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Gattuso, avvio da record: la Lazio vola e il tecnico riscrive il suo primato personale

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L’inizio di stagione di Gennaro Gattuso sulla panchina della Lazio ha già assunto contorni particolarmente significativi.

Dopo le prime cinque giornate di campionato, il tecnico calabrese ha raccolto 13 punti, un bottino che rappresenta il miglior avvio della sua carriera da allenatore.

Il percorso della formazione biancoceleste è stato costruito attraverso quattro vittorie e un pareggio. La Lazio ha superato Bologna, Genoa, Udinese e Venezia, mentre l’unico passo falso in termini di punti è arrivato nel confronto interno con il Milan, terminato 2-2.

Un rendimento che, alla pausa per gli impegni delle nazionali, permette alla squadra capitolina di occupare il primo posto con 13 punti, insieme a Inter e Roma.

Mai un rendimento simile nelle precedenti esperienze

Il dato assume ancora più rilevanza osservando il passato di Gattuso sulle diverse panchine. Prima dell’esperienza alla Lazio, il suo miglior rendimento dopo cinque giornate era stato di 12 punti.

Era accaduto in due occasioni. Nel 2017/18, alla guida del Milan, Gattuso aveva conquistato quattro vittorie contro Crotone, Cagliari, Udinese e SPAL, fermandosi però contro la Lazio all’Olimpico. Anche sulla panchina del Napoli, nella stagione 2020/21, il tecnico aveva raggiunto quota 12 punti dopo cinque turni, grazie ai successi contro Parma, Genoa, Atalanta e Benevento e alla sconfitta contro la Juventus.

Il confronto con le altre stagioni

Le altre esperienze raccontano partenze meno brillanti. Nel 2024/25, con l’Hajduk Spalato, Gattuso aveva totalizzato 11 punti nelle prime cinque partite, frutto di tre vittorie e due pareggi.

Con il Marsiglia, nel 2023/24, e con il Pisa, nella stagione 2015/16, il bottino era stato invece di 9 punti. In entrambi i casi il bilancio comprendeva due successi e tre pareggi.

Ancora più basso il rendimento iniziale registrato nel 2016/17 con il Pisa e nel 2018/19 con il Milan, quando arrivarono 8 punti. Con il Palermo, nel 2013/14, furono 7, mentre l’esperienza al Valencia nel 2022/23 era iniziata con 6 punti.

Il dato più complicato risale invece all’avventura all’OFI Creta nel 2014/15: appena 4 punti nelle prime cinque giornate, con una vittoria, un pareggio e tre sconfitte.

La sfida ora è confermarsi

Il rendimento ottenuto alla Lazio rappresenta quindi una novità assoluta nella carriera di Gattuso. Il tecnico sembra aver trovato rapidamente un equilibrio con la squadra, dando vita a un percorso che ha riportato entusiasmo dopo una fase personale e professionale complessa.

Per la Lazio, però, il primo posto dopo cinque giornate è soltanto un punto di partenza. La lunga pausa per gli impegni delle nazionali offre tempo per lavorare, ma al ritorno in campo arriverà il passaggio più delicato: trasformare un ottimo avvio in continuità di risultati.

Il record personale di Gattuso è già stato aggiornato. Adesso l’obiettivo sarà capire quanto a lungo questa Lazio riuscirà a mantenere il ritmo mostrato nelle prime cinque partite.

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Flaminio, Gualtieri accelera: “Procediamo anche sullo stadio della Lazio”

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Il tema degli stadi continua a occupare un posto centrale nei programmi di sviluppo della Capitale. Roberto Gualtieri, intervenuto sulle colonne de la Repubblica direttamente da New York, dove si è svolto l’Urban 20 Mayors Summit 2026, ha parlato delle prospettive legate agli impianti sportivi romani e, in particolare, dei progetti che riguardano Roma e Lazio.

