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Lazio, Fabiani ai tifosi: “Prendiamoci una tregua, vorrei vedere un Olimpico pieno”
Tra i temi centrali dell’intervento, però, c’è soprattutto il rapporto con la tifoseria. Fabiani ha lanciato un appello ai sostenitori biancocelesti, auspicando una tregua capace di riportare il pubblico allo stadio e ricreare un clima di unità attorno alla squadra. Un desiderio che va oltre i risultati sportivi e che il dirigente considera fondamentale per il gruppo.
Fabiani frena l’entusiasmo: «Conta ciò che faremo domani»
Nonostante il buon rendimento della Lazio, il direttore sportivo invita tutti a mantenere equilibrio e a non lasciarsi trascinare da facili entusiasmi. Il campionato è ancora lungo e le difficoltà non mancheranno, motivo per cui la concentrazione deve restare rivolta agli impegni più vicini.
«C’è stato un avvio di campionato importante, ma non singifica nulla, la strada è molto lunga e di insidie ce ne saranno tantissime. Tutti ci godiamo questo bel momento, è giusto che sia così, ma invito tutti alla moderazione. Conta ciò che faremo domani, non ciò che si è fatto ieri. Già sabato ci sarà una partita difficile, forse la più complicata di tutte quelle che abbiamo affrontato. Vedrete che non sarà facile. Gattuso vive le sconfitte come la vittoria, con massimo equilibrio e serenità. Da una sconfitta bisogna trarne spunti positivi, così come da una vittoria bisogna trovare spunti positivi. Sta dimostrando di essere un allenatore di grandissime capacità, soprattutto morali».
Fabiani ha quindi sottolineato l’importanza dell’atteggiamento mentale, evidenziando come la capacità di analizzare tanto le vittorie quanto le sconfitte rappresenti un elemento essenziale per continuare a crescere.
La vittoria contro la Juventus e la prova con il Milan
Tra i risultati che hanno alimentato la fiducia nell’ambiente biancoceleste c’è il successo ottenuto sul campo della Juventus. Per Fabiani, espugnare Torino rappresenta una soddisfazione importante, ma non è l’unico segnale positivo arrivato dalla squadra.
«Andare a Torino e vincere non capita tutti i giorni. La soddisfazione è di aver espugnato un campo difficile contro una squadra come la Juventus, ma ci sono state anche altre partite dove i ragazzi hanno dato dimostrazione di grande forza. Per esempio contro il Milan, dove hanno stradominato il primo tempo e poi nel secondo tempo è calato il ritmo, ma ci sta anche perché eravamo senza cambi, con tanti infortuni. Mentre loro avevano fatto delle sostituzioni che hanno cambiato la partita».
Il dirigente ha evidenziato come la Lazio abbia dimostrato di poter competere anche contro avversari di alto livello. La gestione delle energie e la disponibilità dei giocatori, soprattutto in presenza di numerose assenze, restano però aspetti determinanti per mantenere il rendimento nel tempo.
Floriani convince, Fabiani elogia anche Belahyane
Nel corso dell’intervista, il direttore sportivo ha riservato parole di apprezzamento a diversi elementi della rosa, soffermandosi in particolare sui giovani che stanno trovando spazio e dimostrando di poter contribuire al progetto biancoceleste.
«È tutta la squadra che si muove bene. A me piace sottolineare la spigliatezza di Floriani. Parlare di Dele-Bashiru, Belahyane, Taylor è troppo facile, bisognerebbe invece soffermarsi su questo ragazzo che ci sta dando delle soddisfazioni. A Torino ha giocato come un veterano e questo è importante per la società, oltre che per il suo futuro».
L’attenzione di Fabiani si è poi concentrata su Belahyane, calciatore seguito attentamente dalla società prima del suo arrivo alla Lazio. Il dirigente ne ha descritto le caratteristiche tecniche e la capacità di interpretare le diverse fasi della partita.
«Belahyane lo conoscevamo, l’abbiamo seguito e osservato molto prima di prenderlo. Sapevamo che era un giocatore ‘prestativo’, cioè che porta sempre a casa la prestazione. Sembra leggero, debole, ma ha una capacità di interdizione e una grande visione di gioco: sa sempre cosa fare con il pallone e sa sempre trovare la giocata giusta. È un 2004, ha grossi margini di miglioramento e con Gattuso sta trovando un equilibrio inaspettato. Farà parlare di sé».
Parole che confermano la fiducia della dirigenza nelle potenzialità del centrocampista e nella sua possibilità di crescere ulteriormente sotto la guida del tecnico.
