Immobile ha ricordato con affetto gli anni trascorsi a Roma, senza nascondere le difficoltà vissute nella fase finale della sua avventura in biancoceleste. Nel corso dell’intervista ha parlato anche del ritiro, del rapporto con l’Olimpico e dei progetti per il futuro, compresa la possibilità di intraprendere una carriera da allenatore.
Il legame con la Lazio e le ragioni della separazione
Il rapporto tra Immobile e la Lazio ha rappresentato una parte fondamentale della carriera dell’attaccante, diventato negli anni uno dei principali punti di riferimento della squadra. Nonostante il forte legame con l’ambiente biancoceleste, la conclusione dell’esperienza romana non è stata semplice.
L’ex capitano ha spiegato di aver voluto gestire personalmente il momento della separazione, scegliendo di non aspettare che fossero altri a decidere per lui.
«Ho amato tanto la Lazio, è una società a cui sono legatissimo ancora oggi. Quando sono andato via, ho alzato la mano per dire che non mi sarei fatto accompagnare alla porta: so la strada e vado via io. Ho lasciato la mia comfort zone, che per me in quel momento non lo era più».
Parole che restituiscono il punto di vista dell’ex centravanti su un passaggio delicato della sua carriera. L’affetto per la società, come ha ribadito, è rimasto intatto, ma la sensazione di non trovarsi più nella propria dimensione ideale ha contribuito alla scelta di voltare pagina.
Il ritiro e il rapporto con l’Olimpico
Lasciarsi alle spalle il calcio giocato significa affrontare cambiamenti profondi nella quotidianità. Immobile ha raccontato come sia cambiata la sua vita dopo aver smesso di giocare, passando da giornate scandite da allenamenti e impegni sportivi a una gestione del tempo completamente diversa.
«Il ritiro? Un cambio di vita totale, passi da avere programmi quotidiani alla massima libertà. E questo è strano, però con la mentalità giusta di doverla accettare, è più semplice. L’Olimpico? Mi piace andare, ma ora non sento l’istinto di voler tornare in campo. Tanti dicono che viene dopo un paio d’anni, però quello che è fatto è fatto (ride, ndr.)».
L’ex attaccante continua quindi a mantenere un legame con lo stadio che ha accompagnato una parte importante della sua carriera, ma al momento non avverte il desiderio di tornare a calcare il terreno di gioco. Il ritiro rappresenta per lui una nuova fase da affrontare con serenità, senza rimpianti immediati per ciò che ha lasciato.
L’Europeo con Mancini e il ricordo di Gianluca Vialli
Nel corso dell’intervista, Immobile ha ripercorso anche l’esperienza con la Nazionale italiana guidata da Roberto Mancini, soffermandosi sullo spirito che univa il gruppo e sulla figura di Gianluca Vialli, punto di riferimento umano e professionale per molti componenti della squadra.
«L’Italia di Mancini? Si andava tutti dritti come un treno verso l’obiettivo. Vialli? Durante l’Europeo ognuno di noi si aggrappava a lui per qualsiasi tipo di dubbio o consiglio, calcistico e non».
Il ricordo sottolinea il valore del contributo di Vialli all’interno dello spogliatoio azzurro, non soltanto sotto il profilo sportivo. La capacità di offrire sostegno e consigli ai compagni ha rappresentato un elemento importante nella vita quotidiana del gruppo durante il percorso europeo.
Il futuro da allenatore e il valore della famiglia
Dopo aver concluso la carriera da calciatore, Immobile guarda ora a nuove possibilità professionali. Tra le prospettive che lo incuriosiscono maggiormente c’è quella di diventare allenatore, un percorso che intende approfondire attraverso la formazione specifica.
«Ora mi piacerebbe allenare, sono curioso di fare il corso che inizierò a luglio. È un percorso interessante che mi piacerebbe portare avanti».
Infine, l’ex capitano della Lazio ha riservato spazio anche alla propria vita privata, indicando nella famiglia uno degli elementi fondamentali del suo percorso umano e sportivo.
«Il mio miglior dribbling? Il matrimonio con i figli, senza quello non avrei potuto fare ciò che ha fatto in campo».
Un pensiero che chiude l’intervista riportando l’attenzione sugli affetti personali. Dopo gli anni trascorsi tra gol, traguardi e responsabilità da capitano, Immobile si prepara così a costruire una nuova fase della propria vita, con la possibilità di restare nel mondo del calcio attraverso un ruolo diverso.