Lazio-Atalanta finisce 0-2: rigore di Ederson e gran gol di Zalewski regalano tre punti alla Dea e il sesto posto solido in chiave Europa
All’Olimpico l’Atalanta piega la Lazio 2-0 con le firme di Ederson su rigore e di Zalewski, conquistando un successo pesantissimo nella corsa all’Europa che conta. La squadra di Sarri regge mezz’ora, poi crolla psicologicamente dopo il penalty e non trova più lucidità sotto porta, tra pali, occasioni sprecate e un grande Carnesecchi.
Sarri conferma il 4-3-3 con Provedel in porta, linea difensiva formata da Marusic, Gila, Provstgaard e Nuno Tavares, in mezzo Dele-Bashiru, Cataldi e Taylor, davanti tridente con Isaksen, Maldini falso nove e Noslin largo. Palladino risponde con il 3-4-2-1: Carnesecchi tra i pali, difesa a tre con Scalvini, Djimsiti e Ahanor, esterni Zappacosta e Bernasconi, in mediana De Roon ed Ederson, alle spalle di Krstovic agiscono Samardzic e Zalewski.
La scelta del mister di puntare sull’ex Maldini al centro dell’attacco mira a dare più qualità tra le linee, ma la Lazio fatica a trasformare il possesso in occasioni concrete. Palladino invece rinuncia inizialmente a Scamacca, acciaccato, e affida il peso offensivo a Krstovic, supportato dalla tecnica di Samardzic e dall’imprevedibilità di Zalewski.
Il primo tempo: equilibrio, palo Taylor e rigore Ederson
L’avvio è condizionato dall’Olimpico quasi vuoto per lo sciopero del tifo biancoceleste, con ritmi discreti ma poca intensità emotiva. Nei primi minuti arrivano subito i gialli per Scalvini e Ahanor, segnale di una gara comunque combattuta, mentre Krstovic sfiora a sua volta l’ammonizione per un intervento duro su Isaksen.

Kenneth Taylor guarda avanti ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
L’occasione più grande per la Lazio nel primo tempo è il palo esterno colpito da Taylor, nato da una bella accelerazione di Tavares e dal tocco di Maldini per l’olandese. L’Atalanta risponde con un incredibile errore di Krstovic a porta quasi vuota, dopo l’uscita a vuoto di Provedel e il salvataggio in extremis di Provstgaard in angolo.
L’episodio che spacca la partita arriva al 38’: sul cross di Zappacosta il braccio largo di Cataldi in area induce il Var a richiamare Sacchi e a concedere il rigore. Dal dischetto Ederson spiazza Provedel, indirizzando la palla alla sua destra per lo 0-1 che chiude il primo tempo e fa crollare le certezze della Lazio.
Ripresa: illusione Lazio, gioiello Zalewski e gestione Dea
Nella ripresa i due tecnici cambiano subito: dentro Patric per l’infortunato Gila nella Lazio, Raspadori e Kossounou al posto di Samardzic e Scalvini nell’Atalanta, con Palladino che protegge i già ammoniti e cerca più freschezza. I biancocelesti tornano in campo con la volontà di alzare il baricentro e trovano subito un episodio chiave, il possibile rigore per mano di Zappacosta annullato però da un fuorigioco precedente di Tavares rilevato al Var.
La Lazio continua a provarci, con Noslin che di testa impegna Carnesecchi, ma la difesa orobica regge e aspetta il momento giusto per colpire in ripartenza. Al 60’ arriva il capolavoro che chiude i giochi: Zalewski, ex Roma, trova un destro a giro da fuori area che si insacca alla sinistra di Provedel per lo 0-2 che gela l’Olimpico.
Da lì in avanti la partita scivola su un copione chiaro: la Lazio si sbilancia, crea qualche palla gol con Maldini, Ratkov (palo di testa) e Dia, ma manca sempre l’ultimo tocco. L’Atalanta, pur restando in dieci nel finale per il problema muscolare di Raspadori a cambi esauriti, difende con ordine e porta a casa l’ottavo risultato utile consecutivo in campionato.
La Lazio paga ancora una volta i propri limiti di continuità e personalità: regge bene per mezz’ora, costruisce le migliori chance con Taylor e Maldini, ma si scioglie dopo l’episodio negativo del rigore. La mancanza del supporto del pubblico, con curva in sciopero, pesa su una squadra già fragile dal punto di vista emotivo, che fatica a reagire di fronte alle difficoltà.