La vittoria della Lazio e il veleno dei soliti noti

Foto Fabrizio Corradetti - LaPresse 15 maggio 2019 Roma ( Italia) Sport Calcio Atalanta - Lazio Finale Tim Cup 2018 2019 - Stadio Olimpico di Roma Nella foto: la Lazio vince la Coppa Italia 2018/2019 Photo Fabrizio Corradetti - LaPresse May 15st 2019 Roma (Italy) Sport Soccer Atalanta - Lazio Italian Football Tim Cup 2018 2019 - Olimpico Stadium of Roma In the pic: Lazio wins the Italian Cup 2018/2019

La Lazio ha vinto, ha vinto con merito, ha vinto dopo un cammino in cui ha eliminato le milanesi e poi la favola Atalanta. Era già tutto pronto: prime pagine, titoli, editoriali, servizi televisivi. Il modello Percassi, la mano del mago Gasperini, il talento di Ilicic e Gomez, il senso del gol di Zapata. Invece no. La Lazio ha rovinato ancora i piani a chi sperava di vederla soccombere e affondare. Ha vinto Lei, sbattendo in faccia la realtà a chi un trofeo non lo alza da un decennio o da chi, decaduto, ancora pensa di essere superiore senza però più poter vantare le medaglie conquistate sul campo. La Lazio ha vinto e questo fa male. Nel successo biancoceleste c’è stato anche un episodio arbitrale controverso. Il fallo di mano di Bastos nel primo tempo. Era rigore per l’Atalanta? Sì. L’angolano doveva essere ammonito per la seconda volta? No perché il tiro sarebbe finito ampiamente fuori e invece il tocca lo riporta verso lo specchio della porta. Quindi non interrompe un’azione pericolosa. Al 37′ Correa viene abbattuto da Masiello. DOGSO o no? È vero che l’argentino non va direttamente verso lo specchio, come spiega Marelli sul suo blog, ma è pur vero che i presupposti per l’occasione da rete (come si è visto nella ripresa) sussisterebbero eccome considerando anche il giocatore. Masiello poteva essere espulso; Banti lo ammonisce. E vogliamo parlare di malafede? O di potere di Lotito? Non scherziamo.

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Quanto accaduto lo scorso anno e anche in parte quest’anno è sotto gli occhi di tutti. Anzi. Sotto gli occhi di chi vuol vedere. E ci siamo accorti ormai che si vede ciò che si decide di vedere. Nessuno lo scorso anno si è scatenato dopo il gol di mano di Cutrone, o di Iago Falque, dopo l’inesistente rigore su Pezzella o quello netto su Immobile a Cagliari. Eppure la Lazio era stata DERUBATA di un quarto posto. Però contro c’era l’Inter, c’era chi del potere mediatico fa uno dei suoi punti di forza e dall’altra parte l’odiata Lazio. Lazio su cui si deve sempre e comunque sputare veleno, odio, fake news come quella del presunto litigio tra Sinisa Mihajlovic e un tifoso laziale. Ci ha pensato la moglie del tecnico del Bologna a riportare tutti sulla retta via. O meglio molti. Alcune testate ancora devono rettificare l’errore. Si parla di scandalo, di vittoria rubata, senza considerare che la Lazio avrebbe potuto giocare in superiorità numerica quasi un’ora di partita. Senza considerare che nel secondo tempo la Lazio ha meritato senza dubbio il successo. Dispiace per voi, ma il vero scandalo è che vi possiate definire giornalisti. Posate quella tessera, questo mestiere non vi appartiene.

2 Comments on "La vittoria della Lazio e il veleno dei soliti noti"

  1. Davvero è un peccato leggervi sempre più raramente. Ma quando spuntate fuori, scrivete solo cose intelligenti e ben strutturate. Condivido anche questa volta, al 100%.
    Un caro saluto.

  2. Ottimo articolo che centra un atavico problema che esiste soprattutto qui a Roma….invece di parlare di società con bilanci appesi ad un filo…

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