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Precedenti Lazio-Milan: equilibrio e gare tirate

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Gli ultimi Lazio-Milan in Serie A e Coppa Italia. Il racconto dei recenti incroci tra lo Stadio Olimpico di Roma e San Siro a Milano.

Lazio-Milan

MAURIZIO SARRI SORRIDENTE E MASSIMILIANO ALLEGRI ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Lazio–Milan, bilancio dei recenti confronti

Gli ultimi Lazio-Milan hanno mostrato un equilibrio assoluto e una costante impronta tattica. Le sfide più recenti disputate tra il campionato di Serie A e la Coppa Italia si sono caratterizzate per l’estrema compattezza delle due formazioni, con tutti gli incontri decisi da singoli dettagli o da un unico gol di scarto.

Nel confronto più recente di Serie A, giocato allo Stadio Olimpico di Roma il 15 marzo 2026, la formazione biancoceleste si è imposta per 1-0. A firmare il successo capitolino è stato un gol nel primo tempo di Gustav Isaksen, abile a finalizzare un’azione corale per poi difendere il vantaggio fino al triplice fischio.

Le sfide in Coppa Italia e il precedente di San Siro

Pochi mesi prima del match di campionato, il 4 dicembre 2025, le due squadre si erano già affrontate sempre nell’impianto capitolino per gli ottavi di finale di Coppa Italia. Anche in quell’occasione la contesa si è conclusa sul punteggio di 1-0 a favore della Lazio, che ha così conquistato il pass per il turno successivo eliminando i rossoneri dalla competizione.

Nel girone d’andata del campionato di Serie A 2025/2026, andato in scena a San Siro il 29 novembre 2025, la sfida aveva visto invece prevalere il Milan con il medesimo risultato di 1-0. Più datato ma altrettanto combattuto resta invece lo scoppiettante 2-2 della stagione precedente, a conferma di un duello sempre ricco di tensione e agonismo tra due delle principali realtà del calcio italiano.

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Lazio, Gattuso: “Niente alibi, dobbiamo continuare a lavorare”

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Il sostegno dei tifosi e l’assenza di alibi

“Ringraziamo i 10-11mila che erano allo stadio e quelli che ci hanno aspettato fuori dall’Olimpico, erano in tantissimi e ci hanno dato una grande carica. In trasferta sentiamo che ci spingono, ma in casa non è facile giocare con poco pubblico. Noi ora non dobbiamo andare alla ricerca degli alibi, dobbiamo continuare a lavorare con serenità e a sorprendere. Nella prima partita ufficiale abbiamo preso una musata (contro il Mantova, ndr.) che è stata difficile da digerire, ma la squadra è stata brava a continuare e a credere in quello che stiamo facendo”.

Gattuso predica prudenza: vietato sentirsi arrivati

Il tecnico ha poi invitato il gruppo a non lasciarsi condizionare dai risultati positivi, evitando di pensare che il percorso sia ormai in discesa. Per Gattuso, la crescita della Lazio passa soprattutto dalla mentalità, dalla capacità di stare in campo e dall’impegno quotidiano durante gli allenamenti.

“Adesso non dobbiamo essere dei polli o degli sciocchi a commettere l’errore di pensare che è tutto facile e che siamo diventati bravi all’improvviso. La nostra bravura viene dalla nostra mentalità, dal nostro di tenere il campo e di lavorare quotidianamente con voglia e veemenza. Dobbiamo continuare su questo percorso”.

Il rapporto con le critiche e l’esperienza personale

In chiusura, Gattuso ha affrontato il tema delle critiche, facendo riferimento alla propria esperienza nel calcio, prima da calciatore e poi da allenatore. Il tecnico ha ribadito di voler proseguire per la propria strada, lasciando da parte le opinioni esterne e concentrandosi sul lavoro.

“Io da giocatore ne ho sentite tante, se dovevo ascoltare la gente dovevo fare un quarto di quello che ho fatto. Non si può piacere a tutti, io faccio questo mestiere perché ho passione emi fa sentire vivo. Ho avuto la fortuna di avere tanti ragazzi che hanno apprezzato quello che gli ho dato, e molti mi hanno lasciato qualcosa. Io lavoro e basta, bisogna leggere poco. Quando arriveranno le legnate bisogna essere duri e pronti, perché questa è la vita e il calcio”.

