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Frattesi: “Tornato a Roma per prendermi delle responsabilità”
Davide Frattesi continua a lasciare il segno con la maglia della Lazio.
Dopo aver trovato la rete nella precedente sfida contro il Bologna, il centrocampista arrivato in biancoceleste durante l’ultima sessione di calciomercato si è ripetuto anche nella partita disputata all’Olimpico contro il Genoa.
Il suo gol ha rappresentato un altro momento importante nel nuovo percorso intrapreso dal giocatore, che al termine della gara ha parlato ai microfoni di Dazn. Frattesi ha spiegato le ragioni che lo hanno portato a cambiare squadra e a scegliere il ritorno a Roma, sottolineando la volontà di assumere un ruolo più centrale e di dimostrare il proprio valore.
La scelta di lasciare l’Inter
Nel corso dell’intervista, il centrocampista ha raccontato il significato della sua decisione, chiarendo il forte legame che aveva con il precedente ambiente ma anche il desiderio di affrontare una nuova sfida con maggiori responsabilità.
“Sono andato via dall’Inter, che era una squadra che amavo con tutto il mo cuore, perché desdrato prenderemi delle responsabilità. Sono venuto qui per questo. È il momento di far vedere che se uno ha carattere, deve anche saperlo utilizzare. Esultanza di oggi? Non ce la faccio a correre, mi fa malissimo il ginocchio. Per questo ho esultato così. Ma possiamo rassicurare i tifosi? Sì sì, non è nulla, però fa un male tremendo, quindi meno corro meglio è”.
Le parole di Frattesi hanno però attirato l’attenzione anche per il riferimento al problema fisico avvertito durante la partita. Il giocatore ha rassicurato i tifosi, pur ammettendo di sentire un dolore molto intenso al ginocchio, tanto da condizionare persino il modo in cui ha festeggiato la sua rete.
Il ritorno nella Capitale e il desiderio di stare vicino ai propri affetti
La scelta di tornare a Roma, tuttavia, non è stata motivata soltanto da ragioni sportive. Frattesi ha spiegato di aver sentito il bisogno di riavvicinarsi alle persone più importanti della sua vita, agli amici e ai familiari.
“Ritorno a Roma? Ho ritrovato tutti, volevo avvicinarmi, l’avevo detto dopo la morte di mia nonna. Volevo star vicino ai miei cari, agli amici. La città me la godo la notte perché la mattina prendo insulti o richieste di foto”.
Con due gol nelle prime uscite di campionato, Frattesi sta quindi vivendo un avvio molto positivo nella sua nuova avventura alla Lazio. Il ritorno nella sua città rappresenta per lui una scelta dal forte valore personale, mentre sul campo il centrocampista sembra intenzionato a raccogliere le responsabilità che ha dichiarato di cercare.
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Lazio, dall’Inghilterra rilanciano: tentativo per Chiesa a gennaio
Secondo le indiscrezioni provenienti dall’Inghilterra, riportate da CaughtOffside e da alcuni quotidiani vicini all’ambiente dei Reds, tra le possibili destinazioni del calciatore ci sarebbe soprattutto la Serie A. Dopo aver preso in considerazione in passato anche un eventuale ritorno alla Juventus, Chiesa potrebbe quindi valutare nuove opportunità nel campionato italiano.
Lazio, Inter e Atalanta seguono la situazione
Stando alle ricostruzioni della stampa inglese, sarebbero tre le società maggiormente interessate a valutare un possibile affondo per l’attaccante: Lazio, Inter e Atalanta.
Il club biancoceleste potrebbe inserirsi nella corsa per assicurarsi un giocatore dotato di qualità tecniche, rapidità e capacità di creare occasioni offensive. Un eventuale arrivo di Chiesa rappresenterebbe un’opzione importante per ampliare le soluzioni a disposizione dell’allenatore, ma la trattativa resta tutta da verificare.
Anche l’Inter starebbe monitorando la situazione. Secondo le indiscrezioni, la società nerazzurra potrebbe valutare un’operazione concreta qualora si verificassero le condizioni per una partenza di Luis Henrique.
