I nostri Social

News

Lazio, Pinamonti chiamato alla svolta: ora tocca a lui conquistare Gattuso

Pubblicato

il

Per Andrea Pinamonti è arrivato il momento di cambiare passo.

L’attaccante è stato scelto dalla Lazio per rinforzare il reparto offensivo e, con la pista che avrebbe potuto portare Mauro Icardi nella Capitale ormai tramontata, davanti a lui si apre uno scenario ben definito: lavorare, crescere e conquistare progressivamente la fiducia di Gennaro Gattuso.

La scelta dell’allenatore, secondo quanto riportato dal Corriere dello Sport, sarebbe sempre stata orientata verso Pinamonti. Anche durante le ultime fasi del mercato, quando la società avrebbe valutato la possibilità di arrivare a Icardi, Gattuso avrebbe continuato a preferire il profilo dell’ex attaccante del Sassuolo.

Un avvio con pochi lampi per Pinamonti

L’inizio della nuova esperienza in biancoceleste, però, non ha ancora regalato particolari soddisfazioni sul piano delle prestazioni. Pinamonti ha debuttato entrando a gara in corso contro il Genoa, per poi partire dall’inizio nella sfida con l’Udinese. Contro il Milan, invece, è subentrato nella ripresa.

Un impatto ancora da valutare, anche considerando le circostanze del suo arrivo. L’attaccante ha raggiunto la Lazio nelle battute conclusive del mercato, quando il resto della squadra aveva già svolto una parte importante della preparazione e lavorava insieme da diverse settimane.

Gattuso aspetta la sua crescita

Il tecnico, pur aspettandosi qualcosa in più, sembra intenzionato a concedere a Pinamonti il tempo necessario per raggiungere una condizione atletica adeguata e inserirsi completamente nei meccanismi della squadra.

Il compito dell’attaccante sarà quindi trasformare la fiducia ricevuta in prestazioni concrete. La concorrenza e le aspettative aumentano, ma la scelta della società e soprattutto quella dell’allenatore rappresentano un’opportunità importante.

Il curioso intreccio con Icardi

La vicenda assume anche un particolare significato per il rapporto tra Pinamonti e Icardi. Ai tempi dell’Inter, infatti, l’attaccante argentino aveva avuto modo di aiutare il giovane Pinamonti nel suo percorso di avvicinamento alla prima squadra.

Anni dopo, i due avrebbero potuto ritrovarsi dalla stessa parte con la maglia della Lazio. Lo scenario non si è concretizzato e la società ha puntato sull’attaccante italiano. Ora la storia è nelle mani di Pinamonti: sarà il campo a stabilire se riuscirà a trasformare la scelta di Gattuso in un punto di svolta della sua esperienza romana.

News

Lotito: “Ogni scelta per il bene della Lazio. Le scuse? Solo in un caso”

Pubblicato

il

Lazio, Stadio Flaminio, Lotito, Manfredini, Gattuso, Basic, Gravina, Peruzzi

Claudio Lotito torna a soffermarsi sulla Lazio nel corso della lunga intervista concessa al Corriere della Sera.

Tra i temi affrontati c’è anche il rapporto con la tifoseria e, in particolare, la questione delle scuse richieste al presidente per alcune scelte effettuate nel corso della sua gestione.

Lotito chiarisce di essere disposto ad assumersi le proprie responsabilità per quelle decisioni che, a posteriori, ritiene siano state degli errori. Il riferimento riguarda soprattutto alcune scelte di carattere tecnico prese in passato.

“Chiedo scusa per gli errori di cui mi sento responsabile”

Il presidente biancoceleste spiega così la propria posizione:

“Io chiedo scusa per una cosa di cui mi sento responsabile, per degli errori commessi, per esempio alcune scelte tecniche da me avallate in passato, non chiedetemi quali”.

Una precisazione con cui Lotito distingue le responsabilità personali dalle decisioni prese nell’interesse della società.

Il messaggio rivolto ai tifosi

Nel corso dell’intervista, Lotito ricorda anche la lettera aperta indirizzata in passato ai sostenitori della Lazio e ammette che alcune sue dichiarazioni potrebbero essere state interpretate diversamente rispetto alle intenzioni originarie.

“Ai tifosi scrissi una lettera aperta e può accadere che alcune mie dichiarazioni siano state interpretate in modo diverso. Continuerò a lavorare anche per migliorare quest’aspetto. Ma sappiano tutti che ogni scelta che compio è sempre orientata esclusivamente al bene della Lazio”.

