Il quadro economico della Lazio continua a presentare diverse criticità.
L’analisi del bilancio chiuso al 30 giugno 2026 mette infatti in evidenza una situazione nella quale il club è riuscito a contenere le perdite, ma senza riuscire a imprimere una vera accelerazione alla crescita dei ricavi.
La stagione 2025/26 ha avuto un peso particolare anche per l’assenza degli introiti derivanti dalle competizioni UEFA, che nell’esercizio precedente avevano garantito circa 30 milioni di euro. A compensare almeno in parte il mancato incasso hanno contribuito le operazioni sul mercato, con plusvalenze per circa 39 milioni, e un’entrata straordinaria di 20 milioni legata all’accordo tra Lega Serie A e IMG sui diritti televisivi internazionali.
Perdite ridotte, ma il debito continua a crescere
Nonostante queste entrate straordinarie, i ricavi ordinari del club non sono stati sufficienti a coprire completamente i costi. Il bilancio si è così chiuso nuovamente in rosso, anche se la perdita è scesa a circa 10 milioni di euro, migliorando rispetto all’esercizio precedente.
Il dato che desta maggiore attenzione riguarda però l’indebitamento finanziario netto. In pochi anni è passato dai 48 milioni del 2023 ai 126 milioni registrati a giugno 2026, raggiungendo il livello più alto dell’era Lotito. Parallelamente, la liquidità disponibile è scesa a circa 1,8 milioni di euro, uno dei valori più bassi degli ultimi decenni.
La questione della liquidità
L’aumento dell’indebitamento non rappresenta automaticamente un elemento negativo: il ricorso al credito può infatti sostenere investimenti e sviluppo. Il problema, secondo l’analisi riportata, è la destinazione delle risorse finanziarie.
Una parte consistente dei debiti è collegata al rimborso delle passività fiscali accumulate durante il periodo della pandemia. Inoltre, la società ha fatto sempre più affidamento su finanziamenti a breve garantiti da incassi futuri. A giugno queste linee rappresentavano quasi il 90% dell’esposizione finanziaria.
Particolarmente significativo è anche l’indicatore di liquidità, sceso sotto quota 0,2. In termini semplici, per ogni euro di obbligazioni a breve termine la società disponeva di meno di 20 centesimi tra disponibilità e risorse liquide immediate.
Formello aumenta il patrimonio, ma non porta nuova liquidità
Un elemento positivo emerge invece dal patrimonio netto, salito fino a 177 milioni di euro. L’incremento, tuttavia, non deriva da una nuova immissione di capitale da parte della proprietà.
A incidere è stata soprattutto la rivalutazione del centro sportivo di Formello, passato da un valore contabile di circa 53 milioni a una stima di 251 milioni attraverso l’adozione del criterio del fair value. Si tratta quindi di un’operazione con effetti patrimoniali e contabili, ma che non ha prodotto nuovi incassi per la società.
La crescita dei ricavi resta il vero problema
Al di là dei singoli numeri, il tema centrale riguarda la capacità della Lazio di aumentare stabilmente i propri ricavi.
Negli ultimi anni la crescita delle entrate caratteristiche del club è stata sensibilmente più lenta rispetto alla media della Serie A. Considerando anche l’effetto dell’inflazione, l’incremento reale risulta praticamente nullo.
È proprio questo il punto che potrebbe rappresentare la maggiore sfida per il futuro. Mentre diversi club italiani hanno aumentato investimenti, ricavi commerciali e capacità manageriali grazie anche all’ingresso di capitali e competenze dall’estero, la Lazio rischia di rimanere indietro.
Una situazione da monitorare nei prossimi bilanci
Il prossimo esercizio potrebbe essere ancora più complesso. L’assenza degli introiti UEFA, l’eliminazione dalla Coppa Italia e l’impatto della contestazione dei tifosi potrebbero ridurre ulteriormente le entrate.
La solidità patrimoniale consente comunque alla società di assorbire eventuali nuove perdite. Il nodo principale, però, resta quello della sostenibilità: senza una crescita strutturale dei ricavi e con un debito finanziario in aumento, la capacità di competere ai massimi livelli potrebbe diventare progressivamente più difficile.