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Coppa Italia, Capello: “Lazio, i tifosi sono l’arma in più”

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Lazio-Milan, Baldini, Motta, Sarri

Fabio Capello analizza la finale tra Lazio e Inter del 13 maggio. Dai tifosi dell’Olimpico al contropiede di Sarri: ecco i fattori chiave per la vittoria

Provedel, Motta, Mandas, Lazio

IL PORTIERE EDOARDO MOTTA ( FOTO DI SAVATORE FORNELLI )

Il fattore Olimpico e la spinta dei tifosi

In vista della finalissima di Coppa Italia in programma il 13 maggio allo stadio Olimpico di Roma, Fabio Capello ha analizzato la sfida tra Lazio e Inter in un’intervista rilasciata a La Gazzetta dello Sport. Secondo l’ex allenatore, l’ambiente romano giocherà un ruolo fondamentale nel colmare il divario tecnico tra le due formazioni, offrendo ai biancocelesti una motivazione extra per tornare a sollevare un trofeo dopo sei anni.

“Questo in effetti è il punto principale. La Lazio non ha una rosa profondissima e se per caso le mancasse qualche titolare, il livello complessivo si abbasserebbe. Sul piano ambientale, invece, potrebbe crearsi un fattore potenzialmente determinante: la finale sarà un’occasione bellissima, unica, e la Lazio avrà secondo me un grande vantaggio nei tifosi che saranno orgogliosamente presenti. Così, i calciatori avranno quindi una spinta in più per riportare il club a vincere dopo diversi anni dall’ultima volta”.

Euforia contro pressione: la gestione di AtalantaLazio

Capello si è soffermato sulla tenuta mentale necessaria per affrontare un impegno di tale portata. Se per molti la pressione di una finale casalinga può rappresentare un ostacolo, per l’ex tecnico di Milan e Real Madrid la squadra di Sarri potrebbe cavalcare l’onda dell’entusiasmo generata dalla vittoria di Bergamo.

“È una valutazione molto difficile e dipende dai calciatori: ci sono quelli che si esaltano sapendo che si giocano un trofeo e altri che invece non riescono a giocare con la stessa facilità delle altre partite. Per la Lazio potrebbe essere l’euforia a far esprimere i calciatori di Sarri nel miglior modo possibile”.

Tornando sulla semifinale vinta contro l’Atalanta, Capello ha lodato l’umiltà e l’attenzione dei biancocelesti, sottolineando come la capacità di difendersi con ordine sia stata superiore a quella della “Dea”. Per la sfida contro i nerazzurri di Inzaghi, il piano tattico della Lazio appare già delineato: solidità difensiva e ripartenze fulminee.

“La squadra di Maurizio Sarri ha dimostrato di difendersi bene affidandosi al contropiede con molta umiltà. La finale sarà una partita diversa con pochi spazi e cercherà di partire in contropiede come fatto a Bergamo. Sarà una partita che l’Inter cercherà di dominare nel gioco facendo appunto attenzione alla velocità avversaria. Anche perché la squadra di Sarri sta dimostrando un’ottima condizione fisica e se arriverà al 13 maggio in questa forma avrà più possibilità di sovvertire i pronostici. Con quale asso nella manica? Il tridente, dove la Lazio ha calciatori veloci sia sulle fasce che nella posizione di centravanti”.

Secondo Capello, dunque, la velocità degli esterni e la brillantezza fisica del reparto offensivo rappresentano le armi principali con cui la Lazio cercherà di mettere in difficoltà i campioni d’Italia e alzare la sua ottava Coppa Italia.

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Lazio, caso Pellegrini: l’infortunio non sarebbe l’unico motivo dello stop

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Lazio

In casa Lazio resta da chiarire la situazione legata a Luca Pellegrini.

Il terzino biancoceleste non è stato a disposizione nella sfida contro il Bologna e, al termine della partita, Gennaro Gattuso ha spiegato che il giocatore aveva accusato un problema fisico. Le sue condizioni dovranno essere valutate attraverso gli esami strumentali, necessari per stabilire l’entità dell’infortunio e i possibili tempi di recupero.

Le parole dell’allenatore, però, non hanno chiuso completamente il caso. Secondo quanto riportato da Il Messaggero, infatti, dietro l’assenza di Pellegrini potrebbe esserci anche un’altra motivazione. Il quotidiano riferisce di un possibile aspetto disciplinare che avrebbe avuto un peso nella decisione di non utilizzare il calciatore contro il Bologna.

La questione, almeno per il momento, resta da verificare. Le indiscrezioni parlano di un fastidio muscolare di lieve entità che dovrebbe essere approfondito con gli accertamenti previsti. Tuttavia, proprio la concomitanza tra il problema fisico e la mancata convocazione ha alimentato interrogativi sul reale motivo dell’esclusione.

Per Gattuso si tratta di una situazione da gestire con attenzione, soprattutto perché la Lazio è attesa da un nuovo impegno di campionato contro il Genoa. Capire se Pellegrini potrà tornare regolarmente a disposizione sarà importante anche per definire le rotazioni sulla fascia.

