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Lazio, Gattuso prepara la sfida contro il Monza: ballottaggio aperto in difesa

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La Lazio si avvicina alla sfida contro il Monza, in programma domenica 11 ottobre alle ore 15:00, con ancora alcune decisioni da prendere.

Per Gattuso resta a disposizione soltanto l’allenamento di rifinitura, fissato per domani pomeriggio alle 17:00, prima di sciogliere gli ultimi dubbi sulla formazione da schierare.

Il reparto che presenta le maggiori incertezze è quello difensivo. Sono infatti quattro i giocatori in corsa per due maglie al centro della retroguardia: Doekhi, Diogo Leite, Sutalo e Provstgaard. I primi due hanno trascorso la pausa a Formello, mentre gli altri sono stati impegnati con le rispettive nazionali in Nations League, dopo aver giocato dal primo minuto nelle precedenti gare contro Milan e Venezia.

Fasce e centrocampo: le scelte di Gattuso

Sulle corsie esterne, invece, le indicazioni sembrano più chiare. Floriani Mussolini dovrebbe essere confermato sulla destra, mentre Marusic punta a recuperare in vista del successivo impegno contro la Juventus. Sul versante opposto è previsto l’impiego di Tavares.

In mezzo al campo, Frattesi e Taylor dovrebbero agire ai lati di Belahyane, al momento l’unico regista considerato pienamente disponibile. Cataldi dovrebbe partire dalla panchina, mentre Rovella è ancora alle prese con un problema fisico: il suo possibile ritorno viene guardato in prospettiva della partita contro il Torino.

La situazione degli indisponibili continua quindi a condizionare le opzioni a disposizione dell’allenatore, soprattutto per quanto riguarda le sostituzioni e la possibilità di modificare l’assetto durante la gara.

Attacco: Isaksen al posto di Cancellieri

Anche nel reparto offensivo ci sono indicazioni abbastanza definite. Cancellieri non sarà disponibile e, al suo posto, dovrebbe toccare a Isaksen, che finora ha trovato spazio dal primo minuto soltanto nella trasferta di Udine. Sulla fascia opposta è atteso Zaccagni, mentre Noslin dovrebbe essere schierato come riferimento centrale.

Pinamonti, salvo cambiamenti dell’ultimo momento, potrebbe invece entrare a partita in corso. Il suo ingresso potrebbe comportare anche un adattamento tattico: Noslin potrebbe spostarsi sulla corsia esterna per lasciare all’ex attaccante del Sassuolo il ruolo di centravanti.

Le assenze riducono le alternative dalla panchina

Le scelte offensive sono influenzate anche dall’assenza di Gudmundsson, fermato da un infortunio alla spalla. Con Cancellieri indisponibile e poche alternative utilizzabili, Gattuso dovrà valutare attentamente le risorse a disposizione per gestire i novanta minuti.

La rifinitura sarà dunque decisiva soprattutto per definire la coppia di centrali difensivi e verificare le condizioni dei giocatori che potrebbero essere impiegati a gara in corso. Per il resto, l’undici biancoceleste sembra avere già una struttura piuttosto delineata, con alcuni ballottaggi ancora aperti e la necessità di trovare il giusto equilibrio tra titolari e cambi.

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Lazio, Pedro: “Ho sempre sentito l’affetto dei tifosi”

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Pedro

Pedro torna a parlare della sua carriera e dedica un pensiero speciale all’esperienza vissuta in Italia, soffermandosi sul legame costruito con i tifosi della Lazio.

L’ex attaccante biancoceleste è intervenuto durante un evento organizzato per celebrare il suo percorso con il Barcellona, circondato da numerosi ex compagni di squadra.

Un’occasione per ripercorrere le tappe più significative della propria vita professionale, dai primi anni trascorsi in Catalogna fino all’avventura romana. Nel suo intervento, lo spagnolo ha parlato anche della decisione di voltare pagina, spiegando di voler dedicare più tempo alla sfera personale dopo una carriera ricca di soddisfazioni.

