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Lazio, Taylor confessa: “All’Ajax sono cresciuto”

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Patric, Roma-Lazio

Kenneth Taylor si racconta a Ziggo Sport. Il centrocampista della Lazio parla del passato all’Ajax, dell’addio ad Amsterdam e del rapido inserimento a Roma.

Lazio, Taylor

TAYLOR E NOSLIN ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Taylor, il legame indissolubile con l’Ajax e la nostalgia di casa

A pochi mesi dal suo sbarco a Roma nella sessione invernale di mercato, Kenneth Taylor è tornato a parlare a cuore aperto delle sue radici. Il centrocampista della Lazio ha concesso una lunga e approfondita intervista ai microfoni della trasmissione Kick ‘t Met su Ziggo Sport, ripercorrendo le tappe fondamentali della sua crescita nel prestigioso vivaio dei Lancieri e commentando il momento difficile che sta attraversando il club di Amsterdam.

Il giovane olandese non ha mai nascosto il legame viscerale con la squadra in cui è cresciuto fin da bambino, descrivendola apertamente come la propria comfort zone. Il sogno di arrivare in prima squadra, coltivato insieme ad amici storici del settore giovanile, si è scontrato negli ultimi mesi con una serie di cessioni illustri che hanno indebolito l’organico. Pur comprendendo la filosofia aziendale dell’Ajax, basata sulla costante valorizzazione e vendita dei propri talenti, Taylor ha ammesso quanto sia stato doloroso vedere il club cedere terreno a favore del dominio del PSV Eindhoven. Il richiamo di Amsterdam resta fortissimo, tanto da spingere il mediano biancoceleste a dichiarare che non ci penserebbe due volte a rivestire quella maglia in futuro.

Il retroscena su Brobbey e il consiglio di mercato

Tra i tanti addii che hanno segnato l’ultima parte della sua esperienza in Olanda, Taylor ha voluto citare quello di Brian Brobbey. Il trasferimento dell’attaccante al Sunderland ha privato il centrocampista di un punto di riferimento fondamentale, sia sul terreno di gioco che all’interno dello spogliatoio, costringendolo a prendersi responsabilità da leader in un gruppo fortemente rinnovato.

L’intervista ha regalato anche un simpatico retroscena di mercato legato al forte legame d’amicizia che unisce ancora i due ex compagni. Taylor ha svelato di aver incontrato la punta in Olanda e di aver scherzato sulla sua attuale esperienza calcistica oltremanica. L’attaccante gli avrebbe sconsigliato un trasferimento in Inghilterra, giudicando la città di Sunderland non particolarmente entusiasmante dal punto di vista della qualità della vita. Al contrario, il centrocampista laziale ha confessato, con una battuta, di aver invitato l’amico a sposare la causa biancoceleste e a raggiungerlo al più presto nella Capitale.

Da Farioli alla Lazio, un inserimento lampo grazie alla tattica

L’adattamento al calcio italiano e agli schemi della Lazio è stato sorprendentemente rapido per Taylor, che ha voluto attribuire gran parte del merito di questo successo al lavoro svolto in patria sotto la guida di Francesco Farioli. Il periodo trascorso con l’allenatore italiano sulla panchina dei Lancieri ha rappresentato una vera e propria scuola di formazione, rivelatasi fondamentale per il suo inserimento nei meccanismi della Serie A.

I principi di gioco assimilati ad Amsterdam si stanno dimostrando quasi identici alle richieste dello staff tecnico biancoceleste. L’organizzazione della linea difensiva a quattro, i movimenti coordinati di squadra in fase di non possesso e la cultura del mutuo soccorso tra i reparti sono concetti che Taylor aveva già metabolizzato durante la gestione Farioli. Questa forte continuità tattica ha permesso al calciatore di azzerare i tempi di inserimento e di sentirsi immediatamente a proprio agio a Formello, riconoscendo sul campo dinamiche e situazioni di gioco già vissute e ampiamente sperimentate nella sua precedente avventura.

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Lazio, i cross fanno la differenza: il dato che esalta il gioco sulle fasce

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La Lazio torna da Venezia con tre punti pesanti e con nuove indicazioni positive sul piano del gioco.

Dopo le difficoltà incontrate nella prima parte della gara, la squadra di Gattuso ha saputo cambiare ritmo e atteggiamento, trovando il modo di ribaltare l’inerzia della partita. Il successo ottenuto in Laguna rappresenta inoltre un’ulteriore conferma del rendimento esterno dei biancocelesti, capaci di ottenere il massimo anche nelle precedenti trasferte di Bologna e Udine.

A incidere sul risultato sono state soprattutto due situazioni offensive: il calcio di rigore trasformato da Zaccagni e il colpo di testa di Noslin, arrivato sugli sviluppi di un cross dalla sinistra.

