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Lazio, Gattuso: “Chapeau ai ragazzi, sono contento del lavoro”

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Dia, Lazio

Al termine della seconda amichevole estiva vinta per 6-0 contro il Flaminia Civita Castellana, Gennaro Gattuso ha parlato ai canali ufficiali della Lazio, tracciando un bilancio positivo del lavoro svolto dalla squadra in questa fase della preparazione.

Il tecnico ha innanzitutto posto l’attenzione sull’atteggiamento visto in campo, soffermandosi anche su alcuni episodi di nervosismo: “Nervosismo in campo? L’importante è avere rispetto. Sicuramente oggi saremmo rimasti in 10, dobbiamo stare attenti perché non si reagisce. Lo so che siamo un po’ annebbiati, stiamo lavorando tanto ma bisogna migliorare anche su questo aspetto qua. Sicuramente se fosse stata una partita di campionato saremmo rimasti in 10 meritatamente. Stiamo lavorando bene, è un piacere. Ripeto le stesse frasi che ho ripetuto cinque giorni fa. È una squadra che lavora bene e sta bene insieme, stiamo lavorando tanto. Sono contento e soddisfatto di quello che sto vedendo, ci manca qualcosina e lo sappiamo. Speriamo di riuscire a completare la rosa e di lavorare con tutti i giocatori a disposizione. Chapeau alla mentalità e alla volontà di questi ragazzi, mi piace allenarli”.

L’importanza dei gol e dell’identità di gioco

Gattuso ha poi analizzato il rendimento offensivo della squadra, sottolineando come la produzione realizzativa non debba dipendere esclusivamente dalle punte centrali, ma coinvolgere tutto il reparto avanzato.

“Gol? Sono contento, ma non devono arrivare solo per i due attaccanti. Penso che, per come vogliamo giocare, anche gli attaccanti esterni devono avere tante possibilità. È importante creare occasioni e essere bravi a sfruttarle tutte, la cosa che mi interessa di più è tenere bene il campo e giocare con coraggio e accettare a volte la parità numerica senza nessun problema. Dobbiamo lavorare su questi concetti qua”.

Il commento di Gattuso su Rovella

Tra i singoli, il tecnico biancoceleste si è soffermato su Nicolò Rovella, protagonista con un gol che ha suscitato anche una battuta da parte dell’allenatore.

“Rovella? Lo sapevo. Gli ho dato un buffetto, gli ho detto un giocatore con le sue qualità come è possibile che è il primo gol che fa?! È vero che se giochiamo 4-3-3 con un vertice basso fa più fatica ad arrivare in quelle zone là, ma quando giochi 4-2-3-1 ci si può trovare. Ma se riusciamo fare bene le preventive e tenere bene il campo, si può trovare in quelle posizioni e speriamo possa andare in gol anche lui”.

Situazione infortuni e un momento di pausa

Infine, Gattuso ha aggiornato sulle condizioni fisiche del gruppo, evidenziando come, nonostante i carichi di lavoro elevati, la squadra stia rispondendo bene sul piano atletico.

“Infortuni? Ringraziando Dio, l’abbiamo sfangata anche oggi pomeriggio. Abbiamo solo piccoli problemi tranne Tavares che gli fa male un po’ il ginocchio. A livello muscolare non abbiamo perso nessuno, sono solo piccole contratture, dolorini e ci sta. Stiamo spingendo tanto. Siamo anche soddisfatti che non stiamo perdendo giocaotori. Li stiamo gestendo e sono contento. Riposo? Oggi è arrivata mia moglie, starò con lei un giorno e mezzo”.

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Lazio, la cura Gattuso: pressing alto e nuova identità

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Gattuso rivoluziona la Lazio. Difesa alta con Doekhi e Provstgaard, pressing asfissiante e l’inserimento di Frattesi e Taylor. Ecco l’analisi dei biancocelesti.