Nel suo intervento, il sindaco ha sottolineato il ruolo che le grandi strutture sportive possono avere non soltanto per il calcio, ma anche per la crescita economica e la trasformazione urbanistica della città.

Il progetto della Lazio e la prospettiva degli Europei 2032

Tra gli argomenti affrontati da Gualtieri c’è anche il percorso relativo al nuovo stadio della Lazio. Il primo cittadino ha evidenziato come l’iter riguardante l’impianto della Roma sia attualmente più avanzato, ma ha ribadito che anche il progetto biancoceleste è al centro dell’attenzione dell’amministrazione capitolina.

Il riferimento temporale indicato dal sindaco è quello degli Europei del 2032, appuntamento che potrebbe rappresentare un’importante occasione per dotare Roma di infrastrutture sportive adeguate e proseguire nel processo di riqualificazione degli impianti cittadini.

“Gli eventi sportivi sono motore di crescita economica e trasformazione urbana. Stiamo intervenendo dai piccoli impianti agli stadi: il progetto Roma è più avanti, ma procediamo anche su quello della Lazio, nella prospettiva degli Europei 2032. Questo rafforza la possibilità di una candidatura olimpica, che vorremmo per il 2036 o il 2040”.

Stadi e grandi eventi, la strategia per Roma

Le parole di Gualtieri inseriscono dunque il progetto dello stadio della Lazio in una visione più ampia legata allo sviluppo della Capitale. L’obiettivo dichiarato è quello di utilizzare gli investimenti nello sport come leva per accompagnare interventi di carattere urbano ed economico.

Il sindaco ha inoltre collegato il tema degli impianti alla possibilità di ospitare in futuro eventi internazionali di grande rilievo. In questo quadro, gli Europei del 2032 rappresentano una tappa significativa, mentre sullo sfondo resta l’ipotesi di una candidatura di Roma ai Giochi Olimpici del 2036 o del 2040.

Il Flaminio resta al centro del dibattito

Per la Lazio, il tema dello stadio è strettamente legato al futuro del Flaminio, impianto che da tempo è indicato come una delle possibili soluzioni per il progetto biancoceleste.

Le dichiarazioni del sindaco confermano quindi la volontà dell’amministrazione di portare avanti anche questo percorso, parallelamente all’iter relativo allo stadio della Roma. La partita resta inserita in un progetto più generale di rinnovamento delle infrastrutture sportive della Capitale, con l’obiettivo di arrivare preparati ai prossimi grandi appuntamenti internazionali.

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Lazio, Tavares ritrova il feeling con gli assist: il dato mancava dal 2024

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L’inizio di stagione di Nuno Tavares sta assumendo contorni sempre più interessanti.

Il laterale portoghese della Lazio sembra aver ritrovato continuità e fiducia, riuscendo a incidere con maggiore frequenza anche nella fase offensiva. A confermare questo momento positivo c’è un dato particolarmente significativo: il giocatore ha già raggiunto quota due assist stagionali, un traguardo che non toccava da diverso tempo.

Secondo quanto riportato da Il Messaggero, infatti, Tavares non riusciva a collezionare almeno due assist in una singola stagione addirittura dal 2024. Un elemento statistico che fotografa bene la crescita mostrata dal terzino nelle prime uscite dell’annata e che testimonia una ritrovata capacità di essere determinante negli ultimi metri.

Maggiore presenza nella manovra biancoceleste

Rispetto alle difficoltà vissute in passato, Tavares appare oggi maggiormente coinvolto nel gioco della squadra. Le sue caratteristiche atletiche e la capacità di spingere sulla corsia esterna rappresentano una risorsa importante per la Lazio, soprattutto quando il portoghese riesce a trovare spazio per accompagnare l’azione.

I due assist già messi a referto rappresentano quindi un segnale concreto. Non si tratta soltanto di una statistica, ma della conseguenza di una maggiore partecipazione alla costruzione offensiva e di una presenza più costante negli sviluppi della manovra.