Sei gol su otto costruiti attraverso un cross

Proprio la rete di Noslin permette di evidenziare una statistica particolarmente significativa per la Lazio di questo avvio di stagione. Secondo quanto riportato dal Corriere dello Sport, ben sei degli otto gol complessivamente realizzati dai biancocelesti sono arrivati dopo un cross.

Un dato che sottolinea quanto il gioco sulle fasce stia assumendo un ruolo centrale nei meccanismi offensivi della formazione di Gattuso. La Lazio riesce infatti a creare occasioni sfruttando l’ampiezza e cercando con continuità i propri attaccanti all’interno dell’area avversaria.

Tavares ancora protagonista

Tra i principali interpreti di questa soluzione offensiva c’è senza dubbio Nuno Tavares. Anche contro il Venezia il portoghese ha messo in mostra le proprie qualità sulla corsia mancina, servendo l’assist per la rete di Noslin con un altro pallone preciso verso il centro dell’area.

Per Tavares si tratta del secondo assist in campionato, un ulteriore riconoscimento del suo peso nella manovra offensiva laziale. La sua capacità di spingere, arrivare sul fondo e mettere palloni pericolosi in area rappresenta una delle armi che la squadra sta sfruttando maggiormente.

Un’identità sempre più riconoscibile

La statistica dei cross racconta dunque una parte importante dell’identità della Lazio. Non si tratta soltanto di una soluzione occasionale, ma di una caratteristica che sta emergendo con continuità nelle prime uscite stagionali.

La prestazione di Venezia aggiunge così un altro tassello al percorso della squadra di Gattuso: oltre ai tre punti, arrivano conferme sulla capacità di sfruttare le corsie esterne e sulla crescente incisività di giocatori come Tavares e Noslin.

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Lazio, Mandas para tutto e la difesa ritrova certezze: numeri da record contro il Venezia

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La Lazio torna da Venezia con tre punti pesanti e con una serie di indicazioni incoraggianti. Il successo ottenuto contro i lagunari porta le firme di Mattia Zaccagni e Tijjani Noslin, ma tra i protagonisti assoluti della serata c’è anche Christos Mandas. Il portiere greco ha infatti offerto una prestazione di grande livello, contribuendo in maniera determinante alla vittoria biancoceleste.

La squadra di Gennaro Gattuso ha attraversato alcuni momenti complicati durante la partita, soprattutto nella prima frazione. Proprio in quella fase Mandas è riuscito a mantenere inviolata la propria porta con una serie di interventi che hanno permesso alla Lazio di restare dentro la partita.

Cinque parate nel primo tempo: nessuno come Mandas

Il dato più significativo riguarda proprio il rendimento del portiere nei primi 45 minuti. Contro il Venezia Mandas ha effettuato cinque parate nella prima frazione: un numero che, secondo quanto riportato dal Messaggero e ripreso dalla fonte, nessun altro estremo difensore della Serie A aveva raggiunto in questa stagione fino a quel momento.

Un dato che fotografa bene l’importanza avuta dal greco nel momento più delicato dell’incontro. La Lazio non ha sempre avuto il controllo della gara, ma ha trovato in Mandas una garanzia tra i pali. La sua prestazione ha permesso ai biancocelesti di arrivare all’intervallo senza subire reti e di affrontare la ripresa con la possibilità di cambiare l’inerzia della sfida.

Terzo clean sheet in cinque giornate

La prestazione individuale di Mandas si inserisce inoltre in un dato collettivo particolarmente significativo. Quello contro il Venezia è stato infatti il terzo clean sheet della Lazio nelle prime cinque giornate di campionato. Un rendimento difensivo che, per trovare un precedente simile nella storia recente del club, porta indietro alla stagione 2006-07.

Non è soltanto una statistica legata al portiere. Il dato evidenzia anche il lavoro dell’intero reparto arretrato e la capacità della squadra di Gattuso di resistere nei momenti di maggiore pressione. Mantenere la porta inviolata con questa frequenza rappresenta uno degli elementi che hanno accompagnato il positivo avvio di campionato della formazione biancoceleste.

Mandas, la fiducia di Gattuso sta pagando

La crescita del portiere greco assume ancora più importanza considerando il percorso intrapreso in questa stagione. Mandas ha ricevuto fiducia da Gattuso e ha risposto sul campo con prestazioni sempre più convincenti. Dopo la gara di Venezia, lo stesso estremo difensore ha sottolineato quanto sia stata importante per lui la possibilità di giocare con continuità e sentire la fiducia dell’allenatore.

