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Panchina Lazio, spunta la sorpresa: contatti con Lisci
Lazio, il casting per il post-Sarri si allarga agli outsider. Sondaggio con l’entourage di Alessio Lisci. Un passato a Formello, ma pesa l’incognita piazza.

MAURIZIO SARRI PERPLESSO SI GUARDA LE SPALLE ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Lazio, il casting per il post-Sarri tra grandi nomi e il fascino dei ritorni
Il casting per la panchina della Lazio è ufficialmente apertissimo, e non potrebbe essere altrimenti in un ambiente che sta vivendo giorni di profondo caos emotivo, forti tensioni con la tifoseria e inevitabili riflessioni tecniche. Con l’addio di Maurizio Sarri ormai considerato un dato di fatto, la dirigenza biancoceleste si sta guardando intorno alla ricerca di un profilo solido, capace di ereditare una panchina decisamente pesante. I nomi più caldi e sponsorizzati nelle ultime ore restano quelli di Raffaele Palladino e Gennaro Gattuso, piste che vanno e vengono come onde continue tra le mura di Formello. Sullo sfondo resiste anche il fascino romantico di Hernan Crespo, figura iconica amatissima dal popolo laziale in grado di riaccendere immediatamente l’entusiasmo della piazza. Attenzione però agli outsider, perché è proprio nel sottobosco dei profili meno pubblicizzati che potrebbe nascondersi la vera sorpresa.
L’identikit di Alessio Lisci: la gavetta all’estero sul modello Farioli
Il nome nuovo emerso con forza nelle ultime ore è quello di Alessio Lisci. Non si tratta di una semplice suggestione folkloristica. L’attuale allenatore dell’Osasuna si sta consacrando come uno dei profili emergenti più interessanti e preparati del panorama calcistico internazionale. Giovane, ambizioso e maniaco del lavoro, Lisci ha scelto di costruirsi una solida credibilità lontano dai riflettori italiani, seguendo un percorso di gavetta all’estero che ricorda molto da vicino le scalate di tecnici come De Zerbi o Farioli. Nella Liga spagnola ha trovato la sua identità e una forte personalità, ma a spingere la sua candidatura a Roma c’è anche un fortissimo legame emotivo: Lisci ha vissuto l’ambiente Lazio fin da ragazzo. Una storia di appartenenza dal fascino indubbio per il mondo biancoceleste: partire, formarsi altrove e tornare nella Capitale da uomo fatto, pronto per la definitiva consacrazione.
Il primo contatto con l’agenzia “The Team” e il nodo della pressione romana
Secondo le ultime indiscrezioni, un contatto telefonico reale tra la dirigenza della Lazio e l’entourage del tecnico è andato in scena nelle scorse ore. Nessun accordo definitivo o trattativa in stato avanzato, ma un primo importante scambio di idee e valutazioni esplorative. I canali di comunicazione passano attraverso ambienti estremamente influenti del calcio mondiale, nello specifico l’agenzia The Team che per le operazioni in Italia si appoggia alla storica figura dell’agente Giovanni Branchini.
La Lazio studia la situazione e apprezza la fame, la modernità tattica e le competenze di Lisci. A frenare l’affondo immediato resta però una grandissima incognita, la gestione della pressione in una piazza caldissima come quella romana. In questo momento l’ambiente biancoceleste è una polveriera e il rapporto teso tra Claudio Lotito e la tifoseria rischia di trasformarsi in un boomerang per un allenatore giovane e ancora privo di esperienza in una big italiana. Le gerarchie del mercato dei tecnici sono tuttavia fluide. Se le prime scelte dovessero sfumare, il profilo di Alessio Lisci potrebbe scalare rapidamente le preferenze a Formello.
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Lazio, caso Pellegrini: l’infortunio non sarebbe l’unico motivo dello stop
In casa Lazio resta da chiarire la situazione legata a Luca Pellegrini.
Il terzino biancoceleste non è stato a disposizione nella sfida contro il Bologna e, al termine della partita, Gennaro Gattuso ha spiegato che il giocatore aveva accusato un problema fisico. Le sue condizioni dovranno essere valutate attraverso gli esami strumentali, necessari per stabilire l’entità dell’infortunio e i possibili tempi di recupero.
Le parole dell’allenatore, però, non hanno chiuso completamente il caso. Secondo quanto riportato da Il Messaggero, infatti, dietro l’assenza di Pellegrini potrebbe esserci anche un’altra motivazione. Il quotidiano riferisce di un possibile aspetto disciplinare che avrebbe avuto un peso nella decisione di non utilizzare il calciatore contro il Bologna.
La questione, almeno per il momento, resta da verificare. Le indiscrezioni parlano di un fastidio muscolare di lieve entità che dovrebbe essere approfondito con gli accertamenti previsti. Tuttavia, proprio la concomitanza tra il problema fisico e la mancata convocazione ha alimentato interrogativi sul reale motivo dell’esclusione.
Per Gattuso si tratta di una situazione da gestire con attenzione, soprattutto perché la Lazio è attesa da un nuovo impegno di campionato contro il Genoa. Capire se Pellegrini potrà tornare regolarmente a disposizione sarà importante anche per definire le rotazioni sulla fascia.