La decisione di fermarsi: “Sono molto felice e orgoglioso”

Pedro ha raccontato con sincerità le ragioni che lo hanno portato a considerare concluso il proprio percorso nel calcio giocato. La scelta, secondo le sue parole, è maturata dopo aver avvertito un cambiamento nelle motivazioni che lo avevano accompagnato per tutta la carriera.

“Credo sia arrivato il momento di riposare. Mi sentivo meno motivato e meno spinto. Sono sempre stato una persona competitiva e dedita al lavoro fin da quando ho iniziato a giocare, ma non mi riconoscevo più in quell’ambiente. Era giunto il momento di farmi da parte. Ora voglio dedicarmi al prossimo capitolo: agli amici e alla famiglia, che sono una parte così importante della vita ma che spesso vengono trascurati lungo il percorso. Sono molto felice e orgoglioso di come si è svolta la mia carriera”.

L’ex laziale ha quindi sottolineato quanto siano stati importanti i rapporti umani costruiti negli anni, soprattutto con i compagni che hanno condiviso con lui le diverse tappe del percorso professionale.

“I miei compagni hanno svolto un ruolo enorme nella vita quotidiana, con loro ho condiviso tantissimi momenti. Ho ricordi bellissimi, siamo cresciuti insieme nel corso degli anni. Sono arrivato al Barcellona che ero un ragazzino, e guardatemi ora. Vado molto fiero dei miei compagni, sono stati una fonte di ispirazione, un esempio da seguire”.

Il ricordo della Lazio e l’affetto dei tifosi

Tra i passaggi più significativi del discorso c’è quello dedicato all’Italia e, in particolare, alla parentesi con la Lazio. Pedro ha evidenziato il valore dell’esperienza romana, ricordando il calore ricevuto dai sostenitori biancocelesti e il saluto che ha accompagnato la conclusione della sua avventura.

“L’Italia è stata un paese importante per la mia carriera. Sono arrivato da giocatore esperto, ma ho sempre sentito l’affetto dei tifosi, in particolare di quelli della Lazio. Lì ho ricevuto un saluto splendido, da parte di tutti i compagni e dei tifosi. È stato il momento perfetto per concludere una carriera meravigliosa”.

Parole che testimoniano il legame rimasto con l’ambiente laziale anche dopo la fine dell’esperienza in campo. Il calciatore spagnolo ha trovato a Roma un’accoglienza che ha conservato tra i ricordi più significativi della propria carriera, riconoscendo ai sostenitori biancocelesti un ruolo speciale nel suo percorso italiano.

Il rimpianto per i trofei mancati in Italia

Nel bilancio della sua esperienza nel nostro Paese, Pedro non ha nascosto una certa amarezza per i risultati ottenuti sul piano dei trofei. Nonostante la soddisfazione per il percorso complessivo e per l’affetto ricevuto, resta il desiderio di aver potuto conquistare qualche titolo in più.

“Avrei voluto vincere ancora di più. Mi dà ancora un po’ fastidio non essere riuscito a vincere nulla in Italia”.

Un rimpianto che accompagna il ricordo di un’avventura comunque importante, vissuta con la professionalità e lo spirito competitivo che hanno contraddistinto la carriera dello spagnolo. Nel momento dei saluti e dei bilanci, Pedro ha voluto così rendere omaggio alle persone incontrate lungo il cammino, riservando un pensiero particolare ai tifosi della Lazio e all’affetto ricevuto nella capitale.

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Gattuso avverte il Monza: “Servirà una grande Lazio”

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La Lazio si prepara a tornare in campo dopo la pausa per le Nazionali. Domani, alle ore 15:00, i biancocelesti affronteranno il Monza di Ivan Juric allo Stadio Olimpico di Roma, in una partita che Gennaro Gattuso considera tutt’altro che semplice.

