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Gattuso: “Nessuna via di mezzo. Solo tanta personalità e voglia”

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Manca sempre meno a Lazio-Mantova, sfida valevole per i trentaduesimi di finale di Coppa Italia. A presentare la sfida dello Stadio Olimpico ci ha pensato Gennaro Gattuso, alla sua prima partita da allenatore biancoceleste. Ecco le sue parole ai microfoni di Lazio Style Channel.

L’impatto e il ritiro

Mister parte la stagione, quali emozioni personali sta avendo?

“Ma ancora sinceramente nessuna emozione, sicuramente l’arrivo col pullman all’Olimpico mi darà il formicolio alla pancia già. Si lavora, c’è tanto da preparare e vedere e il formicolio nello stomaco ancora non c’è”. 

Il bilancio di questo ritiro? 

“Molto soddisfatto perché avevo la mia idea e dopo queste partite abbiamo parlato un po’, sapevo che era una squadra che voleva lavorare però mi hanno sorpreso sull’intensità, sulla voglia di stare in campo, la voglia di mettere più di un qualcosa di nuovo perché lo penso veramente. Venivano da una tipologia di calcio allenata da un grandissimo allenatore e stiamo provando a smontare quasi tutto e provare a fare qualcosa di diverso e dobbiamo ancora migliorare”. 

La sfida contro il Mantova

Siete tra i primi ad iniziare la stagione, con l’occasione però di arrivare pronti al campionato. Quanto è importante la partita col Mantova?

“Sarà importante l’atteggiamento, l’approccio perché poi affronteremo una squadra che va mille all’ora, una squadra che ti viene addosso, che rischia tanto, che porta tantissimi uomini con una pressione ultra offensiva. Ci vuole grande personalità, grandissima voglia: non dobbiamo sbagliare l’approccio, penso che dobbiamo essere bravi su questo e non si devono dimenticare della fatica che hanno fatto in questi 40 giorni. Siamo stati bene qua ma ha fatto caldo e penso che nelle difficoltà devono chiudere gli occhi e pensare a tutta la fatica fatta in questi giorni”. 

È già una squadra responsabilizzata la sua? Che impressioni ha? 

“A tratti si anche se secondo me dobbiamo ancora capire quando vogliamo andare sui riferimenti e sul blocco medio. Non siamo ancora perfetti su questo aspetto e penso che dobbiamo capire quando vogliamo fare determinate cose e quando stare là a respirare e non andare sui riferimenti”. 

Imparare a disimparare qualcosa è complicato? Quanto tempo ci vuole?

“Io non penso a quanto tempo ci vuole perché è troppo facile arrivare qui e dire che mi servono uno,due, tre, quattro mesi. Io penso che la bravura nostra deve essere quella di accorciare i tempi e far capire quello che vogliamo essere perché a tratti si commette l’errore di non essere nè carne nè pesce. Non mi piace una via di mezzo e dobbiamo capire bene cosa vogliamo essere e come lo vogliamo fare. Questa è la cosa più importante e devo dire che su questo mi hanno sorpreso perché non mi aspettavo di riuscire in così pochissimo tempo. Qualcuno può dire che abbiamo fatto amichevoli un po’ con avversari inferiori ma le partite sono tutte difficili e capire come vuoi fare le partite. Su questo sono molto soddisfatto e speriamo di cominciare bene”.

Gattuso a Mediaset

”Devo dire che sono molto contento. Sono molto contento di come abbiamo fatto ritiro. Ha fatto molto caldo ma sinceramente siamo stati molto bene a casa nostra, a parte il caldo le comodità ci hanno aiutato. Il fatto di avere più di un campo, a livello strumentale i ragazzi sono curati bene, la piscina coperta e scoperta. Abbiamo lavorato molto bene, sono molto soddisfatto. I ragazzi lavorano bene, abbiamo fatto un po’ di amichevoli e la squadra è cresciuta partita dopo partita. Il 16 abbiamo una partita ufficiale e speriamo di scendere in campo con la mentalità che abbiamo visto finora”.

”Tutti insieme dobbiamo mettere l’elmetto. Sappiamo le problematiche che abbiamo, ne siamo consapevoli. Rispetto i tifosi per la coerenza che hanno, di non venire alle gare in casa e sappiamo bene che giocare con i tifosi e senza tifosi cosa comporta. Ma è troppo facile cercare alibi. Lo sappiamo e dobbiamo mettere tutti noi qualcosa in più”.

