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Lazio, Isaksen rischia l’operazione a causa della pubalgia
Ormai è un epidemia. La pubalgia colpisce ancora una volta in casa Lazio. Stavolta la vittima è Isaksen che è stato costretto a fermarsi con la Danimarca.

GUSTAV ISAKSEN IN AZIONE ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Lazio, la pubalgia ferma Isaksen
Per la Lazio non c’è pace. Un altro caso di pubalgia colpisce lo spogliatoio biancoceleste. Il malcapitato questa volta è Isaksen, che è stato obbligato a fermarsi con la sua nazionale per fare accertamenti e prendere in considerazione l’opzione di operarsi. Per il danese il fastidio era iniziato già dalla partita contro il Pisa, dove si era rifiutato di entrare. Da questo possiamo dedurre che non c’è stato nessun malinteso da parte dell’ala destra verso Sarri, come si era creduto.
Il tecnico toscano ha avuto a che fare con oltre 50 infortuni, che in una stagione limitata dall’assenza di coppe mostra un dato incredibile. Contando Isaksen i casi di pubalgia all’interno della Lazio sono quattro. Il primo è Zaccagni, per poi passare a Cataldi e Rovella, fino appunto con il danese. Quest’ultimo dovrà prendere un’importante decisione a breve, ovvero quella di decidere se sottoporsi ad un’operazione, rischiando di iniziare in ritardo la preparazione estiva come l’anno scorso.
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Venezia-Lazio, Sozza arbitra la sfida: tutti i precedenti e la designazione completa
Sarà Simone Sozza l’arbitro di Venezia-Lazio, gara valida per la quinta giornata di Serie A e in programma sabato 19 settembre alle ore 20.45 allo stadio Penzo.
Una sfida importante per entrambe le squadre, affidata al direttore di gara lombardo, che torna così a incrociare il cammino della formazione biancoceleste.
Per Sozza non si tratta del primo confronto con la Lazio. L’arbitro di Seregno ha infatti diretto i biancocelesti in nove occasioni, con un bilancio composto da due vittorie, tre pareggi e quattro sconfitte. Numeri che raccontano una serie di precedenti non particolarmente favorevoli alla squadra capitolina. L’ultima partita della Lazio arbitrata da Sozza risale al 7 gennaio scorso, quando all’Olimpico terminò 2-2 la sfida contro la Fiorentina.
Il bilancio del Venezia con Sozza
Sono nove anche le partite del Venezia dirette finora da Sozza. In questo caso, il bilancio è caratterizzato da tre successi, quattro pareggi e due sconfitte. L’ultimo precedente risale al 2 maggio 2025, quando i lagunari furono impegnati in trasferta contro il Torino e conquistarono un pareggio.
Il direttore di gara lombardo, dunque, si appresta a dirigere una sfida nella quale entrambe le squadre vantano già una discreta storia arbitrale con lui. Sarà però una prima volta assoluta per Sozza in una gara che metta direttamente di fronte Lazio e Venezia: il fischietto di Seregno non ha mai arbitrato in carriera un confronto tra le due formazioni.
Venezia-Lazio: la squadra arbitrale completa
Questa la designazione arbitrale completa per la partita del Penzo:
- Arbitro: Simone Sozza
- Assistenti: Bercigli, Zingarelli
- Quarto ufficiale: Bonacina
- VAR: Pezzuto
- AVAR: Piccinini
La gara è quindi pronta a entrare nel vivo, con Sozza chiamato a gestire una sfida che presenta precedenti differenti per le due squadre. Per la Lazio sarà anche l’occasione di provare a migliorare il bilancio con il direttore di gara lombardo, mentre il Venezia cercherà di confermare i numeri raccolti nei precedenti incroci.
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Lazio, retroscena Frattesi: rinuncia a un milione per tornare in biancoceleste
Davide Frattesi è stato uno dei protagonisti del mercato della Lazio e il suo ritorno in biancoceleste, secondo quanto riportato dal Corriere dello Sport, sarebbe stato favorito anche da una scelta personale del centrocampista.
Il giocatore, infatti, avrebbe accettato di ridurre il proprio ingaggio pur di trasferirsi nella Capitale e rilanciare la propria carriera.
L’operazione ha permesso a Frattesi di lasciare l’Inter e approdare alla Lazio con una formula costruita attraverso un prestito oneroso da 5 milioni di euro, accompagnato da un diritto di riscatto fissato a 10 milioni.