Il presidente ribadisce quindi la propria linea: disponibilità a riconoscere gli errori che considera direttamente imputabili alle sue decisioni, ma anche la convinzione che l’obiettivo delle scelte adottate sia sempre stato quello di tutelare gli interessi della Lazio.

Lotito sull’indagine

“Io non ho mai fatto nomi e cognomi agli inquirenti. Bisignani, Masi, Maiolini? Io ho presentato denunce contro ignoti,quei nomi sono venuti fuori dalle indagini. E se poi, come ho letto, questi signori vorranno adire le vie legali sono liberissimi di farlo. Io non ho denunciato nessuno. Ho denunciato, però, tutto quello che ho subìto in questi tre anni e sofferto in silenzio, roba che neanche vi immaginate. È l’inizio del cinema? Macché, io al cinema non ci vado mai. E non ci sono rivincite da prendere e nessun regolamento di conti con nessuno,io vorrei solo continuare a fare bene il mio lavoro”.

Poi parla di minacce ricevute negli ultimi tre anni:

“È stato un continuo, di giorno e di notte, anche a Natale, a Capodanno, alla Befana, la mia scorta lo sa bene perché tante volte sono stati loro ad ascoltare le chiamate. Non sembrano cani sciolti né un gruppo di tifosi burloni,la percezione piuttosto è che ci sia dietro una struttura ben organizzata. Ecco, appunto. E rivendico con orgoglio, da senatore, di aver rinunciato all’immunità per far acquisire i miei tabulati telefonici dallaProcura diRoma. Nella storia di Palazzo Madama non siamo in tantissimi. Come rivendico pure di essere il presidente più longevo nella storia della Lazio”.

Lotito e i complimenti di Cragnotti

“Volete sapere qual è la cosa che mi ha fatto più piacere ultimamente? Sono state le parole di Sergio Cragnotti, il presidente del secondo scudetto, sabato sera allo stadio Olimpico durante Lazio-Milan. Eravamo seduti quasi vicini e mi ha fatto i complimenti per la squadra allenata da Rino Gattuso”.

Continua a leggere

News

Lazio e stadio Flaminio, tutti i nodi ancora da sciogliere: l’analisi di Parisi

Pubblicato

il

Lazio Femminile, Gila, Oliviero, Lazio Women, Lazio, Nuovo Flaminio, Provstgaard, Inzaghi, Lotito, Immobile, Supercoppa, Tor di Quinto, Rocchi, Lazio-Inter, Roma-Lazio, Luis Enrique, Ratkov, Derby, Gattuso, Abodi, Pellegrini, Asp, Flaminio, Lotito, Artistico, Liberali, Gaaei, Muriqi, Napoli, Ratkov, Castrín

Il futuro dello stadio Flaminio continua a rappresentare uno dei dossier più delicati per la Lazio e per Roma Capitale. Sul tema è intervenuto Alfredo Parisi, presidente di Federsupporter, con un’analisi pubblicata da Il Tempo, nella quale vengono evidenziati diversi aspetti dell’iter che, secondo la sua lettura, necessiterebbero di ulteriori approfondimenti.

Il progetto di riqualificazione dell’impianto romano è infatti accompagnato da questioni di natura economica, amministrativa, urbanistica e legate alla tutela del patrimonio storico. Parisi concentra la propria attenzione soprattutto sulla necessità di chiarire tutti gli elementi prima che si arrivi alle decisioni definitive.

Il nodo del piano economico-finanziario

Uno dei punti principali sollevati nell’analisi riguarda il Piano economico-finanziario. Secondo Parisi, sarebbe fondamentale conoscere nel dettaglio la struttura finanziaria dell’operazione, compresi soggetti coinvolti, risorse disponibili, modalità di finanziamento e relative garanzie.

Il tema economico assume particolare rilievo perché il progetto riguarda un bene pubblico e, di conseguenza, la valutazione dell’interesse collettivo dovrebbe tenere conto anche della sostenibilità dell’investimento. Le osservazioni di Parisi si inseriscono in un dibattito già sviluppato nei mesi precedenti sul rapporto tra costi, benefici e durata dell’operazione.

Vincoli e tutela dello stadio Flaminio

Un altro capitolo riguarda la posizione della Soprintendenza. Parisi richiama le prescrizioni contenute nel parere del 10 agosto e, in particolare, il ruolo attribuito al Piano di conservazione come riferimento per valutare gli interventi sul Flaminio.