“Domenica partita da dentro o fuori, teniamo alla Coppa Italia. Sappiamo che il Mantova si giocherà la sua partita, ha i suoi riferimenti e il suo entusiasmo. Abbiamo bisogno di una grande Lazio per poter portare la partita a casa. Le partite così non sono facili. Io penso che questa squadra ha avuto un allenatore che era un maestro del 4-3-3 però abbiamo smontato tutto, stiamo provando a fare qualcosa di diverso. Vogliamo essere più aggressivi e vogliamo rompere, l’anno scorso questa difesa giocava di reparto e quest’anno stiamo cercando di andare sui riferimenti. Vogliamo portare tanti uomini negli ultimi 25 metri e poi è chiaro che qualcosa così all’avversario devi concedere. Stiamo lavorando su questo, sono molto soddisfatto”.

“Numericamente siamo in pochi, ringraziando Dio abbiamo fatto pochissimi danni. Toccando legno, abbiamo perso pochi giocatori per infortuni. Sicuramente un passo ancora in difesa dobbiamo farlo, ma devo dire chapeau per come stanno lavorando. Penso che c’è da fargli i complimenti per l’impegno e la professionalità che stanno dimostrando. Abbiamo un problema di indice di liquidità e prima di fare l’attaccante qualcuno deve uscire. Devo dire che sia Dia sia Ratkov e Artistico, prima dell’infortunio, si sono comportati bene. Per come vogliamo giocare sto cercando un giocatore funzionale per questa squadra, ma nulla toglie la professionalità e la bravura degli attaccanti che abbiamo. Ho parlato con loro e sanno che contro di loro non ho nulla. Stiamo cercando una tipologia di giocatore e vediamo e riusciamo a farlo, poi vanno rispettati anche quelli che abbiamo. Anche loro possono darci una mano”.

“Mauro è un giocatore che ha scritto la storia del calcio, è un bomber. Anche lì dobbiamo vedere se è funzionale o o, non ho voglia di parlarne oggi. Abbiamo bisogno di un giocatore che ha gamba, veemenza e che giustamente la butta dentro. Però deve essere completo, non andiamo alla ricerca di un bomber e basta. Vogliamo un giocatore che ci fa salire e che attacca la profondità”.

”Davide è un giocatore che ho avuto, che secondo me può fare bene con noi. Ha caratteristiche ben precise, poi io faccio l’allenatore e non il contabile e spero che arrivi. Dopo vedremo, se arriva o no poi parleremo. Sicuramente è un giocatore che ci può dare una grandissima mano”.

“Quella è una ferita che si chiuderà quando mi canteranno l’ultima canzone e piangeranno, l’ultimo giorno della mia esistenza. Dopo è normale che bisogna andare avanti, sono cicatrici che non andranno mai via. La porto dentro di me, c’è tanta amarezza e dispiacere. Sia io sia i miei ragazzi che erano con me sappiamo che abbiamo dato tutto. L’importante è non avere rimpianti su cose che potevamo fare meglio, questo non c’è. La ferita sempre”.

”Dare un’identità alla squadra, fare quello che vogliamo. Poi vediamo cosa riusciamo a fare, è inutile parlare oggi di Europa o decimo posto. Sento in giro che l’ambiente, giustamente, è molto critico nei nostri confronti e noi dobbiamo essere bravi a invertire questo giudizio. Noi abbiamo solo una strada: quella del lavoro, dell’impegno e dell’amor proprio”.

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Isaksen sogna il derby: “Darei tutto per un gol contro la Roma”

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Lazio

Gustav Isaksen non nasconde il desiderio di lasciare il segno nella partita più sentita dai tifosi della Lazio.

Dopo il successo della Danimarca contro il Galles, l’esterno biancoceleste ha rilasciato alcune dichiarazioni ai cronisti presenti, soffermandosi sulle ambizioni personali e sul percorso della squadra. Le sue parole sono state riportate da Tuttosport.

Il sogno più grande resta quello di segnare nel derby della Capitale: “Per un gol nel derby sarei disposto a tutto, sarebbe un sogno segnare all’Olimpico contro la Roma”, ha confessato Isaksen, sottolineando quanto sarebbe speciale trovare la rete nella sfida contro i giallorossi.

La Lazio e le ambizioni stagionali

L’esterno danese ha commentato anche la posizione raggiunta dalla squadra, ammettendo di non aspettarsi di trovarsi così in alto, pur riconoscendo le qualità del gruppo: “Se devo dire la verità non mi aspettavo di essere al primo posto, ma abbiamo una squadra molto forte”.

Parole che testimoniano la fiducia nei mezzi della formazione biancoceleste, senza però lasciarsi trascinare da facili entusiasmi. Per Isaksen, infatti, è ancora presto per stabilire quali traguardi potrà raggiungere la Lazio al termine della stagione.

L’elogio a Gattuso e la voglia di tornare in campo

Nel corso dell’intervista, il giocatore ha dedicato spazio anche al lavoro di Gattuso, evidenziando i cambiamenti introdotti e l’approccio della squadra: “Gattuso è incredibile, sta facendo un grande lavoro: ha cambiato tante cose, siamo molto aggressivi”.