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Inzaghi e il legame con la Lazio: “Non uscirà mai dal mio cuore”

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Il legame tra Simone Inzaghi e la Lazio continua a essere profondo, nonostante il passare degli anni e le nuove esperienze professionali.

L’attuale allenatore dell’Al Hilal, che in passato ha guidato sia la formazione biancoceleste sia l’Inter, ha ripercorso alcuni dei momenti più significativi della sua avventura nella Capitale nel corso di un’intervista rilasciata al Messaggero.

Le parole dell’allenatore riportano alla memoria una delle stagioni più emozionanti della storia recente laziale, quando la squadra sognava di conquistare il campionato prima che la pandemia cambiasse radicalmente il corso degli eventi. Un ricordo ancora vivo, accompagnato dalla consapevolezza di aver contribuito alla costruzione di un gruppo capace di lasciare il segno.

Il ricordo della Lazio e della vittoria contro il Bologna

Inzaghi ha individuato nella compattezza dello spogliatoio uno degli elementi fondamentali della squadra che aveva guidato, sottolineando le somiglianze con l’attuale formazione biancoceleste.

«Devo dire che questa squadra assomiglia molto alla mia, ha caratteristiche tecniche e morali simili. Conta il gruppo, isolato dal resto del mondo. Non posso non ricordare quella vittoria contro il Bologna per 2-0, fu decisiva per il nostro salto in testa alla classifica. L’Olimpico era pieno e esplodeva di gioia, sembrava una festa collettiva senza la parola fine. Ricordo quanto erano felici i tifosi, poi arrivò la pandemia, il lungo periodo di sosta, gli infortuni e una ripresa del campionato che non era più lo stesso di prima».

Il successo contro il Bologna rappresenta ancora oggi uno dei passaggi più significativi di quel percorso. Una vittoria che aveva alimentato le ambizioni della Lazio e acceso l’entusiasmo dei tifosi, prima che l’emergenza sanitaria interrompesse bruscamente quella corsa.

Il rimpianto per uno scudetto sfumato

Tra i ricordi più intensi rimane anche il rammarico per un campionato che, secondo Inzaghi, avrebbe potuto avere un epilogo differente. La sospensione della stagione e le difficoltà incontrate alla ripresa lasciarono inevitabilmente degli interrogativi sul reale potenziale di quella squadra.

«Non arrivò lo scudetto ma mi è rimasta consapevolezza di aver costruito una Lazio fantastica, che mi ha regalato emozioni forse irripetibili. Certo, ho un rimpianto nel cuore che mi porterò dietro per tutta la vita: come sarebbe finita senza quella catastrofe di nome Covid? Non so come finirà il campionato, ma anche oggi la Lazio sta regalando forti emozioni».

L’ex allenatore biancoceleste non nasconde quindi il desiderio di conoscere quale sarebbe stato il verdetto finale senza l’interruzione causata dal Covid. Allo stesso tempo, riconosce il valore del lavoro svolto e l’importanza delle emozioni condivise con la squadra e con il pubblico laziale.

Ventidue anni in biancoceleste: un legame indissolubile

Il rapporto tra Inzaghi e la Lazio va ben oltre l’esperienza maturata in panchina. La sua storia con il club romano è iniziata da calciatore ed è proseguita attraverso il percorso da allenatore, trasformandosi in una parte fondamentale della sua carriera e della sua vita.

«Io devo moltissimo al club biancoceleste, non dimentico lo scudetto e non dimentico il periodo più delicato in cui avevamo grandi difficoltà: le devo tantissimo e le sarò grato per sempre. Sono stato alla Lazio per ventidue anni, una cavalcata meravigliosa durante la quale sono stato giocatore e allenatore: non potrà mai uscire dal mio cuore».

Parole che testimoniano l’affetto e la riconoscenza nei confronti di una società che ha accompagnato Inzaghi per oltre due decenni. Un percorso caratterizzato da soddisfazioni, momenti difficili e traguardi importanti, rimasto impresso nella memoria dell’allenatore e dei sostenitori biancocelesti.