Gattuso e la Lazio: un’intesa nata rapidamente
Fabiani ha raccontato anche come si è sviluppato il rapporto con Gennaro Gattuso, spiegando che l’ipotesi di affidargli la guida della squadra era già presente dopo la separazione da Maurizio Sarri.
«Con Gattuso c’è sempre stata nell’aria l’idea di approdare alla Lazio. L’idea è nata all’indomani della separazione con Sarri, che saluto. Siamo andati su Rino, è bastata una stretta di mano. A lui piacciono le sfide, fa parte del suo carattere. C’è stata subito un’intesa e ci siamo messi al lavoro. Lui bleffa un po’ (ride, ndr.), ma questa squadra sta divertendo, ha delle idee chiare. I ragazzi stanno incarnando il suo spirito battagliero, perché Rino è tra i più amati in Italia per le sue gesta in Nazionale e per le vittorie. È un gladiatore da battaglia. E chissà, credo che la squadra voglia emularlo da questo punto di vista. Domenica la squadra ha finito con 31-32 km/h come media, questo significa che i ragazzi fanno due-tre metri in più rispetto al passato. Stanno prendendo molto da lui. Lui incarna l’umiltà e il senso del sacrificio per quello che ha fatto nel mondo del calcio, è un uomo impostato e d’altri tempi. E trasmette tutto ai giocatori».
Secondo Fabiani, l’allenatore sta trasmettendo alla squadra principi fondamentali come il sacrificio, la determinazione e la disponibilità al lavoro. Elementi che si riflettono anche nell’atteggiamento mostrato dai giocatori durante le partite.
Mandas, il ritorno e la fiducia della società
Il direttore sportivo ha parlato anche di Mandas, soffermandosi sul percorso del portiere e sul suo ritorno alla Lazio dopo l’esperienza all’estero.
«Io sono superstizioso: lasciamo le cose così come stanno, viviamoci questo buon momento. Diciannove punti in classifica possono essere tanti, ma anche pochi. Viviamo alla giornata, solo testa e cuore alla prossima partita. Autocelebrarsi sarebbe la cosa peggiore ora. Mandas? Alla gente non interessa per quanto è stato acquistato, le cifre… Secondo me lui è ‘nato cresciuto’ (ride, ndr.), già grande. Lo scorso anno ho fatto l’errore di mandarlo all’estero su richiesta del ragazzo e dei procuratori. Qui trovava poco spazio perché c’era Provedel, ma non ha mai giocato in Inghilterra. Tronato qui era un po’ arrugginito, doveva ritrovare brillantezza. Nulla di nuovo sotto il sole».
Fabiani ha riconosciuto che la scelta di mandare il portiere all’estero non si è rivelata particolarmente efficace, spiegando che il giocatore aveva bisogno di ritrovare ritmo e brillantezza dopo il ritorno. Il dirigente ha comunque ribadito la volontà di non perdere di vista l’obiettivo immediato: continuare a lavorare senza farsi distrarre dalla classifica.
L’appello ai tifosi: «Il fatto che l’Olimpico sia vuoto la sento un po’ come una sconfitta»
Il passaggio più significativo dell’intervento riguarda il rapporto tra la società e i sostenitori. Fabiani ha ricordato la gioia dei calciatori nel condividere una vittoria con i tifosi presenti allo stadio, contrapponendola al dispiacere per un Olimpico che, in alcune occasioni, è rimasto lontano dal tutto esaurito.
«Come tutti hanno visto, domenica c’è stato uno spettacolo nello spicchio dello stadio riservato ai nostri tifosi, con la gioia dei ragazzi di condividere con la propria gente la vittoria. Mi prenderò altri insulti, ma non fa niente: il fatto che l’Olimpico sia vuoto la sento un po’ come una sconfitta, un macigno, mi pesa molto. Roba da non dormirci la notte. Rifacendomi a situazioni molto più serie di queste come le guerre, penso che esistano le tregue. Voglio lanciare un guanto d’amore, di buon senso: siamo tutte persone intelligenti, prendiamoci una tregua. Poi ognuno rimane sulle proprie posizioni, ognuno vede la vita a modo suo. Questo significherebbe qualcosa di importante per questi ragazzi, per i giocatori, per l’allenatore. Non c’è un problema di botteghino, non lo dico per una questione economica. Ma mi piacerebbe vedere già da sabato uno stadio pieno, al di là del risultato che mi auguro sia positivo. Mi piacerebbe accarezzare un ambiente festoso, tra tifosi e calciatori. Cosa desidero da questo campionato? Una tregua. Penso che sarebbe il campionato più bello che io possa aver mai vinto».
