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Serie A, classifica spettatori allo stadio: Lazio nelle ultime posizioni
Per quanto riguarda il totale dei biglietti venduti, il primato appartiene alle due formazioni milanesi. L’Inter occupa la prima posizione con 373.690 spettatori, precedendo di pochissimo il Milan, fermo a quota 372.723. Sul terzo gradino del podio si trova la Roma, che ha raggiunto 329.877 presenze complessive.
Una graduatoria nella quale la Lazio occupa invece una posizione decisamente arretrata. I biancocelesti si trovano al diciassettesimo posto, con 59.240 spettatori registrati nelle cinque partite disputate all’Olimpico. Alle loro spalle figurano soltanto Venezia (57.287), Como (45.901) e Monza (42.813).

IPA90129644 – Kenneth Taylor of S.S. Lazio celebrates after scoring the goal of 1-0 during the matchday 8 of the Serie A Championship between S.S. Lazio and Parma Calcio 1913 at the Olympic Stadium on October 24, 2026 in Rome, Italy.
Serie A, Lazio: il dato dell’Olimpico e il peso delle tifoserie ospiti
Il numero relativo alla Lazio merita un’ulteriore precisazione: nel conteggio sono comprese anche le presenze dei sostenitori delle squadre avversarie. Un elemento tutt’altro che secondario, considerando che soltanto i tifosi del Milan hanno rappresentato circa un sesto del totale registrato nelle cinque gare casalinghe.
C’è poi un altro aspetto che rende ancora più significativo il dato: sommando gli spettatori dei cinque incontri disputati dai biancocelesti, non si raggiunge neppure la capienza complessiva dello stadio Olimpico. Una fotografia che evidenzia le difficoltà legate all’affluenza del pubblico laziale in questa prima parte della stagione.
Percentuale di riempimento: biancocelesti ultimi con il 17%
Ancora più indicativa è la graduatoria relativa alla percentuale di riempimento degli impianti, che permette di confrontare l’affluenza indipendentemente dalla capienza degli stadi.
In questa speciale classifica è l’Inter a primeggiare, con il 98,7%, seguita dal Cagliari al 98,4% e dalla Juventus al 98,35%. Superano la soglia del 90% anche Milan, Venezia, Roma, Udinese, Genoa e Atalanta.
La maggior parte delle altre società si colloca tra il 60% e l’80%, con il Monza ultimo tra queste con una percentuale del 62,59%. La Lazio, tuttavia, presenta numeri decisamente più bassi rispetto a tutte le altre concorrenti: la media è di appena 11.848 spettatori, con un riempimento dell’Olimpico pari al 17%.
Un risultato che colloca la formazione biancoceleste in fondo alla graduatoria e che riporta l’attenzione sul rapporto tra la squadra, il proprio pubblico e la partecipazione dei tifosi alle partite casalinghe.
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Lazio, Brocchi: “Giocare al Maradona può favorire il Napoli”
Le parole di Brocchi sulla Lazio
La Lazio non vuole fermarsi e, dopo la rimonta vincente contro il Cagliari, si gode il primato solitario in classifica. Ora, però, per i biancocelesti arriva un banco di prova importante: domenica c’è la trasferta al Maradona contro il Napoli, una sfida che può dire molto sulle ambizioni della squadra. La settimana senza impegni europei rappresenta un vantaggio in termini di recupero e preparazione, ma basterà per provare a espugnare Napoli? Il momento della Lazio è positivo, ma serviranno attenzione, qualità e personalità per superare un avversario di alto livello. Ecco cosa ne pensa Cristian Brocchi.
La Lazio vince in rimonta col Cagliari ed è sola in vetta. Domenica c’è l’esame Napoli al Maradona: avere la settimana intera senza coppe può bastare per fare il colpaccio anche lì?