Isaksen ha poi espresso tutta la sua impazienza di tornare a disposizione della Lazio, rimandando ogni bilancio al termine del percorso: “Non vedo l’ora di tornare a giocare per la Lazio, alla fine vedremo dove saremo arrivati”.

Obiettivo Monza: servono i tre punti

Nonostante l’entusiasmo dei tifosi e le aspettative che accompagnano la squadra, l’esterno invita a mantenere i piedi per terra. “I tifosi devono sempre sognare, ma è troppo presto per dire se siamo da scudetto o meno, dobbiamo prendere partita dopo partita”, ha dichiarato.

L’attenzione è ora rivolta alla prossima sfida contro il Monza, un appuntamento da affrontare con la massima concentrazione per dare continuità ai risultati ottenuti. Isaksen ha ribadito la necessità di conquistare la vittoria: “Ora c’è il Monza, la prossima partita è quella da vincere, ci servono i tre punti per continuare la nostra corsa e quello che stiamo facendo”.

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Lazio, Belahyane ritrova fiducia: “Ora sto cento volte meglio! Gattuso mi ha capito”

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Reda Belahyane sta attraversando una fase positiva della sua esperienza con la Lazio.

A pochi giorni dalla sfida contro il Monza, il centrocampista ha rilasciato un’intervista ai canali ufficiali del club, pubblicata all’interno del match program. Tra la preparazione alla prossima gara, la ritrovata fiducia e il rapporto con Gattuso, il giocatore ha raccontato il momento che sta vivendo in maglia biancoceleste.

Verso il Monza: la Lazio vuole ripartire con una vittoria

Dopo la pausa per gli impegni delle nazionali, la squadra si prepara a tornare in campo con l’obiettivo di conquistare l’intera posta in palio. Belahyane ha sottolineato il lavoro svolto durante la sosta e la determinazione del gruppo in vista del prossimo appuntamento.

“Si, tutti i giocatori impegnati con le Nazionali sono tornati. Affronteremo la partita seriamente, daremo tutto. Ci siamo allenati molto anche in vista di questa gara, anche coloro che non sono andati in Nazionale”.

Il centrocampista ha poi ribadito di sentirsi bene nella Capitale, nonostante le difficoltà incontrate nelle precedenti stagioni nel trovare spazio con continuità.

“Siamo pronti ad andare in campo con tutta la nostra rabbia e la nostra determinazione. Puntiamo a conquistare i tre punti. lo sto molto bene a Roma, nonostante nei primi due anni abbia giocato poco”.

La fiducia ritrovata e il sostegno dello spogliatoio

Il momento positivo di Belahyane passa anche attraverso una maggiore sicurezza nei propri mezzi e un buon rapporto con i compagni. Il giocatore ha spiegato di essersi sentito accolto fin dal suo arrivo, trovando nell’ambiente biancoceleste le condizioni per esprimersi al meglio.

“Mi sento molto bene, tutti mi hanno accolto benissimo e, anche adesso, vado d’accordo praticamente con tutta la squadra. Sinceramente, mi sento molto bene e penso che si veda”.

Una serenità ritrovata che sembra riflettersi anche nelle prestazioni sul campo, con il centrocampista intenzionato a proseguire su questa strada e a confermare i progressi mostrati nelle ultime uscite.

Il rapporto con Gattuso: “È una persona che mi ha capito molto”

Tra i fattori più importanti nella crescita del giocatore c’è il rapporto con il nuovo allenatore. Belahyane ha raccontato un episodio avvenuto all’inizio della stagione, quando non era riuscito a completare una seduta di allenamento. Un momento che lo aveva spinto a confrontarsi direttamente con il tecnico.

“Il mister è una persona che mi ha capito molto. Mi ricordo che all’inizio dell’anno disse in un’intervista che non ero riuscito a portare a termine un allenamento. Ed è vero, aveva ragione. Sono venuto a scusarmi perché mi sentivo un po’ in colpa per non aver terminato la seduta.”

Il centrocampista ha poi evidenziato la capacità di Gattuso di comprendere i propri calciatori anche sul piano umano, oltre agli aspetti strettamente tecnici e tattici.

“E sinceramente è una persona che sa capire i giocatori dal punto di vista umano, è molto bravo in questo. Mi piace molto la sua mentalità, mi trasmette quella voglia di dare tutto per lui. Mi sento cento volte meglio. E anche una persona che ha giocato a calcio, quindi ci capisce di più e, sinceramente, fa piacere”.

Parole che testimoniano quanto la fiducia dell’allenatore possa incidere sul percorso di un giocatore, soprattutto in una fase in cui ritrovare continuità e convinzione diventa fondamentale.

