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Pellegrini: “Nel 2020 credevo allo Scudetto”
In occasione del ventisettesimo compleanno, Luca Pellegrini si è concesso per una lunga intervista a LSC, per parlare della sua carriera

ESULTANZA LAZIO ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Luca Pellegrini senza filtri
Luca Pellegrini compie 27 anni, e per festeggiare ha rilasciato un’intervista ai microfoni ufficiali del club, per parlare di alcuni punti salienti del suo percorso da calciatore. Il tifoso biancoceleste si è unito al suo club del cuore nel 2023, dopo tanti prestiti tra Italia e Europa, disputando 87 partite e mettendo a referto 1 gol e 7 assist. Di seguito le parole di Pellegrini:
MOMENTO MIGLIORE: “Da un punto di vista emotivo penso che l’arrivo a Roma e il gol a Udine siano lì sopra, difficile dire quale dei due sopra all’altro”.
DIVENTARE PAPA’: “Ciò che fai in campo è anche figlio di ciò che fai fuori, ho capito che prima vivevo il calcio diversamente, reagivo ai problemi da campo come se fossero cose serie, con l’arrivo di Sebastiano ho capito che le cose importanti sono altre. Non vuol dire che ci tieni meno, non smetti comunque mai di pensarci, ma ti dà più equilibrio”.
CALCIATORE DEL PASSATO CON CUI VOLEVI GIOCARE: “Di Canio e Mihajlovic”.
LA LAZIO DEL 2020: “Io giocavo con il Cagliari, volavamo in quella stagione poi abbiamo avuto una flessione clamorosa, la Lazio ha continuato sparata fino al Covid. Pensavo potesse essere l’anno giusto per lo scudetto, per una serie di fattori che ti ci potevano far pensare alla grandissima. Ciro segnava un gol a partita, Caicedo entrava e segnava, poi Correa, Sergej, Luis, una Lazio che volava. Dal Covid poi non so cosa sia successo. In quel Cagliari – Lazio un po’ il culo mi rodeva (ride, ndr), ma poi ha lasciato spazio anche al discorso del tifo”.
ALLENATORI: “Difficile fare una classifica, da ognuno puoi imparare tanto. Con Glasner ho fatto 5 mesi, poi sono venuto qui. Tutti avevano idee di gioco interessanti, Glasner prediligeva molto la parte fisica, l’intensità, forse anche per il campionato. Con Allegri ho avuto un bellissimo periodo alla Juve in cui ho imparato tanto, ero giovane, col passare del tempo cose che in quel momento non vedi in maniera lucida poi le capisci, aveva ragione su tante cose. Sarri è un maestro, l’ho sempre detto, da lui puoi imparare veramente tanto, ti lascia tanto, anche se può non sembrare. Quando se ne andò gli scrissi un messaggio, gli dissi tante cose che sono riuscito a capire con il tempo, emotivamente devi capirlo, se ti insulta vuol dire che ti vuole bene. Con Baroni abbiamo fatto 5 mesi molto buoni, poi ho avuto l’episodio fuori rosa… Forse primo Sarri a pari merito con Maran, ho avuto tanti bei momenti con lui”.
GIOCARE NELLA ROMA DA TIFOSO LAZIALE: “Quando entro in un gruppo di lavoro io sono abituato a dare il 110%, non era semplice nei derby ma devi essere abituato a vederlo come una professione. Non tutti hanno la fortuna che ho io adesso di giocare con la squadra che tifavi da bambino, sei costretto a mettere dei limiti e quindi si sicuramente non era il massimo nei derby, ma è lavoro”.
RONALDO: “Non sai mai quante cose avresti potuto imparare con un professionista come lui, abbiamo condiviso 5 mesi insieme tra ritiri e altro. Impari tante cose, non solo a voce, lui era uno che cercava di spiegarti perché certe cose non andavano bene. Una volta dopo un doppio allenamento si è levato maglietta e pantaloncini, faceva caldo a Torino a luglio, e si è messo a prendere il sole, dopo due settimane di doppio allenamento. Io l’ho guardato, lui mi ha detto mettiti qua vicino a me, il sole fa bene alla pelle, mi ha dato una spiegazione scientifica. Lui era sereno all’allenamento dopo, io ero cotto. Ti dà tanto, un po’ di rimpianto c’è, vivendolo di più magari avrei imparato più cose”.