Alla vigilia dell’incontro, l’allenatore è intervenuto in conferenza stampa a Formello, soffermandosi sulle insidie della gara, sulle condizioni della squadra e sulle scelte a disposizione dello staff tecnico.

Il messaggio rivolto ai suoi giocatori è chiaro: serviranno concentrazione, personalità e la capacità di affrontare la partita con il giusto atteggiamento.

Gattuso mette in guardia la squadra: “Sembra una gara facile ma è tutt’altro”

Il tecnico laziale ha sottolineato le caratteristiche degli avversari, invitando la squadra a non sottovalutare l’impegno e a farsi trovare pronta fin dai primi minuti.

“Voglio vedere la squadra bella sveglia e che non si fa sorprendere. Loro sono giovani, coraggiosi e vengono a prenderci intensamente. Dobbiamo essere umili e pronti. Sembra una gara facile ma è tutt’altro. Servirà una grande Lazio”.

Gattuso ha poi fatto il punto sul lavoro svolto durante la sosta, evidenziando le risposte positive ricevute dai calciatori rientrati dagli impegni internazionali.

“La sosta è stata particolare, ci siamo riposati e abbiamo lavorato, abbiamo aumentato il minutaggio. Qualche Nazionale è tornato gasato e con minutaggio. Li ho visti intensamente molto bene, sono contento per come si sono allenati e come sono tornati”.

Sul possibile impiego di Pinamonti e Noslin, l’allenatore ha ribadito che le decisioni spettano a lui e che tutti dovranno farsi trovare pronti.

“Pinamonti e Noslin? Devono stare tranquilli perché la squadra ha bisogno di tutti. Sceglierò io. Andrea sta migliorando e si sta allenando bene. Deve continuare così come tutti gli altri”.

Provstgaard e Pellegrini: le indicazioni dell’allenatore

Tra i temi affrontati in conferenza anche le condizioni di Provstgaard e la situazione di Luca Pellegrini. Sul primo, Gattuso ha espresso soddisfazione per lo stato fisico, pur rimandando ogni decisione definitiva alla vigilia della partita.

“Provstgaard sta bene. È un Ironman. Decideremo domani, sta bene nonostante quasi i 2000 minuti giocati”.

Per quanto riguarda Pellegrini, il tecnico ha distinto il proprio giudizio sportivo dalle questioni di competenza della società, chiarendo di considerare il giocatore parte del gruppo durante gli allenamenti.

“Luca Pellegrini? Sa che è una dinamica societaria. Per me sta al 100% effettivo nella Lazio, sul suo reintegro deve decidere la società. Io lo utilizzo come gli altri in allenamento, per me è dentro”.

Gattuso ha quindi illustrato l’approccio tattico che intende adottare contro una formazione capace di esercitare una pressione intensa, sottolineando l’importanza di recuperare rapidamente il pallone e attaccare con decisione.

“Con le squadre simil Monza devi aggredire per non essere aggredito. Nel possesso palla ho poco interesse, dobbiamo essere bravi a conquistare la palla ed essere offensivi immediatamente. Con lo staff ragioniamo su tutto, cerchiamo di cambiare poco e andare sulle certezze”.

La crescita della Lazio passa dalla continuità

L’allenatore ha poi analizzato i progressi della squadra, indicando nella capacità di restare dentro la partita anche nei momenti difficili uno degli aspetti su cui continuare a lavorare. Il riferimento è anche alla sfida di Venezia, nella quale la squadra ha dovuto gestire una gara complicata.

“I miglioramenti? Bisogna essere bravi a rimanere in partita sempre, come a Venezia. Subire ci sta, dobbiamo rimanere senza capitombolare. Nel secondo tempo abbiamo fatto meglio del primo, così come il Milan al contrario. Dopo il 2-2 pensavo al peggio, ma siamo stati bravi a tenerla. Dobbiamo continuare su questa strada”.

