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Cancellieri, futuro ancora in bilico: l’ipotesi permanenza cambia il mercato
Gli ultimi giorni del calciomercato potrebbero ruotare anche attorno al futuro di Matteo Cancellieri.
L’esterno offensivo della Lazio rappresenta infatti uno dei giocatori il cui eventuale trasferimento potrebbe influenzare direttamente le prossime strategie della società biancoceleste. Una sua cessione permetterebbe al club di valutare con maggiore libertà alcune operazioni in entrata, ma la partenza del calciatore non appare affatto certa.
Nonostante l’interesse manifestato da diverse società di Serie A, Cancellieri potrebbe infatti prendere in considerazione una soluzione differente rispetto a un trasferimento immediato. Il giocatore, classe 2002 e con un contratto in scadenza nel 2027, avrebbe la possibilità di rimanere a Roma ancora per alcuni mesi, attendendo nel frattempo una proposta ritenuta realmente convincente.
Questa eventualità rappresenterebbe uno scenario importante anche per la Lazio, che potrebbe vedere complicarsi i propri programmi sul mercato. La permanenza dell’esterno ridurrebbe infatti le possibilità di liberare una casella nella rosa e, soprattutto, di creare le condizioni necessarie per eventuali nuovi innesti nel reparto offensivo.
Cancellieri sarebbe disposto a valutare soltanto una destinazione capace di soddisfarlo pienamente dal punto di vista tecnico ed economico. Tra le possibilità che potrebbero attirare maggiormente la sua attenzione viene indicata la Fiorentina, anche se al momento non esiste una decisione definitiva.
L’ipotesi più particolare riguarda però il futuro a medio termine. Restando alla Lazio fino alla prossima sessione di mercato, il calciatore potrebbe avere più tempo per valutare le offerte e trovare un accordo con un nuovo club. Una situazione che gli consentirebbe eventualmente di negoziare condizioni economiche migliori.
Per il momento, dunque, il destino di Cancellieri resta aperto. La Lazio attende sviluppi, consapevole che una sua eventuale permanenza potrebbe avere conseguenze importanti sulle ultime mosse di questa sessione di mercato.
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Settore giovanile Lazio, sei squadre in campo: il programma completo
Le giovani aquile saranno chiamate a confermare quanto mostrato nelle precedenti giornate, affrontando avversari con obiettivi e posizioni in classifica differenti. Tra le partite più interessanti spiccano i confronti con il Benevento, che coinvolgeranno tre categorie biancocelesti, e la gara dell’Under 17 contro il Palermo.
Under 14, si comincia sabato al Green Club
Il primo appuntamento è fissato per sabato mattina, quando l’Under 14 Regionali Eccellenza, allenata da Igor Spiridigliozzi, ospiterà il Fiumicino. I biancocelesti cercheranno di difendere il primato in solitaria, affrontando una squadra ancora alla ricerca dei primi punti stagionali.
Domenica, invece, toccherà agli Under 14 Pro guidati da Matteo Grassi. Per i ragazzi classe 2013 sarà la prima partita della stagione: al Green Club arriverà il Benevento, formazione inserita nel gruppo 6. Un esordio che permetterà alla squadra di iniziare il proprio percorso nel campionato.
Campionati nazionali, doppia sfida contro il Benevento
Domenica sarà protagonista anche il Centro Sportivo La Borghesiana, dove sono in programma due incontri contro il Benevento.
L’Under 15 di Valerio Gualdaroni scenderà in campo alle 13:30. I classe 2012 puntano a mantenere la vetta della classifica, ma dovranno misurarsi con un avversario che occupa la quarta posizione, a quattro punti di distanza.
Successivamente sarà il turno dell’Under 16 di Simone Rughetti. I ragazzi classe 2011 vogliono proseguire il loro percorso positivo e conservare l’imbattibilità, ma servirà una prestazione convincente contro un Benevento deciso a ridurre il distacco in graduatoria.
Under 17 e Under 18, due sfide da affrontare con attenzione
Impegno casalingo per l’Under 17 di Alessio Fazi, che al Salaria Sport Village riceverà il Palermo. Dopo il pareggio contro l’Avellino, i biancocelesti classe 2010 cercheranno di tornare alla vittoria.
L’unica trasferta del weekend riguarderà invece l’Under 18 di Cristiano Lombardi. I ragazzi classe 2009 faranno visita al Frosinone al Campo Montorli di Boville Ernica. La Lazio vuole reagire dopo la sconfitta subita contro la Fiorentina e sarà chiamata a interpretare la gara con la giusta determinazione, senza lasciarsi condizionare dalla posizione degli avversari in classifica.
Lazio, il programma completo del weekend
Ecco tutti gli appuntamenti delle sei formazioni agonistiche biancocelesti.
