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Lazio, Zaccagni non fa mancare il suo sostegno: il capitano è a Napoli con la squadra

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Il problema fisico accusato in settimana gli impedirà di scendere in campo contro il Napoli, ma Mattia Zaccagni non ha alcuna intenzione di lasciare soli i compagni.
Il numero dieci biancoceleste ha seguito la squadra nella trasferta al Maradona, confermando ancora una volta il proprio attaccamento alla maglia e al gruppo.

Il capitano al fianco della squadra

L’infortunio non cambia i programmi di Mattia Zaccagni. Nonostante l’impossibilità di prendere parte alla sfida contro il Napoli, in programma domenica 8 novembre alle 12:30, il capitano della Lazio ha scelto di restare vicino alla squadra e di accompagnarla anche in questa importante trasferta.

Una decisione che testimonia il senso di appartenenza del numero dieci, intenzionato a far sentire la propria presenza anche lontano dal terreno di gioco. Zaccagni non potrà offrire il proprio contributo durante i novanta minuti, ma sarà comunque al fianco dei compagni in un appuntamento particolarmente delicato per il percorso biancoceleste.

L’abbraccio dei tifosi a Termini

Prima della partenza verso Napoli, il capitano ha condiviso con il resto della squadra il momento del ritrovo alla stazione Termini. In quell’occasione non sono mancati l’affetto e il calore dei sostenitori laziali, che hanno voluto far sentire la propria vicinanza al gruppo e soprattutto al proprio capitano.

Zaccagni ha ricevuto l’abbraccio dei tifosi, un gesto significativo in una fase della stagione nella quale entusiasmo e compattezza rappresentano elementi fondamentali.

Un segnale di unità nello spogliatoio

La presenza del numero dieci al Maradona assume un significato che va oltre il semplice accompagnamento della squadra. Anche se costretto a fermarsi per recuperare dall’infortunio, Zaccagni ha voluto ribadire il proprio ruolo di riferimento all’interno dello spogliatoio.

Un gesto che conferma la compattezza del gruppo guidato da Gennaro Gattuso: la Lazio vuole affrontare la trasferta napoletana con tutte le proprie energie, compreso il sostegno di un capitano che, pur non potendo giocare, non intende far mancare il proprio contributo umano e morale.

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Belahyane: “Nessuno avrebbe scommesso su di noi, ed invece…”

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Tra le note più positive dell’ottimo avvio di stagione biancoceleste c’è sicuramente Reda Belahyane.
Il centrocampista classe 2004, protagonista di una crescita importante nelle ultime settimane, ha parlato ai microfoni de L’Équipe, soffermandosi sul momento della squadra e sul percorso personale vissuto nella Capitale.

L’attuale posizione in classifica rappresenta una sorpresa anche per lo stesso gruppo, soprattutto considerando le difficoltà affrontate dal club negli ultimi mesi.

“Se il primo posto è una sorpresa? Sì. Visto com’è andata la scorsa stagione, nessuno avrebbe scommesso su di noi. È un risultato storico, ma noi giocatori non guardiamo la classifica. Cerchiamo di isolarci all’entusiasmo che c’è intorno a noi. La cosa più importante è continuare a lavorare. La salvezza? Ora puntiamo a qualcosa di più”.

Le difficoltà del club e la voglia di stupire

Belahyane ha poi ricordato il clima di incertezza che accompagnava la Lazio alla vigilia della stagione. Tra le tensioni tra tifoseria e società e le limitazioni sul mercato, le previsioni non erano certamente favorevoli. Il gruppo, però, ha saputo rispondere sul campo, trasformando le difficoltà in uno stimolo ulteriore.

“Con tutti i problemi del club, il braccio di ferro tra tifosi e dirigenza, il blocco del mercato in entrata, in molti pensavano che ci saremmo ritrovati in zona retrocessione. È una bella soddisfazione smentirli. Stiamo affrontando ogni impegno con tutta la nostra aggressività e il nostro coraggio”.

Gattuso, la fiducia che ha cambiato tutto

Un passaggio centrale dell’intervista riguarda Gennaro Gattuso. Il tecnico ha avuto un ruolo determinante nella crescita del giovane centrocampista, restituendogli spazio e soprattutto quella fiducia che sembrava essersi progressivamente affievolita.

Belahyane ha riconosciuto all’allenatore la capacità di coinvolgere ogni componente della rosa, senza lasciare indietro nessuno.

