I nostri Social

News

Lazio, Leite si presenta: “Un giorno speciale, ho rifiutato altri club per venire qui”

Pubblicato

il

Lazio brocchi, Nuovo Flaminio, Provstgaard, Inzaghi, Lotito, Immobile, Supercoppa, Tor di Quinto, Rocchi, Lazio-Inter, Roma-Lazio, Luis Enrique, Ratkov, Derby, Gattuso, Abodi, Pellegrini, Asp, Flaminio, Lotito, Artistico, Liberali, Gaaei, Muriqi, Napoli, Ratkov, Castrín

Diogo Leite è pronto a iniziare la sua nuova avventura con la Lazio.

Il difensore portoghese ha parlato a Lazio Style Channel, raccontando le emozioni legate al suo arrivo nella Capitale e spiegando cosa lo abbia convinto ad accettare la proposta biancoceleste. Domani il giocatore sarà protagonista anche della conferenza stampa di presentazione.

“Oggi è un giorno speciale per me. Volevo venire alla Lazio e finalmente questo giorno è arrivato. Sono felice di indossare questa maglia, soni un grande club con tanta storia. Non vedo l’ora di iniziare. Ho già guardato tante volte la Serie A, mi aspetto di imparare molto, è molto tattico e può far crescere i difensori. Un campionato diverso, ma con grande competitività. Mi aspetto di crescere ancora e raggiungere la miglior condizione”.

La scelta della Lazio

Leite ha poi spiegato come il contatto con la società biancoceleste fosse iniziato già diversi mesi fa. Una proposta che lo ha convinto al punto da mettere in secondo piano le altre opportunità ricevute.

“Già da marzo sapevo dell’interesse della Lazio. Ero interessato a questa proposta, ho rifiutato altri club perché volevo venire qui. Finalmente questo momento è arrivato. Naturalmente ho parlato con Doekhi, è stato impostante per la mia scelta”.

Il ritrovato compagno Doekhi

Tra gli elementi che hanno avuto un peso nella decisione del difensore c’è anche la possibilità di tornare a giocare insieme a Doekhi. I due si conoscono da tempo e avevano già immaginato la possibilità di condividere nuovamente lo stesso spogliatoio.

“Lo conosco da tempo, ritrovarlo qui e giocare di nuovo con lui è un onore. Ne avevamo già parlato in precedenza, prima di firmare, dicevamo che magari un giorno avremmo rigiocato insieme. Quel giorno è arrivato. Sono molto felice. Non vedo l’ora di rivederlo”.

Gli obiettivi personali

Il portoghese ha infine fissato le proprie priorità per la nuova esperienza italiana. Al centro del suo percorso ci saranno il lavoro quotidiano, la ricerca della migliore condizione fisica e la volontà di mettersi a disposizione della Lazio.

“Voglio arrivare alla mia migliore condizione. Credo che questo club sia perfetto per me e questo campionato è giusto per le mie caratteristiche. Il mio obiettivo personale? Aiutare la squadra, giocare il più possibile e contribuire al raggiungimento degli obiettivi”.

News

Lazio, Adani esalta Gattuso: «I tifosi avevano paura della retrocessione, lui gli ha tirato su la testa»

Pubblicato

il

La Lazio di Gattuso continua a raccogliere consensi e a sorprendere chi, prima dell’inizio della stagione, nutriva dubbi sulle possibilità della squadra.
Tra le voci che hanno sottolineato il lavoro dell’allenatore c’è quella di Daniele Adani, ex calciatore e opinionista, intervenuto nel podcast Viva El Futbol per commentare il percorso dei biancocelesti, attualmente in vetta alla classifica a pari punti con l’Inter.

Adani ha ricordato soprattutto lo scetticismo che accompagnava la formazione laziale alla vigilia del campionato, evidenziando la capacità del tecnico di cambiare l’approccio mentale del gruppo e di dare una precisa identità al gioco.

Adani: «I tifosi non pensavano di salvarsi»

L’ex calciatore ha raccontato un episodio risalente alle settimane precedenti all’inizio della stagione, quando, durante le sue visite a Roma, aveva raccolto le preoccupazioni dei tifosi biancocelesti. Le aspettative erano condizionate dalla paura di una possibile retrocessione, uno scenario ben diverso dall’attuale posizione della squadra.

