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Lazio, Frattesi si presenta: “Sono tornato a casa”

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Davide Frattesi è ufficialmente un nuovo giocatore della Lazio e, subito dopo il suo arrivo, ha affidato ai canali ufficiali del club le sue prime sensazioni da calciatore biancoceleste.

Un ritorno a Roma che il centrocampista ha vissuto con grande partecipazione, dopo una giornata lunga e caratterizzata da un’attesa che ha reso ancora più speciale la conclusione dell’operazione.

“Oggi? È stata un’Odissea! In giornate come questa l’attesa aumenta il desiderio. Anche se è stancante”. 

Per Frattesi non si tratta di una destinazione qualunque. Il centrocampista ha infatti ricordato il periodo trascorso nelle giovanili e il legame con la città, sottolineando quanto sia cambiato nel corso degli anni.

“Se sono tornato a casa? Beh sì, decisamente. Quando sono arrivato ho riconosciuto tutte le strade che facevo quando mi allenavo alla Giustianana. Torno con un’altra maturità. A 26 anni devo prendermi delle responsabilità importanti”. 

Il rapporto con i tifosi e la voglia di sentirsi protagonista

Tra i temi affrontati anche il rapporto con la tifoseria. Frattesi ha spiegato quanto fosse importante per lui ritrovare un ambiente nel quale sentirsi nuovamente centrale.

“Se mi serviva risentirmi amato? Sì. Anche all’Inter avevo questo rapporto con i tifosi. Siamo sempre andati d’accordo, con alti e bassi, ma d’accordo. Questo coinvolgimento con i tifosi mi ha fatto piacere. Mi dovevo risentire al centro del progetto”. 

Il ritorno nella Capitale era stato vicino già nei mesi scorsi, prima che l’operazione saltasse. Questa volta, invece, la trattativa ha preso rapidamente la strada giusta.

“Se sapevo che sarei tornato? A gennaio eravamo stati vicini, poi per una serie di motivi non si è conclusa l’operazione. Quest’anno mi è stato detto due giorni fa, quindi ho avuto solo il tempo di dire ‘sì’ e mettere a posto le carte”.

Un legame con la Lazio che parte da lontano

Nel corso dell’intervista Frattesi ha parlato anche dei ricordi legati alla sua esperienza nel settore giovanile biancoceleste e alle persone con cui ha condiviso quegli anni.

“Le vecchie foto? Questa è la Coppa Italia. Facevo il raccattapalle. Qua ho tanti ragazzi che ancora sento e giocavamo insieme. Emanuele, Alessio Miceli che ha esordito in squadra. Li sento ancora e mi hanno massacrato tra chiamate e messaggi”. 

Il centrocampista ha poi ribadito quanto sia radicata la sua fede laziale, anche grazie alla famiglia.

“Se sento addosso l’essere laziale? Sì. Papà è laziale da una vita e mi portava allo stadio a vedere la Lazio”. 

Per Frattesi il trasferimento arriva anche nel momento che ritiene più adatto per rilanciarsi e assumersi nuove responsabilità.

“Se è il momento giusto per rimettersi in gioco? Penso di sì. Questo è un momento dove ho bisogno di risentirmi importante. Avevo già individuato questo come luogo dove poterlo fare. Anche la società e il mister la pensano così, quindi è perfetto”. 

Gattuso e il nuovo centrocampo

Uno dei punti di riferimento della nuova esperienza sarà Rino Gattuso, con cui Frattesi ha già avuto modo di lavorare in Nazionale. Il rapporto tra i due è già molto stretto.

“Gattuso? Sì, ritrovo Rino. Ho sentito più lui in questi giorni che Eleonora, la mia fidanzata. Ci siamo incontrati in Nazionale, poi è andata com’è andata. Sono successi degli episodi un po’ particolare. Sono contento di tornare a lavorare con lui perché so come lavora, so che persona è. Quando l’ho visto oggi l’ho abbracciato”. 

Il nuovo acquisto biancoceleste ha inoltre commentato la possibile intesa con Rovella e Taylor, mostrando entusiasmo ma anche prudenza.

