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Motta tra i finalisti del Gentleman Awards: sfida per il premio Fair Play

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Motta, Pisa

Edoardo Motta è tra i protagonisti dell’edizione 2025/2026 del Premio Gentleman Fair Play, riconoscimento dedicato ai calciatori che, oltre alle qualità tecniche, hanno saputo distinguersi per comportamento, correttezza e rispetto dei valori sportivi.

Il portiere della Lazio è riuscito a conquistare un posto tra i quattro finalisti dell’edizione di quest’anno, entrando così nella rosa dei candidati alla vittoria finale. Un risultato significativo per il giovane estremo difensore biancoceleste, che si trova a competere con alcuni dei nomi più importanti del calcio italiano e internazionale.

Una concorrenza di grande livello

A contendersi il prestigioso riconoscimento insieme a Motta ci sono Federico Dimarco, Luka Modric e Manuel Locatelli. Una selezione che testimonia l’importanza del premio e il livello dei giocatori arrivati all’ultimo atto della competizione.

Il Gentleman Award non prende in considerazione esclusivamente le prestazioni sul terreno di gioco, ma valorizza soprattutto quei comportamenti che rappresentano lo spirito più autentico dello sport. Lealtà, rispetto degli avversari e correttezza sono infatti gli elementi centrali sui quali si fonda il riconoscimento.

La cerimonia a Milano

Il nome del vincitore sarà annunciato nel corso della cerimonia conclusiva della 31ª edizione del Premio Gentleman Fair Play. L’appuntamento è fissato per mercoledì 7 ottobre, quando la Scuola Militare Teuliè di Milano ospiterà l’evento dedicato ai protagonisti che si sono distinti per fair play.

Per Motta si tratta quindi di un’importante vetrina personale e, allo stesso tempo, di un motivo di orgoglio per la Lazio. L’inserimento tra i quattro finalisti conferma infatti la considerazione raggiunta dal portiere anche sotto il profilo dei valori sportivi, al di là dei risultati e delle prestazioni offerte durante la stagione.

Attesa per il verdetto

Ora resta soltanto da attendere la decisione finale. Motta proverà a conquistare un premio che rappresenterebbe un riconoscimento prestigioso per il suo percorso e per l’immagine sportiva costruita nel corso della stagione.

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Noslin, nuova arma della Lazio: il colpo di testa è un marchio di fabbrica

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Noslin

Tijjani Noslin sta vivendo un momento particolarmente positivo e, partita dopo partita, sembra conquistare sempre più spazio nei piani della Lazio.

L’attaccante biancoceleste ha trovato continuità sotto porta, riuscendo a segnare in tre occasioni consecutive. Un dato ancora più curioso riguarda il modo in cui sono arrivati questi gol: in tutti e tre i casi, infatti, è stato decisivo il gioco aereo.

La striscia è iniziata in campionato ed è proseguita anche nell’amichevole contro la Juve Stabia. Una conferma che racconta non soltanto il buon momento realizzativo dell’attaccante, ma anche una nuova caratteristica del suo repertorio.

Contro la Juve Stabia arriva un’altra incornata

Nell’ultima uscita Noslin è stato utilizzato da Gennaro Gattuso in una posizione più arretrata, alle spalle di Pinamonti. L’attaccante ha saputo interpretare il ruolo con grande libertà, facendosi trovare pronto al momento giusto.

Il gol è arrivato sugli sviluppi di un cross dalla destra di Farcomeni: Noslin ha attaccato lo spazio e ha indirizzato il pallone in rete con un preciso colpo di testa. Una rete differente rispetto alle precedenti, ma con un elemento comune evidente: la capacità di leggere rapidamente la traiettoria e arrivare prima sul pallone.

Una duttilità preziosa per Gattuso

Oltre alla vena realizzativa, Noslin sta offrendo alla Lazio una caratteristica particolarmente importante: la sua versatilità. Può essere impiegato come centravanti, ma anche partire dalle corsie esterne oppure agire alle spalle della punta.

Questa duttilità rappresenta un vantaggio significativo per Gattuso, soprattutto considerando le condizioni non ottimali di Cancellieri e l’assenza di Gudmundsson. L’allenatore può quindi contare su un giocatore capace di adattarsi alle diverse esigenze tattiche senza perdere pericolosità offensiva.

La fiducia ha cambiato il rendimento

Il confronto con la stagione precedente evidenzia ancora meglio la crescita di Noslin. In campionato aveva realizzato cinque reti, ma senza riuscire a lasciare il segno nelle partite disputate da titolare. La situazione sembra essere cambiata radicalmente con Gattuso.

La rete realizzata contro il Venezia ha rappresentato il tredicesimo gol complessivo con la maglia della Lazio. Un dato significativo: nelle undici partite in cui Noslin è andato a segno, i biancocelesti non hanno mai perso, ottenendo nove vittorie e due pareggi.

La concorrenza con Pinamonti è aperta

La crescita dell’attaccante rende ancora più interessante la competizione per una maglia da titolare. Pinamonti resta una soluzione importante, ma Noslin sta dimostrando di voler contendere il posto senza accontentarsi di un ruolo secondario.

Gattuso cercava un giocatore in grado di garantirgli più alternative offensive e, in questo momento, Noslin sembra rispondere perfettamente alla richiesta. La sua evoluzione sotto porta, unita alla capacità di occupare più zone del campo, lo sta trasformando in una risorsa sempre più preziosa per la Lazio.