«Prima dell’inizio della stagione, quando andavo a Roma, i tassisti laziali mi chiedevano se la Lazio si sarebbe salvata quest’anno. Noi l’abbiamo celebrato dall’inizio: Gattuso è la faccia dell’autenticità, la sua soddisfazione è di quanto credono nel lavoro».

Adani ha quindi sottolineato come la fiducia nel lavoro quotidiano rappresenti uno degli elementi centrali dell’approccio di Gattuso. La convinzione dell’allenatore e la sua autenticità avrebbero contribuito a trasmettere nuove certezze a un ambiente che, inizialmente, guardava al campionato con apprensione.

Il lavoro di Gattuso e la nuova identità della Lazio

Nel suo intervento, Adani si è soffermato anche sulle caratteristiche tattiche della squadra, riconoscendo al tecnico il merito di aver restituito ai giocatori fiducia e personalità. Secondo l’opinionista, la Lazio non si limita a difendersi per contenere gli avversari, ma cerca di costruire il proprio gioco attraverso movimenti collettivi e partecipazione offensiva.

«I tifosi non pensavano di salvarsi, avevano paura della retrocessione. Questo (Gattuso, ndr.) gli ha tirato su la testa, li fa giocare con dignità in tutti i campi e fa calcio. Lui non ricicla giocatori dietro, non difende in massa. Ma accompagna l’azione in tanti, ribaltano il campo. Questo è il lavoro di uno che il calcio lo conosce e lo sa far arrivare ai suoi giocatori. E quanto mi dispiace che non abbia vinto la sua partita più importante a Zenica».

Parole che mettono in risalto la trasformazione dell’atteggiamento biancoceleste: dalla preoccupazione iniziale alla capacità di affrontare le partite con coraggio, organizzazione e convinzione. Per Adani, il valore del lavoro di Gattuso non risiede soltanto nei risultati, ma anche nella capacità di trasmettere le proprie idee alla squadra e renderle riconoscibili sul terreno di gioco.

Continua a leggere

News

Sutalo: “Lazio la mia prima scelta. Gattuso? Trasmette una grande energia”

Pubblicato

il

Josip Sutalo si sta ambientando nella realtà laziale e guarda con fiducia al prosieguo della stagione.
In un’intervista concessa a Sportske Novosti, uno dei principali quotidiani sportivi croati, il difensore ha raccontato le sue prime impressioni dopo l’arrivo a Formello, soffermandosi sul clima all’interno del gruppo, sul lavoro con Gattuso e sugli obiettivi della squadra. Spazio anche ai ricordi legati all’Ajax, alle prime sensazioni vissute nella Capitale e al rapporto con il calcio italiano.

Sutalo e l’impatto con la Lazio: «Ho percepito un’energia positiva»

Il centrale croato ha descritto un ambiente sereno e un gruppo che, fin dai primi giorni, gli ha trasmesso fiducia. I risultati ottenuti finora rappresentano un segnale incoraggiante, ma secondo Sutalo è fondamentale non perdere la concentrazione e proseguire senza eccessive pressioni.

«L’atmosfera alla Lazio è eccellente, in molti non si aspettavano un inizio di stagione del genere. Fin dall’inizio, da quando sono arrivato, ho percepito un’energia positiva e ho capito che si trattava di una squadra seria. Lo abbiamo dimostrato, ma dobbiamo continuare così: bisogna procedere un passo alla volta e mantenere la calma. Quello che abbiamo fatto a Torino è incredibile, qui si respira un’aria davvero positiva. Giochiamo tutti come un unico blocco ed è proprio questo il segreto dei nostri risultati finora. Fa piacere ricevere elogi e commenti positivi, ma per me rappresentano solo uno stimolo in più per lavorare ancora meglio e con maggiore impegno».

La scelta della Serie A e il rapporto con Gattuso

Sutalo ha poi spiegato le ragioni che lo hanno portato a scegliere la Lazio e il campionato italiano. Il difensore ha sempre guardato con interesse alla Serie A, soprattutto per le caratteristiche tattiche e l’attenzione riservata alla fase difensiva. La volontà del club biancoceleste, inoltre, è stata determinante nella sua decisione.