“La Lazio arriva a questa sfida da capolista e senza impegni di coppa in settimana. Avrà la possibilità di recuperare in maniera diversa rispetto al Napoli, però non sempre questo fa la differenza nella singola partita: quando ti giochi qualcosa di importante non basta stare bene fisicamente, servono tante componenti messe insieme. Il Napoli giocherà una partita di livello molto alto dal punto di vista emotivo, ma la Lazio è in un periodo favorevole, sta bene e sta dimostrando di essere una squadra forte. Il fatto di giocare al Maradona, comunque, può favorire un po’ la squadra di Allegri”.
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Lazio, le alternative a Zaccagni: tre soluzioni e una quarta più complicata
Per Gennaro Gattuso si apre quindi un problema non semplice da risolvere. Zaccagni non rappresenta soltanto un riferimento importante nello spogliatoio, ma è anche uno degli elementi con maggiore qualità nel reparto offensivo. Individuare un sostituto capace di garantire caratteristiche simili non sarà facile. L’allenatore è chiamato a valutare diverse possibilità, cercando di non alterare gli equilibri tattici della squadra.
Prima soluzione: Noslin a sinistra e Pinamonti centravanti
L’ipotesi più immediata porta all’inserimento di Pinamonti dal primo minuto nel ruolo di prima punta, con Noslin spostato sulla corsia sinistra del tridente offensivo.
Si tratta probabilmente della soluzione più naturale, perché consentirebbe alla Lazio di mantenere una struttura offensiva riconoscibile senza dover modificare eccessivamente l’assetto della squadra. Noslin avrebbe il compito di occupare la posizione lasciata libera da Zaccagni, mentre Pinamonti garantirebbe una presenza centrale nell’area avversaria.
Esiste però un aspetto che Gattuso dovrà considerare attentamente: schierare entrambi dall’inizio significherebbe rinunciare a una delle due principali alternative offensive dalla panchina. In caso di necessità durante la partita, le possibilità di cambiare volto all’attacco sarebbero inevitabilmente ridotte.
Seconda ipotesi: Tavares avanzato e Pedraza alle sue spalle
Un’altra possibilità riguarda una soluzione già sperimentata nelle ultime uscite. Gattuso potrebbe decidere di avanzare Nuno Tavares sulla linea degli attaccanti, affidando a Pedraza il compito di coprire la corsia alle sue spalle.
Il portoghese possiede qualità atletiche e capacità di accelerazione che potrebbero rivelarsi utili anche in una posizione più offensiva. Tuttavia, questa scelta comporterebbe un sacrificio importante: Tavares perderebbe parte della propria efficacia nella fase di spinta dalla posizione di terzino, privando la Lazio di una delle armi maggiormente utilizzate in questa prima parte della stagione.
Si tratterebbe quindi di una soluzione interessante, ma non priva di controindicazioni dal punto di vista tattico.
Terza alternativa: Isaksen o Cancellieri sulla fascia sinistra
La terza strada porta invece a uno spostamento di uno tra Isaksen e Cancellieri sul versante mancino. In particolare, quest’ultimo potrebbe essere il candidato principale per occupare la posizione di Zaccagni.
Un’idea già presa in considerazione da Maurizio Sarri nella passata stagione, quando alcune situazioni di emergenza avevano costretto la squadra a modificare gli interpreti sulle corsie offensive.
Questa soluzione permetterebbe a Gattuso di conservare una punta di ruolo tra le alternative a disposizione durante la partita e, contemporaneamente, di mantenere Tavares nella sua posizione naturale. Il limite principale sarebbe rappresentato dalle caratteristiche dell’esterno scelto: la Lazio perderebbe infatti un giocatore abituato a partire da sinistra e a rientrare sul piede preferito, modificando così alcune dinamiche offensive.
La quarta possibilità: Gudmundsson, ma il recupero è lontano
Esiste anche una quarta ipotesi, probabilmente quella più interessante dal punto di vista tecnico, ma difficilmente percorribile nell’immediato. Il nome è quello di Albert Gudmundsson, che potrebbe rappresentare un’alternativa importante sulla fascia sinistra del tridente.
