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Lazio, Gattuso parte forte: nella storia biancoceleste come Eriksson e Inzaghi

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L’inizio dell’avventura di Gennaro Gattuso sulla panchina della Lazio sta andando oltre le previsioni.

Il tecnico calabrese si è trovato a lavorare in un contesto tutt’altro che semplice, tra le contestazioni della tifoseria, le difficoltà legate a un mercato condizionato dalle limitazioni economiche e la delusione personale per la mancata qualificazione dell’Italia ai prossimi Mondiali.

Nonostante tutte queste difficoltà, la squadra biancoceleste ha saputo rispondere sul campo, regalando a Gattuso un rendimento che gli permette già di entrare nella storia recente del club.

Solo Eriksson e Inzaghi come Gattuso

Il dato più significativo riguarda le prime quattro giornate di campionato. Gattuso ha infatti raccolto dieci punti, sfiorando un percorso perfetto che avrebbe avuto pochissimi precedenti nella storia della Lazio nell’era dei tre punti a vittoria.

Il pareggio per 2-2 contro il Milan ha impedito al nuovo allenatore biancoceleste di completare un poker di successi, ma non ha cancellato quanto di positivo fatto nelle prime uscite stagionali. Un bottino di questo livello consente a Gattuso di affiancare due allenatori particolarmente importanti nella storia recente della società: Sven-Goran Eriksson e Simone Inzaghi.

Il precedente dello Scudetto del 2000

Il confronto con Eriksson assume un significato ancora più interessante. Nella stagione 1999-2000, infatti, il tecnico svedese riuscì a conquistare dieci punti nelle prime quattro giornate, avviando una stagione destinata a entrare nella leggenda del club.

Quella Lazio avrebbe poi completato un’annata straordinaria, culminata con la conquista dello Scudetto. Un precedente che rende ancora più prestigioso il rendimento iniziale ottenuto oggi da Gattuso, anche se è naturalmente troppo presto per effettuare paragoni sul piano dei risultati finali.

Anche Inzaghi aveva iniziato allo stesso modo

L’altro termine di paragone è Simone Inzaghi. Nella stagione 2017-2018, la sua Lazio riuscì a mettere insieme lo stesso bottino di dieci punti nelle prime quattro partite di campionato.

Quella squadra concluse poi la stagione al quinto posto e rimase a un passo dalla qualificazione alla Champions League. Il traguardo sfumò soltanto all’ultima giornata, quando i biancocelesti furono battuti dall’Inter in uno scontro diretto diventato decisivo.

Gattuso, dunque, si ritrova già in una compagnia importante. Il suo avvio non garantisce ovviamente alcun risultato futuro, ma rappresenta un segnale incoraggiante per una squadra che ha cominciato la stagione dovendo convivere con numerose difficoltà esterne.

Il pareggio con il Milan non cancella il dato di Gattuso

Il 2-2 contro i rossoneri ha lasciato qualche rimpianto, soprattutto considerando la possibilità di mantenere il percorso immacolato. Allo stesso tempo, però, il risultato permette alla Lazio di mantenere un rendimento iniziale di assoluto livello.

Per Gattuso sarà ora fondamentale dare continuità a quanto mostrato nelle prime giornate. La sfida sarà trasformare un’ottima partenza in un progetto solido e duraturo. Intanto, però, il tecnico può godersi un piccolo record: dopo appena quattro gare, il suo nome è già accanto a quelli di Eriksson e Inzaghi nella storia della Lazio.

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Lazio, Bisignani: “I giocatori vorrebbero scrivere a Lotito perché ascolti i tifosi”

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Il rapporto tra la Lazio e la propria tifoseria continua a essere uno degli argomenti più delicati nel mondo biancoceleste.

La distanza tra la squadra e il pubblico dell’Olimpico resta al centro del dibattito, soprattutto dopo la particolare giornata vissuta in occasione della sfida contro il Milan.

Sul tema è intervenuto Luigi Bisignani, che sulle colonne de Il Tempo ha raccontato un retroscena relativo allo spogliatoio della Lazio. Secondo quanto riferito dal giornalista, tra i calciatori starebbe prendendo forma l’idea di rivolgersi direttamente al presidente Claudio Lotito, con l’obiettivo di favorire un riavvicinamento tra la società e i sostenitori.