«La Lazio era la mia prima scelta, così come il campionato italiano. Ho sempre desiderato giocare in Italia, perché ritenevo che questo stile basato sulla tattica e su una fase difensiva più organizzata fosse perfetto per me. La Lazio mi voleva e lo hanno fatto capire chiaramente. Non ho parlato direttamente al telefono con Gattuso, ma ero al corrente del suo interesse nei miei confronti».

Il difensore ha dedicato parole positive anche all’allenatore, soffermandosi sui metodi di lavoro e sul rapporto instaurato con il gruppo. Gli allenamenti, ha spiegato, richiedono intensità e grande disponibilità fisica, mentre il tecnico riesce a mantenere un equilibrio tra la confidenza con i giocatori e il rispetto delle regole.

«Gattuso è una personalità interessante, non posso che parlarne bene. Gli allenamenti sono intensi e molto impegnativi, richiedono tanto lavoro e tanta corsa. Pur mantenendo un rapporto amichevole con i giocatori, sa porre dei limiti ben precisi. Ha un ottimo legame con tutti. Quando è il momento di lavorare, la concentrazione è assoluta».

Il problema della lingua e il legame con la Croazia

Tra gli aspetti sui quali Sutalo sta lavorando c’è anche la conoscenza dell’italiano. Il difensore ha ammesso di non riuscire ancora a comprendere ogni discorso dell’allenatore, ma di coglierne comunque la carica e la motivazione. L’obiettivo è imparare la lingua il prima possibile, così da integrarsi ancora meglio nell’ambiente.

«I suoi discorsi? L’unica cosa è che parla quasi sempre in italiano, quindi non capisco ancora tutto. Però riesco a percepire chiaramente l’energia che trasmette quando parla e per me è una grande motivazione. Presto inizierò a studiare la lingua: voglio impararla il più in fretta possibile, perché so quanto sia importante qui».

Nel corso dell’intervista è emerso anche un riferimento all’esperienza di Gattuso all’Hajduk Spalato. I due hanno avuto modo di parlare di quel periodo, durante il quale il tecnico ha maturato un legame positivo con il Paese e con la sua gente.

«Con Gattuso abbiamo parlato della sua esperienza all’Hajduk, ha avuto solo belle parole per quel periodo della sua carriera. Parla sempre molto bene della Croazia: mi ha raccontato che si è trovato bene nel paese e che apprezza molto la gente del posto».

Il bilancio dell’esperienza all’Ajax

Sutalo ha ripercorso anche gli anni trascorsi all’Ajax, un’esperienza che non ha rispettato completamente le aspettative iniziali. Il difensore, tuttavia, ha sottolineato quanto quel periodo gli abbia permesso di crescere e di acquisire nuove competenze, pur riconoscendo le difficoltà incontrate.

«Credo di essere arrivato all’Ajax forse nel momento più difficile. Sono stati tre anni duri, ma sono grato al club per tutto quello che mi ha dato: ho imparato moltissimo. Magari non è stato il periodo ideale, ma ho comunque portato a casa aspetti positivi e vissuto un’esperienza costruttiva, anche se non è andata esattamente come mi aspettavo».

Roma, l’ambientamento e gli obiettivi stagionali

Il difensore ha raccontato di aver avuto modo di scoprire la Capitale nei primi giorni dopo il suo arrivo, prima di concentrare maggiormente le proprie energie sul lavoro quotidiano. Sutalo ha apprezzato il clima, la qualità della vita e la cucina romana, spiegando inoltre che la sua presenza sta diventando sempre più riconoscibile tra i tifosi.

«Roma è una città bellissima. Ho passato un po’ di tempo a visitarla nei primi giorni, ma ora sono più concentrato sull’allenamento. Il clima è ottimo, la vita è semplice e si mangia bene. All’inizio la gente non mi riconosceva per strada, ma adesso sta iniziando a succedere; anzi, accade sempre più spesso».

Guardando al futuro, il centrale biancoceleste ha ribadito la fiducia nell’ambiente laziale, invitando però a non anticipare i tempi. La qualificazione alle competizioni europee resta un obiettivo importante, mentre le ambizioni potranno essere valutate con maggiore precisione in base all’andamento della stagione.