Gli obiettivi per la stagione: continuità e risultati

Guardando al futuro, Belahyane ha indicato la strada da seguire sia a livello personale sia per l’intera squadra. L’intenzione è dare seguito ai risultati ottenuti nelle prime partite, cercando di raccogliere punti con regolarità e di migliorare la posizione in classifica.

“Quest’anno cercheremo di continuare sulla strada che abbiamo intrapreso. Dopo queste prime partite, proveremo a continuare a vincere, a cercare i tre punti un po’ ovunque e poi speriamo di puntare a delle buone posizioni in classifica. Per quanto mi riguarda, spero di continuare con le buone prestazioni che sto facendo fino ad oggi”.

Il centrocampista punta dunque a consolidare il proprio rendimento, contribuendo agli obiettivi collettivi attraverso prestazioni convincenti e un impegno costante.

Dia e Guendouzi, un sostegno importante nei momenti difficili

Nel ripercorrere il proprio cammino, Belahyane ha voluto ricordare anche due compagni che gli sono stati vicini durante le fasi più complicate: Dia e Guendouzi. Entrambi, ha spiegato, hanno avuto un ruolo importante nel suo inserimento e nel suo percorso personale.

“Dia e Guendouzi sono stati importanti per me perché sono persone che mi hanno accolto e con i quali stavo spesso. Ora però sono andati via, sono partiti, e adesso tocca a me continuare il percorso che mi è stato offerto. E ho intenzione di dare tutto, anche se loro hanno scelto altre strade”.

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Mandas, il muro della Lazio: l’avvio dei biancocelesti nasce anche dalle sue parate

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Tra le sorprese più positive dell’inizio di stagione della Lazio c’è sicuramente Christos Mandas.

Il portiere greco è tornato al centro del progetto biancoceleste dopo un periodo caratterizzato da cambiamenti e incertezze, riuscendo a conquistare nuovamente la fiducia dell’ambiente e dell’allenatore.

Il classe 2001 aveva già mostrato le proprie qualità quando, sotto la gestione di Marco Baroni, aveva trovato spazio da titolare. Successivamente, però, l’arrivo di Maurizio Sarri aveva modificato le gerarchie, riportando Ivan Provedel in cima alle preferenze. Anche il tentativo di rilancio al Bournemouth, avvenuto nel corso della stagione precedente, non aveva portato alla svolta sperata.

Il nuovo corso ha però cambiato tutto. Con la partenza di Provedel, trasferitosi all’Inter, e la fiducia accordatagli da Gennaro Gattuso, Mandas ha avuto l’opportunità di riprendersi la porta della Lazio.

I numeri raccontano un rendimento di alto livello

Le prestazioni offerte nelle prime partite hanno dato concretezza alle sensazioni positive. I dati statistici della Serie A evidenziano infatti l’importanza del portiere greco nel rendimento difensivo della squadra.

Mandas è attualmente il numero uno che ha neutralizzato la maggiore quantità di Expected Goals on Target (xGOT): il dato raggiunge quota 3,40, davanti a Palmisani, fermo a 3,00, e Caprile, a 2,60.

In sostanza, le sue parate hanno consentito alla Lazio di incassare meno reti rispetto a quelle che, considerando qualità e pericolosità delle conclusioni avversarie, ci si sarebbe potuti attendere. Un indicatore particolarmente significativo per valutare l’effettivo contributo di un portiere.

Tre clean sheet per blindare la porta

La solidità della Lazio non dipende soltanto dalla fase difensiva collettiva. Anche Mandas ha avuto un ruolo determinante nel rendere più difficile per gli avversari trovare la via del gol.

La squadra biancoceleste ha infatti mantenuto la porta inviolata tre volte dall’inizio del campionato, un risultato che non si verificava da molti anni. Il dato evidenzia quanto sia cambiato il rendimento tra i pali e quanto il portiere greco rappresenti una componente importante dell’attuale equilibrio della formazione.

La Lazio è partita forte e si trova in vetta alla classifica con 13 punti, insieme a Roma e Inter. Il rendimento offensivo ha certamente contribuito ai risultati, ma la capacità di concedere poco agli avversari è altrettanto importante.

Ora Mandas cerca la definitiva consacrazione

La pausa per le nazionali ha rappresentato un momento particolare per il portiere, rimasto in panchina con la Grecia. Una parentesi che, tuttavia, non cancella quanto fatto vedere con la maglia della Lazio.

Adesso Mandas è chiamato a dare continuità alle proprie prestazioni. La concorrenza e le gerarchie del passato sembrano ormai appartenere a un’altra fase della sua carriera. Il portiere ha davanti a sé l’occasione di trasformare un ottimo avvio in una stagione di definitiva consacrazione.

La fiducia dell’allenatore, i numeri e le prestazioni sono dalla sua parte. Per la Lazio, invece, avere un estremo difensore capace di intervenire nei momenti decisivi può rappresentare un vantaggio prezioso nel lungo cammino della stagione.

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