Testa e… attributi: alla scoperta di Riza Durmisi

Tare, per sua stessa ammissione, lo seguiva da quasi tre anni. Riza giocava ancora nel Brøndby, in Danimarca, e aveva meno di 20 anni. Durmisi, quindi, è arrivato alla Lazio con un po’ di ritardo, ma in questi casi funziona il detto “meglio tardi che mai”. “Appena si è presentata l’occasione, ho deciso di chiudere l’operazione”, ha detto il direttore sportivo in occasione della conferenza stampa di presentazione di Durmisi. Lui, danese sì, ma macedone d’etnia albanese, che ora alla Lazio cerca la consacrazione, dopo un ottimo biennio al Betis, chiuso un po’ così a causa di un rapporto non più idilliaco con l’allenatore: “Il calcio è così –ha detto Riza-, ma ho comunque messo insieme 27 presenze e non sono così poche“. Vero. Ma nemmeno il massimo: “E alla Lazio farò di tutto per essere titolare e convincere il mister”. Ha carattere, è un “peperino”, uno di quelli che non le manda a dire, ma anche un uomo spogliatoio, uno di quelli che fa gruppo, che funge da collante. Alla Lazio si è ambientato subito.

STORIA – Ha 24 anni, è un ragazzino, ma negli occhi ha la luce di chi è cresciuto in fretta e possiede una maturità superiore rispetto ai suoi coetanei. Del resto, l’infanzia non è stata semplice, pochi agi, tanti sacrifici, tanti sguardi di traverso, quelli che ti prendi quando sei figlio di emigrati, poche strade in discesa. La casa piccola, divisa con zii e cugini, e solo il papà con un lavoro utile per sfamare tutti, a Ishøj, sobborgo a circa 20 km da Copenaghen. Un legame forte col fratello minore, calciatore anche lui, nelle giovanili del Brondby. Riza non si è mai fermato a pensare, ha cercato di contibuire, ha puntato sul calcio, sul suo sogno, sulla sua passione. Ha avuto ragione.

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CARATTERISTICHE – E’ un esterno puro, può giocare nella linea a 4, ma preferisce muoversi come quinto in un 3-5-2, la Lazio lo ha scelto anche per questo. Gli piace attaccare, non lo ha nascosto nemmeno durante la conferenza stampa di presentazione. E’ simile a Marusic come caratteristiche, anche se rispetto al montenegrino è più rapido e tecnico, ma meno potente nella progressione. La Lazio ne apprezza piede sinistro e velocità, dopo un inizio di ritiro un po’ frenato (causa influenza che lo aveva debilitato), ora si sta prendendo la scena. Contro il Napoli giocherà dal 1′, senza Lulic (squalificato), toccherà a lui affondare a sinistra, cercando di creare più di qualche ansia a Hysai. La Lazio punta forte sul ragazzo, che ha scelto il biancoceleste anche per riconquistare la nazionale danese. L’esclusione dai 23 per Russia 2018 lo ha ferito, ma Riza non conosce la parola arrendersi. Nella sua testa c’è la parola riconquista. La Lazio lo ha scelto anche per il suo carattere. Serve gente con… gli attributi e tanta testa. Durmisi risponde all’identikit. Sembra il matrimonio perfetto.

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