DOUGLAS COSTA: “Aveva una leggerezza incredibile, poteva essere molto di più, nonostante abbia fatto comunque tanto. Rabbia, esplosività, tecnica clamorosa”.
IL POST MESSI E RONALDO: “Difficile si riproponga una cosa del genere, sono due calciatori che si sono divisi la scena mondiale per vent’anni allo stesso livello, sarà impossibile riproporlo. Ad oggi vedo Yamal, Mbappé che potrebbero essere paragonati, ma tra dieci anni non so se saranno ancora loro”.
INFORTUNIO DA ELIMINARE: “Il crociato. Senza quello magari non sarebbero arrivati tutti gli altri, anche se poi mentalmente li terrei tutti perché mi hanno fatto diventare la persona che sono oggi”.
RIMPROVERI: “Sono sempre stato altruista, qualche volta tirare in porta di più non sarebbe male”.
NAZIONALE: “Onestamente non è un pensiero giornaliero che ho. Sogno di tutti, se mi chiamassero domani ci andrei scalzo fino a Coverciano, ma oggettivamente credo ci voglia qualcosa di più per stare in quel giro”.
SPORTIVI DA AMMIRARE: “Kobe Bryant, Djokovic, Cristiano Ronaldo, Sinner”.
SE AVESSI LA BACCHETTA MAGICA…: “…Augurerei alla Lazio un periodo come quello della Juventus, dieci anni al top mondiale e non accontentarsi”. Queste le parole di Pellegrini sulla sua carriera
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Lazio, caso Pellegrini: l’infortunio non sarebbe l’unico motivo dello stop
In casa Lazio resta da chiarire la situazione legata a Luca Pellegrini.
Il terzino biancoceleste non è stato a disposizione nella sfida contro il Bologna e, al termine della partita, Gennaro Gattuso ha spiegato che il giocatore aveva accusato un problema fisico. Le sue condizioni dovranno essere valutate attraverso gli esami strumentali, necessari per stabilire l’entità dell’infortunio e i possibili tempi di recupero.
Le parole dell’allenatore, però, non hanno chiuso completamente il caso. Secondo quanto riportato da Il Messaggero, infatti, dietro l’assenza di Pellegrini potrebbe esserci anche un’altra motivazione. Il quotidiano riferisce di un possibile aspetto disciplinare che avrebbe avuto un peso nella decisione di non utilizzare il calciatore contro il Bologna.
La questione, almeno per il momento, resta da verificare. Le indiscrezioni parlano di un fastidio muscolare di lieve entità che dovrebbe essere approfondito con gli accertamenti previsti. Tuttavia, proprio la concomitanza tra il problema fisico e la mancata convocazione ha alimentato interrogativi sul reale motivo dell’esclusione.
Per Gattuso si tratta di una situazione da gestire con attenzione, soprattutto perché la Lazio è attesa da un nuovo impegno di campionato contro il Genoa. Capire se Pellegrini potrà tornare regolarmente a disposizione sarà importante anche per definire le rotazioni sulla fascia.
Il caso, dunque, rimane aperto. Da una parte ci sono gli accertamenti medici che dovranno chiarire le condizioni del giocatore; dall’altra, le voci relative a una possibile questione interna che potrebbero spiegare ulteriormente la scelta dell’allenatore.
Al momento non ci sono conferme ufficiali su un eventuale provvedimento disciplinare. Saranno quindi i prossimi giorni, e soprattutto gli esami medici, a fornire elementi più concreti sulla situazione del terzino della Lazio.
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Lazio, Frattesi e il primo gol della stagione: la curiosa tradizione dei marcatori biancocelesti
La nuova Lazio di Gennaro Gattuso ha iniziato la stagione nel migliore dei modi, conquistando una vittoria sul campo del Bologna.
A decidere l’incontro è stato Davide Frattesi, uno dei nuovi arrivati in casa biancoceleste, che ha trovato così la sua prima rete ufficiale con la maglia laziale.
