La Lazio ha conquistato una vittoria importante sul campo del Venezia, imponendosi per 2-0 grazie alle reti di Zaccagni e Noslin. Al termine della gara, Gennaro Gattuso ha analizzato la prestazione della squadra, sottolineando sia gli aspetti positivi sia quelli ancora da migliorare.
Il tecnico biancoceleste ha riconosciuto le difficoltà incontrate soprattutto nella prima frazione, quando il Venezia ha avuto diverse occasioni e ha anche fallito un calcio di rigore. Per Gattuso, il risultato non deve però modificare l’atteggiamento della squadra: il percorso è ancora lungo e servono continuità, applicazione e capacità di leggere meglio le partite.
Gattuso: “Oggi siamo stati molto fortunati”
Intervenuto ai microfoni di Sky, l’allenatore ha innanzitutto elogiato il lavoro svolto dai suoi giocatori durante le ultime settimane.
“Ultimamente ringrazio sempre i miei calciatori. Abbiamo fatto 50 giorni di ritiro, faceva un caldo terribile. Non hanno mollato nulla. Abbiamo provato a cambiare, abbiamo cambiato tanto. Oggi ci è andata bene, l’interpretazione della partita è stata errata, poi nel secondo tempo siamo stati bravi. È un percorso, sappiamo che dobbiamo ancora migliorare. Se vogliamo fare qualcosa di importante, il primo tempo non basta, oggi siamo stati molto fortunati”.
Il tecnico ha poi ridimensionato l’importanza della posizione in classifica, nonostante i 13 punti conquistati.
“La classifica? Conta poco. Se vogliamo sorprendere, dobbiamo fare le cose fatte bene. Non dobbiamo guardarla, adesso abbiamo 20 giorni, 8 giocatori andranno in Nazionale. Ho dato cinque giorni di riposo. Io, ahimè, lunedì devo fare la riunione degli arbitri perché è giusto che io vada. Dopodiché ripartiamo con entusiasmo e voglia di migliorare”.
Il rapporto con i giocatori e la crescita del gruppo
Gattuso ha parlato anche del lavoro quotidiano con la squadra, soffermandosi in particolare sull’atteggiamento mostrato dai giovani.
“Durante il ritiro, Belahyane è svenuto due o tre volte, veniva in ufficio da me e mi chiedeva scusa. Io gli rispondevo ‘non preoccuparti, step by step’. Quando vedo impegno, ragazzi che vogliono imparare, per me è una soddisfazione. Voglio aiutarli, l’importante è non vedere gente lavativa, non ci vado d’accordo”.
L’allenatore ha quindi spiegato le ragioni che lo hanno spinto ad accettare la panchina della Lazio.
“Se non c’erano questi casini, io non ci sarei mai venuto alla Lazio. L’ho scelta. Sapevo che non era il massimo a livello ambientale. Sapevo che i giocatori avevano voglia, l’ho sentita, ci avevo parlato perché li avevo avuti in Nazionale. Altrimenti non avrei mai accettato. Sapevo che era un posto in cui i ragazzi avevano voglia di lavorare. Non abbiamo fatto ancora nulla, però siamo contenti di quello che stiamo facendo”.
“Ne mancano 27 per stare tranquilli”
A Dazn Gattuso ha ribadito il concetto, sottolineando ancora una volta quanto sia prematuro dare troppo peso alla classifica.
“Che significa tutto questo? Nulla, -27 alla tranquillità. Oggi è andata bene, se nel primo tempo fossimo stati sotto di due gol il Venezia non avrebbe rubato nulla. Dobbiamo migliorare, oggi sistematicamente ci abbassavamo e perdevamo palla. Squadra lunghissima, ci ha tenuti in partita il nostro portiere. Nel secondo tempo quando abbiamo iniziato a fare bene li abbiamo messi in difficoltà. Dopo il 2-0 abbiamo fatto di tutto per farli pareggiare, dobbiamo migliorare questi aspetti. Ci teniamo questa vittoria, con un pizzico di fortuna. Siamo primi, ma non conta nulla. Dobbiamo lavorare, abbiamo ancora margine di miglioramento”.
Il messaggio sull’ambiente e sul lavoro quotidiano
Il tecnico ha affrontato anche il tema delle critiche e delle opinioni che circondano quotidianamente il mondo del calcio, invitando il gruppo a concentrarsi esclusivamente sul lavoro.
“È cambiato, c’è gente che mette le cuffie e uno schermo e si improvvisa giornalista. L’importante è non leggere nulla, credere in quello che si fa e avere un gruppo di ragazzi cosi che arrivano al campo e lavorano come si deve. Quello che si dice in giro non bisogna ascoltarlo. Quando comincia a parlare uno che fa un altro mestiere nella vita e all’improvviso si è inventato sto mestiere qua, diventa tutto difficile”.
Sul gruppo, Gattuso ha aggiunto:
“È merito loro, provo a stuzzicarli. Stiamo provando a fare qualcosa di diverso, ci vuole coraggio. La lettura della partita dobbiamo migliorarla perché non ci possiamo permettere di uscire dalle partite e poi rientrare, se siamo li è merito loro. Sono ragazzi che arrivano col sorriso, gli chiedo tanto in quelle due ore e mezzo ma poi li lascio molto liberi. Già fanno fatica a sentire la mia voce due ore e mezzo”.
Zaccagni fuori dalla Nazionale: la risposta di Gattuso
Infine, l’allenatore ha commentato la mancata convocazione di Zaccagni in Nazionale, lasciando la decisione al commissario tecnico.
“No, sono scelte. Io anche potevo chiamare tanti giocatori, ho fatto delle scelte. Io me lo godo, è il mio capitano. Sono scelte del ct, ci sono passato. Quando scegli non è mai facile. Le ho sempre fatte in buona fede, dico solo questo e non altro”.
Gattuso, dunque, si gode il momento positivo ma mantiene alta l’attenzione. La Lazio guarda tutti dall’alto, ma per il tecnico il dato più importante resta la crescita della squadra e la capacità di trasformare questo buon avvio in un percorso solido.