Più complessa, invece, sarebbe la strada che porta all’Atalanta, anche in considerazione dei rapporti non semplici che, secondo le ricostruzioni, avrebbero caratterizzato il passato tra Chiesa e Cristiano Giuntoli.
L’ingaggio è il principale ostacolo per la Lazio
Per la società capitolina, il nodo più delicato sarebbe soprattutto economico. Lo stipendio percepito da Chiesa, superiore ai sei milioni di euro a stagione, rappresenterebbe infatti un impegno finanziario significativo per le casse biancocelesti.
Un’eventuale operazione richiederebbe quindi valutazioni approfondite sulla sostenibilità dell’ingaggio e sulle possibili condizioni per raggiungere un accordo con il Liverpool.
Al momento, l’interesse della Lazio resta legato alle indiscrezioni di mercato e non equivale a una trattativa conclusa. I prossimi mesi saranno decisivi per capire se il giocatore deciderà davvero di lasciare l’Inghilterra e se il club biancoceleste avrà la possibilità di inserirsi concretamente nella corsa.
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Murgia: “Scambierei il gol in finale di Supercoppa per tutta la carriera alla Lazio”
Tra i ricordi più intensi c’è naturalmente il gol segnato contro i bianconeri, una rete che ha regalato ai tifosi laziali un’emozione indimenticabile. Un episodio che, a distanza di anni, continua a suscitare sensazioni fortissime nel giocatore.
“Mi vengono ogni volta i brividi quando rivedo le immagini di Lazio -Juve e qualche tifoso me lo ricorda. Certo che me lo ricordo è emozionante oggi e per sempre perché è stato un momento fantastico per me e per tutto il popolo laziale perché era una finale che fino a pochi minuti dalla fine sembrava vinta e poi sembrava arrivare la fase peggiore invece quel gol all’ultimo minuto ha cambiato le sorti di quella partita”.
Murgia ha poi ricostruito le fasi dell’azione che lo portò a firmare il gol decisivo, spiegando come visse quei minuti concitati e quanto fosse difficile affrontare una Juventus esperta e abituata a giocare partite di quel livello.
“In campo c’è stata questa altalena di emozioni. Io sono entrato sul due a zero ed era una partita non in controllo ma quando stai due a zero sull’ottantesimo vedi l’arrivo vicino ci sono stati quel gol il primo e poi specialmente il secondo dove affrontare quella Juve con l’esperienza che aveva, con la visione dei supplementari e altri due tempi da 15 minuti era molto pesante. Io quando è ripartita l’azione ero molto indirizzato verso la porta ma per istinto, non ho visto qualche dettaglio che mi ha portato a buttarmi avanti poi nel momento in cui Jordan ha saltato De Sciglio ho trovato una posizione in area di rigore, dove ero solo e con le braccia lo chiamavo a gran voce e lui mi da la palla al momento giusto con la forza giusta e l’intensità giusta. Trovandomi in posizione ho messo il piattone del piede e quando ho visto la palla toccare la rete della porta è scoppiata l’emozione più grande”.
La mentalità vincente di Inzaghi
Nel corso dell’intervista, l’ex centrocampista ha sottolineato quanto fosse importante la mentalità trasmessa da Simone Inzaghi alla squadra. Secondo Murgia, la capacità di lottare fino all’ultimo istante rappresentava uno degli elementi distintivi di quel gruppo, capace di conquistare risultati importanti anche nei finali più complicati.
“Sulla difficoltà emotiva nella finale di Supercoppa contro la Juve? Secondo me non è un caso che quella partita è finita cosi come ne sono finite tante altre all’ultimo minuto. Una caratteristica del mister era non mollare mai, lo rispecchiava alla grande perché eravamo una squadra che lottava fino all’ultimo nonostante episodi negativi, la qualità e la mentalità era quella di andare a vincere le partite. Anche negli anni successivi la Lazio ha vinto diverse partite all’ultimo minuto, si chiamava la zona Caicedo qualche periodo dopo. Non era un caso ma una mentalità”.