L’idea di una lettera a Lotito

Il gesto immaginato dai giocatori sarebbe tutt’altro che banale. Una lettera indirizzata al presidente rappresenterebbe infatti un modo per far arrivare direttamente alla società il disagio legato all’assenza dei tifosi dallo stadio e, allo stesso tempo, per chiedere un confronto capace di superare l’attuale contrapposizione.

“Caro Direttore, una pazza idea starebbe maturando tra i giocatori della Lazio: scrivere una lettera aperta a Claudio Lotito perché ascolti i tifosi. Ne avrebbero, sfiniti dal pareggio con il Milan e soprattutto colpiti da quel pomeriggio così particolare: prima le moto, le bandiere e i cori ad accompagnarli verso l’Olimpico, poi il silenzio dello stadio, proprio quando nel difficile secondo tempo avrebbero avuto bisogno della spinta della propria gente. A farli riflettere ci sono anche le parole di Gattuso, che ormai ripete apertamente quanto pesi giocare senza pubblico. A Formello, del resto, i rapporti sembrano tutt’altro che semplici: alle tensioni tra Fabiani e Floridi si sarebbero aggiunte quelle tra lo stesso direttore sportivo e Gattuso. Se persino chiedere di riabbracciare i propri tifosi diventa materia delicata, qualche domanda sarebbe opportuno farsela.

Il corteo dei tifosi prima della partita

Uno degli episodi più significativi della giornata contro il Milan è stato il corteo organizzato dai sostenitori biancocelesti. Centinaia di moto e scooter hanno accompagnato il pullman della squadra nel percorso da Formello verso lo stadio Olimpico.

Il gesto ha assunto un significato particolare proprio perché i tifosi, nonostante l’affetto dimostrato alla squadra, hanno successivamente scelto di non entrare allo stadio. Un contrasto che, secondo Bisignani, non dovrebbe essere ignorato dalla società.

“L’immagine più eloquente di sabato rimane quella delle centinaia di moto e scooter che hanno accompagnato il pullman da Formello verso l’Olimpico. Quei tifosi sapevano perfettamente cosa sarebbe successo pochi minuti dopo: la squadra sarebbe entrata nello stadio e loro sarebbero tornati a casa o nei pub. È questo che rende la protesta così dolorosa e, allo stesso tempo, difficile da liquidare come semplice ostinazione. Proprio per questo avrei evitato che la società pubblicasse sui propri canali il video spettacolare del pullman scortato dalla marea biancoceleste, quasi appropriandosi di un’immagine nata dalla protesta contro la sua stessa gestione. Quelle moto erano lì per accompagnare Gattuso e i giocatori e il corteo terminava a Ponte Milvio proprio perché i tifosi avevano deciso di restare fuori dall’Olimpico. Celebrare l’abbraccio senza ricordarne la ragione rischia di raccontare soltanto metà della storia.

Gattuso: «non è calcio» senza il pubblico

Nel dibattito è entrata anche la posizione di Rino Gattuso. L’allenatore della Lazio ha più volte sottolineato quanto la mancanza del sostegno dagli spalti possa incidere sull’atmosfera delle partite e, indirettamente, sulla squadra.

“Gattuso quella ragione sembra averla capita. Ha detto chiaramente che senza tifosi «non è calcio» e che la loro assenza penalizza la squadra. Anche Fabiani negli ultimi giorni ha finalmente riconosciuto che il muro contro muro non porta da nessuna parte, invitando Lotito ad affrontare una questione che ormai riguarda direttamente il presidente.

Una frattura che rischia di pesare sulla squadra

Il paradosso evidenziato da Bisignani è che la Lazio, nonostante le difficoltà ambientali, sta offrendo sul campo motivi sufficienti per essere seguita e sostenuta. Proprio per questo, la distanza tra la squadra e il pubblico rischia di diventare ancora più difficile da comprendere per i protagonisti.

“Il buon cammino della squadra rende semmai ancora più difficile la scelta di restare fuori. Più questa Lazio merita di essere seguita, maggiore è il sacrificio di chi rinuncia al proprio posto all’Olimpico continuando a riempire i settori ospiti. A questo punto il problema è tutto lì. Giocatori, allenatore, direttore sportivo e tifosi, ciascuno dal proprio ruolo, hanno fatto capire di desiderare una ricomposizione. Lotito continua invece a non raccogliere fino in fondo questi segnali. Ascoltare non toglie autorità e chiedere scusa, l’altra domanda che Il Tempo continua a porre al presidente, sarebbe un gesto di nobiltà. Lotito, così prodigo di richiami alla tradizione cattolica, potrebbe trovare proprio lì qualche ispirazione, senza aspettare che siano i suoi giocatori a scrivergli una lettera. Sabato i tifosi hanno accompagnato il pullman fino all’Olimpico. Il tratto che manca, questa volta, spetta al presidente.

