Vieri ne ha parlato durante il panel “Air Bobo”, ospitato al Teatro Sociale di Trento, soffermandosi in particolare sulle aspettative che accompagnarono il suo trasferimento nella Capitale e sugli obiettivi di una formazione costruita per competere ai massimi livelli.
Il messaggio di Cragnotti
L’arrivo di Vieri alla Lazio aveva alimentato grandi aspettative. Il presidente Cragnotti aveva investito molto sull’attaccante e, come raccontato dallo stesso ex centravanti, aveva immediatamente chiarito quali fossero le ambizioni della società.
“Cosa mi disse Cragnotti dopo aver pagato quella cifra per me? Che dovevamo vincere qualcosa. E infatti abbiamo vinto. Lì mi sono fatto subito male al ginocchio in Coppa Italia, a Cosenza. Sto fuori tre mesi e mezzo, riprendo a giocare davvero a gennaio”.
L’inizio dell’avventura, dunque, non fu semplice dal punto di vista personale. L’infortunio al ginocchio rimediato in Coppa Italia costrinse Vieri a un lungo periodo lontano dal campo. Il rientro arrivò soltanto alcuni mesi più tardi, ma la stagione avrebbe comunque regalato importanti soddisfazioni alla squadra biancoceleste.
Una rosa ricca di campioni
Nel suo racconto, Vieri ha poi ricordato il livello della Lazio di quegli anni. La formazione di Eriksson poteva contare su numerosi giocatori di grande esperienza e talento, capaci di formare un gruppo competitivo in Italia e in Europa.
“Perdiamo lo scudetto l’ultima giornata a Firenze, vinciamo una Coppa delle Coppe con mio gol. Era una squadra forte, davvero forte. Nesta, Mihajlovic, Nedved, Stankovic, Conceicao, Salas, Almeyda, gente di personalità. Squadra spettacolare, vincevamo delle partite senza proprio fare fatica. Eriksson era carinissimo, purtroppo non è più con noi, sapeva gestire tutti alla perfezione”.
Lo scudetto sfumato e il trionfo europeo
Il ricordo di Vieri racchiude così una stagione caratterizzata da emozioni contrastanti. Da una parte la delusione per aver perso il campionato proprio all’ultima giornata a Firenze, dall’altra la conquista della Coppa delle Coppe, competizione nella quale l’attaccante lasciò il segno con una rete decisiva.
Quella Lazio viene ricordata dall’ex centravanti come una squadra ricca di personalità e qualità, composta da giocatori capaci di incidere nelle partite più importanti. Vieri ha inoltre sottolineato il ruolo di Eriksson nella gestione di un gruppo composto da numerosi campioni, descrivendo il tecnico svedese come una figura capace di mantenere equilibrio all’interno dello spogliatoio.
Il racconto di Vieri restituisce così il ritratto di una Lazio ambiziosa, costruita da Cragnotti con l’obiettivo dichiarato di vincere e capace, in quegli anni, di affermarsi anche sul palcoscenico europeo.