Dia, Lazio

La metamorfosi della Lazio firmata Gennaro Gattuso

L’avvio di stagione della Lazio porta con sé l’impronta decisa e marcata di Gennaro Gattuso, capace di ridisegnare l’assetto tattico della squadra nonostante le difficoltà incontrate durante la sessione estiva di calciomercato. Il tecnico ha accantonato definitivamente ogni atteggiamento rinunciatario per varare una filosofia di gioco moderna e aggressiva, fondata sul coraggio e sul recupero immediato del pallone nella metà campo avversaria.

Il primo vero cambiamento strutturale risiede nell’innalzamento della linea difensiva. I centrali Danilho Doekhi e Oliver Provstgaard sono chiamati a rompere costantemente la linea per uscire forti sull’avversario in anticipo. Questa scelta espone la squadra a qualche rischio in campo aperto, ma permette alla Lazio di mantenere un baricentro alto e di accorciare il campo riducendo gli spazi di manovra per gli avversari.

Meccanismi offensivi e il ruolo chiave di Frattesi, Taylor e Pinamonti

Il sistema di gioco di riferimento oscilla con fluidità tra il quattro-tre-tre e il quattro-due-tre-uno, poggiando su princìpi di movimento ormai sempre più automatizzati grazie a un lungo lavoro svolto negli allenamenti sul campo. In fase di costruzione e rifinitura spicca l’apporto dinamico delle mezzali. Kenneth Taylor tende ad abbassarsi al fianco del regista per facilitare l’uscita del pallone dal basso, mentre Davide Frattesi sfrutta le sue doti di inserimento per aggredire gli spazi vuoti e trasformarsi in un vero e proprio attaccante aggiunto.

L’obiettivo tattico di Gattuso è quello di portare grande densità nella trequarti avversaria, arrivando a riempire l’area di rigore con almeno cinque uomini contemporaneamente. In questo ingranaggio ad alta intensità diventa fondamentale la gestione del centravanti Andrea Pinamonti. L’ex attaccante del Sassuolo è chiamato a svolgere un lavoro generoso non solo in fase di finalizzazione, ma anche e soprattutto come primo uomo incaricato di far partire la pressione sui difensori avversari.

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Lazio e Milan, i campioni ad aver vestito le due maglie

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Lazio-Milan

Da Nesta a Crespo e Jaap Stam. La storia e i successi dei più grandi calciatori che hanno giocato sia nella Lazio che nel Milan.

Lazio-Milan

MAURIZIO SARRI SORRIDENTE E MASSIMILIANO ALLEGRI ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Il legame storico tra Lazio e Milan nel segno dei grandi campioni

La storia del calcio italiano è ricca di incroci suggestivi e passaggi di mercato che hanno unito le piazze di Roma e Milano. Sulla rotta che collega la Lazio e il Milan hanno viaggiato fuoriclasse di statura mondiale, capaci di lasciare un segno indelebile nei cuori dei tifosi di entrambe le compagini. Ripercorrere i nomi di chi ha indossato sia la maglia biancoceleste sia quella rossonera significa sfogliare album di ricordi legati a trionfi nazionali e notti europee leggendarie.

Il nome che più di ogni altro incarna questo doppio filo conduttore è senza dubbio quello di Alessandro Nesta. Cresciuto nel settore giovanile della Lazio fino a diventarne capitano, simbolo e trascinatore nella conquista dello Scudetto del duemila, la sua cessione al Milan nel duemiladue rappresentò uno spartiacque storico. In rossonero Nesta ha confermato la sua statura di uno dei difensori più forti di sempre, alzando al cielo due Champions League e due campionati italiani.

