L’impatto e il ritiro
Mister parte la stagione, quali emozioni personali sta avendo?
“Ma ancora sinceramente nessuna emozione, sicuramente l’arrivo col pullman all’Olimpico mi darà il formicolio alla pancia già. Si lavora, c’è tanto da preparare e vedere e il formicolio nello stomaco ancora non c’è”.
Il bilancio di questo ritiro?
“Molto soddisfatto perché avevo la mia idea e dopo queste partite abbiamo parlato un po’, sapevo che era una squadra che voleva lavorare però mi hanno sorpreso sull’intensità, sulla voglia di stare in campo, la voglia di mettere più di un qualcosa di nuovo perché lo penso veramente. Venivano da una tipologia di calcio allenata da un grandissimo allenatore e stiamo provando a smontare quasi tutto e provare a fare qualcosa di diverso e dobbiamo ancora migliorare”.
La sfida contro il Mantova
Siete tra i primi ad iniziare la stagione, con l’occasione però di arrivare pronti al campionato. Quanto è importante la partita col Mantova?
“Sarà importante l’atteggiamento, l’approccio perché poi affronteremo una squadra che va mille all’ora, una squadra che ti viene addosso, che rischia tanto, che porta tantissimi uomini con una pressione ultra offensiva. Ci vuole grande personalità, grandissima voglia: non dobbiamo sbagliare l’approccio, penso che dobbiamo essere bravi su questo e non si devono dimenticare della fatica che hanno fatto in questi 40 giorni. Siamo stati bene qua ma ha fatto caldo e penso che nelle difficoltà devono chiudere gli occhi e pensare a tutta la fatica fatta in questi giorni”.
È già una squadra responsabilizzata la sua? Che impressioni ha?
“A tratti si anche se secondo me dobbiamo ancora capire quando vogliamo andare sui riferimenti e sul blocco medio. Non siamo ancora perfetti su questo aspetto e penso che dobbiamo capire quando vogliamo fare determinate cose e quando stare là a respirare e non andare sui riferimenti”.
Imparare a disimparare qualcosa è complicato? Quanto tempo ci vuole?
“Io non penso a quanto tempo ci vuole perché è troppo facile arrivare qui e dire che mi servono uno,due, tre, quattro mesi. Io penso che la bravura nostra deve essere quella di accorciare i tempi e far capire quello che vogliamo essere perché a tratti si commette l’errore di non essere nè carne nè pesce. Non mi piace una via di mezzo e dobbiamo capire bene cosa vogliamo essere e come lo vogliamo fare. Questa è la cosa più importante e devo dire che su questo mi hanno sorpreso perché non mi aspettavo di riuscire in così pochissimo tempo. Qualcuno può dire che abbiamo fatto amichevoli un po’ con avversari inferiori ma le partite sono tutte difficili e capire come vuoi fare le partite. Su questo sono molto soddisfatto e speriamo di cominciare bene”.
Gattuso a Mediaset
”Devo dire che sono molto contento. Sono molto contento di come abbiamo fatto ritiro. Ha fatto molto caldo ma sinceramente siamo stati molto bene a casa nostra, a parte il caldo le comodità ci hanno aiutato. Il fatto di avere più di un campo, a livello strumentale i ragazzi sono curati bene, la piscina coperta e scoperta. Abbiamo lavorato molto bene, sono molto soddisfatto. I ragazzi lavorano bene, abbiamo fatto un po’ di amichevoli e la squadra è cresciuta partita dopo partita. Il 16 abbiamo una partita ufficiale e speriamo di scendere in campo con la mentalità che abbiamo visto finora”.
”Tutti insieme dobbiamo mettere l’elmetto. Sappiamo le problematiche che abbiamo, ne siamo consapevoli. Rispetto i tifosi per la coerenza che hanno, di non venire alle gare in casa e sappiamo bene che giocare con i tifosi e senza tifosi cosa comporta. Ma è troppo facile cercare alibi. Lo sappiamo e dobbiamo mettere tutti noi qualcosa in più”.
“Domenica partita da dentro o fuori, teniamo alla Coppa Italia. Sappiamo che il Mantova si giocherà la sua partita, ha i suoi riferimenti e il suo entusiasmo. Abbiamo bisogno di una grande Lazio per poter portare la partita a casa. Le partite così non sono facili. Io penso che questa squadra ha avuto un allenatore che era un maestro del 4-3-3 però abbiamo smontato tutto, stiamo provando a fare qualcosa di diverso. Vogliamo essere più aggressivi e vogliamo rompere, l’anno scorso questa difesa giocava di reparto e quest’anno stiamo cercando di andare sui riferimenti. Vogliamo portare tanti uomini negli ultimi 25 metri e poi è chiaro che qualcosa così all’avversario devi concedere. Stiamo lavorando su questo, sono molto soddisfatto”.
“Numericamente siamo in pochi, ringraziando Dio abbiamo fatto pochissimi danni. Toccando legno, abbiamo perso pochi giocatori per infortuni. Sicuramente un passo ancora in difesa dobbiamo farlo, ma devo dire chapeau per come stanno lavorando. Penso che c’è da fargli i complimenti per l’impegno e la professionalità che stanno dimostrando. Abbiamo un problema di indice di liquidità e prima di fare l’attaccante qualcuno deve uscire. Devo dire che sia Dia sia Ratkov e Artistico, prima dell’infortunio, si sono comportati bene. Per come vogliamo giocare sto cercando un giocatore funzionale per questa squadra, ma nulla toglie la professionalità e la bravura degli attaccanti che abbiamo. Ho parlato con loro e sanno che contro di loro non ho nulla. Stiamo cercando una tipologia di giocatore e vediamo e riusciamo a farlo, poi vanno rispettati anche quelli che abbiamo. Anche loro possono darci una mano”.
“Mauro è un giocatore che ha scritto la storia del calcio, è un bomber. Anche lì dobbiamo vedere se è funzionale o o, non ho voglia di parlarne oggi. Abbiamo bisogno di un giocatore che ha gamba, veemenza e che giustamente la butta dentro. Però deve essere completo, non andiamo alla ricerca di un bomber e basta. Vogliamo un giocatore che ci fa salire e che attacca la profondità”.
”Davide è un giocatore che ho avuto, che secondo me può fare bene con noi. Ha caratteristiche ben precise, poi io faccio l’allenatore e non il contabile e spero che arrivi. Dopo vedremo, se arriva o no poi parleremo. Sicuramente è un giocatore che ci può dare una grandissima mano”.
“Quella è una ferita che si chiuderà quando mi canteranno l’ultima canzone e piangeranno, l’ultimo giorno della mia esistenza. Dopo è normale che bisogna andare avanti, sono cicatrici che non andranno mai via. La porto dentro di me, c’è tanta amarezza e dispiacere. Sia io sia i miei ragazzi che erano con me sappiamo che abbiamo dato tutto. L’importante è non avere rimpianti su cose che potevamo fare meglio, questo non c’è. La ferita sempre”.
”Dare un’identità alla squadra, fare quello che vogliamo. Poi vediamo cosa riusciamo a fare, è inutile parlare oggi di Europa o decimo posto. Sento in giro che l’ambiente, giustamente, è molto critico nei nostri confronti e noi dobbiamo essere bravi a invertire questo giudizio. Noi abbiamo solo una strada: quella del lavoro, dell’impegno e dell’amor proprio”.