“La mia titolarità? È merito soprattutto dell’arrivo del mister. Mi ha dato molta fiducia. È una persona che ti spinge a voler lottare per lui. Ci trasmette quella grinta che aveva da giocatore. Ed è capace di mantenere tutto il gruppo coinvolto. Ascolta tutti. Non ti lascia marcire in panchina senza mai rivolgerti la parola; capisce subito se c’è qualcosa che non va. Trova del buono in ogni giocatore e si percepisce che è sincero”.

La rinascita personale di Belahyane

Per il classe 2004, l’arrivo di Gattuso ha rappresentato anche un punto di svolta sul piano individuale. Dopo aver trovato poco spazio con i precedenti allenatori, il centrocampista aveva iniziato a convivere con dubbi e incertezze sul proprio percorso. La nuova gestione tecnica gli ha invece permesso di ritrovare fiducia e continuità, facendogli riscoprire il piacere di sentirsi importante per la squadra.

“Se è il tipo di allenatore di cui avevamo bisogno? Direi di sì. Speravo di giocare già da tempo; due allenatori precedenti non mi hanno dato fiducia, probabilmente perché non rientravo nei loro principi di gioco. A un certo punto la fiducia svanisce e iniziano i dubbi. Gattuso mi ha rimesso in campo, facendomi capire che non ero lì per caso”.

La testimonianza di Belahyane racconta così due percorsi che si intrecciano: quello di una Lazio capace di andare oltre le previsioni e quello di un giovane centrocampista che, grazie alla fiducia del nuovo allenatore, sta finalmente trovando spazio e continuità.

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Lazio, diramata la lista dei convocati per il Napoli: tornano Marusic e Rovella

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La Lazio ha ufficializzato l’elenco dei calciatori convocati per la delicata sfida contro il Napoli, in programma domani allo stadio Diego Armando Maradona.
Dopo aver concluso la seduta di allenamento e incontrato i giornalisti in conferenza stampa, Gennaro Gattuso ha comunicato i nomi dei giocatori che prenderanno parte alla trasferta partenopea.

La squadra biancoceleste potrà contare su alcuni rientri significativi, a cominciare da quelli di Adam Marusic e Nicolò Rovella, entrambi nuovamente disponibili dopo aver recuperato dai rispettivi problemi fisici. Due notizie positive per l’allenatore, che ritrova alternative preziose sia nel reparto difensivo sia in mezzo al campo.

Difesa al completo, tornano Marusic e Rovella

Per quanto riguarda i portieri, Gattuso ha inserito nella lista Mandas, Motta e Renzetti. Non compare invece Alessio Furlanetto. In difesa sono stati convocati tutti gli elementi disponibili, mentre restano fuori i fratelli Bordon.

La novità principale riguarda il ritorno di Marusic, che torna a disposizione dello staff tecnico e potrà rappresentare un’opzione in più per la retroguardia biancoceleste.

Anche il centrocampo recupera Nicolò Rovella. Il suo rientro amplia le possibilità di scelta per Gattuso, che avrà a disposizione un reparto composto da otto giocatori, con caratteristiche differenti per affrontare una partita che si preannuncia particolarmente impegnativa.

Cinque attaccanti a disposizione: Isaksen sarà il capitano

Nel settore offensivo sono cinque i calciatori inseriti nell’elenco: Cancellieri, Isaksen, Noslin, Pinamonti e Serra. Proprio Isaksen avrà un incarico speciale, visto che sarà lui a indossare la fascia da capitano nella gara contro il Napoli, come anticipato dallo stesso Gattuso durante la conferenza stampa.

Non figura invece Albert Gudmundsson, che prosegue il proprio percorso di recupero. L’obiettivo dello staff è riportarlo gradualmente ad allenarsi con il gruppo nel corso della prossima settimana, così da permettergli di accumulare minuti nell’amichevole di sabato contro i maltesi del Mgarr United.

Zaccagni sarà comunque al fianco dei compagni

Tra le assenze più importanti c’è quella di Mattia Zaccagni, ancora alle prese con l’infortunio che lo terrà lontano dal terreno di gioco per alcune settimane. Il capitano biancoceleste, tuttavia, non farà mancare la propria vicinanza alla squadra.

Come anticipato da Gattuso in conferenza stampa, Zaccagni raggiungerà Napoli insieme ai compagni, viaggiando in macchina nella mattinata di domani. Una scelta personale, dettata dalla volontà di sostenere il gruppo in una trasferta particolarmente importante, pur non potendo scendere in campo.

La lista completa dei convocati della Lazio

Di seguito l’elenco ufficiale dei calciatori scelti da Gennaro Gattuso per la partita contro il Napoli:

  • PORTIERI: Mandas, Motta, Renzetti;
  • DIFENSORI: Doekhi, Floriani Mussolini, Lazzari, D. Leite, Marusic, Pedraza, Pellegrini, Provstgaard, Sutalo, Nuno Tavares;
  • CENTROCAMPISTI: Belahyane, Cataldi, Dele Bashiru, Farcomeni, Frattesi, Przyborek, Rovella, Taylor;
  • ATTACCANTI: Cancellieri, Isaksen, Noslin, Pinamonti, Serra.

