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Reja racconta Scaloni: “La Lazio lo aveva cercato, ma lui scelse di restare con l’Argentina”

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Lionel Scaloni si prepara a vivere un’altra notte da protagonista sulla panchina dell’Argentina, ma una parte importante del suo percorso è legata anche al calcio italiano.

Prima di diventare il commissario tecnico capace di riportare la Selección sul tetto del mondo, l’ex difensore ha infatti vissuto diverse stagioni tra Lazio e Atalanta, esperienze che hanno contribuito alla sua crescita anche dal punto di vista tecnico e umano.

A raccontare alcuni retroscena di quel periodo è stato Edy Reja, che ha avuto modo di allenare Scaloni sia nella sua esperienza romana sia a Bergamo. L’ex tecnico friulano ha spiegato come già durante gli ultimi anni da calciatore fossero evidenti alcune qualità che avrebbero poi caratterizzato la sua carriera da allenatore.

Era il pilastro dello spogliatoio. Anche se giocava poco, tutti lo seguivano. Già allora si capiva che sarebbe diventato un grande allenatore“, ha raccontato Reja, sottolineando la leadership e la capacità di analisi dell’argentino anche quando ancora vestiva gli scarpini.

Secondo l’ex allenatore della Lazio, Scaloni aveva iniziato molto presto a sviluppare una mentalità da tecnico: “Parlare di calcio con lui era un piacere. Aveva idee moderne, una visione tattica avanzata e una capacità straordinaria di valutare i giocatori, anche gli avversari. Nel 2011 aveva già iniziato il percorso da allenatore pur essendo ancora un calciatore della Lazio“.

Reja ha poi ammesso di non aver previsto una crescita così veloce e prestigiosa: “Pensavo avrebbe fatto bene nei club, magari in Italia o in Spagna. Invece ha bruciato le tappe con l’Argentina ed è diventato campione del mondo in poco più di dieci anni“.

Tra i due è rimasto un rapporto di stima e amicizia. I contatti sono meno frequenti rispetto al passato, ma non sono mai mancati. Reja ha ricordato anche un episodio precedente al Mondiale del 2022, quando Scaloni gli chiese un parere sull’Arabia Saudita. L’ex tecnico gli consigliò di stare tranquillo, convinto della superiorità argentina, anche se l’esordio della squadra contro gli asiatici avrebbe riservato una sorpresa prima del trionfo finale.

Parlando della finale mondiale, Reja ha evidenziato le caratteristiche della squadra argentina: “Gli argentini non mollano mai e hanno ancora Messi, che resta un fenomeno. La Spagna è fortissima tecnicamente e molto organizzata, ma l’Argentina ha uno spirito unico“.

Infine, l’ex allenatore ha svelato un curioso retroscena di mercato legato proprio alla Lazio. Due anni fa, dopo un confronto con Claudio Lotito, provò a capire se Scaloni fosse disponibile a tornare nella Capitale in veste di allenatore: “Due anni fa parlai con Lotito e scrissi a Scaloni se voleva tornare alla Lazio come allenatore. Lui mi rispose: “No mister, io resto con la mia Argentina, ho un impegno e non mi tiro indietro””.

Un messaggio che racconta bene la determinazione del commissario tecnico argentino e il legame profondo con la nazionale. Reja ha poi concluso con un pensiero sulla Lazio attuale: “La Lazio mi è rimasta nel cuore. Mi dispiace vedere questa situazione, ma la frattura tra ambiente e società viene da lontano“.

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Lazio, caso Pellegrini: l’infortunio non sarebbe l’unico motivo dello stop

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Lazio

In casa Lazio resta da chiarire la situazione legata a Luca Pellegrini.

Il terzino biancoceleste non è stato a disposizione nella sfida contro il Bologna e, al termine della partita, Gennaro Gattuso ha spiegato che il giocatore aveva accusato un problema fisico. Le sue condizioni dovranno essere valutate attraverso gli esami strumentali, necessari per stabilire l’entità dell’infortunio e i possibili tempi di recupero.

Le parole dell’allenatore, però, non hanno chiuso completamente il caso. Secondo quanto riportato da Il Messaggero, infatti, dietro l’assenza di Pellegrini potrebbe esserci anche un’altra motivazione. Il quotidiano riferisce di un possibile aspetto disciplinare che avrebbe avuto un peso nella decisione di non utilizzare il calciatore contro il Bologna.

La questione, almeno per il momento, resta da verificare. Le indiscrezioni parlano di un fastidio muscolare di lieve entità che dovrebbe essere approfondito con gli accertamenti previsti. Tuttavia, proprio la concomitanza tra il problema fisico e la mancata convocazione ha alimentato interrogativi sul reale motivo dell’esclusione.

Per Gattuso si tratta di una situazione da gestire con attenzione, soprattutto perché la Lazio è attesa da un nuovo impegno di campionato contro il Genoa. Capire se Pellegrini potrà tornare regolarmente a disposizione sarà importante anche per definire le rotazioni sulla fascia.