In vista del Monza, Gattuso ritiene fondamentale preparare la gara anche dal punto di vista mentale, senza lasciare spazio a cali di attenzione. La Lazio dovrà essere pronta a rispondere all’intensità degli avversari e a sfruttare le occasioni per fare la differenza.

“Se vogliamo fare determinate cose dobbiamo crederci al 100%. Bisognerà essere svegli mentalmente domani sapendo cosa dovremo fare a livello tecnico perché intensamente loro ci saranno ampiamente in gara. Dovremo avere coraggio per fargli male”.

Classifica e ambizioni: “Per la Lazio esiste solo la partita col Monza”

Nessuna distrazione legata alla posizione in classifica. Per Gattuso, in questo momento, l’unica priorità è la sfida in programma all’Olimpico, da affrontare con umiltà e con la volontà di proseguire il percorso intrapreso.

“La classifica non la guardo, per la Lazio esiste solo la partita col Monza. Non ho le vertigini, ho l’umiltà e la voglia di continuare a sorprendere come fino ad oggi”.

Il tecnico si è soffermato anche sulla mentalità necessaria per crescere, mettendo al centro il lavoro quotidiano e la disponibilità a migliorarsi. Un concetto che, secondo lui, vale soprattutto per i giocatori dotati di talento.

“Odio i lavativi, chi ha talento e non si migliora. Io ho conosciuto tanti campioni, ho giocato con otto calciatori che hanno vinto il pallone d’oro. La differenza la fa l’umiltà nel lavoro. Se hai talento e fai il compitino, è uno spreco”.

Gattuso ha inoltre rivolto un riconoscimento al gruppo, apprezzando l’impegno dimostrato durante gli allenamenti e la disponibilità ad assimilare nuove soluzioni tattiche.

“In questa rosa chiunque lavora al 100%, se siamo là è merito loro e li ringrazio. Vedo gente che pedala ed è entusiasta anche sulle novità che proviamo. Vedo facce stanche ma comunque concentrate sul lavoro da fare e non mollano. Sanno che lavorare è l’unica strada”.

Il rapporto con Davide e le richieste al gruppo

Nel corso della conferenza, l’allenatore ha parlato anche del rapporto con Davide, spiegando di aver adottato nei suoi confronti lo stesso approccio diretto utilizzato con il resto della squadra.

“Con Davide come con gli altri sono sempre stato diretto. Conosciamo bene le sue caratteristiche e le qualità. Si era smarrito e io gli ho detto ciò che pensavo. Quando sono venuto l’ho spinto a venire, ma non l’ho costretto, ha scelto lui”.

Gattuso ha poi chiarito la propria filosofia nella gestione dei rapporti con i calciatori, distinguendo le eventuali divergenze personali dalle responsabilità richieste durante le partite.

“Io lo faccio con tutti, alleno da un po’ e i rapporti sono sempre stati positivi con tutti. Posso avere un problema, il giorno dopo finisce tutto perché non porto rancore. Quando si scende in campo però, pretendo la massima disponibilità”.

Sosta, infortuni e mercato: il punto della situazione

Spazio anche alla gestione delle ultime settimane, durante le quali lo staff ha alternato il lavoro sul campo al recupero delle energie. Gattuso ha spiegato di aver concesso alcuni giorni di riposo dopo una fase di allenamenti particolarmente intensa.

“Li ho fatti lavorare e recuperare, così ho gestito la sosta. I cinque giorni di riposo sono stati meritati, tranne Cancellieri che è stato sfortunato. Li ho ‘ammazzati’ in campo, poi c’è anche da recuperare e gli ho concesso giorni”.

Sulle condizioni degli indisponibili, l’allenatore ha precisato di non voler entrare in valutazioni mediche, auspicando una comunicazione più diretta da parte dello staff sanitario.

“Gli infortuni? Non sono dottore, la nota medica è uscita per questo. Spero che possa parlare il dottore, chiederò alla società che accada”.