La Lazio si prepara dunque alla trasferta campana con due recuperi importanti e un gruppo che, nelle intenzioni di Gattuso, dovrà affrontare il Napoli con determinazione, personalità e senza timori reverenziali. L’assenza di Zaccagni peserà nelle scelte tecniche, ma la presenza del capitano al seguito della squadra rappresenta comunque un segnale significativo di vicinanza ai compagni.

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Gattuso: “Sarà una finale anche per noi. Voglio una squadra spensierata”

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Alla vigilia della trasferta al Maradona contro il Napoli, Gennaro Gattuso è intervenuto in conferenza stampa dal Training Center di Formello per analizzare i temi principali della partita.
Per l’allenatore della Lazio sarà una sfida particolare, visto il suo passato sulla panchina azzurra, ma l’attenzione è interamente rivolta alla preparazione della squadra.

Il tecnico ha chiesto ai suoi giocatori concentrazione, umiltà e personalità, senza lasciarsi condizionare dalla pressione o dalle aspettative. L’obiettivo è affrontare una formazione di grande valore mantenendo la propria identità e la serenità necessaria per esprimere il gioco migliore.

Gattuso: “Abbiamo una sola strada, quella del lavoro”

Sulla pressione e sull’importanza della gara, Gattuso ha spiegato:

“Pressione? Dipende come una la vede. Noi domani avremo la consapevolezza di giocare su un campo difficile contro una squadra forte, di grande mentalità che hanno anche vinto là nonostante le difficoltà. Bisogna andare forte e avere umiltà. Noi dobbiamo pensare, e lo ripeto sempre, partita dopo partita. Al primo obiettivo mancano 12 punti, quando arriverà lo festeggeremo e poi penseremo al prossimo. Abbiamo una sola strada, quella del lavoro. I complimenti non dobbiamo leggerli, quando arriverà la legnata noi dovremo solo lavorare. Voglio una squadra rispettosa ma spensierata”.

L’allenatore ha poi sottolineato il valore dell’avversario e la necessità di affrontare la partita con il giusto atteggiamento:

“Hanno una rosa importante che nonostante le assenze permette di mettere una formazione competitiva. Il Napoli è vivo, abbiamo preparato bene la gara, voglio vedere voglia di stare in campo, di soffrire e di rispondere colpo su colpo. Serve rispetto ma con la nostra identità e la nostra mentalità. Allegri per me è stato capitano e allenatore, non l’ho ancora mai battuto. Firmo per fare un quarto della sua carriera. Nei momenti di difficoltà ne esce sempre. Sarà una finale anche per noi, giocare là da sempre gusto”.

Il ritorno a Napoli e gli aggiornamenti sugli infortunati

La trasferta rappresenta anche un’occasione speciale per Gattuso, che ha ricordato con affetto la propria esperienza alla guida degli azzurri:

“A Napoli sono stato benissimo, ho vinto anche la coppa Italia. L’unico rammarico è il periodo, il Covid mi ha levato i tifosi quasi subito, ma allenare il Napoli è stato un onore. Abbiamo lasciato comunque un bel ricordo, ho lavorato con persone incredibili”.

Passando alle condizioni dei singoli, il tecnico ha fornito aggiornamenti su diversi elementi della rosa:

“Nuno sta bene, si è allenato, non ho scelto se partirà dal primo minuto. Zaccagni? È una perdita importante. Spero di averlo un po’ prima delle sei settimane che ho letto. Sta facendo due sedute al giorno di fisioterapia. Spero possa tornare prima, farà un nuovo controllo la prossima settimana. Gudmundsson? Non va in Nazionale. L’obiettivo è fargli fare un tempo sabato prossimo in amichevole. Rovella e Marusic sono recuperati”.

Gattuso ha poi parlato della preparazione atletica e dell’importanza di non sottovalutare l’impegno:

“A me interessa il baricentro, non il dato di pressione. Se vogliamo fare l’errore più grande domani facciamo la passeggiata di salute. Ma loro lo sanno da soli, non serve che glielo ricordi. Sanno che saranno avvelenati e che fanno il ritiro. La squadra è viva, era da due settimane che non lavoravamo forte. La settimana è stata tosta, ma i giocatori sono pronti. Dobbiamo far parlare il campo”.