Il caso, dunque, rimane aperto. Da una parte ci sono gli accertamenti medici che dovranno chiarire le condizioni del giocatore; dall’altra, le voci relative a una possibile questione interna che potrebbero spiegare ulteriormente la scelta dell’allenatore.
Al momento non ci sono conferme ufficiali su un eventuale provvedimento disciplinare. Saranno quindi i prossimi giorni, e soprattutto gli esami medici, a fornire elementi più concreti sulla situazione del terzino della Lazio.
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Lazio, Frattesi e il primo gol della stagione: la curiosa tradizione dei marcatori biancocelesti
La nuova Lazio di Gennaro Gattuso ha iniziato la stagione nel migliore dei modi, conquistando una vittoria sul campo del Bologna.
A decidere l’incontro è stato Davide Frattesi, uno dei nuovi arrivati in casa biancoceleste, che ha trovato così la sua prima rete ufficiale con la maglia laziale.
Il centrocampista, arrivato durante l’estate dopo l’esperienza all’Inter, non si è limitato quindi a debuttare con la sua nuova squadra: è diventato anche il primo giocatore della Lazio a iscrivere il proprio nome sul tabellino dei marcatori nella stagione 2026/27. Un dato curioso che permette di ripercorrere i protagonisti che, negli ultimi anni, hanno avuto lo stesso privilegio.
La tradizione recente era stata inaugurata da Ciro Immobile, protagonista per tre stagioni consecutive tra il 2016 e il 2019. Il bomber biancoceleste aveva infatti aperto il campionato segnando il primo gol della squadra in diverse occasioni, confermando il suo peso offensivo.
Nel 2020 era stato Manuel Lazzari a rompere il ghiaccio, mentre l’anno successivo era toccato a Sergej Milinkovic-Savic. Nel 2022, invece, la particolarità era stata rappresentata da un’autorete: il primo gol stagionale della Lazio era arrivato infatti per uno sfortunato intervento di Lorenzo De Silvestri, proprio contro il Bologna, ma all’Olimpico.
Immobile era poi tornato protagonista nel 2023, prima di lasciare spazio a Valentin Castellanos nel 2024. Nel 2025 era stato invece Matteo Guendouzi a inaugurare il nuovo campionato con una rete.
Adesso la sequenza si arricchisce con il nome di Frattesi. Un esordio particolarmente significativo per il centrocampista, che ha subito lasciato il segno in una partita delicata e ha contribuito a regalare a Gattuso tre punti importanti.
Oltre al valore del gol, la rete di Bologna può rappresentare anche un segnale incoraggiante per il nuovo acquisto: partire con una marcatura decisiva potrebbe infatti aumentare fiducia e aspettative attorno al suo percorso in biancoceleste.
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Lazio, Gattuso punta su Dia: Ratkov verso l’addio
Le scelte effettuate da Gennaro Gattuso nelle prime uscite stagionali sembrano aver delineato una gerarchia abbastanza precisa nel reparto offensivo della Lazio.
Al centro del progetto del tecnico continua a esserci Boulaye Dia, attaccante sul quale l’allenatore vuole lavorare per ritrovare la versione più brillante di un giocatore che nell’ultimo periodo ha attraversato diverse difficoltà.
La sfida contro il Bologna ha fornito ulteriori indicazioni in questo senso. Nonostante la prestazione negativa offerta in precedenza contro il Mantova, Gattuso ha deciso di confermare la fiducia a Dia, preferendolo ancora una volta a Petar Ratkov. Una scelta che potrebbe avere conseguenze importanti anche sulle strategie di mercato della società.
Il centravanti serbo, classe 2003, è rimasto in panchina e non ha trovato spazio nemmeno nella parte finale dell’incontro. Quando la Lazio aveva bisogno di gestire il risultato e mantenere maggiore presenza offensiva, Gattuso ha infatti optato per Noslin come riferimento avanzato. Una decisione significativa, soprattutto considerando che lo stesso allenatore aveva precedentemente descritto l’olandese come un giocatore più adatto a partire dalla fascia che a ricoprire il ruolo di prima punta.
Il quadro potrebbe diventare ancora più complicato per Ratkov nel caso in cui la Lazio riuscisse a chiudere per Andrea Pinamonti. L’eventuale arrivo dell’attaccante italiano aumenterebbe ulteriormente la concorrenza e rischierebbe di relegare il serbo a una posizione marginale nelle rotazioni.
Per Ratkov, dunque, la cessione potrebbe diventare una soluzione concreta prima della chiusura della sessione di mercato. Il giocatore dispone di diverse possibilità e avrebbe già attirato l’interesse di alcuni club, anche se in precedenza ha scelto di non accettare le proposte di Dinamo Mosca e Southampton.
Con l’organico offensivo destinato a diventare ancora più affollato, la Lazio dovrà valutare attentamente il futuro del giovane attaccante. Se le gerarchie dovessero rimanere quelle mostrate da Gattuso, trovare una nuova destinazione potrebbe rappresentare per Ratkov l’opportunità migliore per continuare il proprio percorso di crescita attraverso un minutaggio maggiore.
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