Il caso, dunque, rimane aperto. Da una parte ci sono gli accertamenti medici che dovranno chiarire le condizioni del giocatore; dall’altra, le voci relative a una possibile questione interna che potrebbero spiegare ulteriormente la scelta dell’allenatore.

Al momento non ci sono conferme ufficiali su un eventuale provvedimento disciplinare. Saranno quindi i prossimi giorni, e soprattutto gli esami medici, a fornire elementi più concreti sulla situazione del terzino della Lazio.

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Lazio, Frattesi e il primo gol della stagione: la curiosa tradizione dei marcatori biancocelesti

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La nuova Lazio di Gennaro Gattuso ha iniziato la stagione nel migliore dei modi, conquistando una vittoria sul campo del Bologna.

A decidere l’incontro è stato Davide Frattesi, uno dei nuovi arrivati in casa biancoceleste, che ha trovato così la sua prima rete ufficiale con la maglia laziale.

Il centrocampista, arrivato durante l’estate dopo l’esperienza all’Inter, non si è limitato quindi a debuttare con la sua nuova squadra: è diventato anche il primo giocatore della Lazio a iscrivere il proprio nome sul tabellino dei marcatori nella stagione 2026/27. Un dato curioso che permette di ripercorrere i protagonisti che, negli ultimi anni, hanno avuto lo stesso privilegio.

La tradizione recente era stata inaugurata da Ciro Immobile, protagonista per tre stagioni consecutive tra il 2016 e il 2019. Il bomber biancoceleste aveva infatti aperto il campionato segnando il primo gol della squadra in diverse occasioni, confermando il suo peso offensivo.

Nel 2020 era stato Manuel Lazzari a rompere il ghiaccio, mentre l’anno successivo era toccato a Sergej Milinkovic-Savic. Nel 2022, invece, la particolarità era stata rappresentata da un’autorete: il primo gol stagionale della Lazio era arrivato infatti per uno sfortunato intervento di Lorenzo De Silvestri, proprio contro il Bologna, ma all’Olimpico.

Immobile era poi tornato protagonista nel 2023, prima di lasciare spazio a Valentin Castellanos nel 2024. Nel 2025 era stato invece Matteo Guendouzi a inaugurare il nuovo campionato con una rete.

Adesso la sequenza si arricchisce con il nome di Frattesi. Un esordio particolarmente significativo per il centrocampista, che ha subito lasciato il segno in una partita delicata e ha contribuito a regalare a Gattuso tre punti importanti.

Oltre al valore del gol, la rete di Bologna può rappresentare anche un segnale incoraggiante per il nuovo acquisto: partire con una marcatura decisiva potrebbe infatti aumentare fiducia e aspettative attorno al suo percorso in biancoceleste.

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Lazio, Gattuso punta su Dia: Ratkov verso l’addio

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Lazio, Milik, Immobile

Le scelte effettuate da Gennaro Gattuso nelle prime uscite stagionali sembrano aver delineato una gerarchia abbastanza precisa nel reparto offensivo della Lazio.

Al centro del progetto del tecnico continua a esserci Boulaye Dia, attaccante sul quale l’allenatore vuole lavorare per ritrovare la versione più brillante di un giocatore che nell’ultimo periodo ha attraversato diverse difficoltà.

La sfida contro il Bologna ha fornito ulteriori indicazioni in questo senso. Nonostante la prestazione negativa offerta in precedenza contro il Mantova, Gattuso ha deciso di confermare la fiducia a Dia, preferendolo ancora una volta a Petar Ratkov. Una scelta che potrebbe avere conseguenze importanti anche sulle strategie di mercato della società.

Il centravanti serbo, classe 2003, è rimasto in panchina e non ha trovato spazio nemmeno nella parte finale dell’incontro. Quando la Lazio aveva bisogno di gestire il risultato e mantenere maggiore presenza offensiva, Gattuso ha infatti optato per Noslin come riferimento avanzato. Una decisione significativa, soprattutto considerando che lo stesso allenatore aveva precedentemente descritto l’olandese come un giocatore più adatto a partire dalla fascia che a ricoprire il ruolo di prima punta.

Il quadro potrebbe diventare ancora più complicato per Ratkov nel caso in cui la Lazio riuscisse a chiudere per Andrea Pinamonti. L’eventuale arrivo dell’attaccante italiano aumenterebbe ulteriormente la concorrenza e rischierebbe di relegare il serbo a una posizione marginale nelle rotazioni.

Per Ratkov, dunque, la cessione potrebbe diventare una soluzione concreta prima della chiusura della sessione di mercato. Il giocatore dispone di diverse possibilità e avrebbe già attirato l’interesse di alcuni club, anche se in precedenza ha scelto di non accettare le proposte di Dinamo Mosca e Southampton.

Con l’organico offensivo destinato a diventare ancora più affollato, la Lazio dovrà valutare attentamente il futuro del giovane attaccante. Se le gerarchie dovessero rimanere quelle mostrate da Gattuso, trovare una nuova destinazione potrebbe rappresentare per Ratkov l’opportunità migliore per continuare il proprio percorso di crescita attraverso un minutaggio maggiore.

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