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Lazio, Taylor racconta il metodo Gattuso: “Ora creiamo molte più opportunità”

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Lazio

Kenneth Taylor si sta ambientando sempre di più nella sua nuova avventura italiana.

Il centrocampista della Lazio, impegnato in questi giorni con la Nazionale olandese, ha parlato ai microfoni di VoetbalPrimeur raccontando i primi mesi vissuti lontano dall’Ajax e le differenze riscontrate nel calcio italiano.

Il classe olandese ha spiegato anche come sta affrontando l’apprendimento della lingua e quanto il trasferimento in un contesto completamente nuovo lo stia aiutando nella sua crescita.

“Sto imparando l’italiano, ho un insegnante che viene a casa mia per fare lezione. Per me è stato positivo lasciare l’Olanda e trasferirmi in un nuovo ambiente per continuare a crescere sia a livello personale che calcistico. È un’esperienza interessante. Il cibo? Mangiamo soprattutto al centro sportivo, ma onestamente ho mangiato bene in tutti i ristoranti che ho provato. La mia famiglia viene a trovarmi di tanto in tanto, non è sempre facile organizzarsi all’ultimo momento, ma mi fa piacere quando sono qui”.

Il ruolo di Taylor nel sistema di Gattuso

Uno degli aspetti più interessanti dell’intervista riguarda il rapporto tra Taylor e Gennaro Gattuso. Il centrocampista ha illustrato le richieste ricevute dal tecnico, soffermandosi in particolare sul possesso palla, sulla pressione offensiva e sulla responsabilità nella costruzione della manovra.

“Nel campionato italiano si gioca con grande maturità tattica, ho fatto grandi passi avanti sotto questo aspetto. Con Gattuso giochiamo basandoci sul possesso palla e su un pressing alto. Lui vuole che gestisca la costruzione del gioco, ci schieriamo con un ‘doppio pivot’ e si aspetta che sia io il principale punto di raccordo anche in fase offensiva. Cerchiamo molte situazioni di uno contro uno e vuole che siamo spietati in quei momenti, perché i duelli sono fondamentali. Se si corre tanto? Sì, ma mi piace”.

Taylor ha quindi evidenziato quanto il lavoro tattico svolto in Serie A abbia inciso sulla sua evoluzione. Il calcio italiano, caratterizzato da una particolare attenzione all’organizzazione, gli sta permettendo di ampliare il proprio bagaglio tecnico e tattico.

Più intensità e più occasioni create

Il centrocampista ha poi analizzato il rendimento offensivo della Lazio, mettendo a confronto l’inizio della stagione attuale con quanto accaduto nella precedente.

“Ora copro molta più distanza, soprattutto ad alta intensità. In Italia non si segnano molti gol, abbiamo vinto le prime partite per 1-0, 0-1 e 2-1. Ci sono meno occasioni da rete. Tuttavia, in questa stagione stiamo creando molte più opportunità. Ed è già un passo avanti rispetto alla scorsa stagione. Se sono il rigorista? No, quello è Zaccagni, il capitano. Io sono il secondo in lista. Ne ho calciati due ma durante la serie finale, non nei novanta minuti”.

Parole che raccontano anche il processo di adattamento di Taylor a un campionato nel quale ritmo, intensità e attenzione tattica assumono un peso particolare.

Il legame con l’Ajax resta forte

Nonostante il trasferimento in Italia, il rapporto tra Taylor e l’Ajax è rimasto molto stretto. Il centrocampista non ha nascosto il legame con il club nel quale è cresciuto, spiegando di continuare a seguirne le partite e mantenere rapporti con alcune persone dell’ambiente.

“L’Ajax avrà sempre un posto speciale nel mio cuore, sia come giocatore che come tifoso. Cerco sempre di guardare le loro partite. Sono ancora in contatto con alcune persone, ma molti giocatori se ne sono andati. Wijndal è ancora lì, c’era anche Fitz-Jim ma ora è andato via pure lui. Tanti giocatori olandesi alla Roma e alla Lazio? Riusciamo a malapena a mangiare fuori insieme (ride, ndr.). I tifosi non sarebbero contenti se lo facessimo in pubblico. È stata la prima cosa che mi ha detto Rensch quando sono arrivato, che è una cosa che proprio non si fa. Qui alla Lazio anche Gudmundsson parla olandese”.

