Il sostegno dei tifosi e l’assenza di alibi
“Ringraziamo i 10-11mila che erano allo stadio e quelli che ci hanno aspettato fuori dall’Olimpico, erano in tantissimi e ci hanno dato una grande carica. In trasferta sentiamo che ci spingono, ma in casa non è facile giocare con poco pubblico. Noi ora non dobbiamo andare alla ricerca degli alibi, dobbiamo continuare a lavorare con serenità e a sorprendere. Nella prima partita ufficiale abbiamo preso una musata (contro il Mantova, ndr.) che è stata difficile da digerire, ma la squadra è stata brava a continuare e a credere in quello che stiamo facendo”.
Gattuso predica prudenza: vietato sentirsi arrivati
Il tecnico ha poi invitato il gruppo a non lasciarsi condizionare dai risultati positivi, evitando di pensare che il percorso sia ormai in discesa. Per Gattuso, la crescita della Lazio passa soprattutto dalla mentalità, dalla capacità di stare in campo e dall’impegno quotidiano durante gli allenamenti.
“Adesso non dobbiamo essere dei polli o degli sciocchi a commettere l’errore di pensare che è tutto facile e che siamo diventati bravi all’improvviso. La nostra bravura viene dalla nostra mentalità, dal nostro di tenere il campo e di lavorare quotidianamente con voglia e veemenza. Dobbiamo continuare su questo percorso”.
Il rapporto con le critiche e l’esperienza personale
In chiusura, Gattuso ha affrontato il tema delle critiche, facendo riferimento alla propria esperienza nel calcio, prima da calciatore e poi da allenatore. Il tecnico ha ribadito di voler proseguire per la propria strada, lasciando da parte le opinioni esterne e concentrandosi sul lavoro.
“Io da giocatore ne ho sentite tante, se dovevo ascoltare la gente dovevo fare un quarto di quello che ho fatto. Non si può piacere a tutti, io faccio questo mestiere perché ho passione emi fa sentire vivo. Ho avuto la fortuna di avere tanti ragazzi che hanno apprezzato quello che gli ho dato, e molti mi hanno lasciato qualcosa. Io lavoro e basta, bisogna leggere poco. Quando arriveranno le legnate bisogna essere duri e pronti, perché questa è la vita e il calcio”.

