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Udinese-Lazio, i precedenti sorridono ai biancocelesti: ma la vittoria manca dal 2024

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La Lazio si prepara a tornare in campo per la terza giornata di Serie A.

L’appuntamento è fissato per lunedì 7 settembre alle 20:45, quando la squadra biancoceleste sarà ospite dell’Udinese in Friuli. Una sfida che, guardando ai numeri del passato, presenta statistiche incoraggianti per la formazione capitolina, anche se gli ultimi incroci raccontano una storia decisamente più equilibrata.

Udinese-Lazio, il bilancio complessivo

Sono ben 106 i precedenti disputati tra Lazio e Udinese. Il bilancio complessivo premia nettamente i biancocelesti, capaci di conquistare 48 vittorie. I pareggi sono invece 29, lo stesso numero delle sconfitte.

Un dato che conferma come, nel corso della storia, la Lazio abbia spesso trovato la chiave giusta per superare i friulani. Tuttavia, quando il confronto si sposta in casa dell’Udinese, il divario si riduce sensibilmente.

In Friuli regna maggiore equilibrio

Dei 106 incontri complessivi, 53 si sono giocati sul campo dell’Udinese. In questo caso la Lazio ha ottenuto 21 successi, mentre sono 16 i pareggi e altrettante le sconfitte.

Numeri comunque positivi per la formazione biancoceleste, che può vantare un bilancio esterno favorevole. L’appuntamento di lunedì, però, rappresenterà un nuovo banco di prova, soprattutto considerando il rendimento degli ultimi confronti diretti.

L’ultimo precedente è terminato 3-3

L’ultimo capitolo della sfida tra Udinese e Lazio risale al 27 aprile scorso. In quell’occasione le due squadre hanno dato vita a una gara ricca di gol, terminata con un pirotecnico 3-3.

Un risultato che testimonia l’equilibrio maturato recentemente tra le due formazioni. La Lazio, infatti, non riesce a battere l’Udinese da gennaio 2024.

Il successo manca da gennaio 2024

Per ritrovare l’ultima vittoria biancoceleste contro i friulani bisogna quindi tornare indietro fino a gennaio 2024. Da quel momento in poi il bilancio degli scontri diretti è diventato meno favorevole alla Lazio: sono arrivate due sconfitte consecutive, seguite da tre pareggi.

Il prossimo Udinese-Lazio sarà dunque l’occasione per interrompere questa striscia e tornare a conquistare tre punti contro i bianconeri. I precedenti storici sorridono alla squadra capitolina, ma il recente passato invita alla prudenza. La sfida del Bluenergy Stadium potrà così rappresentare un’importante opportunità per invertire la tendenza e rilanciare le ambizioni della Lazio in questo avvio di campionato.

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Udinese-Lazio, Gattuso prepara l’undici: Cancellieri favorito, Isaksen resta in corsa

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La Lazio si avvicina alla sfida contro l’Udinese con le idee sempre più chiare, ma Gennaro Gattuso deve ancora risolvere qualche interrogativo prima di consegnare la formazione ufficiale.

La squadra biancoceleste ha svolto a Udine l’ultimo allenamento di preparazione alla gara e il principale dubbio riguarda il settore offensivo, con Matteo Cancellieri e Gustav Isaksen in competizione per una maglia sulla fascia destra.

Al momento l’attaccante italiano sembra partire leggermente avanti nelle gerarchie, ma il danese conserva concrete possibilità di essere scelto dal primo minuto. La decisione definitiva verrà presa nelle ore che precederanno il match. Nel resto del reparto offensivo, invece, non sembrano esserci particolari dubbi: Andrea Pinamonti dovrebbe agire al centro dell’attacco, mentre Mattia Zaccagni è destinato a occupare la corsia opposta.

Situazione più definita anche in mezzo al campo. Davide Frattesi e Kenneth Taylor dovrebbero completare il reparto insieme a Ylber Ramadani Belahyane, chiamato a giocare davanti alla difesa. Le numerose assenze a centrocampo, con Cataldi, Rovella e Dele-Bashiru indisponibili, hanno ridotto le possibilità di scelta per l’allenatore.

