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Lazio, Cataldi vede il rientro: cresce la speranza per Venezia

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Cataldi, rovella

Danilo Cataldi continua il proprio percorso verso il rientro e guarda con fiducia alla prossima sfida della Lazio contro il Venezia.

Il centrocampista biancoceleste era stato inserito tra i convocati per la partita dell’Olimpico contro il Milan, ma non era riuscito a trovare spazio durante il match.

La novità più significativa riguarda però il lavoro svolto negli ultimi giorni. Cataldi ha infatti completato una settimana di allenamenti a Formello insieme al resto della squadra, un segnale positivo nel suo percorso di recupero. La continuità della preparazione gli permette di guardare con maggiore ottimismo alla trasferta in programma contro il Venezia.

Possibile convocazione, ma senza forzature

La presenza di Cataldi tra i disponibili rappresenterebbe un’opzione in più per Gennaro Gattuso, soprattutto considerando l’importanza degli impegni ravvicinati e la necessità di avere più soluzioni a centrocampo. Il giocatore potrebbe eventualmente partire dalla panchina e diventare una risorsa a gara in corso.

Al momento, tuttavia, non ci sono certezze riguardo a un suo effettivo utilizzo. Il fatto di essere tornato ad allenarsi regolarmente costituisce un passo avanti, ma non significa automaticamente che il centrocampista sia pronto per disputare una partita completa.

Gattuso valuta con attenzione

L’allenatore della Lazio dovrebbe infatti procedere con la massima prudenza. Gattuso non avrebbe intenzione di accelerare i tempi del rientro di Cataldi, soprattutto considerando che il calendario offre successivamente una pausa che può consentire al calciatore di proseguire il lavoro senza la necessità di assumere rischi inutili.

Per questo motivo, anche un eventuale ingresso in campo contro il Venezia resta da valutare. Cataldi spera comunque di poter tornare a dare il proprio contributo, magari anche soltanto per alcuni minuti.

La prudenza resta la priorità

Le prossime sedute a Formello saranno quindi importanti per capire quale sarà la decisione definitiva dello staff tecnico. La settimana trascorsa insieme al gruppo rappresenta un elemento incoraggiante, ma la gestione del centrocampista rimarrà inevitabilmente legata alle sue condizioni e alle risposte fornite durante gli allenamenti.

La Lazio, nel frattempo, attende il pieno recupero di Cataldi senza voler correre rischi: l’obiettivo è restituire al tecnico una pedina importante quando sarà realmente pronta per tornare in campo.

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Lotito: “Ogni scelta per il bene della Lazio. Le scuse? Solo in un caso”

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Claudio Lotito torna a soffermarsi sulla Lazio nel corso della lunga intervista concessa al Corriere della Sera.

Tra i temi affrontati c’è anche il rapporto con la tifoseria e, in particolare, la questione delle scuse richieste al presidente per alcune scelte effettuate nel corso della sua gestione.

Lotito chiarisce di essere disposto ad assumersi le proprie responsabilità per quelle decisioni che, a posteriori, ritiene siano state degli errori. Il riferimento riguarda soprattutto alcune scelte di carattere tecnico prese in passato.

“Chiedo scusa per gli errori di cui mi sento responsabile”

Il presidente biancoceleste spiega così la propria posizione:

“Io chiedo scusa per una cosa di cui mi sento responsabile, per degli errori commessi, per esempio alcune scelte tecniche da me avallate in passato, non chiedetemi quali”.

Una precisazione con cui Lotito distingue le responsabilità personali dalle decisioni prese nell’interesse della società.

Il messaggio rivolto ai tifosi

Nel corso dell’intervista, Lotito ricorda anche la lettera aperta indirizzata in passato ai sostenitori della Lazio e ammette che alcune sue dichiarazioni potrebbero essere state interpretate diversamente rispetto alle intenzioni originarie.

“Ai tifosi scrissi una lettera aperta e può accadere che alcune mie dichiarazioni siano state interpretate in modo diverso. Continuerò a lavorare anche per migliorare quest’aspetto. Ma sappiano tutti che ogni scelta che compio è sempre orientata esclusivamente al bene della Lazio”.