“Io Rovella, Taylor: cosa può fare questo terzetto? Vedevo le partite lo scorso anno. Sono giocatori forte. Ho parlato con Rove prima di arrivare. Questo è un bel centrocampo, ma va dimostrato in campo. Ne riparliamo tra qualche giornata”.

La Nazionale e il numero 16

Tra gli obiettivi personali c’è anche il ritorno in Nazionale. Frattesi sa che per riconquistare la maglia azzurra sarà fondamentale trovare continuità e rendimento con la Lazio.

“Se la Lazio può riportarmi in Nazionale? Sì sì. Ho sentito anche mister Roberto (Mancini, ndr) mi ha detto che l’importante era che giocassi. Anche lui è stato fondamentale nella scelta”. 

Particolare anche il legame con la maglia numero 16, diventata ormai una sorta di portafortuna nella carriera del centrocampista.

“Se la maglia numero 16 ha un valore speciale? Lo indosso da sette o otto anni e mi porta fortuna. Ad Ascoli avevo preso il 30 e ho fatto 0 gol, quindi bisognava cambiare”.

Infine, Frattesi ha preferito non sbilanciarsi davanti ai tifosi, rimandando le risposte al campo e alle prime partite della stagione.

“Cosa diciamo ai tifosi? Richiedimelo tra qualche giornata…”.

E sulla sensazione di avere ancora qualcosa da dimostrare, il centrocampista ha lasciato una frase destinata a incuriosire:

“Se ho un debito con il destino? Forse è lui che lo ha con me, ma spiegherò più avanti”.

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Lazio, caso Pellegrini: l’infortunio non sarebbe l’unico motivo dello stop

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Lazio

In casa Lazio resta da chiarire la situazione legata a Luca Pellegrini.

Il terzino biancoceleste non è stato a disposizione nella sfida contro il Bologna e, al termine della partita, Gennaro Gattuso ha spiegato che il giocatore aveva accusato un problema fisico. Le sue condizioni dovranno essere valutate attraverso gli esami strumentali, necessari per stabilire l’entità dell’infortunio e i possibili tempi di recupero.

Le parole dell’allenatore, però, non hanno chiuso completamente il caso. Secondo quanto riportato da Il Messaggero, infatti, dietro l’assenza di Pellegrini potrebbe esserci anche un’altra motivazione. Il quotidiano riferisce di un possibile aspetto disciplinare che avrebbe avuto un peso nella decisione di non utilizzare il calciatore contro il Bologna.

La questione, almeno per il momento, resta da verificare. Le indiscrezioni parlano di un fastidio muscolare di lieve entità che dovrebbe essere approfondito con gli accertamenti previsti. Tuttavia, proprio la concomitanza tra il problema fisico e la mancata convocazione ha alimentato interrogativi sul reale motivo dell’esclusione.

Per Gattuso si tratta di una situazione da gestire con attenzione, soprattutto perché la Lazio è attesa da un nuovo impegno di campionato contro il Genoa. Capire se Pellegrini potrà tornare regolarmente a disposizione sarà importante anche per definire le rotazioni sulla fascia.

Il caso, dunque, rimane aperto. Da una parte ci sono gli accertamenti medici che dovranno chiarire le condizioni del giocatore; dall’altra, le voci relative a una possibile questione interna che potrebbero spiegare ulteriormente la scelta dell’allenatore.

Al momento non ci sono conferme ufficiali su un eventuale provvedimento disciplinare. Saranno quindi i prossimi giorni, e soprattutto gli esami medici, a fornire elementi più concreti sulla situazione del terzino della Lazio.

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Lazio, Frattesi e il primo gol della stagione: la curiosa tradizione dei marcatori biancocelesti

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La nuova Lazio di Gennaro Gattuso ha iniziato la stagione nel migliore dei modi, conquistando una vittoria sul campo del Bologna.

A decidere l’incontro è stato Davide Frattesi, uno dei nuovi arrivati in casa biancoceleste, che ha trovato così la sua prima rete ufficiale con la maglia laziale.