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Lazio, Brocchi avverte: «La Lazio dovrà stare molto attenta»

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La Lazio si prepara ad affrontare il Sassuolo al Mapei Stadium, in una gara che richiederà attenzione tattica e grande intensità.
In vista della sfida, Cristian Brocchi, ex calciatore di Milan e Lazio, ha analizzato le possibili strategie della formazione biancoceleste, soffermandosi sulle caratteristiche degli avversari e sulle situazioni di gioco che potrebbero rivelarsi decisive. Ecco le sue parole in esclusiva ai microfoni di Calciostyle.net.

Secondo Brocchi, la squadra allenata da Gattuso ha dimostrato di possedere le qualità necessarie per gestire la partita attraverso il possesso, senza rinunciare alla capacità di aggredire gli avversari. Sarà però fondamentale limitare gli spazi a disposizione del Sassuolo quando riuscirà a recuperare il pallone.

Sassuolo-Lazio, la chiave è limitare le ripartenze neroverdi

L’ex centrocampista ha sottolineato come la Lazio abbia le caratteristiche per interpretare la gara in modi differenti, adattandosi alle diverse fasi dell’incontro. La prestazione contro il Parma, in particolare, ha evidenziato la capacità dei biancocelesti di controllare il gioco e creare occasioni attraverso movimenti studiati sulle corsie esterne.

Brocchi ha spiegato:

«Contro il Sassuolo, che al Mapei Stadium punta sulle transizioni rapide, la Lazio può scegliere fra una partita di possesso e aggressione o lasciare il pallino ai neroverdi. Penso che in questo momento sia brava a fare entrambe le cose: è una squadra che vuole giocare e tenere la palla, e la partita con il Parma è stata emblematica, con una chiara dominanza nel possesso. È stata anche ben studiata: sul lato sinistro la Lazio creava con la superiorità numerica esterna, isolando invece sul lato destro Isaksen, che, supportato da Floriani, riusciva ad andare nell’1 contro 1 e nel 2 contro 2. Credo che proverà a fare la stessa partita. È normale che il Sassuolo, quando recupera palla, abbia secondo me molta più qualità ed efficacia del Parma: arriva a transizioni positive importanti, e la Lazio dovrà stare molto attenta a non concedere questi spazi a una squadra che le sa fare molto bene».

Gattuso chiamato a trovare il giusto equilibrio

Dalle considerazioni di Brocchi emerge un’indicazione precisa: la Lazio dovrà mantenere la propria identità, cercando di imporre il gioco senza esporsi eccessivamente alle accelerazioni avversarie. Il controllo del pallone potrebbe consentire ai biancocelesti di gestire il ritmo, ma sarà altrettanto importante reagire rapidamente in caso di perdita del possesso.

La capacità di recuperare subito le posizioni e impedire al Sassuolo di sviluppare le proprie transizioni potrebbe rappresentare uno degli aspetti determinanti della partita.

Per la squadra di Gattuso, dunque, non basterà costruire occasioni e mantenere il controllo territoriale: serviranno lucidità, aggressività e attenzione per tutti i novanta minuti.

Isaksen e Zaccagni possono fare la differenza

Un altro elemento evidenziato dall’analisi di Brocchi riguarda l’utilizzo delle corsie laterali. La possibilità di creare superiorità numerica da una parte e lasciare spazio all’uno contro uno dall’altra potrebbe offrire alla Lazio diverse soluzioni offensive.

In questo contesto, giocatori come Isaksen e Zaccagni possono diventare importanti per mettere in difficoltà la retroguardia neroverde. La loro capacità di puntare l’uomo e attaccare la profondità potrebbe permettere ai biancocelesti di trovare varchi anche contro una squadra organizzata.

La sfida del Mapei Stadium si preannuncia quindi come un test significativo per la Lazio, chiamata a confermare quanto di buono mostrato nelle ultime uscite. Il messaggio di Brocchi è chiaro: giocare con personalità, ma senza concedere al Sassuolo gli spazi necessari per colpire in velocità.

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