Lotito chiarisce di essere disposto ad assumersi le proprie responsabilità per quelle decisioni che, a posteriori, ritiene siano state degli errori. Il riferimento riguarda soprattutto alcune scelte di carattere tecnico prese in passato.
“Chiedo scusa per gli errori di cui mi sento responsabile”
Il presidente biancoceleste spiega così la propria posizione:
“Io chiedo scusa per una cosa di cui mi sento responsabile, per degli errori commessi, per esempio alcune scelte tecniche da me avallate in passato, non chiedetemi quali”.
Una precisazione con cui Lotito distingue le responsabilità personali dalle decisioni prese nell’interesse della società.
Il messaggio rivolto ai tifosi
Nel corso dell’intervista, Lotito ricorda anche la lettera aperta indirizzata in passato ai sostenitori della Lazio e ammette che alcune sue dichiarazioni potrebbero essere state interpretate diversamente rispetto alle intenzioni originarie.
“Ai tifosi scrissi una lettera aperta e può accadere che alcune mie dichiarazioni siano state interpretate in modo diverso. Continuerò a lavorare anche per migliorare quest’aspetto. Ma sappiano tutti che ogni scelta che compio è sempre orientata esclusivamente al bene della Lazio”.
Il presidente ribadisce quindi la propria linea: disponibilità a riconoscere gli errori che considera direttamente imputabili alle sue decisioni, ma anche la convinzione che l’obiettivo delle scelte adottate sia sempre stato quello di tutelare gli interessi della Lazio.
Lotito sull’indagine
“Io non ho mai fatto nomi e cognomi agli inquirenti. Bisignani, Masi, Maiolini? Io ho presentato denunce contro ignoti,quei nomi sono venuti fuori dalle indagini. E se poi, come ho letto, questi signori vorranno adire le vie legali sono liberissimi di farlo. Io non ho denunciato nessuno. Ho denunciato, però, tutto quello che ho subìto in questi tre anni e sofferto in silenzio, roba che neanche vi immaginate. È l’inizio del cinema? Macché, io al cinema non ci vado mai. E non ci sono rivincite da prendere e nessun regolamento di conti con nessuno,io vorrei solo continuare a fare bene il mio lavoro”.
Poi parla di minacce ricevute negli ultimi tre anni:
“È stato un continuo, di giorno e di notte, anche a Natale, a Capodanno, alla Befana, la mia scorta lo sa bene perché tante volte sono stati loro ad ascoltare le chiamate. Non sembrano cani sciolti né un gruppo di tifosi burloni,la percezione piuttosto è che ci sia dietro una struttura ben organizzata. Ecco, appunto. E rivendico con orgoglio, da senatore, di aver rinunciato all’immunità per far acquisire i miei tabulati telefonici dallaProcura diRoma. Nella storia di Palazzo Madama non siamo in tantissimi. Come rivendico pure di essere il presidente più longevo nella storia della Lazio”.
Lotito e i complimenti di Cragnotti
“Volete sapere qual è la cosa che mi ha fatto più piacere ultimamente? Sono state le parole di Sergio Cragnotti, il presidente del secondo scudetto, sabato sera allo stadio Olimpico durante Lazio-Milan. Eravamo seduti quasi vicini e mi ha fatto i complimenti per la squadra allenata da Rino Gattuso”.