L’appello del dirigente non riguarda, dunque, soltanto la presenza sugli spalti, ma la possibilità di ricostruire un rapporto sereno tra le diverse componenti dell’ambiente laziale. Fabiani ha chiarito che la sua richiesta non nasce da ragioni economiche, bensì dal desiderio di vedere la squadra sostenuta in un clima positivo.
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Lazio-Parma, ecco la designazione arbitrale
Completano la squadra arbitrale Doveri nel ruolo di quarto ufficiale, Santoro al VAR e Mazzoleni come AVAR.
Lazio-Parma, le designazioni arbitrali ufficiali
Ecco tutti i direttori di gara designati per Lazio-Parma di sabato 24 ottobre:
- Arbitro: Arena
- Assistenti: Ceccon e Ceolin
- Quarto ufficiale: Doveri
- VAR: Santoro
- AVAR: Mazzoleni
Lazio-Parma, appuntamento sabato alle 20:45
Il fischio d’inizio della gara tra Lazio e Parma è fissato per sabato 24 ottobre alle ore 20:45. Per la formazione biancoceleste sarà un appuntamento importante nel percorso stagionale, con l’obiettivo di ottenere un risultato positivo davanti alle attese dei propri tifosi.
L’attenzione si sposta ora sulla preparazione della partita e sulle scelte dei due allenatori, in una sfida che metterà di fronte Lazio e Parma in una nuova giornata di campionato.
Lazio-Parma: tutte le informazioni sulla partita
- Partita: Lazio-Parma
- Data: sabato 24 ottobre
- Orario: 20:45
- Arbitro: Arena
- VAR: Santoro
- AVAR: Mazzoleni
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Lotito: “Non vendo il club. Tifosi? Sono una visita prostatica fissa”
Nel corso dell’interrogatorio, il presidente biancoceleste ha ripercorso il proprio operato alla guida della società, soffermandosi sul ruolo istituzionale ricoperto, sull’immagine del club e sui rapporti con una parte della tifoseria. Lotito ha inoltre ribadito la propria posizione sulla proprietà della squadra, escludendo la volontà di cederla.
Lotito: “Ho cercato di renderla credibile anche a livello internazionale”
Nel suo intervento, il numero uno laziale ha sottolineato il peso che la presidenza della società capitolina comporta anche sul piano istituzionale, richiamando il proprio incarico da senatore.
“In una città come Roma essere presidente di una squadra di calcio, e glielo dico da Senatore, ha una valenza importante perché ha un’interlocuzione con le istituzioni a tutti i livelli”.
Lotito ha poi evidenziato gli interventi che, a suo giudizio, avrebbero contribuito a modificare la percezione esterna del club, soprattutto per quanto riguarda il contrasto al razzismo e all’antisemitismo.
“Poi io, devo dire la verità, l’ho resa anche internazionale la società, cioè ho cercato in qualche maniera di renderla credibile. Ho fatto una bonifica per esempio nel mondo della tifoseria, perché questa passava per una società antisemita e quant’altro”.
Il presidente ha richiamato anche il proprio impegno istituzionale contro le discriminazioni, ricordando il ruolo svolto nella commissione parlamentare competente. A sostegno della propria tesi, ha citato il cambiamento di atteggiamento che attribuisce alla senatrice a vita Liliana Segre nei suoi confronti.
La contestazione dei tifosi e il ruolo dei pub
Nel corso dell’audizione, Lotito ha descritto una situazione che, secondo la sua ricostruzione, sarebbe cambiata rispetto al passato, grazie a un confronto costante con le istituzioni e a iniziative volte a contrastare i fenomeni discriminatori.
“Oggi invece mi porta dicendo: ‘Lotito è l’unico che fa le cose concrete’. E oggi la Lazio, se lei lo vede, è stata totalmente bonificata da questo punto di vista con una lotta continua, con un rapporto continuo tra me e le istituzioni”.
Il patron biancoceleste ha quindi spostato l’attenzione sulle forme di protesta della tifoseria, soffermandosi sull’invito rivolto ai sostenitori a seguire le partite nei locali anziché recarsi allo stadio.
“Dottore, oggi che cosa dicono i tifosi? ‘Non dovete andare allo stadio perché le partite le dovete venire a vedere nei nostri pub’. Tanto è vero, le faccio vedere e le posso dare anche riscontro di questo, stanno acquisendo anche altri locali, in termini economici, quindi significa che gli frutta bene”.
Le accuse sui locali e il richiamo alla criminalità
Nella parte successiva del suo racconto, Lotito ha formulato accuse riguardanti presunte attività illecite che, a suo dire, sarebbero collegate ad alcuni locali frequentati dalla tifoseria. Si tratta di affermazioni attribuite al presidente nel corso dell’interrogatorio, da distinguere da eventuali fatti accertati nelle sedi competenti.