Il riferimento a Sergio Cragnotti

In chiusura, Bisignani introduce anche un riferimento a Sergio Cragnotti, storico presidente della Lazio, tornato recentemente allo stadio. La sua presenza viene letta come un ulteriore elemento simbolico all’interno di una vicenda che continua a coinvolgere società, squadra e tifoseria.

“E chissà che non glielo abbia suggerito anche Sergio Cragnotti, da sempre vicino alla squadra e ai tifosi, tornato allo stadio solo grazie all’insistenza di un amico e sistemato significativamente proprio sotto al senatore”.

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Lazio, Rovella e Marusic verso il rientro: gli ultimi aggiornamenti sugli infortuni

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Lazio, Rovella

La Lazio continua a fare i conti con una situazione piuttosto complicata sul fronte degli infortuni. L’inizio della stagione ha infatti costretto Gennaro Gattuso a rinunciare a diversi elementi della rosa, riducendo le possibilità di scelta soprattutto in alcuni reparti. Tra i giocatori attualmente indisponibili figurano anche Nicolò Rovella e Adam Marusic, due pedine importanti per gli equilibri della formazione biancoceleste. Il loro recupero rappresenta quindi una notizia particolarmente attesa dallo staff tecnico.

Rovella, stop contro il Genoa

Rovella si è fermato durante la sfida casalinga disputata dalla Lazio contro il Genoa lo scorso 30 agosto. Da quel momento il centrocampista ha iniziato il percorso di recupero necessario per lasciarsi alle spalle il problema fisico e tornare gradualmente a disposizione.

La sua assenza pesa sulle rotazioni di Gattuso, soprattutto considerando l’importanza del giocatore nella gestione del possesso e nella costruzione della manovra. Il centrocampista dovrà comunque completare l’iter previsto prima di poter essere nuovamente impiegato in una gara ufficiale.

Marusic fermato già alla prima giornata

Situazione differente, ma altrettanto delicata, per Adam Marusic. Il montenegrino ha accusato un problema fisico nella gara d’esordio in campionato contro il Bologna, venendo successivamente costretto ai box.

La sua duttilità rappresenta una risorsa preziosa per Gattuso, che può utilizzarlo in diverse posizioni della linea difensiva. Anche per questo motivo il suo rientro potrebbe garantire maggiore profondità alla rosa e permettere all’allenatore di gestire meglio le energie dei suoi giocatori.

Possibile rientro a metà ottobre

Secondo le indicazioni più recenti, Rovella e Marusic potrebbero tornare a disposizione intorno alla metà di ottobre. Si tratta naturalmente di una previsione legata all’evoluzione dei rispettivi recuperi: saranno gli allenamenti e le valutazioni dello staff medico a stabilire quando entrambi potranno riaggregarsi pienamente al gruppo.

La Lazio, nel frattempo, dovrà affrontare le prossime settimane continuando a convivere con numerose assenze. Oltre a Rovella e Marusic, l’infermeria comprende infatti altri giocatori come Dele-Bashiru, Patric, Cataldi e Doekhi.

Un doppio recupero importante per Gattuso

Il ritorno dei due calciatori potrebbe dunque rappresentare un passaggio significativo per la stagione biancoceleste. Recuperare progressivamente gli elementi indisponibili consentirebbe a Gattuso di ampliare le proprie alternative e affrontare con maggiore serenità il calendario.

Per Rovella e Marusic l’obiettivo sarà ora procedere senza forzature, completando ogni fase del recupero. Se i tempi indicati verranno rispettati, entrambi potrebbero rappresentare due importanti “nuovi acquisti” per la Lazio nel corso del mese di ottobre.

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Lazio, gennaio torna sotto osservazione: conti, mercato e scenari

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Lazio, Stadio Flaminio, Lotito, Manfredini, Gattuso, Basic, Gravina, Peruzzi

La Lazio ha scelto di affrontare la nuova stagione con una strategia precisa: rafforzare la rosa senza perdere di vista i vincoli economici.