Per quanto riguarda i singoli, Gattuso ha fornito alcuni aggiornamenti: Marusic ha subito un rallentamento nel proprio percorso, mentre Cataldi è recuperato già da qualche giorno. Su Gudmundsson, invece, l’indicazione riguarda ancora i tempi di utilizzo del tutore.

“Marusic ha avuto un rallentamento, Cataldi è recuperato già da qualche giorno. Gudmundsson? L’idea è che abbia ancora 10/12 giorni di tutore”.

In attacco, le scelte saranno effettuate valutando le condizioni e le esigenze della partita, con la possibilità di intervenire anche a gara in corso.

“In attacco giocheranno i migliori, poi a gara in corso vedremo”.

Il discorso si è poi spostato sul mercato e sulla posizione di Pellegrini, per il quale la decisione finale resta in capo alla società.

“La società sa cosa penso su Pellegrini, abbiamo due slot. Devono decidere loro. Svincolati? Col direttore parlo ogni giorno, di calcio con Lotito meno. Bisogna fare tante valutazioni”.

Gattuso ha infine ribadito la necessità di ponderare ogni eventuale intervento, tenendo conto delle risorse disponibili e delle possibili opportunità.

“Il gruppo lavora e sta bene insieme, dobbiamo ragionare su tutto ed essere bravi a non fare errori. Dipenderà anche dalle offerte del mercato e da cosa si potrà fare”.

Il tema dei tifosi: “Non mi piace giocare senza tifosi”

In chiusura, il tecnico ha affrontato il tema del rapporto con i sostenitori, spiegando di non aver discusso della questione con il presidente e di voler evitare ulteriori dichiarazioni sull’argomento.

“Non ho parlato col presidente dei tifosi. Diventa stucchevole ripetere sempre le stesse cose, posso fare poco. Meno ne parlo e meglio è, tutto viene strumentalizzato”.

Gattuso ha comunque ribadito la propria posizione sulla presenza del pubblico allo stadio, annunciando che non tornerà più sull’argomento.

“A me, per l’ultima volta, non piace giocare senza tifosi. Da oggi non parlerò più di questo argomento”.

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Monza, Juric: “Con la Lazio sarà tostissima. Gattuso? Apprezzo il coraggio”

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In vista della gara contro la Lazio, in programma domenica 11 ottobre alle ore 15 allo Stadio Olimpico, l’allenatore del Monza Ivan Juric ha analizzato le principali insidie della sfida.

In conferenza stampa, il tecnico ha riconosciuto i punti di forza della formazione biancoceleste, sottolineandone la qualità tecnica e le caratteristiche fisiche dei giocatori.

Le parole di Juric sulla Lazio

“Quale aspetto temo più della Lazio? Mi piacciono parecchio, hanno giocatori di qualità, gamba e forza. Attaccano tanto quando hanno spazio e quello che hanno fatto se lo sono meritati”.

L’allenatore si aspetta dunque una partita particolarmente impegnativa, nella quale il Monza dovrà mantenere un ritmo elevato e affrontare con determinazione le qualità degli avversari.

La stima per Gattuso: “Non ha paura di niente”

Nel corso dell’incontro con i giornalisti, Juric ha dedicato spazio anche a Gennaro Gattuso, esprimendo apprezzamento per il suo percorso professionale e per il carattere dimostrato nel corso della carriera. Il tecnico del Monza ha evidenziato soprattutto il coraggio nelle scelte e la chiarezza delle idee.

“Gattuso? È sempre stato bravo, la sua carriera parla per lui. Non ha paura di niente, ho grande stima e apprezzamento per lui come uomo. Ne apprezzo il coraggio: ha allenato in Croazia e in Grecia, non ha paura di niente e ha le idee chiare”.

La sfida dell’Olimpico si preannuncia difficile

Juric ha infine ribadito quanto sarà importante affrontare la Lazio con intensità e determinazione, consapevole delle qualità atletiche della squadra avversaria.

“Sarà una partita tostissima. Hanno giocatori con tanta gamba e forza, bisogna andare forte”.

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