- Under 18 Professionisti – 7ª giornata
- FROSINONE-LAZIO
- Domenica 18 ottobre, ore 15:00
- Campo Montorli, Boville Ernica (Frosinone)
- Under 17 Serie A e B – 6ª giornata
- LAZIO-PALERMO
- Domenica 18 ottobre, ore 15:45
- Centro Sportivo Salaria Sport Village, Roma
- Under 16 Serie A e B – 6ª giornata
- LAZIO-BENEVENTO
- Domenica 18 ottobre, ore 15:45
- Centro Sportivo La Borghesiana, Roma
- Under 15 Serie A e B – 6ª giornata
- LAZIO-BENEVENTO
- Domenica 18 ottobre, ore 13:30
- Centro Sportivo La Borghesiana, Roma
- Under 14 Pro – 1ª giornata
- LAZIO-BENEVENTO
- Domenica 18 ottobre, ore 15:00
- Centro Sportivo Green Club, Roma
- Under 14 Regionali Eccellenza – 5ª giornata
- LAZIO-FIUMICINO
- Sabato 17 ottobre, ore 11:30
- Centro Sportivo Green Club, Roma
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Lazio, dall’Inghilterra rilanciano: tentativo per Chiesa a gennaio
Secondo le indiscrezioni provenienti dall’Inghilterra, riportate da CaughtOffside e da alcuni quotidiani vicini all’ambiente dei Reds, tra le possibili destinazioni del calciatore ci sarebbe soprattutto la Serie A. Dopo aver preso in considerazione in passato anche un eventuale ritorno alla Juventus, Chiesa potrebbe quindi valutare nuove opportunità nel campionato italiano.
Lazio, Inter e Atalanta seguono la situazione
Stando alle ricostruzioni della stampa inglese, sarebbero tre le società maggiormente interessate a valutare un possibile affondo per l’attaccante: Lazio, Inter e Atalanta.
Il club biancoceleste potrebbe inserirsi nella corsa per assicurarsi un giocatore dotato di qualità tecniche, rapidità e capacità di creare occasioni offensive. Un eventuale arrivo di Chiesa rappresenterebbe un’opzione importante per ampliare le soluzioni a disposizione dell’allenatore, ma la trattativa resta tutta da verificare.
Anche l’Inter starebbe monitorando la situazione. Secondo le indiscrezioni, la società nerazzurra potrebbe valutare un’operazione concreta qualora si verificassero le condizioni per una partenza di Luis Henrique.
Più complessa, invece, sarebbe la strada che porta all’Atalanta, anche in considerazione dei rapporti non semplici che, secondo le ricostruzioni, avrebbero caratterizzato il passato tra Chiesa e Cristiano Giuntoli.
L’ingaggio è il principale ostacolo per la Lazio
Per la società capitolina, il nodo più delicato sarebbe soprattutto economico. Lo stipendio percepito da Chiesa, superiore ai sei milioni di euro a stagione, rappresenterebbe infatti un impegno finanziario significativo per le casse biancocelesti.
Un’eventuale operazione richiederebbe quindi valutazioni approfondite sulla sostenibilità dell’ingaggio e sulle possibili condizioni per raggiungere un accordo con il Liverpool.
Al momento, l’interesse della Lazio resta legato alle indiscrezioni di mercato e non equivale a una trattativa conclusa. I prossimi mesi saranno decisivi per capire se il giocatore deciderà davvero di lasciare l’Inghilterra e se il club biancoceleste avrà la possibilità di inserirsi concretamente nella corsa.
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Murgia: “Scambierei il gol in finale di Supercoppa per tutta la carriera alla Lazio”
Tra i ricordi più intensi c’è naturalmente il gol segnato contro i bianconeri, una rete che ha regalato ai tifosi laziali un’emozione indimenticabile. Un episodio che, a distanza di anni, continua a suscitare sensazioni fortissime nel giocatore.
“Mi vengono ogni volta i brividi quando rivedo le immagini di Lazio -Juve e qualche tifoso me lo ricorda. Certo che me lo ricordo è emozionante oggi e per sempre perché è stato un momento fantastico per me e per tutto il popolo laziale perché era una finale che fino a pochi minuti dalla fine sembrava vinta e poi sembrava arrivare la fase peggiore invece quel gol all’ultimo minuto ha cambiato le sorti di quella partita”.
Murgia ha poi ricostruito le fasi dell’azione che lo portò a firmare il gol decisivo, spiegando come visse quei minuti concitati e quanto fosse difficile affrontare una Juventus esperta e abituata a giocare partite di quel livello.