E il colpo di testa, ormai, sembra essere diventato il suo marchio di fabbrica.

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Isaksen decisivo contro il Galles: “Ho chiesto al ct di lasciarmi in campo”

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Lazio

La Danimarca ha superato il Galles grazie al calcio di rigore trasformato da Rasmus Hojlund, ma nell’azione decisiva c’è anche la firma di Gustav Isaksen.

L’esterno della Lazio si è infatti procurato il penalty che ha permesso alla Nazionale danese di sbloccare una partita particolarmente importante.

Per Isaksen, la sfida ha avuto un finale che avrebbe potuto essere molto diverso. Il commissario tecnico Riemer stava infatti valutando la possibilità di sostituirlo proprio nei minuti immediatamente precedenti all’episodio che ha cambiato la gara.

Isaksen convince il ct a non sostituirlo

Intervenuto in zona mista al termine dell’incontro, il giocatore biancoceleste ha raccontato il confronto avuto con il proprio allenatore. Nonostante la stanchezza, Isaksen ha chiesto di poter rimanere sul terreno di gioco e provare a dare ancora il proprio contributo.

“Non uscire dal campo è stata una fortuna. Ho detto al ct che avevo ancora un po’ di energie e che avrebbe dovuto lasciarmi correre fino allo sfinimento. Per me era meglio bruciare quell’ultima riserva di energia che mi era rimasta. Credo che lui la pensasse allo stesso modo. Mi ha chiesto se non fosse meglio aspettare ancora un po’, ho risposto che andava bene e ho fatto un ultimo sforzo. Poi, per fortuna, mi sono procurato il rigore”.

Un ultimo sforzo che ha cambiato la partita

La scelta di Riemer di attendere prima di procedere con il cambio si è quindi rivelata determinante nell’economia della partita. Isaksen ha sfruttato le energie rimaste per portare avanti l’azione che ha poi portato al calcio di rigore.

Dal dischetto Hojlund non ha sbagliato, regalando alla Danimarca il gol decisivo. Per l’esterno della Lazio, invece, si è trattato di una giocata arrivata al termine di una gara nella quale era già chiamato a un importante lavoro sulla fascia.

Segnali positivi in vista del ritorno alla Lazio

La prestazione con la Nazionale rappresenta anche un momento significativo per Isaksen, che può così tornare a disposizione della Lazio con ulteriore fiducia. La capacità di incidere nelle fasi decisive e la determinazione mostrata nel voler restare in campo sono elementi che il club biancoceleste potrà ritrovare alla ripresa degli impegni.

Il prossimo obiettivo sarà trasferire anche in maglia Lazio la condizione e l’entusiasmo maturati con la Danimarca, dopo una serata nella quale un ultimo scatto di energia ha finito per fare la differenza.

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Lazio, la promozione per le gare con Monza e Parma non decolla: resta il gelo con i tifosi

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Lazio

La Lazio aveva deciso di intervenire sul fronte dei prezzi nel tentativo di favorire il ritorno del pubblico allo stadio.

La società ha infatti lanciato una promozione dedicata alle prossime due partite interne, quelle contro Monza e Parma, proponendo condizioni economiche più vantaggiose per i tifosi.

L’iniziativa, tuttavia, non avrebbe prodotto finora i risultati sperati. A pochi giorni dalla chiusura della campagna, gli acquisti dei pacchetti risulterebbero ancora limitati, nell’ordine di poche centinaia. Un dato che evidenzia quanto sia complessa la situazione e quanto il problema della scarsa affluenza all’Olimpico non possa essere ricondotto esclusivamente al prezzo dei biglietti.

La contestazione a Lotito continua

Alla base della situazione rimane soprattutto il rapporto complicato tra una parte significativa della tifoseria organizzata e il presidente Claudio Lotito. I gruppi della Curva non sembrano intenzionati, almeno per il momento, a modificare la linea adottata dall’inizio della stagione.

La protesta si manifesta principalmente nelle gare disputate all’Olimpico, mentre il sostegno alla squadra continua a essere garantito soprattutto nelle trasferte. Una scelta che rende ancora più evidente la distanza tra la società e una parte del pubblico biancoceleste.

I numeri dell’Olimpico

Le presenze registrate nelle prime gare interne rappresentano un ulteriore indicatore del momento. L’esordio stagionale casalingo contro il Mantova, in Coppa Italia, aveva portato allo stadio appena 5.528 spettatori. Contro il Genoa si era registrato un leggero incremento, con 6.058 presenze.

Decisamente diverso il dato relativo alla sfida con il Milan, arrivata a quota 21.373 spettatori. In quel caso, però, una componente importante dell’affluenza è stata rappresentata dai numerosi sostenitori rossoneri arrivati nella Capitale.

Contro il Monza attesa una risposta ancora contenuta

Il prossimo appuntamento contro il Monza sarà quindi un nuovo banco di prova. La Lazio spera in una crescita delle presenze grazie alla promozione, ma al momento non sembrano esserci segnali sufficienti per immaginare un’inversione di tendenza significativa.

La questione, dunque, appare più ampia rispetto alla semplice politica dei prezzi. Per riportare stabilmente il pubblico all’Olimpico servirà probabilmente ricucire una frattura che, sul piano del rapporto tra società e tifoseria, resta ancora profonda.

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