«Alla Lazio percepisco un’energia positiva e tanto sostegno. Le aspettative sono alte, ma non c’è bisogno di correre. La qualificazione alle coppe europee è senz’altro uno dei nostri obiettivi, ma i traguardi finali dipenderanno da come evolveranno le cose. E poi, naturalmente, le ambizioni crescono quando si ottengono risultati come questi».

Il ricordo di Euro 2024 e del gol di Zaccagni

In chiusura, Sutalo ha commentato anche il gol segnato da Mattia Zaccagni contro la Croazia agli Europei del 2024, una rete che ha lasciato un ricordo amaro nella nazionale croata. Il difensore non ha nascosto il dispiacere per quell’episodio, distinguendo però il risultato sportivo dalla stima personale nei confronti del compagno di squadra.

«Il gol di Zaccagni contro la Croazia a Euro2024? Non ne abbiamo parlato. Per me non è certo un bel ricordo, ma lui è un ottimo giocatore e un bravissimo ragazzo».

Continua a leggere

News

Lazio, l’attacco di Gattuso fa sognare: il precedente di Sarri alimenta le ambizioni biancocelesti

Pubblicato

il

La Lazio di Gennaro Gattuso sta mostrando segnali positivi sul piano offensivo, grazie a una continuità realizzativa che non passa inosservata.
Le ultime cinque gare disputate dai biancocelesti raccontano di una squadra capace di trovare con regolarità la via del gol, mantenendo una media di almeno due reti a partita. Un rendimento che richiama alla memoria una stagione particolarmente significativa per il club capitolino e che riaccende le speranze dei tifosi in vista dei prossimi impegni.

Il dato statistico, infatti, presenta una coincidenza interessante con quanto accaduto nell’ottobre del 2022, quando sulla panchina laziale sedeva Maurizio Sarri. Anche in quella fase della stagione la squadra aveva dimostrato una notevole efficacia sotto porta, costruendo le basi per un percorso destinato a concludersi con un risultato di grande prestigio.

Il precedente di Sarri e il secondo posto in classifica

Al termine di quella stagione, la Lazio riuscì a conquistare il secondo posto in campionato, confermandosi tra le protagoniste della Serie A e assicurandosi l’accesso alla Champions League. Un traguardo importante, raggiunto attraverso prestazioni convincenti e una squadra capace di esprimere un calcio efficace e produttivo.

Il confronto con il rendimento attuale non rappresenta, naturalmente, una garanzia sul risultato finale. Tuttavia, la somiglianza tra le due situazioni offre uno spunto interessante per valutare le prospettive della formazione guidata da Gattuso. Segnare con continuità è infatti un elemento fondamentale per affrontare un campionato competitivo, soprattutto quando l’obiettivo è restare nelle posizioni più alte della graduatoria.

Gattuso punta in alto: la Champions resta un obiettivo

Per Rino Gattuso, il riferimento alla Lazio di Sarri può trasformarsi in uno stimolo ulteriore. Ripetere il percorso di quella squadra significherebbe raggiungere un piazzamento di assoluto valore e riportare i biancocelesti in Champions League, una competizione che rappresenta un traguardo ambizioso per qualsiasi società.

Naturalmente, per trasformare le statistiche in risultati concreti serviranno continuità, equilibrio tra i reparti e capacità di gestire anche le partite più complicate. La produzione offensiva costituisce una base incoraggiante, ma sarà necessario confermare questo rendimento nel corso delle prossime settimane.

Lazio-Parma, un’occasione per confermare i progressi

Il prossimo appuntamento contro il Parma, in programma il 24 ottobre alle 20:45, offrirà alla squadra un’opportunità per proseguire sulla strada intrapresa. Davanti al proprio pubblico, la Lazio cercherà di valorizzare il momento positivo e di dimostrare che l’efficacia offensiva delle ultime uscite non è soltanto una fase passeggera.

Il paragone con la stagione conclusa al secondo posto resta quindi un segnale incoraggiante, più che una previsione. I numeri, almeno per il momento, alimentano l’ottimismo dell’ambiente biancoceleste. Ora spetterà a Gattuso e ai suoi giocatori dare continuità alle prestazioni, con l’obiettivo di trasformare le buone indicazioni statistiche in punti preziosi e, perché no, in una concreta corsa alla qualificazione europea più prestigiosa.

Continua a leggere

Articoli in Trend