Il presidente ribadisce quindi la propria linea: disponibilità a riconoscere gli errori che considera direttamente imputabili alle sue decisioni, ma anche la convinzione che l’obiettivo delle scelte adottate sia sempre stato quello di tutelare gli interessi della Lazio.

Lotito sull’indagine

“Io non ho mai fatto nomi e cognomi agli inquirenti. Bisignani, Masi, Maiolini? Io ho presentato denunce contro ignoti,quei nomi sono venuti fuori dalle indagini. E se poi, come ho letto, questi signori vorranno adire le vie legali sono liberissimi di farlo. Io non ho denunciato nessuno. Ho denunciato, però, tutto quello che ho subìto in questi tre anni e sofferto in silenzio, roba che neanche vi immaginate. È l’inizio del cinema? Macché, io al cinema non ci vado mai. E non ci sono rivincite da prendere e nessun regolamento di conti con nessuno,io vorrei solo continuare a fare bene il mio lavoro”.

Poi parla di minacce ricevute negli ultimi tre anni:

“È stato un continuo, di giorno e di notte, anche a Natale, a Capodanno, alla Befana, la mia scorta lo sa bene perché tante volte sono stati loro ad ascoltare le chiamate. Non sembrano cani sciolti né un gruppo di tifosi burloni,la percezione piuttosto è che ci sia dietro una struttura ben organizzata. Ecco, appunto. E rivendico con orgoglio, da senatore, di aver rinunciato all’immunità per far acquisire i miei tabulati telefonici dallaProcura diRoma. Nella storia di Palazzo Madama non siamo in tantissimi. Come rivendico pure di essere il presidente più longevo nella storia della Lazio”.

Lotito e i complimenti di Cragnotti

“Volete sapere qual è la cosa che mi ha fatto più piacere ultimamente? Sono state le parole di Sergio Cragnotti, il presidente del secondo scudetto, sabato sera allo stadio Olimpico durante Lazio-Milan. Eravamo seduti quasi vicini e mi ha fatto i complimenti per la squadra allenata da Rino Gattuso”.

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Lazio e stadio Flaminio, tutti i nodi ancora da sciogliere: l’analisi di Parisi

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Il futuro dello stadio Flaminio continua a rappresentare uno dei dossier più delicati per la Lazio e per Roma Capitale. Sul tema è intervenuto Alfredo Parisi, presidente di Federsupporter, con un’analisi pubblicata da Il Tempo, nella quale vengono evidenziati diversi aspetti dell’iter che, secondo la sua lettura, necessiterebbero di ulteriori approfondimenti.

Il progetto di riqualificazione dell’impianto romano è infatti accompagnato da questioni di natura economica, amministrativa, urbanistica e legate alla tutela del patrimonio storico. Parisi concentra la propria attenzione soprattutto sulla necessità di chiarire tutti gli elementi prima che si arrivi alle decisioni definitive.

Il nodo del piano economico-finanziario

Uno dei punti principali sollevati nell’analisi riguarda il Piano economico-finanziario. Secondo Parisi, sarebbe fondamentale conoscere nel dettaglio la struttura finanziaria dell’operazione, compresi soggetti coinvolti, risorse disponibili, modalità di finanziamento e relative garanzie.

Il tema economico assume particolare rilievo perché il progetto riguarda un bene pubblico e, di conseguenza, la valutazione dell’interesse collettivo dovrebbe tenere conto anche della sostenibilità dell’investimento. Le osservazioni di Parisi si inseriscono in un dibattito già sviluppato nei mesi precedenti sul rapporto tra costi, benefici e durata dell’operazione.

Vincoli e tutela dello stadio Flaminio

Un altro capitolo riguarda la posizione della Soprintendenza. Parisi richiama le prescrizioni contenute nel parere del 10 agosto e, in particolare, il ruolo attribuito al Piano di conservazione come riferimento per valutare gli interventi sul Flaminio.

La questione è particolarmente significativa perché l’impianto rappresenta un’opera di grande valore storico e architettonico. Anche in precedenti interventi pubblici Parisi aveva evidenziato le perplessità legate alla compatibilità tra il progetto proposto e i vincoli esistenti.

Viabilità e impatto sul quartiere

Nell’analisi trova spazio anche il tema della viabilità. La trasformazione dello stadio non riguarda infatti soltanto la struttura, ma avrebbe inevitabili conseguenze sull’area circostante, sui residenti e sulla gestione dei flussi durante le giornate degli eventi.