“Perché lì c’è sicuramente il beverage, il fooding e poi qualche altra cosa che lei può immaginare di natura completamente illegale come lei ben sa”.
Lotito ha quindi richiamato episodi del passato, riferendo di controlli effettuati nei locali e citando presunti fenomeni di spaccio e altre attività illegali.
“Perché io quando ci fu la storia e all’epoca c’era Giannini, facevano due cose: feci mettere delle micro telecamere e c’erano anche prestazioni sessuali dentro i bagni. In più c’era lo spaccio, tant’è vero che Diabolik l’hanno ammazzato”.
Il riferimento è a Fabrizio Piscitelli, noto come Diabolik, storico esponente della tifoseria organizzata laziale, ucciso a Roma nel 2019. Il suo nome viene evocato da Lotito nel contesto delle considerazioni espresse durante l’interrogatorio.
“Sono una visita prostatica fissa”: lo scontro con una parte della tifoseria
In chiusura, il presidente della Lazio ha raccontato di aver sollecitato nuovamente la Guardia di Finanza a intervenire sulle situazioni da lui segnalate, sostenendo che dietro alcune attività commerciali vi sarebbero anche interessi riconducibili alla criminalità.
“Adesso ho richiamato un’altra volta il comando della Guardia di Finanza per dirgli: ‘Guardate che dovete fare le azioni su questi qua’. Qui dietro c’è pure la gestione della malavita con i cosi, i centri, eccetera”.
Infine, Lotito ha utilizzato un’espressione particolarmente forte per descrivere il clima di ostilità che, a suo dire, accompagna il suo operato alla guida del club.
“Capito? Ma lei ha capito, io sono una visita prostatica fissa. Capito qual è il tema? E questo dà fastidio, no?”.
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Lazio, il dato sorprende tutti: più punti in classifica che milioni investiti sul mercato
Come evidenziato da Il Messaggero nella rassegna stampa odierna, la squadra capitolina può essere descritta con una frase efficace: «Poveri ma belli. E, soprattutto, primi». Un’espressione che riassume perfettamente il momento attraversato dalla Lazio, reduce dalla convincente vittoria per 3-0 ottenuta sul campo della Juventus a Torino.
Grazie a questo successo, i biancocelesti hanno raggiunto quota 19 punti dopo appena sette giornate di campionato, condividendo la vetta con l’Inter allenata da Chivu. Un risultato che testimonia la solidità del gruppo e la capacità di ottenere prestazioni di alto livello anche senza una campagna acquisti particolarmente dispendiosa.
Mercato contenuto, risultati superiori alle aspettative
A rendere ancora più interessante il percorso della Lazio è il confronto tra i punti conquistati e le risorse economiche impiegate per rinforzare la rosa. Il direttore sportivo Fabiani ha investito finora 16,1 milioni di euro per portare a Roma i nuovi acquisti, una cifra che non comprende gli eventuali riscatti previsti per la prossima estate.
Gli impegni economici futuri sono infatti destinati ad aumentare. Le operazioni già impostate prevedono una spesa complessiva di 31,35 milioni di euro, che potrebbe salire fino a 35,85 milioni considerando anche i bonus legati agli accordi conclusi.
Nonostante queste cifre, il dato che colpisce maggiormente riguarda il rendimento immediato della squadra: dopo sette turni, la Lazio ha raccolto 19 punti, più dei 16,1 milioni spesi finora sul mercato. Un confronto simbolico, ma significativo per sottolineare quanto i risultati ottenuti stiano andando oltre le aspettative iniziali.
Dalla delusione estiva alla vetta della classifica
Ripensando a quanto accaduto nelle settimane precedenti all’inizio del campionato, il percorso biancoceleste assume ancora più valore. A metà agosto, infatti, la sconfitta contro il Mantova in Coppa Italia aveva alimentato dubbi e preoccupazioni sulle prospettive della squadra.
Da quel momento, però, la Lazio è riuscita a cambiare passo, trovando continuità e raccogliendo punti pesanti anche contro avversarie di primo piano. Il successo contro la Juventus rappresenta una conferma importante e rafforza la fiducia nell’ambiente.
Naturalmente, la stagione è ancora lunga e sarà necessario mantenere questo livello di rendimento per trasformare un ottimo avvio in un obiettivo concreto. Per il momento, tuttavia, i numeri raccontano una realtà sorprendente: con investimenti iniziali limitati, la Lazio è riuscita a conquistare la vetta della classifica, dimostrando che un mercato meno oneroso può comunque accompagnarsi a risultati di grande rilievo.
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