Zaccagni seguirà la squadra, Marusic pronto per la Nazionale

Il capitolo infortuni è stato approfondito ulteriormente, con particolare attenzione a Zaccagni e Marusic:

“Zaccagni viene a Napoli con noi, verrà domani mattina in macchina. Oggi si prenderà solamente gli applausi a Termini. Lo ha deciso lui. Marusic ha una mentalità che gli permetterebbe già di allenare adesso. Andrà in Nazionale perché sa che può mettere minutaggio, lo farà con giudizio senza esagerare”.

Il tecnico ha spiegato anche come viene gestita la condizione fisica dei calciatori, evitando rientri affrettati:

“Noi vediamo i dati, io ascolto i calciatori, li chiamo per sapere come stanno e prepariamo da qui il recupero. Non sono preoccupato rispetto a settembre, quella sosta è stata strana. Qua balla solamente una settimana. Noi faremo tre giorni liberi, giovedì pesante, venerdì meno ma comunque pesante, sabato amichevole e poi altri due giorni liberi prima di preparare il Lecce”.

Gattuso ha quindi commentato la distribuzione dei gol tra i giocatori e il contributo degli attaccanti:

“Aver mandato diversi giocatori in gol è un valore aggiunto, dispiace aver perso Mattia ma dovremo essere pronti a giocare anche senza di lui. Pinamonti sta meglio, pulisce meglio la palla e attacca diversamente la profondità rispetto a Noslin ma comunque bene. Da parte mia e dello staff c’è grande rispetto e lui lo sa. Appare come uno taciturno ma che quando sta bene ti dà una grossa mano. Per come si è integrato sembra qui da tempo, sta iniziando a farci vedere cose che ci piacciono. Per noi è molto importante”.

Le possibili scelte tattiche e la questione capitano

Sulla preparazione della partita, Gattuso ha evidenziato come il lavoro più impegnativo abbia riguardato soprattutto l’aspetto tattico, considerando le diverse soluzioni che il Napoli potrebbe adottare:

“La partita non è stata difficile da preparare a livello ambientale, ma a livello tattico. Siamo pronti ad interpretare la partita sia se dovessero giocare a tre, sia a quattro. Ho perso tempo sulla conferenza anche per questo. Noi pensiamo a noi, gli accorgimenti tattici li faremo in corsa capendo e cambiando. Non dovranno mancare atteggiamento, voglia e veemenza. I moduli lasciano il tempo che trovano. Dobbiamo fare una grandissima partita”.

L’allenatore ha inoltre ribadito che i recuperi devono essere gestiti con attenzione, senza accelerare i tempi quando i calciatori non hanno ancora raggiunto la condizione ideale:

“Non ha senso forzare i recuperi. Quando vogliamo fare la settimana tipo, la quantità e la qualità del lavoro la devi saper fare bene, altrimenti non ti alleni bene e sei a rischio. Anche Adam e Nicolò li abbiamo fatti rientrare quando avevano il nostro ritmo. Anche per una questione di rapporto. Nuno non stava benissimo, si è messo a disposizione ma non ha spinto tanto. Bisogna star bene per essere perfetti”.

Infine, una novità sulla fascia da capitano per la sfida del Maradona:

“Il capitano? Ho parlato con Derkum, il nostro robot. Isaksen sarà il capitano domani”.

Il messaggio ai tifosi e l’obiettivo della Lazio

In chiusura, Gattuso ha rivolto un pensiero ai sostenitori biancocelesti, attesi a Termini per salutare e incoraggiare la squadra prima della partenza:

“I tifosi a Termini saranno un motivo di orgoglio. Ci devono caricare a fare bene domani e portare a casa un risultato positivo. Li ringrazio a nome dello staff e della squadra, non fanno mancare il loro supporto. Bisogna essere orgogliosi di loro e renderli orgogliosi. Indossiamo una maglia storica e questo non deve essere mai dimenticato”.

Gattuso ha poi invitato il gruppo a non farsi condizionare dalla posizione in classifica, concentrandosi esclusivamente sulle prestazioni e sul lavoro quotidiano:

“Isaksen si deve saper gestire un po’ di più, è uno che darebbe anche il 300%. Noi là sopra non c’entriamo niente. Ce la giochiamo, ce lo godiamo, ma non guardiamo al primo posto in classifica. Ve lo aspettavate voi il primo posto? No. Quindi non ci mettiamo un peso addosso che può solo darci fastidio. Andremo con mentalità e con voglia, il risultato è solo una conseguenza delle prestazioni. Pensiamo a cosa fare, dopo si vedrà. Se pensiamo al primo posto poi arriva la delusione della mazzata. Noi dobbiamo saper gestire e fare il nostro gioco andando forte”.

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