Sta nascendo una IugosLazio: 9 giocatori balcanici per Inzaghi e una tradizione feconda

Sta nascendo una IugosLazio. Sono ben nove i giocatori provenienti (od originari) dalla penisola balcanica. Se uno zoccolo duro era già a presente a Formello coi serbi Basta e Milinkovic, il bosniaco Lulic, il romeno Radu, il montenegrino Marusic e l’albanese Strakosha; la campagna acquisti ha portato in dote pure Durmisi, Berisha e Badelj. Riza è danese, ma d’origine macedone. Valon, invece, è nato in Norvegia da genitori kosovari. Mai la Lazio aveva avuto una così folta rappresentanza di giocatori balcanici. Lo scorso anno ce n’erano sette in rosa (Vargic), otto considerando anche l’esubero Djordjevic. Otto erano anche l’anno prima e pure nel 2015-2016. Sette, invece, nell’anno del terzo posto raggiunto con Pioli. Una crescita esponenziale se pensiamo che, nella stagione 2012-2013, quella culminata col successo storico del 26 maggio, la colonia balcanica contava quattro elementi: Radu, Lulic, Cana e Strakosha. Più Petkovic, svizzero d’adozione, ma nato e cresciuto in Bosnia.

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TRADIZIONE – Ma quella coi giocatori balcanici resta tradizione feconda per la Lazio che, da quelle terre, ha pescato spesso e bene. Esempi? Stankovic, Mihajlovic, Boksic, Jugovic. Solo per citarne alcuni. La nazione dei Balcani ad aver fornito più giocatori alla Lazio è la Serbia con 11. Seguono la Croazia (6) e l’Albania (6). Poi Kosovo, Romania, Bosnia, Macedonia con uno. Durmisi macedone d’origine, ma d’etnia albanese, merita una citazione a parte. Così come Silvano Martina, portiere biancoceleste tra il 1987 e il 1989, italiano sì, ma nato e vissuto fino ai 12 anni a Sarajevo. Curiosa anche la storia di Denis Boshnjaku, albanese di Scutari, passato per la Primavera laziale e poi in prima squadra con Mancini nella stagione 02/03, prima di passare alla Roma dove militerà sia in Primavera, sia in prima squadra. E’ l’unico giocatore ad aver militato sia in primavera, sia in prima squadra in entrambe le squadre della Capitale.

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NUMERI – Il primo giocatore balcanico a vestire la maglia della Lazio fu, nel 1941, l’albanese Loro Boriçi. Il più prolifico resta Goran Pandev con 64 gol in 191 presenze. Stefan Radu è quello con più presenze: sono 315. Curiosità il gol laziale numero 3000 in campionato è stato realizzato da un serbo: quel Kolarov ora passato dall’altra parte del Tevere in un Lazio-Genoa (1-0) della stagione 2009-2010. La IugosLazio, quest’anno, se lo ritroverà di fronte nel derby. Una gara che la Lazio l’anno scorso non ha vinto e che vuole tornare a far sua. Magari con la firma di uno dei figli dell’est.

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