Gli arrivi di Frattesi, Pinamonti e Gudmundsson hanno aumentato le alternative a disposizione di Gattuso, mentre gli innesti di Doekhi, Pedraza, Šutalo e Diogo Leite hanno contribuito a ridisegnare il reparto arretrato.

Un mercato ambizioso, dunque, ma realizzato attraverso formule differenti. Prestiti, diritti di riscatto, bonus e operazioni a parametro zero hanno permesso al club di distribuire nel tempo una parte degli impegni economici. Si tratta di strumenti previsti dai regolamenti e utilizzati per conciliare esigenze sportive e sostenibilità finanziaria.

Il nodo del Costo del Lavoro Allargato

Il tema più delicato in vista della prossima finestra di mercato riguarda però il Costo del Lavoro Allargato, un parametro che non va confuso con il semplice saldo tra acquisti e cessioni.

L’indicatore tiene conto, tra gli altri elementi, degli stipendi del personale sportivo, degli ammortamenti relativi ai calciatori e di determinati costi legati agli agenti. Dall’altra parte vengono considerati i ricavi riconosciuti dalla normativa federale, comprese le entrate commerciali, i diritti televisivi, le sponsorizzazioni e alcuni proventi derivanti dalle operazioni di mercato.

Per la stagione 2026/27, il rapporto previsto per la Serie A dovrà rispettare la soglia stabilita dalle norme per consentire alle società di operare liberamente sul mercato.

La fotografia di settembre sarà decisiva

Per comprendere quale sarà realmente il margine di manovra della Lazio bisognerà attendere la situazione economica fotografata al 30 settembre, con la relativa documentazione da presentare entro la fine di novembre.

L’estate ha permesso di costruire una squadra sulla carta più competitiva, ma non è detto che abbia prodotto un miglioramento altrettanto significativo dell’indicatore finanziario. Un parametro zero, infatti, non significa assenza di costi: anche in queste operazioni incidono ingaggi, bonus e possibili commissioni.

Per questo motivo, parlare già oggi di una Lazio costretta a vendere a gennaio sarebbe prematuro.

Le cessioni possono diventare una soluzione, ma non sono l’unica

Il club ha già lavorato sulle uscite per alleggerire la struttura della rosa e creare nuove risorse. Alcuni giocatori hanno lasciato la squadra a scadenza, mentre altre operazioni sono state impostate attraverso prestiti, obblighi condizionati o trasferimenti definitivi.

Se nei prossimi mesi gli indicatori dovessero evidenziare delle criticità, una delle possibilità sarebbe quella di intervenire sul mercato in uscita. Tuttavia, esistono anche altre strade: aumentare i ricavi commerciali, sviluppare nuove sponsorizzazioni, generare plusvalenze oppure ricorrere agli strumenti patrimoniali consentiti dalla normativa.

L’Europa può cambiare gli equilibri

In questo scenario, la qualificazione alle competizioni europee assume un’importanza che va ben oltre il risultato sportivo. Un piazzamento internazionale garantirebbe infatti nuove entrate attraverso premi, diritti televisivi, incassi allo stadio, maggiore visibilità e potenziali opportunità commerciali.

È anche per questo che la stagione di Gattuso assume un peso particolare. Una Lazio capace di competere per l’Europa potrebbe aumentare le proprie risorse e, di conseguenza, migliorare la capacità di investimento futura.

Lotito chiamato a sostenere il progetto

Il mercato estivo rappresenta quindi una sorta di investimento sul futuro. La società ha scelto di aumentare la qualità della rosa utilizzando formule che consentono di distribuire gli impegni nel tempo. Ora sarà necessario verificare se la crescita sportiva riuscirà a produrre anche un miglioramento delle entrate.

In questo quadro, Claudio Lotito resta una figura centrale. Il presidente e proprietario sarà chiamato a garantire l’equilibrio complessivo del progetto e a valutare, insieme alla dirigenza, quali strumenti utilizzare qualora emergessero nuove esigenze finanziarie.

L’obiettivo della Lazio, in definitiva, non dovrebbe essere quello di arrivare a gennaio pensando esclusivamente alle cessioni. La vera sfida sarà riuscire a far crescere i ricavi e il valore della società, così da sostenere una rosa competitiva senza essere costretti, ogni volta, a sacrificare i pezzi migliori per finanziare il mercato successivo.

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