Una nuova esperienza nel calcio italiano

L’avventura alla Lazio rappresenta dunque per Taylor una tappa importante del proprio percorso. Il centrocampista sta progressivamente prendendo confidenza con le richieste di Gattuso e con un campionato nel quale l’aspetto tattico occupa un ruolo centrale.

L’ambientamento fuori dal campo procede parallelamente: lo studio dell’italiano, la presenza della famiglia e il rapporto con altri connazionali presenti nella Capitale stanno accompagnando i suoi primi mesi in biancoceleste. Sul terreno di gioco, invece, Taylor punta a diventare sempre più centrale negli equilibri della squadra.

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Lotito: “Norme da cambiare, così si favoriscono gli acquisti all’estero”

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Claudio Lotito torna a parlare delle regole che disciplinano il calcio italiano e lo fa in una sede istituzionale.

Il presidente della Lazio è intervenuto infatti alla Camera dei Deputati, nell’ambito della presentazione del primo bilancio dell’attività della commissione che ha preso il posto della Covisoc e che si occupa di verificare l’equilibrio economico e finanziario delle società professionistiche.

L’organismo ha presentato i numeri relativi ai controlli effettuati: complessivamente sono stati 1558 quelli periodici, mentre 1130 hanno riguardato gli adempimenti necessari per l’ammissione alle competizioni.

Il nodo legato al mercato

La questione interessa da vicino anche la Lazio. Il club biancoceleste ha infatti dovuto fare i conti con limitazioni nelle operazioni di mercato durante la sessione estiva e potrebbe andare incontro a restrizioni analoghe anche nella prossima finestra invernale.

Lotito ha espresso ancora una volta il proprio dissenso nei confronti dell’attuale sistema, sostenendo la necessità di intervenire sulle norme attraverso un percorso legislativo.

“Le norme si applicano, ma devono essere cambiate e può farlo il Parlamento” ha detto il presidente della Lazio.

Lotito: “Favorisce gli acquisti all’estero”

Nel suo intervento, il patron biancoceleste ha posto l’attenzione anche sulle differenze esistenti tra il sistema italiano e quello di altri campionati europei. Secondo Lotito, alcune disposizioni finirebbero per rendere più onerose le operazioni realizzate in Italia rispetto agli acquisti effettuati all’estero.

“Vi pare normale che i calciatori in altre leghe possono essere riscattati in qualsiasi momento dell’anno e noi, che siamo scienziati, non possiamo? Se uno costa 10 milioni qui lo paghi più di 12 per l’Iva, poi c’è la fideiussione. È un danno che favorisce gli acquisti all’estero, dove bisogna anticipare meno cassa” ha concluso Lotito.

Il presidente della Lazio ha quindi ribadito la propria posizione: le regole, pur dovendo essere rispettate dai club, secondo la sua impostazione necessiterebbero di una revisione per evitare conseguenze che, a suo giudizio, possono incidere sulle strategie di mercato delle società italiane.

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Lazio, la corsa è il segreto di Gattuso: il dato

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Tra gli elementi che stanno caratterizzando il nuovo corso della Lazio c’è sicuramente la capacità di mantenere ritmi elevati durante le partite.

Il lavoro svolto da Gennaro Gattuso fin dal primo ritiro estivo ha avuto una componente atletica particolarmente importante e, dopo le prime giornate di campionato, i dati sembrano confermare quanto visto durante la preparazione.

La squadra biancoceleste ha infatti mostrato una notevole propensione alla corsa, riuscendo nelle prime cinque giornate di Serie A a percorrere più chilometri degli avversari in ogni occasione. Un dato che fotografa bene una delle caratteristiche sulle quali il tecnico sta cercando di costruire la propria Lazio.

Dai 115 chilometri di Bologna ai 118 di Venezia

Secondo quanto riportato da Il Tempo, il dato più significativo riguarda proprio la distanza percorsa dalla squadra. A Bologna la Lazio ha raggiunto quota 115 chilometri, mentre a Venezia è arrivata addirittura a 118.