Murgia conserva un giudizio molto positivo sull’allenatore, ricordandone sia le competenze tattiche sia la capacità di gestire i rapporti con i calciatori.
“Inzaghi? Posso dire che era completo sotto tutti i punti di vista, aveva un gestione tecnico-tattica importante, uno staff completo e una gestone umana del giocatore fantastica. Si metteva allo stesso livello dei giocatori e in altri momenti sapeva essere una persona molto autorevole. Era un allenatore completo. Se lo sento? Sono una persona molto riservata, non voglio disturbare nessuno però se dovessi incontrarlo lo saluterei e ci parlerei molto volentieri”.
La Lazio di Gattuso convince l’ex biancoceleste
Murgia ha espresso anche il proprio parere sull’inizio di stagione della formazione allenata da Gattuso. L’ex laziale ha ammesso di essere rimasto sorpreso dai risultati ottenuti finora, ma ha evidenziato segnali incoraggianti nell’atteggiamento della squadra e nella coesione del gruppo.
Dopo aver assistito allo stadio alla partita contro il Monza, il centrocampista ha raccontato la propria soddisfazione nel vedere la Lazio protagonista di una prestazione positiva.
“Contro il Monza ero allo stadio . La Lazio di Gattuso sicuramente mi fa un’impressione positiva perché la classifica parla di un buon lavoro fatto finora e di risultati che nonostante lo scetticismo iniziale stanno arrivando. Io ovviamente essendo sempre stato tifoso della Lazio sono stracontento, mi ha fatto emozionare tornare allo stadio e assistere a una vittoria di una squadra che sta facendo bene quindi soltanto positività posso vedere in questo momento. Qualche giocatore simile a me? Forse potrei avere qualcosa io di loro perché sono giocatori tutti fantastici. da un punto di vista di come interpreto io il calcio mi piace tantissimo Taylor: lo reputo un giocatore che ha il calcio in testa, delle visoni, tempi di inserimento tempi di gioco, è un giocatore che mi piace moltissimo però ovviamente la rosa della Lazio è una rosa competitiva”.
Il messaggio rivolto alla squadra è chiaro: continuare a lavorare senza lasciarsi condizionare dalle aspettative esterne. Per Murgia, la fiducia nell’allenatore e il sostegno dei tifosi possono contribuire a dare continuità ai risultati.
“Sicuramente non mi aspettavo questi risultati, però analizzando il modo di giocare, l’atteggiamento e l’unione che ha creato, mi aspetto che possano continuare a fare così. Penso che Gattuso vada lasciato lavorare come sta facendo, la squadra penso che vada sostenuta perché la Lazio è sempre la Lazio. In questo momento sta facendo un buon lavoro e quello che conta sono i risultati e vano fatti i complimenti e va sostenuta per il bene della Lazio”.
Da Lukaku a Nuno Tavares: il confronto sulle qualità fisiche
Durante la chiacchierata, Murgia ha proposto anche un paragone tra Romelu Lukaku e Nuno Tavares, mettendo in evidenza le caratteristiche atletiche che accomunano i due giocatori.
“Lukaku aveva una capacita di corsa, una potenza, una velocità che pochi giocatori hanno; è stato un po’ sfortunato perché dal punto di vista fisico ha avuto qualche problemino di troppo però anche lui ha fatto vedere di avere grandi qualità. Mi ricorda un po’ Nuno Tavares, ha delle somiglianze con lui. Entrambi hanno questo passo importante, questa gamba importante, sono due giocatori che sotto alcuni aspetti si somigliano. Forse tecnicamente Tavares è leggermente superiore, si vede anche dall’ultimo gol che ha fatto che al di là della potenza fa vedere una coordinazione e un impatto sulla palla non indifferente”.
Il ricordo di Lazio-Inter e le parole su De Vrij
Tra le partite che hanno segnato la sua esperienza in biancoceleste, Murgia ha indicato anche Lazio-Inter del 2018, una gara che considera tra le migliori disputate con la squadra capitolina. Nel ripensare a quella stagione, ha parlato anche di Stefan De Vrij, difendendone la professionalità e il comportamento.