Il centrocampista, arrivato durante l’estate dopo l’esperienza all’Inter, non si è limitato quindi a debuttare con la sua nuova squadra: è diventato anche il primo giocatore della Lazio a iscrivere il proprio nome sul tabellino dei marcatori nella stagione 2026/27. Un dato curioso che permette di ripercorrere i protagonisti che, negli ultimi anni, hanno avuto lo stesso privilegio.

La tradizione recente era stata inaugurata da Ciro Immobile, protagonista per tre stagioni consecutive tra il 2016 e il 2019. Il bomber biancoceleste aveva infatti aperto il campionato segnando il primo gol della squadra in diverse occasioni, confermando il suo peso offensivo.

Nel 2020 era stato Manuel Lazzari a rompere il ghiaccio, mentre l’anno successivo era toccato a Sergej Milinkovic-Savic. Nel 2022, invece, la particolarità era stata rappresentata da un’autorete: il primo gol stagionale della Lazio era arrivato infatti per uno sfortunato intervento di Lorenzo De Silvestri, proprio contro il Bologna, ma all’Olimpico.

Immobile era poi tornato protagonista nel 2023, prima di lasciare spazio a Valentin Castellanos nel 2024. Nel 2025 era stato invece Matteo Guendouzi a inaugurare il nuovo campionato con una rete.

Adesso la sequenza si arricchisce con il nome di Frattesi. Un esordio particolarmente significativo per il centrocampista, che ha subito lasciato il segno in una partita delicata e ha contribuito a regalare a Gattuso tre punti importanti.

Oltre al valore del gol, la rete di Bologna può rappresentare anche un segnale incoraggiante per il nuovo acquisto: partire con una marcatura decisiva potrebbe infatti aumentare fiducia e aspettative attorno al suo percorso in biancoceleste.

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Lazio, Gattuso punta su Dia: Ratkov verso l’addio

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Lazio, Milik, Immobile

Le scelte effettuate da Gennaro Gattuso nelle prime uscite stagionali sembrano aver delineato una gerarchia abbastanza precisa nel reparto offensivo della Lazio.

Al centro del progetto del tecnico continua a esserci Boulaye Dia, attaccante sul quale l’allenatore vuole lavorare per ritrovare la versione più brillante di un giocatore che nell’ultimo periodo ha attraversato diverse difficoltà.

La sfida contro il Bologna ha fornito ulteriori indicazioni in questo senso. Nonostante la prestazione negativa offerta in precedenza contro il Mantova, Gattuso ha deciso di confermare la fiducia a Dia, preferendolo ancora una volta a Petar Ratkov. Una scelta che potrebbe avere conseguenze importanti anche sulle strategie di mercato della società.

Il centravanti serbo, classe 2003, è rimasto in panchina e non ha trovato spazio nemmeno nella parte finale dell’incontro. Quando la Lazio aveva bisogno di gestire il risultato e mantenere maggiore presenza offensiva, Gattuso ha infatti optato per Noslin come riferimento avanzato. Una decisione significativa, soprattutto considerando che lo stesso allenatore aveva precedentemente descritto l’olandese come un giocatore più adatto a partire dalla fascia che a ricoprire il ruolo di prima punta.

Il quadro potrebbe diventare ancora più complicato per Ratkov nel caso in cui la Lazio riuscisse a chiudere per Andrea Pinamonti. L’eventuale arrivo dell’attaccante italiano aumenterebbe ulteriormente la concorrenza e rischierebbe di relegare il serbo a una posizione marginale nelle rotazioni.

Per Ratkov, dunque, la cessione potrebbe diventare una soluzione concreta prima della chiusura della sessione di mercato. Il giocatore dispone di diverse possibilità e avrebbe già attirato l’interesse di alcuni club, anche se in precedenza ha scelto di non accettare le proposte di Dinamo Mosca e Southampton.

Con l’organico offensivo destinato a diventare ancora più affollato, la Lazio dovrà valutare attentamente il futuro del giovane attaccante. Se le gerarchie dovessero rimanere quelle mostrate da Gattuso, trovare una nuova destinazione potrebbe rappresentare per Ratkov l’opportunità migliore per continuare il proprio percorso di crescita attraverso un minutaggio maggiore.

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