“In campo c’è stata questa altalena di emozioni. Io sono entrato sul due a zero ed era una partita non in controllo ma quando stai due a zero sull’ottantesimo vedi l’arrivo vicino ci sono stati quel gol il primo e poi specialmente il secondo dove affrontare quella Juve con l’esperienza che aveva, con la visione dei supplementari e altri due tempi da 15 minuti era molto pesante. Io quando è ripartita l’azione ero molto indirizzato verso la porta ma per istinto, non ho visto qualche dettaglio che mi ha portato a buttarmi avanti poi nel momento in cui Jordan ha saltato De Sciglio ho trovato una posizione in area di rigore, dove ero solo e con le braccia lo chiamavo a gran voce e lui mi da la palla al momento giusto con la forza giusta e l’intensità giusta. Trovandomi in posizione ho messo il piattone del piede e quando ho visto la palla toccare la rete della porta è scoppiata l’emozione più grande”.
La mentalità vincente di Inzaghi
Nel corso dell’intervista, l’ex centrocampista ha sottolineato quanto fosse importante la mentalità trasmessa da Simone Inzaghi alla squadra. Secondo Murgia, la capacità di lottare fino all’ultimo istante rappresentava uno degli elementi distintivi di quel gruppo, capace di conquistare risultati importanti anche nei finali più complicati.
“Sulla difficoltà emotiva nella finale di Supercoppa contro la Juve? Secondo me non è un caso che quella partita è finita cosi come ne sono finite tante altre all’ultimo minuto. Una caratteristica del mister era non mollare mai, lo rispecchiava alla grande perché eravamo una squadra che lottava fino all’ultimo nonostante episodi negativi, la qualità e la mentalità era quella di andare a vincere le partite. Anche negli anni successivi la Lazio ha vinto diverse partite all’ultimo minuto, si chiamava la zona Caicedo qualche periodo dopo. Non era un caso ma una mentalità”.
Murgia conserva un giudizio molto positivo sull’allenatore, ricordandone sia le competenze tattiche sia la capacità di gestire i rapporti con i calciatori.
“Inzaghi? Posso dire che era completo sotto tutti i punti di vista, aveva un gestione tecnico-tattica importante, uno staff completo e una gestone umana del giocatore fantastica. Si metteva allo stesso livello dei giocatori e in altri momenti sapeva essere una persona molto autorevole. Era un allenatore completo. Se lo sento? Sono una persona molto riservata, non voglio disturbare nessuno però se dovessi incontrarlo lo saluterei e ci parlerei molto volentieri”.
La Lazio di Gattuso convince l’ex biancoceleste
Murgia ha espresso anche il proprio parere sull’inizio di stagione della formazione allenata da Gattuso. L’ex laziale ha ammesso di essere rimasto sorpreso dai risultati ottenuti finora, ma ha evidenziato segnali incoraggianti nell’atteggiamento della squadra e nella coesione del gruppo.
Dopo aver assistito allo stadio alla partita contro il Monza, il centrocampista ha raccontato la propria soddisfazione nel vedere la Lazio protagonista di una prestazione positiva.
“Contro il Monza ero allo stadio . La Lazio di Gattuso sicuramente mi fa un’impressione positiva perché la classifica parla di un buon lavoro fatto finora e di risultati che nonostante lo scetticismo iniziale stanno arrivando. Io ovviamente essendo sempre stato tifoso della Lazio sono stracontento, mi ha fatto emozionare tornare allo stadio e assistere a una vittoria di una squadra che sta facendo bene quindi soltanto positività posso vedere in questo momento. Qualche giocatore simile a me? Forse potrei avere qualcosa io di loro perché sono giocatori tutti fantastici. da un punto di vista di come interpreto io il calcio mi piace tantissimo Taylor: lo reputo un giocatore che ha il calcio in testa, delle visoni, tempi di inserimento tempi di gioco, è un giocatore che mi piace moltissimo però ovviamente la rosa della Lazio è una rosa competitiva”.
Il messaggio rivolto alla squadra è chiaro: continuare a lavorare senza lasciarsi condizionare dalle aspettative esterne. Per Murgia, la fiducia nell’allenatore e il sostegno dei tifosi possono contribuire a dare continuità ai risultati.
“Sicuramente non mi aspettavo questi risultati, però analizzando il modo di giocare, l’atteggiamento e l’unione che ha creato, mi aspetto che possano continuare a fare così. Penso che Gattuso vada lasciato lavorare come sta facendo, la squadra penso che vada sostenuta perché la Lazio è sempre la Lazio. In questo momento sta facendo un buon lavoro e quello che conta sono i risultati e vano fatti i complimenti e va sostenuta per il bene della Lazio”.
Da Lukaku a Nuno Tavares: il confronto sulle qualità fisiche
Durante la chiacchierata, Murgia ha proposto anche un paragone tra Romelu Lukaku e Nuno Tavares, mettendo in evidenza le caratteristiche atletiche che accomunano i due giocatori.