Le leggende della difesa e i maestri della linea arretrata

Oltre a Nesta, il reparto difensivo ha visto alternarsi altri colossi della retroguardia. Tra questi spicca Jaap Stam, imponente centrale olandese che dopo essersi affermato come colonna della Lazio tra il duemilouno e il duemilaquattro si è trasferito a Milano per vivere due stagioni ad altissimo livello. Un altro profilo iconico è Mauro Tassotti, cresciuto proprio nel vivaio laziale prima di diventare uno dei pilastri della leggendaria difesa del Milan guidata da Arrigo Sacchi e Fabio Capello.

Un capitolo a parte merita la linea dei terzini che ha caratterizzato l’epoca d’oro delle due società. Calciatori come Giuseppe Favalli, storico recordman di presenze in biancoceleste, e Giuseppe Pancaro sono stati grandi protagonisti della vittoria dello Scudetto a Roma prima di conquistare trofei prestigiosi a San Siro. A loro si aggiunge Massimo Oddo, arrivato ai vertici europei con il Milan dopo essersi consacrato ad alti livelli nella Capitale.

Gli eroi dell’attacco e i registi di centrocampo

Anche la linea avanzata ha visto protagonisti centravanti di caratura internazionale. Hernán Crespo ha conquistato il titolo di capocannoniere della Serie A con la Lazio a suon di gol, per poi essere protagonista anni dopo di un’esaltante cavalcata con il Milan culminata nella doppietta segnata nella finale europea di Istanbul. Stesso percorso, seppur con tempistiche diverse, per Christian Vieri, autore di un’annata da trascinatore in maglia biancoceleste impreziosita dal trionfo in Coppa delle Coppe prima della breve parentesi milanese.

Infine, l’ordine tattico in mezzo al campo è stato garantito da interpreti di straordinaria intelligenza. Demetrio Albertini, metronomo del grande Milan degli anni Novanta, ha chiuso la sua carriera ad alti livelli regalando spessore e carisma al centrocampo della Lazio con la vittoria della Coppa Italia. In tempi più recenti anche Lucas Biglia ha tracciato la medesima rotta, trasferendosi a Milano dopo aver guidato con la fascia al braccio la linea mediana capitolina.

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Precedenti Lazio-Milan: equilibrio e gare tirate

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Gli ultimi Lazio-Milan in Serie A e Coppa Italia. Il racconto dei recenti incroci tra lo Stadio Olimpico di Roma e San Siro a Milano.

Lazio-Milan

MAURIZIO SARRI SORRIDENTE E MASSIMILIANO ALLEGRI ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

LazioMilan, bilancio dei recenti confronti

Gli ultimi Lazio-Milan hanno mostrato un equilibrio assoluto e una costante impronta tattica. Le sfide più recenti disputate tra il campionato di Serie A e la Coppa Italia si sono caratterizzate per l’estrema compattezza delle due formazioni, con tutti gli incontri decisi da singoli dettagli o da un unico gol di scarto.

Nel confronto più recente di Serie A, giocato allo Stadio Olimpico di Roma il 15 marzo 2026, la formazione biancoceleste si è imposta per 1-0. A firmare il successo capitolino è stato un gol nel primo tempo di Gustav Isaksen, abile a finalizzare un’azione corale per poi difendere il vantaggio fino al triplice fischio.

Le sfide in Coppa Italia e il precedente di San Siro

Pochi mesi prima del match di campionato, il 4 dicembre 2025, le due squadre si erano già affrontate sempre nell’impianto capitolino per gli ottavi di finale di Coppa Italia. Anche in quell’occasione la contesa si è conclusa sul punteggio di 1-0 a favore della Lazio, che ha così conquistato il pass per il turno successivo eliminando i rossoneri dalla competizione.

Nel girone d’andata del campionato di Serie A 2025/2026, andato in scena a San Siro il 29 novembre 2025, la sfida aveva visto invece prevalere il Milan con il medesimo risultato di 1-0. Più datato ma altrettanto combattuto resta invece lo scoppiettante 2-2 della stagione precedente, a conferma di un duello sempre ricco di tensione e agonismo tra due delle principali realtà del calcio italiano.

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