La cerimonia si è svolta nella Sala Giovanni Spadolini del Ministero della Cultura. Per l’occasione, l’allenatore biancoceleste ha inviato un videomessaggio, nel quale ha affrontato diversi temi: dal valore dell’impegno personale all’importanza di ascoltare i giovani, fino alla situazione che sta vivendo la Lazio.
Il valore della perseveranza e l’importanza di ascoltare i giovani
Nel ringraziare gli organizzatori per il riconoscimento ricevuto, Gattuso ha sottolineato quanto siano significative le motivazioni alla base del premio, ribadendo la necessità di non arrendersi e di continuare a credere nei propri obiettivi.
“Ringrazio per questo premio e ringrazio chi ha deciso di assegnarmelo. Per me è un grande onore. Le motivazioni riportate sono molto importanti, perché credo che non mollare mai e continuare a credere in qualcosa sia fondamentale”.
Il tecnico si è poi soffermato sul rapporto con le nuove generazioni, evidenziando come il mondo degli adulti debba assumersi maggiori responsabilità nel favorire la crescita dei ragazzi. Un approccio che, secondo Gattuso, deve partire dall’ascolto e dalla capacità di valorizzare le qualità individuali.
“I giovani di oggi hanno conoscenza e capacità. Il problema è che spesso parliamo di loro, diciamo che sono diversi, ma raramente ci chiediamo cosa facciamo noi per ascoltarli o per metterli nelle condizioni di migliorarsi. Negli ultimi anni ho compiuto un passaggio fondamentale: ho messo da parte tutto ciò che ho vissuto personalmente e ho capito che, quando si allena una squadra e si lavora con i giovani, bisogna prima di tutto ascoltarli e aiutarli a esprimere il meglio di sé”.
Lazio, Gattuso avverte: “Non volevo sentire alibi”
Nel suo intervento non è mancato un riferimento alla situazione della Lazio. Gattuso ha riconosciuto le difficoltà dell’ambiente biancoceleste, ma ha ribadito di aver chiesto fin dall’inizio alla squadra di non cercare giustificazioni. L’assenza dei tifosi rappresenta una difficoltà con cui fare i conti, ma non deve diventare un ostacolo alla concentrazione e al lavoro quotidiano.
“Lazio? L’ambiente non è semplice, ma fin dal primo giorno ho detto che non volevo sentire alibi. Giochiamo senza tifosi e ne siamo consapevoli, ma voglio che la squadra resti concentrata. Dobbiamo trovare dentro di noi le energie per andare avanti, ci dobbiamo alimentare da soli, soprattutto nei momenti di difficoltà. Devo dire, però, che ho trovato un gruppo di ragazzi straordinari, che mi stanno seguendo con grande disponibilità e impegno. Per me è un onore allenarli”.