Tavares cerca continuità

Il prossimo obiettivo del terzino sarà ora dare seguito a queste prestazioni. La stagione è ancora lunga e mantenere questo rendimento permetterebbe a Tavares di consolidare il proprio ruolo all’interno della squadra.

Dopo un periodo caratterizzato da alti e bassi, il portoghese sembra dunque aver cambiato passo. Gli assist sono il dato più evidente, ma dietro il numero emerge soprattutto una maggiore fiducia nei propri mezzi. Per la Lazio, ritrovare un Tavares incisivo sulla fascia può rappresentare un’arma importante in vista dei prossimi impegni.

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Lazio, il tifo organizzato replica a Lotito: “20 anni di complotti inesistenti”

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Il confronto tra il presidente della Lazio Claudio Lotito e il tifo organizzato biancoceleste continua a tenere banco.

Dopo le recenti dichiarazioni del numero uno della società, è arrivata una lunga nota degli ultras, che hanno scelto di rispondere punto per punto alle accuse e alle ricostruzioni emerse negli ultimi giorni.

Il comunicato si apre con un messaggio particolarmente significativo, che richiama la lunga storia di contrapposizione tra la tifoseria e la proprietà: “2006-2026: 20 ANNI DI COMPLOTTI INESISTENTI”.

Nel documento viene poi richiamata una sentenza della Corte d’Appello di Roma dell’8 maggio 2026, indicata dal tifo organizzato come un passaggio centrale nella propria ricostruzione dei fatti.

Il riferimento alla sentenza della Corte d’Appello

Gli ultras citano ampiamente le motivazioni della sentenza e sostengono che le iniziative di protesta messe in campo negli anni rientrerebbero nell’espressione del dissenso dei tifosi.

Nel comunicato viene riportato:

“INSOMMA, SI TRATTA DI ACCESE PROTESTE E MANIFESTAZIONI DI DISSENSO CHE, TUTTAVIA, NON INTEGRANO GLIESTREMI DI UN TENTATIVO DI ESTORSIONE. DUNQUE, IL FATTO NON SUSSISTE.”

Il tifo organizzato interpreta questo passaggio come la conclusione di una vicenda giudiziaria che, a loro giudizio, avrebbe caratterizzato il rapporto con Lotito per un lungo periodo.

“SONO PASSATI 20 ANNI E LA MUSICA NON CAMBIA, STESSE DENUNCE, STESSE ACCUSE, STESSA NARRAZIONE: CHI CONTESTA NASCONDE QUALCOSA DI LOSCO.”

Le manifestazioni e la protesta allo stadio

Una parte consistente della nota è dedicata alle iniziative organizzate dalla tifoseria negli ultimi anni. Gli ultras rivendicano di aver promosso manifestazioni autorizzate e di aver mantenuto, secondo la loro ricostruzione, un comportamento pacifico.

Nel comunicato viene ricordato anche il coinvolgimento di migliaia di sostenitori nelle iniziative di protesta:

“SIAMO CRESCIUTI, ABBIAMO IMPARATO IN QUESTI 20 ANNI COME CI SI DEVE INTERFACCIARE CON QUESTO PERSONAGGIO ABBIA PORTATO IN PIAZZA 50.000 PERSONE IN TRE MANIFESTAZIONI CHIEDENDO ED OTTENENDO TUTTI I PERMESSI DELLE AUTORITÀ COMPETENTI E LO ABBIAMO FATTO IN MANIERA PIÙ CHE PACIFICA A DISPETTO DI CHI AVEVA PROFETIZZATO SCONTRI ED INCIDENTI”

La nota ripercorre inoltre le contestazioni realizzate all’interno dell’Olimpico, la scelta di rinunciare ai posti abitualmente occupati da una parte della tifoseria e l’organizzazione del sostegno alla squadra durante le trasferte.