Numeri che testimoniano l’intensità richiesta da Gattuso e che si riflettono anche nell’atteggiamento mostrato in campo. Non si tratta soltanto di una questione quantitativa: correre di più significa riuscire a sostenere meglio il pressing, accorciare le distanze tra i reparti e mantenere maggiore aggressività nelle diverse fasi della partita.

Quando cala il ritmo aumentano i rischi

L’intensità, però, deve essere accompagnata dalla continuità. La Lazio sembra infatti esprimere le proprie caratteristiche migliori quando riesce a mantenere elevato il ritmo per gran parte dell’incontro. Al contrario, nei momenti in cui la squadra abbassa la velocità e perde compattezza, gli avversari possono trovare maggiori spazi e aumentano le situazioni di pericolo.

È un aspetto sul quale Gattuso intende continuare a lavorare, sfruttando anche la pausa del campionato.

La sosta come occasione per migliorare

Il periodo senza partite rappresenta quindi un’opportunità per intervenire nuovamente sulla condizione atletica. Il tecnico dovrebbe utilizzare la sosta per un richiamo fisico, con l’obiettivo di consolidare il lavoro svolto durante l’estate e rendere più costante l’intensità della squadra.

La corsa, dunque, non è soltanto un dato statistico: per la Lazio di Gattuso rappresenta uno degli strumenti attraverso cui costruire identità e rendimento. Mantenere quei livelli di energia anche nel prosieguo della stagione sarà uno degli aspetti da monitorare.

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Lazio-Monza, i precedenti sorridono ai biancocelesti: all’Olimpico un bilancio positivo

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La Lazio si prepara a tornare in campo in Serie A dopo la pausa per gli impegni delle Nazionali.

Alla sesta giornata i biancocelesti saranno attesi da un appuntamento casalingo contro il Monza, con il calcio d’inizio fissato per domenica 11 ottobre alle ore 15:00 allo stadio Olimpico.

La squadra capitolina arriva alla sfida con un dato significativo: nelle prime cinque giornate di campionato non ha ancora conosciuto la sconfitta. L’obiettivo sarà quindi proseguire il percorso positivo e mantenere le prime posizioni della classifica.

I numeri dei precedenti

A dare ulteriore fiducia alla formazione biancoceleste sono i precedenti complessivi contro il Monza. Le due squadre si sono affrontate 24 volte nella loro storia e il bilancio premia la Lazio, capace di ottenere 10 successi. Sono invece 9 i pareggi, mentre in 5 occasioni è stato il Monza a conquistare l’intera posta in palio.

Numeri che diventano ancora più favorevoli se si prendono in considerazione esclusivamente le partite disputate nella Capitale.

All’Olimpico il Monza ha vinto una sola volta

Nei 12 incontri giocati in casa della Lazio, infatti, i biancocelesti hanno raccolto 7 vittorie e 4 pareggi, incassando appena una sconfitta. Un rendimento che evidenzia quanto il fattore campo abbia inciso negli scontri diretti tra le due formazioni.

L’Olimpico rappresenta dunque uno scenario storicamente favorevole alla Lazio, che proverà a sfruttare anche questa tradizione nel prossimo appuntamento di campionato.

L’ultimo confronto è finito 5-1

L’ultimo precedente disputato nella Capitale è particolarmente significativo. Il 9 febbraio 2025, infatti, la Lazio si impose sul Monza con un netto 5-1, firmando una prestazione offensiva di grande spessore.

Anche osservando il bilancio degli ultimi decenni emerge un dato interessante: per trovare l’ultima sconfitta interna della Lazio contro il Monza bisogna tornare indietro fino al 27 aprile 1986, quando i brianzoli riuscirono a imporsi per 1-0.

Una statistica che appartiene al passato, ma che contribuisce a rendere ancora più particolare il prossimo appuntamento dell’Olimpico. La Lazio ripartirà quindi dalla propria imbattibilità stagionale e da una tradizione favorevole contro il Monza, con l’obiettivo di trasformare i numeri della storia in un nuovo risultato positivo.

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