Il caso, dunque, rimane aperto. Da una parte ci sono gli accertamenti medici che dovranno chiarire le condizioni del giocatore; dall’altra, le voci relative a una possibile questione interna che potrebbero spiegare ulteriormente la scelta dell’allenatore.

Al momento non ci sono conferme ufficiali su un eventuale provvedimento disciplinare. Saranno quindi i prossimi giorni, e soprattutto gli esami medici, a fornire elementi più concreti sulla situazione del terzino della Lazio.

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Lazio, Frattesi e il primo gol della stagione: la curiosa tradizione dei marcatori biancocelesti

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La nuova Lazio di Gennaro Gattuso ha iniziato la stagione nel migliore dei modi, conquistando una vittoria sul campo del Bologna.

A decidere l’incontro è stato Davide Frattesi, uno dei nuovi arrivati in casa biancoceleste, che ha trovato così la sua prima rete ufficiale con la maglia laziale.

Il centrocampista, arrivato durante l’estate dopo l’esperienza all’Inter, non si è limitato quindi a debuttare con la sua nuova squadra: è diventato anche il primo giocatore della Lazio a iscrivere il proprio nome sul tabellino dei marcatori nella stagione 2026/27. Un dato curioso che permette di ripercorrere i protagonisti che, negli ultimi anni, hanno avuto lo stesso privilegio.

La tradizione recente era stata inaugurata da Ciro Immobile, protagonista per tre stagioni consecutive tra il 2016 e il 2019. Il bomber biancoceleste aveva infatti aperto il campionato segnando il primo gol della squadra in diverse occasioni, confermando il suo peso offensivo.

Nel 2020 era stato Manuel Lazzari a rompere il ghiaccio, mentre l’anno successivo era toccato a Sergej Milinkovic-Savic. Nel 2022, invece, la particolarità era stata rappresentata da un’autorete: il primo gol stagionale della Lazio era arrivato infatti per uno sfortunato intervento di Lorenzo De Silvestri, proprio contro il Bologna, ma all’Olimpico.

Immobile era poi tornato protagonista nel 2023, prima di lasciare spazio a Valentin Castellanos nel 2024. Nel 2025 era stato invece Matteo Guendouzi a inaugurare il nuovo campionato con una rete.

Adesso la sequenza si arricchisce con il nome di Frattesi. Un esordio particolarmente significativo per il centrocampista, che ha subito lasciato il segno in una partita delicata e ha contribuito a regalare a Gattuso tre punti importanti.

Oltre al valore del gol, la rete di Bologna può rappresentare anche un segnale incoraggiante per il nuovo acquisto: partire con una marcatura decisiva potrebbe infatti aumentare fiducia e aspettative attorno al suo percorso in biancoceleste.

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Lazio, Gattuso punta su Dia: Ratkov verso l’addio

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Lazio, Milik, Immobile

Le scelte effettuate da Gennaro Gattuso nelle prime uscite stagionali sembrano aver delineato una gerarchia abbastanza precisa nel reparto offensivo della Lazio.

Al centro del progetto del tecnico continua a esserci Boulaye Dia, attaccante sul quale l’allenatore vuole lavorare per ritrovare la versione più brillante di un giocatore che nell’ultimo periodo ha attraversato diverse difficoltà.

La sfida contro il Bologna ha fornito ulteriori indicazioni in questo senso. Nonostante la prestazione negativa offerta in precedenza contro il Mantova, Gattuso ha deciso di confermare la fiducia a Dia, preferendolo ancora una volta a Petar Ratkov. Una scelta che potrebbe avere conseguenze importanti anche sulle strategie di mercato della società.

Il centravanti serbo, classe 2003, è rimasto in panchina e non ha trovato spazio nemmeno nella parte finale dell’incontro. Quando la Lazio aveva bisogno di gestire il risultato e mantenere maggiore presenza offensiva, Gattuso ha infatti optato per Noslin come riferimento avanzato. Una decisione significativa, soprattutto considerando che lo stesso allenatore aveva precedentemente descritto l’olandese come un giocatore più adatto a partire dalla fascia che a ricoprire il ruolo di prima punta.

Il quadro potrebbe diventare ancora più complicato per Ratkov nel caso in cui la Lazio riuscisse a chiudere per Andrea Pinamonti. L’eventuale arrivo dell’attaccante italiano aumenterebbe ulteriormente la concorrenza e rischierebbe di relegare il serbo a una posizione marginale nelle rotazioni.

Per Ratkov, dunque, la cessione potrebbe diventare una soluzione concreta prima della chiusura della sessione di mercato. Il giocatore dispone di diverse possibilità e avrebbe già attirato l’interesse di alcuni club, anche se in precedenza ha scelto di non accettare le proposte di Dinamo Mosca e Southampton.

Con l’organico offensivo destinato a diventare ancora più affollato, la Lazio dovrà valutare attentamente il futuro del giovane attaccante. Se le gerarchie dovessero rimanere quelle mostrate da Gattuso, trovare una nuova destinazione potrebbe rappresentare per Ratkov l’opportunità migliore per continuare il proprio percorso di crescita attraverso un minutaggio maggiore.

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