Anche in difesa le assenze condizionano le scelte. Sulla fascia destra dovrebbe trovare spazio Luca Pellegrini? No: la corsia sarà affidata a Floriani Mussolini, considerata l’indisponibilità di Marusic. Al centro della retroguardia sono annunciati Danilho Doekhi e Oliver Provstgaard, mentre a sinistra Nuno Tavares appare favorito su Pedraza.

Tra i pali ci sarà Christos Mandas. Nel frattempo, il nuovo acquisto Diogo Leite, arrivato a Roma e sottopostosi alle visite mediche, attende di iniziare il lavoro sul campo con i nuovi compagni. Il difensore portoghese rappresenterà un’ulteriore alternativa per il reparto arretrato nelle prossime gare.

L’assetto più probabile resta dunque il 4-3-3, con Gattuso chiamato a fare le ultime valutazioni soprattutto sulla fascia destra. Cancellieri parte davanti, ma Isaksen è pronto a sfruttare ogni occasione per ribaltare le gerarchie.

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Lazio, Diogo Leite è biancoceleste, accordo fino al 2029

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La Lazio mette a segno un colpo importante per la difesa: Diogo Leite è ufficialmente un nuovo giocatore biancoceleste.

Dopo una trattativa portata avanti per diversi mesi, il centrale portoghese è sbarcato a Roma e ha definito l’intesa con il club. Il contratto avrà durata fino al 2029, con la formula che prevede tre anni garantiti e un’opzione per prolungare ulteriormente il rapporto.

L’operazione rappresenta il punto d’arrivo di un interesse nato già durante la scorsa stagione. Il direttore sportivo Angelo Fabiani aveva infatti individuato Leite come profilo ideale per rinforzare il reparto arretrato, salvo poi vedere la trattativa rallentare. Nelle ultime settimane, però, le esigenze della rosa hanno riportato il difensore in cima alla lista delle priorità, permettendo alla Lazio di chiudere l’affare a parametro zero.

Classe 1999, mancino e alto 190 centimetri, Leite arriva dopo l’esperienza con l’Union Berlino, squadra con cui ha disputato quattro stagioni da protagonista. In Germania ha collezionato 136 presenze complessive, maturando esperienza sia in Bundesliga sia nelle competizioni europee. Nell’ultima stagione ha totalizzato 23 apparizioni in campionato, confermandosi un elemento affidabile e continuo.

Un dettaglio che rende ancora più interessante il suo approdo nella Capitale è il ricongiungimento con Danilho Doekhi. I due hanno formato per anni una delle coppie centrali dell’Union Berlino, sviluppando intesa, sincronismi e conoscenza reciproca. Per Gennaro Gattuso questo potrà tradursi in un vantaggio immediato, grazie a due difensori già abituati a muoversi insieme sia in una linea a quattro sia in un assetto a tre.

L’arrivo di Leite risponde anche alle profonde trasformazioni vissute dalla difesa laziale. Le partenze di Alessio Romagnoli e Mario Gila, unite alla situazione di Patric, avevano lasciato il reparto con poche alternative di ruolo. Pur non potendo sostituire integralmente il peso tecnico dei giocatori in uscita, il portoghese offre qualità preziose: fisicità, buona impostazione dal basso e versatilità tattica.

Per la Lazio si tratta quindi di un investimento mirato, capace di coniugare sostenibilità economica ed esperienza internazionale. Leite arriva con l’obiettivo di diventare uno dei punti di riferimento della nuova retroguardia biancoceleste e di contribuire fin da subito al progetto tecnico di Gattuso.

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Gattuso: “Non siamo partiti benissimo, ma abbiamo reagito”

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Gennaro Gattuso ha approfittato del media day per fare il punto sulla situazione in casa Lazio.

Il tecnico biancoceleste ha affrontato diversi temi legati alle prime settimane della nuova stagione, soffermandosi sul lavoro svolto dalla squadra, sulle difficoltà incontrate e sulla reazione avuta dopo un esordio complicato.