“Lukaku aveva una capacita di corsa, una potenza, una velocità che pochi giocatori hanno; è stato un po’ sfortunato perché dal punto di vista fisico ha avuto qualche problemino di troppo però anche lui ha fatto vedere di avere grandi qualità. Mi ricorda un po’ Nuno Tavares, ha delle somiglianze con lui. Entrambi hanno questo passo importante, questa gamba importante, sono due giocatori che sotto alcuni aspetti si somigliano. Forse tecnicamente Tavares è leggermente superiore, si vede anche dall’ultimo gol che ha fatto che al di là della potenza fa vedere una coordinazione e un impatto sulla palla non indifferente”.
Il ricordo di Lazio-Inter e le parole su De Vrij
Tra le partite che hanno segnato la sua esperienza in biancoceleste, Murgia ha indicato anche Lazio-Inter del 2018, una gara che considera tra le migliori disputate con la squadra capitolina. Nel ripensare a quella stagione, ha parlato anche di Stefan De Vrij, difendendone la professionalità e il comportamento.
“Lazio-Inter del 2018? molto probabilmente è una delle partite migliori che posso aver fatto con la Lazio nel contesto di tutta la partita, al di là del gol con la Juve e del primo gol col Torino. Per quanto riguarda De Vrij io posso dirti soltanto delle parole belle su di lui perché è un professionista esemplare. Si è sempre comportato al meglio delle sue possibilità. In quel momento probabilmente non era facile per lui e per tutto il contesto, io poi avevo vent’anni, pensavo solo ad allenarmi, ad andare forte e a sfruttare ogni singolo allenamento, ogni singolo minuto quindi non posso dirti precisamente cosa è successo nel dettaglio ma posso dirti che Stefan è un professionista esemplare e per la Lazio e il popolo laziale ha sempre dato tutto, ha giocato in condizioni fisiche non ottimali ed è un giocatore che non molla mai”.
Frattesi e Cataldi, il giudizio di Murgia
L’intervista ha toccato anche il tema Davide Frattesi. Pur precisando di non conoscere personalmente il centrocampista, Murgia ne ha riconosciuto le qualità atletiche e offensive, soffermandosi sulla capacità di inserirsi e trovare la via del gol.
“Tante volte si fanno delle scelte per diverse motivazioni. Io non lo conosco personalmente ma posso sicuramente dire che è un grandissimo giocatore, ha un intensità e una facilità di corsa e di inserimento, di trovare il gol, non indifferente tanto che ha già segnato non solo una volta. La qualità del giocatore parla da sola, ha fatto questo step nella sua carriera calcistica, sicuramente da quello che diceva aveva bisogno di più continuità, cosa che all’Inter non riusciva a trovare per potersi esprimere al 100 per cento e migliorare le sue doti realizzative e di leadership dentro una squadra”.
Parole di apprezzamento anche per Danilo Cataldi, considerato un esempio dei valori tecnici e umani che contraddistinguono un giocatore legato alla Lazio.
“Cataldi? Se è stato capitano alla Lazio un motivo ci sta: è un ragazzo di valore che rispecchia le doti di un laziale dal punto di vista sia tecnico che umano. Sono contento che ha fatto questa carriera, può dare ancora tanto perché è un giocatore che vale”.
La carriera, i rimpianti e il legame con la Lazio
Ripercorrendo il proprio cammino professionale, Murgia ha riconosciuto di aver avuto aspettative importanti, senza però rinnegare le decisioni prese e le esperienze vissute. Il passaggio all’estero, in Romania, ha rappresentato una tappa significativa della sua crescita personale e sportiva.
Il rammarico più grande resta soprattutto il distacco dalla società con cui aveva costruito un legame profondo, dentro e fuori dal campo.
“La mia carriera? Penso che nella carriera di ognuno di noi ci sono momenti di alti e bassi. Ci sono occasioni e scelte fatte in alcuni momenti dovute a tante situazioni, col senno del poi è facile dire è successo altro. Io sicuramente avevo delle aspettative alte però non rinnego niente e non rimpiango niente. è stato un percorso di vita e sportivo che sto ancora vivendo fino in fondo. Sono maturato tanto dal punto di vista umano, ho fatto un’ esperienza all’estero in Romania e non l’avrei mai pensato quando ero giovane. Un po’ di rammarico ce l’ho sempre perché sono legatissimo alla Lazio e lo sono tuttora ovviamente dall’esterno, però dall’interno lo ero tantissimo e forse questo è l’unico rimpianto che ho: essermi slegato dalla Lazio. Sono comunque contento di tutto quanto”.
Il sentimento verso i colori biancocelesti emerge ancora più chiaramente quando gli viene chiesto se rinuncerebbe al gol segnato nella finale di Supercoppa pur di trascorrere tutta la carriera nella Capitale.
“Scambierei il gol in finale di Supercoppa per tutta la carriera alla Lazio: ho provato troppe emozioni a giocare all’Olimpico con quella maglia addosso davanti ai tifosi laziali”.
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