L’islandese, che nelle prime settimane della stagione era stato utilizzato anche in posizione più arretrata, è però fermo dalla prima sosta per gli impegni delle nazionali. Le sue condizioni non gli permetteranno di essere disponibile per la trasferta contro il Napoli e il rientro potrebbe richiedere almeno altre due settimane.
Resta quindi da capire se potrà tornare a disposizione per la sfida contro il Torino, con l’auspicio che nel frattempo anche Zaccagni possa avvicinarsi al recupero. Più complicato immaginare un impiego immediato di Serra o Przyborek, che al momento non sembrano rappresentare alternative concrete per sostituire il capitano.
Gattuso chiamato a trovare la soluzione giusta
L’assenza di Zaccagni obbliga dunque Gattuso a intervenire sulle scelte offensive in una fase delicata del campionato. Le possibilità non mancano, ma ciascuna comporta vantaggi e rinunce sul piano tattico.
La scelta definitiva potrebbe arrivare già nei prossimi allenamenti, quando il tecnico avrà modo di valutare le condizioni dei giocatori e testare le diverse combinazioni. La priorità sarà mantenere la competitività della squadra senza perdere gli equilibri che hanno accompagnato l’ottimo avvio di stagione.
La trasferta di Napoli rappresenterà il primo vero banco di prova per una Lazio costretta a reinventarsi senza uno dei suoi uomini più importanti. Nel frattempo, l’obiettivo sarà recuperare Zaccagni nel minor tempo possibile, evitando qualsiasi rischio di ricaduta.
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Lazio, Frattesi protesta per il rigore non concesso: il confronto con Colombo
A riaccendere la discussione è stato lo stesso Frattesi, che ha deciso di riproporre sui social il dialogo avuto con l’arbitro subito dopo l’episodio contestato. Il calciatore ha accompagnato la pubblicazione anche con un fermo immagine dell’azione, tornando così sull’episodio che aveva provocato le sue proteste in campo.
La protesta di Frattesi e il confronto con Colombo
Nel corso della gara contro il Cagliari, Frattesi aveva lamentato un intervento falloso non sanzionato dall’arbitro. Colombo, però, aveva immediatamente escluso la possibilità di concedere il calcio di rigore, spiegando al giocatore la propria interpretazione dell’azione.
Ne era nato un confronto piuttosto acceso, nel quale il calciatore aveva cercato di far valere le proprie ragioni, contestando soprattutto il fatto che il direttore di gara avesse già manifestato la propria decisione prima ancora che il contatto fosse completato.
Di seguito il dialogo tra i due, riproposto dallo stesso giocatore:
COLOMBO: “Attaccante! No no no no no. Ti metti tu davanti, ti metti tu davanti eh. Non è niente, non è niente”.
FRATTESI: “Inizi a fare no da ancora prima che io prenda la palla”.
COLOMBO: “Ascoltami, guardami: per me non è rigore perché ti metti tu davanti e non provi a giocare il pallone”.
FRATTESI: “Ma se io mi metto davanti è per proteggere la palla”.
COLOMBO: “Stai buono! No no”.
Secondo episodio contestato in una settimana
A rendere ancora più evidente il malcontento di Frattesi è il fatto che l’episodio contro il Cagliari rappresenti il secondo rigore reclamato e non ottenuto nell’arco di pochi giorni.
Il giocatore ha scelto di riportare l’attenzione sulla vicenda anche attraverso una nota ironica, richiamando un altro siparietto andato in scena durante le proteste con Rodriguez. La pubblicazione del confronto con Colombo, insieme all’immagine dell’azione, ha così riportato sotto i riflettori la questione arbitrale.
Al di là delle proteste e delle diverse interpretazioni del contatto, resta la posizione dell’arbitro, che ha ritenuto regolare l’intervento e non ha ravvisato gli estremi per assegnare il penalty. Frattesi, invece, continua a non condividere la decisione e ha voluto rendere pubblico il proprio punto di vista, mostrando anche le motivazioni alla base delle sue rimostranze.
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