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Lotito: “Sarri sotto contratto, i giocatori si ca**no sotto”

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Claudio Lotito risponde duramente alle critiche a Montecitorio: blindato Sarri, snobbato Tommaso Paradiso e attacco frontale ai calciatori della Lazio

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FLAMINIA L’AQUILA DELLA LAZIO ( FOTO DI SAVATORE FORNELLI )

Lotito, il caso Sarri e lo sgarbo a Tommaso Paradiso

La prima battuta del patron biancoceleste è dedicata alla guida tecnica, finita al centro del ciclone dopo le sconfitte nel derby e nella finale di Coppa Italia. Lotito ha preferito tagliare corto sulla possibile rottura con l’allenatore toscano:Sarri? Ha un contratto con la Lazio, io sono il presidente della società, che volete da me? Chiedete a lui. L’allenatore ha un contratto con noi, punto”.

Decisamente più tagliente e ironica la replica alla lettera aperta pubblicata sul Corriere dello Sport dal cantautore Tommaso Paradiso, noto tifoso laziale, che lo accusava di aver “desertificato un popolo” allontanando la gente dallo stadio:

“Stic***i. Io non leggo niente, non ascolto la musica, non ho tempo. Dormo tre ore a notte e lavoro 21 ore al giorno. Paradiso? Non so chi sia. Ognuno può scrivere quello che vuole ma sempre nel rispetto della legge”.

“Voglio rendere la Lazio immortale”: lo stadio e lo sbarco al Nasdaq

Sul fronte della contestazione e dello stadio Olimpico sempre più svuotato dai tifosi, Lotito ha rivendicato con orgoglio i suoi 22 anni di gestione, rilanciando con progetti economici monumentali per il futuro del club: “Sono 22 anni che faccio il presidente, ho vinto sei trofei, ho riportato la squadra in Europa. Io sto lavorando per la Lazio, ho presentato il piano per il nuovo stadio Flaminio, sto finendo l’Academy, cosa devo fare di più?”.

Il presidente ha poi svelato cifre da capogiro per il piano di crescita societario:

“Sto quotando la società al Nasdaq di New York che capitalizzerà un miliardo e mezzo di euro, con lo stadio di proprietà si arriva a 3 miliardi. Tutto il resto sono chiacchiere da bar”. Secondo il patron, il nuovo impianto e le attività parallele frutteranno tra gli 80 e i 100 milioni di ricavi annui, a cui si aggiungeranno 15 milioni l’anno per il naming della struttura. L’obiettivo finale?

“Rendere la società autonoma, immortale e indipendente anche da Claudio Lotito”.

A chi gli chiede di fare la pace con la piazza, il senatore risponde secco:

“Non lo dovete chiedere a me, io non ho mai fatto la guerra a nessuno. Se i tifosi non vogliono venire allo stadio, non vengano. Forse a Roma i tifosi non ci stanno, ma in tutto il mondo ce ne sono tantissimi, anche in Cina…”.

L’attacco shock alla squadra: “In campo si cacano sotto”

Le dichiarazioni più pesanti, tuttavia, sono arrivate quando l’analisi si è spostata sul rendimento sul campo e sull’altalena di risultati di questa stagione, definita maledetta a causa dei troppi infortuni. Lotito non ha usato giri di parole per descrivere l’atteggiamento della squadra, salvando l’operato della dirigenza e stroncando la personalità dei giocatori:

“I tifosi hanno ragione: abbiamo perso con le squadre piccole e abbiamo vinto con le grandi. Qualcosa non ha funzionato. Io non mi devo scusare di niente, se non dei risultati. Forse all’inizio dell’anno ho delegato troppo, poi ho ripreso la società in mano e i risultati sono venuti. Io faccio pure l’ammortizzatore sociale, ’sti stronzi sennò con chi si sfogano? Faccio pure il pungiball, Friedkin invece è un fantasma…”.

Il patron ha poi analizzato i gol subiti contro Inter e Roma, scaricando le colpe sulla tenuta psicologica del gruppo: “Con l’Inter abbiamo perso 2 a 0 per un autogol e una palla che gli abbiamo dato noi, poi ci siamo mangiati tre gol davanti alla porta. Se i giocatori avessero gli attributi che c’ho io sarebbe già finita la partita, non c’è storia per nessuno. Il problema è che quando vanno in campo si ca***o sotto… E al derby? Prendi un gol da calcio d’angolo e poi il secondo uguale, ma vuoi mettere qualcuno che marca? In campo mica ci vado io…”.

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Lazio, caso Pellegrini: l’infortunio non sarebbe l’unico motivo dello stop

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Lazio

In casa Lazio resta da chiarire la situazione legata a Luca Pellegrini.

Il terzino biancoceleste non è stato a disposizione nella sfida contro il Bologna e, al termine della partita, Gennaro Gattuso ha spiegato che il giocatore aveva accusato un problema fisico. Le sue condizioni dovranno essere valutate attraverso gli esami strumentali, necessari per stabilire l’entità dell’infortunio e i possibili tempi di recupero.

Le parole dell’allenatore, però, non hanno chiuso completamente il caso. Secondo quanto riportato da Il Messaggero, infatti, dietro l’assenza di Pellegrini potrebbe esserci anche un’altra motivazione. Il quotidiano riferisce di un possibile aspetto disciplinare che avrebbe avuto un peso nella decisione di non utilizzare il calciatore contro il Bologna.

La questione, almeno per il momento, resta da verificare. Le indiscrezioni parlano di un fastidio muscolare di lieve entità che dovrebbe essere approfondito con gli accertamenti previsti. Tuttavia, proprio la concomitanza tra il problema fisico e la mancata convocazione ha alimentato interrogativi sul reale motivo dell’esclusione.