La richiesta di chiarimenti alle istituzioni

Uno dei punti principali del documento riguarda il rapporto tra diritto di protesta e possibili conseguenze giudiziarie. Il tifo organizzato chiede alle istituzioni di indicare quali siano, concretamente, i limiti entro i quali poter manifestare il proprio dissenso nei confronti della proprietà.

La domanda è formulata direttamente nel comunicato:

“UNA COSA PERÒ ANCORA OGGI NON CI È CHIARA: COME POSSIAMO ESPRIMERE LA NOSTRA PROTESTA SENZA CHE UN MAGISTRATO REPUTI CORRETTO APRIRE UNA INDAGINE CON CONSEGUENTI PERSECUZIONI E PROVVEDIMENTI? SPIEGATECI DOVE STIAMO SBAGLIANDO? QUALI SONO I REATI CHE STIAMO COMMETTENDO?”

Il tema dei finanziamenti alle manifestazioni

Gli ultras respingono inoltre le ricostruzioni relative a presunti finanziamenti esterni alle iniziative di protesta. Nel documento si sostiene che le manifestazioni sarebbero state sostenute economicamente direttamente dalla tifoseria, attraverso diverse attività e un sistema di raccolta fondi.

“NON ABBIAMO MAI PRESO SOLDI DA NESSUNA CORDATA O BANCA, LE NOSTRE MANIFESTAZIONI SONO SEMPRE STATE AUTOFINANZIATE ATTRAVERSO LA VENDITA DI BIRRA E MAGLIETTE”

La nota precisa inoltre che, secondo quanto affermato dal gruppo, ci sarebbe a disposizione un IBAN per consentire ai sostenitori di contribuire liberamente alle spese.

L’obiettivo dichiarato della contestazione

Nel passaggio dedicato alla proprietà, il tifo organizzato chiarisce anche di non voler entrare nel merito dell’identità di eventuali futuri acquirenti della società. La posizione espressa nel comunicato riguarda invece la richiesta di un cambio di proprietà.

“A NOI NON INTERESSA ASSOLUTAMENTE CHI VUOLE ACQUISTARE LA LAZIO (PREGHIAMO AFFINCHÉ QUESTO ACCADA PRESTO!), A NOI INTERESSA UNICAMENTE CHE QUESTA PROPRIETÀ CEDA IL PASSO”

Gli ultras spiegano poi che, secondo la loro posizione, la protesta non sarebbe motivata esclusivamente dai risultati ottenuti sul terreno di gioco o dalle operazioni di mercato, ma da questioni legate al rapporto tra società, storia e tifoseria.

“Non sono i risultati sportivi ad animare la nostra protesta”

Nella parte finale del comunicato viene ribadito che il dissenso, secondo il tifo organizzato, avrebbe origini più profonde rispetto alle prestazioni della squadra.

“NON SONO I RISULTATI SPORTIVI AD ANIMARE LA NOSTRA PROTESTA, NON SONO I MERCATI IL PIÙ DELLE VOLTE FALLIMENTARI A DARCI PREOCCUPAZIONI, MA CIÒ CHE PIÙ CI HA PORTATO LONTANO DA CASA NOSTRA SONO IL MANCATO RISPETTO VERSO LA NOSTRA STORIA, LE NOSTRE TRADIZIONI E SOPRATTUTTO I NOSTRI MORTI!”

Il documento si chiude con un nuovo appello alle istituzioni, alle quali viene chiesto di chiarire quali modalità di protesta possano essere utilizzate nel rispetto delle norme.

“DITECI, PUR AVENDO SEMPRE RISPETTATO QUANTO PREVISTO DALLE LEGGI DELLA REPUBBLICA ITALIANA COME POSSIAMO DIMOSTRARE IL NOSTRO DISSENSO? IN ATTESA DI UN VOSTRO CORTESE RISCONTRO, AVANTI LAZIALI!”.

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