Il futuro dello Stadio Flaminio torna al centro del dibattito. A fare il punto sul percorso amministrativo legato al progetto presentato dalla Lazio è stato il sindaco di Roma Roberto Gualtieri, intervenuto ai microfoni di Radio Radio. Il primo cittadino ha illustrato i passaggi già completati e quelli che dovranno essere affrontati nelle prossime settimane.
Gualtieri ha evidenziato come l’iter relativo all’impianto romano presenti alcune caratteristiche differenti rispetto a quello seguito per il nuovo stadio della Roma. Il Flaminio, infatti, è sottoposto a un vincolo della Sovrintendenza statale, elemento che ha richiesto un percorso preliminare specifico.
“Con la Lazio stiamo messi bene. La Società ha presentato il suo progetto. A differenza dello stadio della Roma, stiamo parlando di un Bene che ha un vincolo della Sovrintendenza dello Stato, non del Comune di Roma, che ha una sua autonomia. Perciò, prima di dare l’interesse pubblico, dovevamo sapere il parere della Sovrintendenza sul progetto della Lazio, muovendoci in maniera differente rispetto a quanto abbiamo fatto con lo Stadio della Roma a riguardo. Quindi si è fatto prima la Conferenza dei Servizi Preliminare, che è finita con un parere positivo, anche della Sovrintendenza, seppur con alcune prescrizioni. Chiaramente la Società ne terrà conto altrimenti non si potrebbe andare avanti. Quindi adatterà il suo progetto alle prescrizioni, che sono assolutamente superabili e non alterano troppo il progetto”.
Il possibile passaggio in Giunta e Assemblea Capitolina
Il prossimo passaggio sarà legato alle modifiche richieste dalla Sovrintendenza. Una volta completato questo confronto, il Comune dovrà procedere con la valutazione dell’interesse pubblico dell’intervento.
“Appena conclusa questa fase, con anche l’ok della Sovrintendenza alle modifiche fatte al progetto, su loro indicazioni, allora si voterà in Giunta e in Assemblea Capitolina il pubblico interesse. Auspichiamo di poterlo fare entro la fine dell’anno. Dopodiché si potrà avviare la fase successiva, cioè quella della Conferenza dei Servizi Decisoria. Se tutto va bene, non finirà tutto nemmeno tanto in ritardo rispetto allo Stadio della Roma, essendo, quello della Lazio, partito anche dopo. Quindi, tutto sommato, può andare avanti e concludersi con una certa rapidità e, da questo punto di vista, penso anche che i tifosi della Lazio saranno contenti. C’è una prospettiva molto concreta che si possa arrivare a un via libera finale, come quello della Roma, in tempi non biblici“.
Capienza e confronto con la Sovrintendenza
Uno degli aspetti ancora oggetto di valutazione riguarda la capienza definitiva dell’impianto. Il progetto prevede una struttura da circa 40 mila posti, anche se potrebbero esserci ulteriori modifiche durante l’iter.
“Capienza finale del Flaminio? Sarà attorno ai 40 mila, anche se qui poi ci sarà qualche aggiustamento da fare. Ci sono vari aspetti da sistemare, ma non voglio entrare troppo nei dettagli perché è un momento molto delicato. La Società sta dialogando con la Sovrintendenza e noi, come Comune, avremo lo stesso ruolo che abbiamo avuto con la Roma: positivo, di supporto e di incoraggiamento a quelli che sono anche degli investimenti privati. Noi ci poniamo nel modo più costruttivo e positivo possibile, però c’è la volontà di farlo, altrimenti non avrebbe fatto tutto questo lavoro che ha anche un costo. Adesso siamo comunque in un passaggio abbastanza avanzato perché si è conclusa in maniera positiva, con prescrizioni, la Conferenza dei Servizi Preliminare. È un dato concreto”.
Mobilità, residenti e riqualificazione dell’area
Nel corso dell’intervento Gualtieri ha affrontato anche il tema dell’impatto che il nuovo impianto potrebbe avere sul quartiere. Mobilità, viabilità e tutela dei residenti saranno infatti elementi da considerare nella fase successiva del progetto.
“L’area del Flaminio? Ci sono chiaramente tanti aspetti da tenere in considerazione, dall’acustico alla mobilità. È prevista nel progetto una specie di ZTL e ci sarà anche una fermata della metro (oltre alla fermata Flaminio, ndr) che stiamo costruendo a Parco dell’Auditorium. Quindi anche questo stadio sarà collegato. Noi saremo molto attenti ai residenti e alla qualità della vita, ma non dimentichiamoci che siamo davanti ad una vergogna: un bellissimo, nel suo disegno originario, rudere abbandonato lì, inutilizzato, nel cuore della città. Uno passa e vede l’Auditorium di Renzo Piano, il Palazzetto dello Sport di Nervi, bellissimo che noi (come Comune, ndr) abbiamo restaurato e riqualificato perché era alla nostra portata come investimento, mentre non lo è il Flaminio, e, in mezzo a tutto, questo un rudere: non si può. Quindi per noi è una cosa molto positiva che il Flaminio venga riqualificato da un investimento privato, se poi, come questo è il caso, dà anche una casa ad una grande squadra della Capitale e così entrambe avranno uno stadio di proprietà che le rafforza patrimonialmente, le rende più competitive e rende anche contenti i propri tifosi che potranno vedere meglio la partita, rispetto all’Olimpico che è un grande stadio dell’atletica e che andrà rivalorizzato in questo senso. Per questo siamo positivi anche sullo stadio della Lazio”.
La posizione del Comune sulle proteste dei tifosi
Gualtieri ha poi chiarito che le contestazioni della tifoseria nei confronti del presidente Claudio Lotito non rientrano nelle valutazioni dell’amministrazione capitolina sull’iter dello stadio.
“La protesta dei tifosi contro Lotito incide sull’iter? No, non è di questo che si occupa un sindaco. Ognuno può avere le sue opinioni. Peraltro registro anche che la Lazio è prima con la Roma. Quindi non sta vivendo un particolare periodo di particolare crisi sportiva, poi nei rapporti Lotito-tifosi non voglio entrarci. Il nostro compito è quello di essere aperti e costruttivi rispetto al progetto dello stadio. Penso che su questo non ci siano divisioni. Il tifoso della Lazio sente il Flaminio come casa sua? Sì, questo l’ho percepito molto. Anche per questo noi (del Comune, ndr) siamo stati contenti quando il presidente della Lazio ha proposto di riqualificarlo a sue spese”.
Chi finanzierà l’intervento
Infine, il sindaco ha chiarito il tema della proprietà e del finanziamento dell’operazione, spiegando che l’intervento sarà sostenuto dalla società sportiva attraverso un investimento privato.
“Chi lo paga lo stadio? La Lazio, come la Roma: uguale. Questo per forza. Noi no perché si tratta di un investimento privato. Il Flaminio sarà di proprietà della Lazio? Ci sono sempre delle concessioni. Poi ci sono delle formule leggermente diverse perché il Bene rimane di proprietà del Comune, ma viene dato in concessione. Mentre, nel caso della Roma, la terra è di proprietà del Comune, lo stadio lo farà la Roma, ma anche questo, dopo 90 anni, diventa di proprietà del Comune”.