“Lazio-Inter del 2018? molto probabilmente è una delle partite migliori che posso aver fatto con la Lazio nel contesto di tutta la partita, al di là del gol con la Juve e del primo gol col Torino. Per quanto riguarda De Vrij io posso dirti soltanto delle parole belle su di lui perché è un professionista esemplare. Si è sempre comportato al meglio delle sue possibilità. In quel momento probabilmente non era facile per lui e per tutto il contesto, io poi avevo vent’anni, pensavo solo ad allenarmi, ad andare forte e a sfruttare ogni singolo allenamento, ogni singolo minuto quindi non posso dirti precisamente cosa è successo nel dettaglio ma posso dirti che Stefan è un professionista esemplare e per la Lazio e il popolo laziale ha sempre dato tutto, ha giocato in condizioni fisiche non ottimali ed è un giocatore che non molla mai”.
Frattesi e Cataldi, il giudizio di Murgia
L’intervista ha toccato anche il tema Davide Frattesi. Pur precisando di non conoscere personalmente il centrocampista, Murgia ne ha riconosciuto le qualità atletiche e offensive, soffermandosi sulla capacità di inserirsi e trovare la via del gol.
“Tante volte si fanno delle scelte per diverse motivazioni. Io non lo conosco personalmente ma posso sicuramente dire che è un grandissimo giocatore, ha un intensità e una facilità di corsa e di inserimento, di trovare il gol, non indifferente tanto che ha già segnato non solo una volta. La qualità del giocatore parla da sola, ha fatto questo step nella sua carriera calcistica, sicuramente da quello che diceva aveva bisogno di più continuità, cosa che all’Inter non riusciva a trovare per potersi esprimere al 100 per cento e migliorare le sue doti realizzative e di leadership dentro una squadra”.
Parole di apprezzamento anche per Danilo Cataldi, considerato un esempio dei valori tecnici e umani che contraddistinguono un giocatore legato alla Lazio.
“Cataldi? Se è stato capitano alla Lazio un motivo ci sta: è un ragazzo di valore che rispecchia le doti di un laziale dal punto di vista sia tecnico che umano. Sono contento che ha fatto questa carriera, può dare ancora tanto perché è un giocatore che vale”.
La carriera, i rimpianti e il legame con la Lazio
Ripercorrendo il proprio cammino professionale, Murgia ha riconosciuto di aver avuto aspettative importanti, senza però rinnegare le decisioni prese e le esperienze vissute. Il passaggio all’estero, in Romania, ha rappresentato una tappa significativa della sua crescita personale e sportiva.
Il rammarico più grande resta soprattutto il distacco dalla società con cui aveva costruito un legame profondo, dentro e fuori dal campo.
“La mia carriera? Penso che nella carriera di ognuno di noi ci sono momenti di alti e bassi. Ci sono occasioni e scelte fatte in alcuni momenti dovute a tante situazioni, col senno del poi è facile dire è successo altro. Io sicuramente avevo delle aspettative alte però non rinnego niente e non rimpiango niente. è stato un percorso di vita e sportivo che sto ancora vivendo fino in fondo. Sono maturato tanto dal punto di vista umano, ho fatto un’ esperienza all’estero in Romania e non l’avrei mai pensato quando ero giovane. Un po’ di rammarico ce l’ho sempre perché sono legatissimo alla Lazio e lo sono tuttora ovviamente dall’esterno, però dall’interno lo ero tantissimo e forse questo è l’unico rimpianto che ho: essermi slegato dalla Lazio. Sono comunque contento di tutto quanto”.
Il sentimento verso i colori biancocelesti emerge ancora più chiaramente quando gli viene chiesto se rinuncerebbe al gol segnato nella finale di Supercoppa pur di trascorrere tutta la carriera nella Capitale.
“Scambierei il gol in finale di Supercoppa per tutta la carriera alla Lazio: ho provato troppe emozioni a giocare all’Olimpico con quella maglia addosso davanti ai tifosi laziali”.