A Venezia questa fiducia si è trasformata in una prestazione decisiva. Prima le parate, poi la capacità di mantenere concentrazione e sicurezza fino al fischio finale: Mandas ha contribuito direttamente a un successo che permette alla Lazio di proseguire il proprio ottimo avvio.

Una Lazio che sa anche soffrire

Il successo del Penzo racconta dunque una squadra capace di vincere anche attraverso momenti di difficoltà. Le reti di Zaccagni e Noslin hanno completato l’opera, ma alla base dei tre punti c’è stata anche la capacità di non concedere gol.

Il dato dei tre clean sheet nelle prime cinque giornate, unito alla prestazione personale di Mandas, offre a Gattuso un ulteriore elemento su cui costruire. La Lazio ha ancora margini di miglioramento, ma può già contare su una certezza importante: quando l’avversario riesce a creare pericoli, tra i pali c’è un Mandas capace di rispondere presente.

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Zaccagni: “Siamo contenti del percorso che stiamo facendo”

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Lazio-Atalanta, Zaccagni

Mattia Zaccagni è stato uno dei protagonisti della vittoria ottenuta dalla Lazio sul campo del Venezia.

Il capitano biancoceleste ha sbloccato la partita nella ripresa trasformando il calcio di rigore che ha permesso alla squadra di Gattuso di indirizzare la sfida verso il successo. Il 2-0 finale, completato dalla rete di Noslin, consente alla Lazio di chiudere questa fase del campionato a quota 13 punti.

Al termine dell’incontro, Zaccagni ha parlato ai microfoni di Dazn e Sky, soffermandosi sulla propria prestazione, sulla crescita della squadra e sulle sensazioni positive all’interno dello spogliatoio.

Zaccagni: “Mi serviva, ma di più i 3 punti”

Il gol dal dischetto ha avuto un significato particolare per il capitano laziale, ma al centro dei suoi pensieri resta soprattutto il risultato conquistato dalla squadra.

“Sono contentissimo, mi serviva ma di più i 3 punti. Era una partita importante, preparata con l’intensità giusta. Siamo contenti del percorso che stiamo facendo. Per dare continuità a quello che stiamo facendo dalla prima giornata, vogliamo giocare ogni partita come stiamo facendo”.

Zaccagni ha poi commentato l’identità che Gattuso sta cercando di trasmettere alla squadra, caratterizzata da aggressività, attenzione e qualità nella metà campo offensiva.

“Quello che ha detto è vero, vuole concentrazione e intensità ma poi quando stiamo nella metà campo avversaria abbiamo qualità e ci stiamo divertendo a farlo”.

Il capitano guarda anche alla Nazionale

Tra gli argomenti affrontati nel post partita c’è stato anche il tema della Nazionale. Zaccagni non ha nascosto l’importanza dell’obiettivo azzurro, ma ha scelto di concentrarsi sul lavoro con la Lazio e sulla pausa appena iniziata.

“È sempre un obiettivo quello, va bene così e adesso abbiamo questi giorni per riposarci e partire più forti di prima”.

“Il gol? Mi serviva, lo sentivo nell’aria”

Ai microfoni di Sky, il capitano biancoceleste è tornato sull’episodio che gli ha permesso di sbloccare la gara. Zaccagni ha sottolineato anche i meriti degli avversari, capaci di creare difficoltà alla Lazio soprattutto nella prima parte dell’incontro.

“Mi serviva, lo sentivo nell’aria. Sono contento per questa vittoria, c’è da fare i complimenti al Venezia, ci ha messo in difficoltà. Siamo rimasti uniti, siamo rimasti compatti. Buonissimo risultato”.

La classifica non cambia l’atteggiamento

La Lazio si trova nelle zone alte della classifica, ma per Zaccagni è ancora troppo presto per concentrarsi sui numeri. La pausa rappresenta invece l’occasione per recuperare energie e prepararsi alla ripresa del campionato.

“È presto per parlare, adesso c’è questa sosta, riposiamo un attimo e poi ripartiamo più forti di prima”.

Entusiasmo e voglia di lavorare

Infine, Zaccagni ha individuato nella positività del gruppo uno degli elementi più significativi di questo avvio di stagione. Nonostante le difficoltà esterne, il capitano ha evidenziato il clima presente quotidianamente durante gli allenamenti.

“La positività che abbiamo dentro, la felicità che abbiamo di allenarci, far fatica, nonostante ci sia una situazione difficile da sopportare”.

Le parole del capitano raccontano quindi una Lazio concentrata sul proprio percorso. La vittoria di Venezia aggiunge altri tre punti al cammino biancoceleste, mentre la pausa permetterà alla squadra di recuperare energie e prepararsi alla prossima parte della stagione con l’obiettivo di dare continuità a quanto mostrato nelle prime giornate.

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