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Caso Rocchi, il legale: “Non risponderà al PM”

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Lazio

L’avvocato di Gianluca Rocchi annuncia che l’ex designatore si avvarrà della facoltà di non rispondere. Le dichiarazioni su Udinese-Parma e la presunta riunione per l’Inter

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FLAMINIA L’AQUILA DELLA LAZIO ( FOTO DI SAVATORE FORNELLI )

Strategia difensiva: Rocchi non risponderà all’interrogatorio

Il caso che coinvolge l’ex designatore arbitrale Gianluca Rocchi entra in una fase delicata. Il suo legale, l’avvocato Antonio D’Avirro, ha ufficializzato che il suo assistito non risponderà alle domande degli inquirenti nell’interrogatorio previsto per domani. Una scelta dettata dalla necessità di conoscere nel dettaglio gli elementi d’accusa in una vicenda definita estremamente complessa:

“Rocchi si sarebbe dovuto presentare ma ritengo che non sia il momento perché non siamo in grado di giudicare una vicenda così complessa. Non essendo in grado di difendermi ho ritenuto opportuno che il mio cliente si avvalesse della facoltà di non rispondere. Quando porto una persona devo sapere il contesto e gli elementi che caratterizzano la contestazione e senza ciò non siamo in grado di difenderci”.

Il giallo della riunione del 2 aprile e i presunti favori all’Inter

Uno dei punti centrali dell’inchiesta riguarda una presunta riunione avvenuta il 2 aprile 2025, durante la quale, secondo le ipotesi della Procura, sarebbero state “combinate” delle designazioni arbitrali favorevoli all’Inter. Su questo fronte, la difesa di Rocchi nega fermamente qualsiasi ricordo o coinvolgimento dell’assistito in dinamiche simili:

“Il mio assistito non ricorda nulla di un episodio di un anno fa (incontro del 2 aprile dello scorso anno, ndr). Se l’Ansa lo sa ce lo dica, almeno sappiamo anche noi di cosa si parla. Rocchi di questa storia non sa nulla, non si è mai messo in contatto con i dirigenti delle società, lui me l’ha confermato nella maniera più assoluta: mai avuto contatti con i dirigenti delle squadre. Arbitri graditi o sgraditi? Rocchi non ne sa nulla, vedremo quando vedremo le carte processuali. Non so nulla di tutta questa storia”.

Il caso Udinese-Parma e la “bussata” al vetro del VAR

Un altro capo d’imputazione riguarda la sfida tra Udinese e Parma, con particolare riferimento alla celebre “bussata” al vetro della sala VAR di Lissone per segnalare un errore. L’avvocato D’Avirro ha difeso la legittimità dell’intervento, sostenendo che l’obiettivo finale fosse la correttezza della decisione tecnica e non l’alterazione fraudolenta del risultato:

”Se era un sistema o no non lo so, le bussate al di là di chi sia andato a fare la segnalazione. Chi ha bussato ha corretto un errore, io non vedo come abbia alterato il risultato, perché io penso che chi ha bussato ha fatto bene a correggere un errore. Se nell’episodio che ci viene contestato il rigore era giusto, quindi chi ha bussato ha fatto bene. Se il bussare era solo con gli amici non ne so nulla. Chi è intervenuto in quell’episodio ha fatto solo bene. Nessuno ha voluto alterare il risultato ma solo correggere un errore. A noi contestano solo questo e non altro”.

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Lazio, caso Pellegrini: l’infortunio non sarebbe l’unico motivo dello stop

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Lazio

In casa Lazio resta da chiarire la situazione legata a Luca Pellegrini.

Il terzino biancoceleste non è stato a disposizione nella sfida contro il Bologna e, al termine della partita, Gennaro Gattuso ha spiegato che il giocatore aveva accusato un problema fisico. Le sue condizioni dovranno essere valutate attraverso gli esami strumentali, necessari per stabilire l’entità dell’infortunio e i possibili tempi di recupero.

Le parole dell’allenatore, però, non hanno chiuso completamente il caso. Secondo quanto riportato da Il Messaggero, infatti, dietro l’assenza di Pellegrini potrebbe esserci anche un’altra motivazione. Il quotidiano riferisce di un possibile aspetto disciplinare che avrebbe avuto un peso nella decisione di non utilizzare il calciatore contro il Bologna.

La questione, almeno per il momento, resta da verificare. Le indiscrezioni parlano di un fastidio muscolare di lieve entità che dovrebbe essere approfondito con gli accertamenti previsti. Tuttavia, proprio la concomitanza tra il problema fisico e la mancata convocazione ha alimentato interrogativi sul reale motivo dell’esclusione.

Per Gattuso si tratta di una situazione da gestire con attenzione, soprattutto perché la Lazio è attesa da un nuovo impegno di campionato contro il Genoa. Capire se Pellegrini potrà tornare regolarmente a disposizione sarà importante anche per definire le rotazioni sulla fascia.