L’allenatore ha evidenziato soprattutto l’atteggiamento mostrato dal gruppo, sottolineando la disponibilità dei nuovi arrivati e il senso di appartenenza dei giocatori che fanno parte della rosa da più tempo.

Sono arrivati ragazzi con grandissima voglia, ci sono ragazzi che sono qua da tantissimo tempo e devo dire che hanno grande senso di appartenenza e lavorano bene. Siamo partiti non benissimo con la partita di Coppa Italia, però diciamo che è stata una bella mazzata. L’abbiamo pagata però abbiamo avuto la capacità di reagire subito”.

Il rapporto con i tifosi

Uno degli argomenti più delicati affrontati da Gattuso riguarda il particolare momento vissuto dalla Lazio sul fronte del rapporto con la tifoseria. Il tecnico non ha nascosto quanto l’assenza del pubblico biancoceleste possa incidere sull’ambiente e sull’esperienza dei calciatori durante le partite disputate allo stadio Olimpico.

Gattuso ha riconosciuto il peso di una situazione che inevitabilmente condiziona il contesto, ribadendo però la necessità per la squadra di concentrarsi sul lavoro quotidiano e continuare a farsi trovare pronta.

“Sarei ipocrita a dire che non pesa il clima ambientale. Pesa, è un dato di fatto. Perché giochi in uno stadio bello come l’Olimpico e non avere i tuoi tifosi che ti appoggiano, dopo un gol andare sotto la curva o sentire anche i fischi quando le cose vanno male. Quello penso sia normale, faccia parte del nostro lavoro. È la cosa in più, il calcio senza tifosi non è calcio. È un altro sport. Noi dobbiamo essere bravi in questo, io lo sapevo che c’erano queste difficoltà. L’unica strada è quella di continuare, essere bravi e farci trovare pronti. Speriamo che un giorno tutto questo finirà e verrà data la possibilità di riabbracciare i nostri tifosi che ci potranno dare una mano. In questo momento possiamo fare poco, si parla e bisogna rispettare la loro scelta perché sono coerenti. Questo è un dato di fatto. Posso solo che accettare col sogno che un giorno l’Olimpico si vedrà pieno dei nostri tifosi”.

Frattesi, Gattuso chiarisce il suo ruolo

Nel corso dell’intervista non poteva mancare un riferimento a Davide Frattesi, uno degli arrivi più importanti della Lazio. Gattuso ha voluto chiarire di non considerarsi il principale artefice dell’operazione, spiegando che la scelta del centrocampista è stata soprattutto frutto della sua volontà e del lavoro portato avanti dalla società.

Il rapporto tra i due, però, è già consolidato. Il tecnico conosce Frattesi dai tempi della Nazionale e ha raccontato di aver mantenuto con lui un dialogo costante anche durante il periodo precedente al trasferimento in biancoceleste.

“Io non ho convinto nessuno. Frattesi se è venuto alla Lazio lo ha fatto perché l’ha voluto lui e la società ha fatto di tutto per portarlo. Io posso dire tante cose, posso parlare. Con lui ho un bellissimo rapporto, ho avuto la possibilità di allenarlo in Nazionale ed è nata una bellissima nazionale. Ogni volta che c’era il raduno parlavo spesso con lui e della sua situazione. I ringraziamenti vanno fatti a lui e al club che ha fatto di tutto per riportarlo a casa sua”.

La strada indicata dal tecnico

Dalle parole di Gattuso emerge quindi una Lazio ancora impegnata nella costruzione della propria identità. L’avvio non è stato perfetto, ma la reazione della squadra rappresenta un segnale positivo per l’allenatore. Il lavoro sul campo, la compattezza dello spogliatoio e la capacità di gestire anche le difficoltà esterne saranno elementi centrali nel percorso della formazione biancoceleste.

Il tecnico, intanto, guarda avanti con l’obiettivo di consolidare quanto costruito nelle prime settimane e valorizzare i nuovi innesti, tra cui proprio Frattesi. La stagione è ancora nelle sue fasi iniziali, ma Gattuso sembra avere già individuato nella reazione alle difficoltà e nello spirito del gruppo due delle chiavi fondamentali per affrontare il campionato.

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