Il centrocampista, arrivato durante l’estate dopo l’esperienza all’Inter, non si è limitato quindi a debuttare con la sua nuova squadra: è diventato anche il primo giocatore della Lazio a iscrivere il proprio nome sul tabellino dei marcatori nella stagione 2026/27. Un dato curioso che permette di ripercorrere i protagonisti che, negli ultimi anni, hanno avuto lo stesso privilegio.
La tradizione recente era stata inaugurata da Ciro Immobile, protagonista per tre stagioni consecutive tra il 2016 e il 2019. Il bomber biancoceleste aveva infatti aperto il campionato segnando il primo gol della squadra in diverse occasioni, confermando il suo peso offensivo.
Nel 2020 era stato Manuel Lazzari a rompere il ghiaccio, mentre l’anno successivo era toccato a Sergej Milinkovic-Savic. Nel 2022, invece, la particolarità era stata rappresentata da un’autorete: il primo gol stagionale della Lazio era arrivato infatti per uno sfortunato intervento di Lorenzo De Silvestri, proprio contro il Bologna, ma all’Olimpico.
Immobile era poi tornato protagonista nel 2023, prima di lasciare spazio a Valentin Castellanos nel 2024. Nel 2025 era stato invece Matteo Guendouzi a inaugurare il nuovo campionato con una rete.
Adesso la sequenza si arricchisce con il nome di Frattesi. Un esordio particolarmente significativo per il centrocampista, che ha subito lasciato il segno in una partita delicata e ha contribuito a regalare a Gattuso tre punti importanti.
Oltre al valore del gol, la rete di Bologna può rappresentare anche un segnale incoraggiante per il nuovo acquisto: partire con una marcatura decisiva potrebbe infatti aumentare fiducia e aspettative attorno al suo percorso in biancoceleste.
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Lazio, Gattuso punta su Dia: Ratkov verso l’addio
Le scelte effettuate da Gennaro Gattuso nelle prime uscite stagionali sembrano aver delineato una gerarchia abbastanza precisa nel reparto offensivo della Lazio.
Al centro del progetto del tecnico continua a esserci Boulaye Dia, attaccante sul quale l’allenatore vuole lavorare per ritrovare la versione più brillante di un giocatore che nell’ultimo periodo ha attraversato diverse difficoltà.
La sfida contro il Bologna ha fornito ulteriori indicazioni in questo senso. Nonostante la prestazione negativa offerta in precedenza contro il Mantova, Gattuso ha deciso di confermare la fiducia a Dia, preferendolo ancora una volta a Petar Ratkov. Una scelta che potrebbe avere conseguenze importanti anche sulle strategie di mercato della società.
Il centravanti serbo, classe 2003, è rimasto in panchina e non ha trovato spazio nemmeno nella parte finale dell’incontro. Quando la Lazio aveva bisogno di gestire il risultato e mantenere maggiore presenza offensiva, Gattuso ha infatti optato per Noslin come riferimento avanzato. Una decisione significativa, soprattutto considerando che lo stesso allenatore aveva precedentemente descritto l’olandese come un giocatore più adatto a partire dalla fascia che a ricoprire il ruolo di prima punta.
Il quadro potrebbe diventare ancora più complicato per Ratkov nel caso in cui la Lazio riuscisse a chiudere per Andrea Pinamonti. L’eventuale arrivo dell’attaccante italiano aumenterebbe ulteriormente la concorrenza e rischierebbe di relegare il serbo a una posizione marginale nelle rotazioni.
Per Ratkov, dunque, la cessione potrebbe diventare una soluzione concreta prima della chiusura della sessione di mercato. Il giocatore dispone di diverse possibilità e avrebbe già attirato l’interesse di alcuni club, anche se in precedenza ha scelto di non accettare le proposte di Dinamo Mosca e Southampton.
Con l’organico offensivo destinato a diventare ancora più affollato, la Lazio dovrà valutare attentamente il futuro del giovane attaccante. Se le gerarchie dovessero rimanere quelle mostrate da Gattuso, trovare una nuova destinazione potrebbe rappresentare per Ratkov l’opportunità migliore per continuare il proprio percorso di crescita attraverso un minutaggio maggiore.
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