La rinuncia economica di Frattesi
Il dettaglio più significativo riguarda proprio lo stipendio. Secondo la ricostruzione del quotidiano romano, Frattesi avrebbe rinunciato a circa un milione di euro all’anno rispetto a quanto percepiva a Milano.
Alla Lazio il centrocampista guadagnerebbe infatti 2,4 milioni di euro a stagione, ai quali possono aggiungersi bonus collegati alla qualificazione alle competizioni europee, in particolare Champions League ed Europa League.
Una scelta che, stando alle informazioni riportate, avrebbe contribuito a rendere possibile l’operazione, considerando i vincoli economici con cui il club biancoceleste ha dovuto confrontarsi durante il mercato.
Il rilancio con Gattuso
L’impatto di Frattesi alla Lazio è stato immediatamente positivo. Il centrocampista classe 1999 ha trovato spazio nel progetto tecnico di Gennaro Gattuso e nelle prime tre giornate di campionato ha realizzato tre gol.
Anche se non è riuscito a trovare la rete nella sfida contro il Milan, il suo rendimento ha comunque evidenziato un ruolo centrale all’interno della nuova Lazio.
Il trasferimento nella Capitale assume quindi un significato particolare per Frattesi, cresciuto proprio nel settore giovanile biancoceleste prima di intraprendere il percorso che lo ha portato ai massimi livelli del calcio italiano.
Il paragone con Cristiano Lucarelli
Il retroscena economico ha richiamato alla memoria un episodio del passato legato a Cristiano Lucarelli. Nel 2004 l’attaccante decise infatti di tornare al Livorno, contribuendo al progetto della squadra della sua città.
Il contesto è naturalmente differente, così come lo sono cifre e dinamiche dei due trasferimenti. Il filo conduttore è però rappresentato dalla scelta di privilegiare un determinato progetto sportivo anche davanti alla possibilità di ottenere condizioni economiche più vantaggiose.
Per Frattesi, oggi, la nuova avventura con la Lazio rappresenta soprattutto l’occasione per consolidare il proprio rilancio e diventare uno degli elementi centrali della squadra allenata da Gattuso.
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Lazio, Lotito sull’indagine: “È solo l’inizio del cinema”
La vicenda legata all’indagine che coinvolge Bisignani, Masi e Maiolini continua a tenere banco nell’ambiente della Lazio. Nelle ultime ore è arrivata anche la posizione del presidente Claudio Lotito, che avrebbe scelto una linea di grande prudenza rispetto agli sviluppi dell’inchiesta.
Secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, il numero uno biancoceleste avrebbe condiviso con il responsabile della comunicazione del club, Emanuele Floridi, l’opportunità di non alimentare ulteriormente il dibattito pubblico in questa fase. Il messaggio rivolto all’ambiente sarebbe stato chiaro: “Meglio stare zitti, è l’inizio del cinema“.
Una frase che sintetizza l’atteggiamento adottato dal presidente in un momento particolarmente delicato, mentre l’indagine prosegue e potrebbero emergere ulteriori elementi.
La cautela di Lotito
Lotito avrebbe quindi preferito evitare dichiarazioni approfondite sulla vicenda, sottolineando la necessità di attendere gli sviluppi dell’attività investigativa. Il presidente della Lazio, infatti, avrebbe manifestato anche il proprio stato d’animo rispetto a quanto sta accadendo, senza tuttavia entrare nel merito delle verifiche in corso.
“Potrei ricordare tutto quello che ho vissuto e sto vivendo in questi anni, ma non sarebbe corretto nei confronti di chi indaga, è una fase molto delicata”.
Una vicenda ancora in evoluzione
Le parole del presidente biancoceleste arrivano dunque in una fase nella quale l’indagine resta al centro dell’attenzione. Lotito lascia intendere di avere ulteriori considerazioni da fare e ricostruzioni da poter fornire, ma ritiene prematuro intervenire pubblicamente mentre gli accertamenti sono ancora in corso.
Il riferimento alle possibili ulteriori “puntate” della vicenda restituisce l’idea di una situazione tutt’altro che conclusa. Per il momento, la società sembra orientata alla prudenza, in attesa che siano gli sviluppi dell’inchiesta a delineare con maggiore chiarezza il quadro complessivo.
Le dichiarazioni attribuite a Lotito confermano quindi la volontà di mantenere un profilo cauto, evitando di interferire con il lavoro di chi sta conducendo gli accertamenti e rimandando eventuali ulteriori chiarimenti a una fase successiva.
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