con l’Olimpico e dei progetti per il futuro, compresa la possibilità di intraprendere una carriera da allenatore.

Il legame con la Lazio e le ragioni della separazione

Il rapporto tra Immobile e la Lazio ha rappresentato una parte fondamentale della carriera dell’attaccante, diventato negli anni uno dei principali punti di riferimento della squadra. Nonostante il forte legame con l’ambiente biancoceleste, la conclusione dell’esperienza romana non è stata semplice.

L’ex capitano ha spiegato di aver voluto gestire personalmente il momento della separazione, scegliendo di non aspettare che fossero altri a decidere per lui.

«Ho amato tanto la Lazio, è una società a cui sono legatissimo ancora oggi. Quando sono andato via, ho alzato la mano per dire che non mi sarei fatto accompagnare alla porta: so la strada e vado via io. Ho lasciato la mia comfort zone, che per me in quel momento non lo era più».

Parole che restituiscono il punto di vista dell’ex centravanti su un passaggio delicato della sua carriera. L’affetto per la società, come ha ribadito, è rimasto intatto, ma la sensazione di non trovarsi più nella propria dimensione ideale ha contribuito alla scelta di voltare pagina.

Il ritiro e il rapporto con l’Olimpico

Lasciarsi alle spalle il calcio giocato significa affrontare cambiamenti profondi nella quotidianità. Immobile ha raccontato come sia cambiata la sua vita dopo aver smesso di giocare, passando da giornate scandite da allenamenti e impegni sportivi a una gestione del tempo completamente diversa.

«Il ritiro? Un cambio di vita totale, passi da avere programmi quotidiani alla massima libertà. E questo è strano, però con la mentalità giusta di doverla accettare, è più semplice. L’Olimpico? Mi piace andare, ma ora non sento l’istinto di voler tornare in campo. Tanti dicono che viene dopo un paio d’anni, però quello che è fatto è fatto (ride, ndr.)».

L’ex attaccante continua quindi a mantenere un legame con lo stadio che ha accompagnato una parte importante della sua carriera, ma al momento non avverte il desiderio di tornare a calcare il terreno di gioco. Il ritiro rappresenta per lui una nuova fase da affrontare con serenità, senza rimpianti immediati per ciò che ha lasciato.

L’Europeo con Mancini e il ricordo di Gianluca Vialli

Nel corso dell’intervista, Immobile ha ripercorso anche l’esperienza con la Nazionale italiana guidata da Roberto Mancini, soffermandosi sullo spirito che univa il gruppo e sulla figura di Gianluca Vialli, punto di riferimento umano e professionale per molti componenti della squadra.

«L’Italia di Mancini? Si andava tutti dritti come un treno verso l’obiettivo. Vialli? Durante l’Europeo ognuno di noi si aggrappava a lui per qualsiasi tipo di dubbio o consiglio, calcistico e non».

Il ricordo sottolinea il valore del contributo di Vialli all’interno dello spogliatoio azzurro, non soltanto sotto il profilo sportivo. La capacità di offrire sostegno e consigli ai compagni ha rappresentato un elemento importante nella vita quotidiana del gruppo durante il percorso europeo.

Il futuro da allenatore e il valore della famiglia

Dopo aver concluso la carriera da calciatore, Immobile guarda ora a nuove possibilità professionali. Tra le prospettive che lo incuriosiscono maggiormente c’è quella di diventare allenatore, un percorso che intende approfondire attraverso la formazione specifica.

«Ora mi piacerebbe allenare, sono curioso di fare il corso che inizierò a luglio. È un percorso interessante che mi piacerebbe portare avanti».

Infine, l’ex capitano della Lazio ha riservato spazio anche alla propria vita privata, indicando nella famiglia uno degli elementi fondamentali del suo percorso umano e sportivo.

«Il mio miglior dribbling? Il matrimonio con i figli, senza quello non avrei potuto fare ciò che ha fatto in campo».

Un pensiero che chiude l’intervista riportando l’attenzione sugli affetti personali. Dopo gli anni trascorsi tra gol, traguardi e responsabilità da capitano, Immobile si prepara così a costruire una nuova fase della propria vita, con la possibilità di restare nel mondo del calcio attraverso un ruolo diverso.