Per Gattuso si tratta di una situazione da gestire con attenzione, soprattutto perché la Lazio è attesa da un nuovo impegno di campionato contro il Genoa. Capire se Pellegrini potrà tornare regolarmente a disposizione sarà importante anche per definire le rotazioni sulla fascia.

Il caso, dunque, rimane aperto. Da una parte ci sono gli accertamenti medici che dovranno chiarire le condizioni del giocatore; dall’altra, le voci relative a una possibile questione interna che potrebbero spiegare ulteriormente la scelta dell’allenatore.

Al momento non ci sono conferme ufficiali su un eventuale provvedimento disciplinare. Saranno quindi i prossimi giorni, e soprattutto gli esami medici, a fornire elementi più concreti sulla situazione del terzino della Lazio.

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Lazio, Frattesi e il primo gol della stagione: la curiosa tradizione dei marcatori biancocelesti

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La nuova Lazio di Gennaro Gattuso ha iniziato la stagione nel migliore dei modi, conquistando una vittoria sul campo del Bologna.

A decidere l’incontro è stato Davide Frattesi, uno dei nuovi arrivati in casa biancoceleste, che ha trovato così la sua prima rete ufficiale con la maglia laziale.

Il centrocampista, arrivato durante l’estate dopo l’esperienza all’Inter, non si è limitato quindi a debuttare con la sua nuova squadra: è diventato anche il primo giocatore della Lazio a iscrivere il proprio nome sul tabellino dei marcatori nella stagione 2026/27. Un dato curioso che permette di ripercorrere i protagonisti che, negli ultimi anni, hanno avuto lo stesso privilegio.

La tradizione recente era stata inaugurata da Ciro Immobile, protagonista per tre stagioni consecutive tra il 2016 e il 2019. Il bomber biancoceleste aveva infatti aperto il campionato segnando il primo gol della squadra in diverse occasioni, confermando il suo peso offensivo.

Nel 2020 era stato Manuel Lazzari a rompere il ghiaccio, mentre l’anno successivo era toccato a Sergej Milinkovic-Savic. Nel 2022, invece, la particolarità era stata rappresentata da un’autorete: il primo gol stagionale della Lazio era arrivato infatti per uno sfortunato intervento di Lorenzo De Silvestri, proprio contro il Bologna, ma all’Olimpico.

Immobile era poi tornato protagonista nel 2023, prima di lasciare spazio a Valentin Castellanos nel 2024. Nel 2025 era stato invece Matteo Guendouzi a inaugurare il nuovo campionato con una rete.

Adesso la sequenza si arricchisce con il nome di Frattesi. Un esordio particolarmente significativo per il centrocampista, che ha subito lasciato il segno in una partita delicata e ha contribuito a regalare a Gattuso tre punti importanti.

Oltre al valore del gol, la rete di Bologna può rappresentare anche un segnale incoraggiante per il nuovo acquisto: partire con una marcatura decisiva potrebbe infatti aumentare fiducia e aspettative attorno al suo percorso in biancoceleste.

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Lazio, Gattuso punta su Dia: Ratkov verso l’addio

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Lazio, Milik, Immobile

Le scelte effettuate da Gennaro Gattuso nelle prime uscite stagionali sembrano aver delineato una gerarchia abbastanza precisa nel reparto offensivo della Lazio.

Al centro del progetto del tecnico continua a esserci Boulaye Dia, attaccante sul quale l’allenatore vuole lavorare per ritrovare la versione più brillante di un giocatore che nell’ultimo periodo ha attraversato diverse difficoltà.

La sfida contro il Bologna ha fornito ulteriori indicazioni in questo senso. Nonostante la prestazione negativa offerta in precedenza contro il Mantova, Gattuso ha deciso di confermare la fiducia a Dia, preferendolo ancora una volta a Petar Ratkov. Una scelta che potrebbe avere conseguenze importanti anche sulle strategie di mercato della società.

Il centravanti serbo, classe 2003, è rimasto in panchina e non ha trovato spazio nemmeno nella parte finale dell’incontro. Quando la Lazio aveva bisogno di gestire il risultato e mantenere maggiore presenza offensiva, Gattuso ha infatti optato per Noslin come riferimento avanzato. Una decisione significativa, soprattutto considerando che lo stesso allenatore aveva precedentemente descritto l’olandese come un giocatore più adatto a partire dalla fascia che a ricoprire il ruolo di prima punta.

Il quadro potrebbe diventare ancora più complicato per Ratkov nel caso in cui la Lazio riuscisse a chiudere per Andrea Pinamonti. L’eventuale arrivo dell’attaccante italiano aumenterebbe ulteriormente la concorrenza e rischierebbe di relegare il serbo a una posizione marginale nelle rotazioni.

Per Ratkov, dunque, la cessione potrebbe diventare una soluzione concreta prima della chiusura della sessione di mercato. Il giocatore dispone di diverse possibilità e avrebbe già attirato l’interesse di alcuni club, anche se in precedenza ha scelto di non accettare le proposte di Dinamo Mosca e Southampton.

Con l’organico offensivo destinato a diventare ancora più affollato, la Lazio dovrà valutare attentamente il futuro del giovane attaccante. Se le gerarchie dovessero rimanere quelle mostrate da Gattuso, trovare una nuova destinazione potrebbe rappresentare per Ratkov l’opportunità migliore per continuare il proprio percorso di crescita attraverso un minutaggio maggiore.

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