Il caso, dunque, rimane aperto. Da una parte ci sono gli accertamenti medici che dovranno chiarire le condizioni del giocatore; dall’altra, le voci relative a una possibile questione interna che potrebbero spiegare ulteriormente la scelta dell’allenatore.

Al momento non ci sono conferme ufficiali su un eventuale provvedimento disciplinare. Saranno quindi i prossimi giorni, e soprattutto gli esami medici, a fornire elementi più concreti sulla situazione del terzino della Lazio.

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Lazio, Frattesi e il primo gol della stagione: la curiosa tradizione dei marcatori biancocelesti

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La nuova Lazio di Gennaro Gattuso ha iniziato la stagione nel migliore dei modi, conquistando una vittoria sul campo del Bologna.

A decidere l’incontro è stato Davide Frattesi, uno dei nuovi arrivati in casa biancoceleste, che ha trovato così la sua prima rete ufficiale con la maglia laziale.

Il centrocampista, arrivato durante l’estate dopo l’esperienza all’Inter, non si è limitato quindi a debuttare con la sua nuova squadra: è diventato anche il primo giocatore della Lazio a iscrivere il proprio nome sul tabellino dei marcatori nella stagione 2026/27. Un dato curioso che permette di ripercorrere i protagonisti che, negli ultimi anni, hanno avuto lo stesso privilegio.

La tradizione recente era stata inaugurata da Ciro Immobile, protagonista per tre stagioni consecutive tra il 2016 e il 2019. Il bomber biancoceleste aveva infatti aperto il campionato segnando il primo gol della squadra in diverse occasioni, confermando il suo peso offensivo.

Nel 2020 era stato Manuel Lazzari a rompere il ghiaccio, mentre l’anno successivo era toccato a Sergej Milinkovic-Savic. Nel 2022, invece, la particolarità era stata rappresentata da un’autorete: il primo gol stagionale della Lazio era arrivato infatti per uno sfortunato intervento di Lorenzo De Silvestri, proprio contro il Bologna, ma all’Olimpico.

Immobile era poi tornato protagonista nel 2023, prima di lasciare spazio a Valentin Castellanos nel 2024. Nel 2025 era stato invece Matteo Guendouzi a inaugurare il nuovo campionato con una rete.

Adesso la sequenza si arricchisce con il nome di Frattesi. Un esordio particolarmente significativo per il centrocampista, che ha subito lasciato il segno in una partita delicata e ha contribuito a regalare a Gattuso tre punti importanti.

Oltre al valore del gol, la rete di Bologna può rappresentare anche un segnale incoraggiante per il nuovo acquisto: partire con una marcatura decisiva potrebbe infatti aumentare fiducia e aspettative attorno al suo percorso in biancoceleste.

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Lazio, Gattuso punta su Dia: Ratkov verso l’addio

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Lazio, Milik, Immobile

Le scelte effettuate da Gennaro Gattuso nelle prime uscite stagionali sembrano aver delineato una gerarchia abbastanza precisa nel reparto offensivo della Lazio.

Al centro del progetto del tecnico continua a esserci Boulaye Dia, attaccante sul quale l’allenatore vuole lavorare per ritrovare la versione più brillante di un giocatore che nell’ultimo periodo ha attraversato diverse difficoltà.

La sfida contro il Bologna ha fornito ulteriori indicazioni in questo senso. Nonostante la prestazione negativa offerta in precedenza contro il Mantova, Gattuso ha deciso di confermare la fiducia a Dia, preferendolo ancora una volta a Petar Ratkov. Una scelta che potrebbe avere conseguenze importanti anche sulle strategie di mercato della società.

Il centravanti serbo, classe 2003, è rimasto in panchina e non ha trovato spazio nemmeno nella parte finale dell’incontro. Quando la Lazio aveva bisogno di gestire il risultato e mantenere maggiore presenza offensiva, Gattuso ha infatti optato per Noslin come riferimento avanzato. Una decisione significativa, soprattutto considerando che lo stesso allenatore aveva precedentemente descritto l’olandese come un giocatore più adatto a partire dalla fascia che a ricoprire il ruolo di prima punta.

Il quadro potrebbe diventare ancora più complicato per Ratkov nel caso in cui la Lazio riuscisse a chiudere per Andrea Pinamonti. L’eventuale arrivo dell’attaccante italiano aumenterebbe ulteriormente la concorrenza e rischierebbe di relegare il serbo a una posizione marginale nelle rotazioni.

Per Ratkov, dunque, la cessione potrebbe diventare una soluzione concreta prima della chiusura della sessione di mercato. Il giocatore dispone di diverse possibilità e avrebbe già attirato l’interesse di alcuni club, anche se in precedenza ha scelto di non accettare le proposte di Dinamo Mosca e Southampton.

Con l’organico offensivo destinato a diventare ancora più affollato, la Lazio dovrà valutare attentamente il futuro del giovane attaccante. Se le gerarchie dovessero rimanere quelle mostrate da Gattuso, trovare una nuova destinazione potrebbe rappresentare per Ratkov l’opportunità migliore per continuare il proprio percorso di crescita attraverso un minutaggio maggiore.

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