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Lazio e Groupama Assicurazioni ancora insieme: rinnovata la partnership
L’intesa rappresenta un ulteriore passo nella continuità di un rapporto che da oltre dieci anni unisce il mondo assicurativo a una delle realtà calcistiche più rappresentative della Capitale. Per Groupama, sostenere la Lazio significa rafforzare il proprio legame con il territorio e avvicinarsi a una tifoseria capace di coinvolgere diverse generazioni.
Il calcio come strumento di partecipazione e condivisione
Nel comunicato diffuso dal club viene sottolineato il ruolo del calcio come fenomeno sociale, oltre che sportivo. Secondo i dati riportati nella nota, in Italia sono circa 25,6 milioni le persone che seguono una squadra di Serie A. Un dato che evidenzia la capacità di questo sport di unire comunità, alimentare passioni e creare relazioni durature.
È proprio su questi aspetti che si fonda la strategia di Groupama Assicurazioni, che individua nello sport un’opportunità per entrare in contatto con le persone e promuovere principi legati alla prevenzione, alla responsabilità e alla protezione. Valori che, secondo la compagnia, trovano una corrispondenza naturale nel lavoro di squadra e nella preparazione necessari per raggiungere obiettivi importanti.
Le parole di Philippe-Henri Burlisson
Philippe-Henri Burlisson, amministratore delegato e direttore generale di Groupama Assicurazioni, ha evidenziato l’importanza di proseguire il percorso con la società biancoceleste. Il rinnovo, secondo il dirigente, rappresenta la continuazione di un progetto nel quale l’azienda investe da anni, riconoscendo al calcio la capacità di creare occasioni di incontro e rafforzare il rapporto con le comunità.
Burlisson ha inoltre rimarcato il valore della preparazione e della collaborazione, elementi fondamentali nello sport e centrali anche nell’approccio della compagnia ai temi della protezione e della prevenzione. La prosecuzione dell’accordo consentirà di sviluppare nuove opportunità di coinvolgimento rivolte a tifosi, clienti e agenti.
La soddisfazione della Lazio
Anche Marco Canigiani, direttore commerciale della S.S. Lazio, ha espresso soddisfazione per il rinnovo. Il dirigente ha sottolineato come la continuità dell’intesa confermi la solidità di una relazione costruita sulla fiducia reciproca e sulla condivisione di obiettivi comuni.
La presenza di partner di lungo periodo rappresenta un elemento importante per il club, che punta a rafforzare ulteriormente il proprio rapporto con il territorio e con la comunità laziale. Nel corso degli anni, Groupama ha accompagnato la società attraverso iniziative pensate per valorizzare l’esperienza dei sostenitori e favorire nuove forme di partecipazione.
Iniziative per i tifosi e visibilità negli stadi
Per la stagione 2026-2027, la collaborazione prevede nuove attività dedicate al pubblico biancoceleste. Tra le iniziative annunciate figurano opportunità legate all’accesso alle partite, esperienze riservate e contenuti esclusivi, con l’obiettivo di rendere ancora più stretto il rapporto tra il marchio, la squadra e i suoi sostenitori.
Groupama continuerà inoltre a essere presente negli stadi attraverso spazi pubblicitari e visibilità televisiva, affiancando queste attività a occasioni dedicate ai propri clienti.
Prevenzione e comunità al centro del progetto
Il rinnovo con la Lazio si inserisce in una strategia più ampia, attraverso la quale Groupama intende promuovere la partecipazione e una maggiore consapevolezza sui temi della protezione. La compagnia punta a sviluppare iniziative capaci di avvicinare le persone a questioni importanti per la vita quotidiana, valorizzando il contributo individuale alla crescita delle comunità.
La partnership con il club biancoceleste si conferma così un punto d’incontro tra sport, territorio e responsabilità sociale. Una collaborazione destinata a proseguire anche nella nuova stagione, con l’obiettivo di creare ulteriori occasioni di condivisione e consolidare un rapporto ormai storico con la tifoseria laziale.
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