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Lazio, le scelte anti-Juventus: Gattuso cambia in difesa e conferma Noslin in attacco

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La Lazio prepara la trasferta contro la Juventus, in programma domenica 18 ottobre alle 20:45, con le idee sempre più definite sulla formazione da schierare.
A Formello, in vista dell’importante appuntamento di campionato, Rino Gattuso sembra orientato a confermare gran parte dell’undici visto nella precedente partita contro il Monza, introducendo una sola novità nell’assetto iniziale.

Il cambiamento riguarda il reparto arretrato: Sutalo dovrebbe partire dal primo minuto al posto di Doekhi, andando ad affiancare Provstgaard al centro della difesa. Per il resto, l’allenatore biancoceleste sembra intenzionato a puntare sulla continuità, mantenendo gli stessi interpreti negli altri reparti.

Centrocampo e attacco: Belahyane tra Frattesi e Taylor

In mezzo al campo, Belahyane dovrebbe agire tra Frattesi e Taylor, componendo un centrocampo chiamato a garantire equilibrio e dinamismo contro una Juventus particolarmente impegnativa. Le scelte di Gattuso sembrano quindi premiare la continuità, con l’obiettivo di mantenere un’organizzazione di gioco già sperimentata.

Sulle corsie offensive spazio ancora a Isaksen e Zaccagni, chiamati a sostenere la manovra e a creare occasioni per la punta centrale. In avanti, infatti, Noslin appare nuovamente favorito su Pinamonti per guidare l’attacco dal primo minuto.

L’attaccante dovrebbe dunque avere un’altra opportunità da titolare, mentre Pinamonti rappresenterebbe una soluzione da utilizzare a gara in corso, insieme a Cataldi e Dele-Bashiru. Questi cambi potrebbero rivelarsi importanti per modificare l’andamento della partita nella ripresa.

Le alternative in panchina e la convocazione di Pellegrini

Tra i giocatori a disposizione figura anche il giovane Serra, convocato per la trasferta torinese. Una delle novità più rilevanti riguarda però Pellegrini, che torna tra i convocati in campionato dopo essere stato reintegrato dalla società, in seguito alla precedente esclusione dalla lista dei 25 giocatori.

Il terzino rappresenta un’opzione aggiuntiva per la fascia, mentre alle spalle della coppia centrale formata da Sutalo e Provstgaard dovrebbero agire Floriani Mussolini e Tavares. Gattuso avrà quindi diverse alternative per intervenire sulla struttura della squadra durante l’incontro.

Gli indisponibili: attesa per Gudmundsson

Non mancano, tuttavia, le assenze in casa biancoceleste. Marusic, Rovella e Cancellieri non saranno disponibili per la sfida contro la Juventus e proveranno a recuperare in vista del successivo impegno contro il Parma, previsto per sabato prossimo.

Resta inoltre da chiarire la situazione di Gudmundsson. Per conoscere con maggiore precisione i tempi del suo eventuale rientro sarà necessario attendere gli accertamenti strumentali programmati per martedì. Le valutazioni mediche permetteranno allo staff di avere indicazioni più precise sulle sue condizioni.

Lazio, la probabile formazione contro la Juventus

Sulla base delle indicazioni emerse da Formello, la squadra biancoceleste dovrebbe scendere in campo con il 4-3-3.

Probabile formazione (4-3-3): Mandas; Floriani Mussolini, Sutalo, Provstgaard, Tavares; Frattesi, Belahyane, Taylor; Isaksen, Noslin, Zaccagni.

A disposizione: Motta, Renzetti, Lazzari, Doekhi, Diogo Leite, Pedraza, Pellegrini, Dele-Bashiru, Cataldi, Przyborek, Pinamonti, Serra.

Allenatore: Rino Gattuso.

La Lazio si avvicina così alla sfida di Torino con un undici che dovrebbe cambiare poco rispetto alla precedente uscita. La scelta di Sutalo in difesa e la conferma di Noslin al centro dell’attacco rappresentano le principali indicazioni della vigilia, in attesa delle decisioni definitive dell’allenatore.

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