Per Parisi, secondo quanto riportato dal quotidiano, questi aspetti dovrebbero essere adeguatamente valutati all’interno dell’istruttoria. Tra gli elementi richiamati figurano anche le osservazioni delle associazioni del territorio e il coinvolgimento degli organismi municipali competenti.

Le valutazioni ancora da completare

Un ulteriore punto riguarda l’assenza, indicata da Parisi, di alcuni pareri e approfondimenti amministrativi. Tra questi viene richiamata anche la questione del diritto di superficie e del relativo parere dell’Avvocatura capitolina.

Il presidente di Federsupporter invita quindi a mantenere alta l’attenzione sull’intero procedimento, sostenendo la necessità di esaminare con cura documentazione, vincoli, sostenibilità economica e ricadute sul territorio.

Un progetto atteso dai tifosi

Il Flaminio resta comunque un progetto di grande interesse per il popolo laziale. L’eventuale ritorno della Lazio nello storico impianto rappresenterebbe una trasformazione significativa nel rapporto tra il club e la città.

Proprio per questo l’obiettivo dovrebbe essere quello di arrivare a una decisione sulla base di un’istruttoria completa, nella quale siano adeguatamente considerate tutte le componenti: società, istituzioni, tutela architettonica, sostenibilità economica e interessi dei residenti.

La partita sul Flaminio, dunque, non si gioca soltanto sul terreno sportivo: prima dell’eventuale ritorno della Lazio nello storico stadio romano, restano diversi passaggi amministrativi e tecnici da chiarire.

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Lazio, Pinamonti chiamato alla svolta: ora tocca a lui conquistare Gattuso

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Per Andrea Pinamonti è arrivato il momento di cambiare passo.

L’attaccante è stato scelto dalla Lazio per rinforzare il reparto offensivo e, con la pista che avrebbe potuto portare Mauro Icardi nella Capitale ormai tramontata, davanti a lui si apre uno scenario ben definito: lavorare, crescere e conquistare progressivamente la fiducia di Gennaro Gattuso.

La scelta dell’allenatore, secondo quanto riportato dal Corriere dello Sport, sarebbe sempre stata orientata verso Pinamonti. Anche durante le ultime fasi del mercato, quando la società avrebbe valutato la possibilità di arrivare a Icardi, Gattuso avrebbe continuato a preferire il profilo dell’ex attaccante del Sassuolo.

Un avvio con pochi lampi per Pinamonti

L’inizio della nuova esperienza in biancoceleste, però, non ha ancora regalato particolari soddisfazioni sul piano delle prestazioni. Pinamonti ha debuttato entrando a gara in corso contro il Genoa, per poi partire dall’inizio nella sfida con l’Udinese. Contro il Milan, invece, è subentrato nella ripresa.

Un impatto ancora da valutare, anche considerando le circostanze del suo arrivo. L’attaccante ha raggiunto la Lazio nelle battute conclusive del mercato, quando il resto della squadra aveva già svolto una parte importante della preparazione e lavorava insieme da diverse settimane.

Gattuso aspetta la sua crescita

Il tecnico, pur aspettandosi qualcosa in più, sembra intenzionato a concedere a Pinamonti il tempo necessario per raggiungere una condizione atletica adeguata e inserirsi completamente nei meccanismi della squadra.

Il compito dell’attaccante sarà quindi trasformare la fiducia ricevuta in prestazioni concrete. La concorrenza e le aspettative aumentano, ma la scelta della società e soprattutto quella dell’allenatore rappresentano un’opportunità importante.

Il curioso intreccio con Icardi

La vicenda assume anche un particolare significato per il rapporto tra Pinamonti e Icardi. Ai tempi dell’Inter, infatti, l’attaccante argentino aveva avuto modo di aiutare il giovane Pinamonti nel suo percorso di avvicinamento alla prima squadra.

Anni dopo, i due avrebbero potuto ritrovarsi dalla stessa parte con la maglia della Lazio. Lo scenario non si è concretizzato e la società ha puntato sull’attaccante italiano. Ora la storia è nelle mani di Pinamonti: sarà il campo a stabilire se riuscirà a trasformare la scelta di Gattuso in un punto di svolta della sua esperienza romana.

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