La questione è particolarmente significativa perché l’impianto rappresenta un’opera di grande valore storico e architettonico. Anche in precedenti interventi pubblici Parisi aveva evidenziato le perplessità legate alla compatibilità tra il progetto proposto e i vincoli esistenti.

Viabilità e impatto sul quartiere

Nell’analisi trova spazio anche il tema della viabilità. La trasformazione dello stadio non riguarda infatti soltanto la struttura, ma avrebbe inevitabili conseguenze sull’area circostante, sui residenti e sulla gestione dei flussi durante le giornate degli eventi.

Per Parisi, secondo quanto riportato dal quotidiano, questi aspetti dovrebbero essere adeguatamente valutati all’interno dell’istruttoria. Tra gli elementi richiamati figurano anche le osservazioni delle associazioni del territorio e il coinvolgimento degli organismi municipali competenti.

Le valutazioni ancora da completare

Un ulteriore punto riguarda l’assenza, indicata da Parisi, di alcuni pareri e approfondimenti amministrativi. Tra questi viene richiamata anche la questione del diritto di superficie e del relativo parere dell’Avvocatura capitolina.

Il presidente di Federsupporter invita quindi a mantenere alta l’attenzione sull’intero procedimento, sostenendo la necessità di esaminare con cura documentazione, vincoli, sostenibilità economica e ricadute sul territorio.

Un progetto atteso dai tifosi

Il Flaminio resta comunque un progetto di grande interesse per il popolo laziale. L’eventuale ritorno della Lazio nello storico impianto rappresenterebbe una trasformazione significativa nel rapporto tra il club e la città.

Proprio per questo l’obiettivo dovrebbe essere quello di arrivare a una decisione sulla base di un’istruttoria completa, nella quale siano adeguatamente considerate tutte le componenti: società, istituzioni, tutela architettonica, sostenibilità economica e interessi dei residenti.

La partita sul Flaminio, dunque, non si gioca soltanto sul terreno sportivo: prima dell’eventuale ritorno della Lazio nello storico stadio romano, restano diversi passaggi amministrativi e tecnici da chiarire.

Continua a leggere

News

Intervista a Cristian Brocchi, Lazio: “Partita da doppia faccia col Milan”

Pubblicato

il

Archiviato il 2-2 rimediato all’Olimpico contro il Milan di Ruben Amorim, la Lazio di Gennaro Gattuso sta preparando la sfida contro il Venezia. Ad analizzare il pareggio contro i rossoneri ci ha pensato Cristian Brocchi, doppio ex della partita: ecco le sue parole in esclusiva ai microfoni di Calciostyle.

Da ex centrocampista e incursore, come valuti l’impatto e il senso della posizione di Moreira? Può diventare il vero trascinatore di questo Milan?

“Moreira è stato pagato tanto, è stato preso con l’obiettivo di mettere velocità, imprevedibilità e anche gol o assist da quel lato lì, dove il Milan ha faticato a trovare un giocatore. Lui sicuramente può prendere questa posizione e farla sua, diventando un titolare inamovibile di questa squadra”.

Poi continua:

“Al contrario di Gonçalo Ramos, che ancora non è riuscito a esprimersi ai massimi livelli, anche se i due gol che ha fatto l’altro giorno ovviamente lo mettono sugli scudi, ma ogni partita poi farà storia a sé. Io sono convinto che sia lui che Gonçalo Ramos saranno due titolari del Milan e saranno anche fondamentali per lo sviluppo del gioco.”

GENNARO GATTUSO PARLA CON I SUOI RAGAZZI ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Un tempo a testa e un 2-2 spettacolare. Cristian, come si spiega questa doppia faccia della partita? È una questione di gambe, di cambi azzeccati o puramente di testa?

“Per me non c’è stata una doppia faccia della Lazio nella partita con il Milan. Ha giocato un primo tempo bellissimo, perfetto sotto ogni punto di vista, mettendo in grandissima difficoltà il Milan. Poi, nel secondo tempo, con dei cambi giusti, i rossoneri sono usciti fuori e sono riusciti a prendere campo e a mettere in difficoltà una squadra che, comunque, ha tenuto bene il campo ed è stata punita da due gol bellissimi di un giocatore pagato 60 milioni”.

Continua a leggere

Articoli in Trend