Fatti normali che diventano straordinari, epoche malate e l’assedio partito in anticipo

Proprio durante Lazio-Napoli ho avuto una litigata con chi era seduto accanto a me riguardo a Inzaghi e alla sua gestione dei cambi. Chi era seduto accanto a me era mio padre. Eppure non c’è crisi e non c’è nessuna rottura tra noi. Capita di discutere, capita in famiglia e capita sul posto di lavoro. Non vi è capitato mai che il vostro datore di lavoro vi facesse una lavata di testa? O che voi, dirigenti, ve la prendeste con un vostro dipendete? E’ così da quando l’uomo ha inventato il lavoro e le gerarchie. Niente di nuovo. Cose che accadono ovunque. La variante è la pubblicità che questo fatto ha avuto. Lotito sbaglia quando si mette a parlare in una strada con altre persone perché, come per i volantini, in epoca social, non ci si può meravigliare se qualche mitomane riprende e diffonde. Questo è il mondo oggi. Nessun momento di privacy, di debolezza, di sfogo. Nulla è permesso. Men che meno ai personaggi pubblici. Bisogna mettersi maschera di cera e far finta di essere altro, darsi pose politicamente corrette, per non incorrere nell’Inquisizione dei social. Un cancro che ci sta logorando e di cui ci accorgeremo quando sarà troppo tardi. La Lazio minaccia azioni legali, contro chi lo registrato e diffuso. Il video. Il comunicato parla di tal “Tredici Dicembre”, profilo twitter di un tifoso dell’as Roma, uno che –leggendo la sua bacheca– spende metà del suo tempo a parlare della Lazio. Poi, l’amico romanista, ci racconterà com’era quella storia dei “laziali coi complessi” e de “nel cervello soltanto la Roma”. Ho conosciuto diversi romanisti nella mia vita e nella maggior parte dei casi, mi viene da pensare, che quest’ultimo non sia tanto un motto, quanto una diagnosi. Ma non è questo il punto.

La Lazio è sotto assedio. Come lo è stata da novembre in poi nel passato campionato, quando ci si accorse che forse la squadra biancoceleste non era una meteora, una squadra di pippe come si voleva far credere alla gente, con un gruppo d’incapaci alla guida e uno scemo in panchina. Insomma, le previsioni d’impatto erano del tutto sbagliate e l’asteroide Lazio rischiava di colpirli in pieno, mandando in fumo i loro piani. E allora ecco gli arbitraggi curiosi, l’assedio mediatico post adesivi e l’audio rubato a Lotito che, in aeroporto, parla con Vittorio Pavoncello della cerimonia ideata dallo stesso presidente e da tenere in Sinagoga il giorno seguente alla telefonata. Solo che nessuno dei vertici della comunità ebraica dà la sua disponibilità a presenziare e Lotito si sfoga dicendo: “Ma se non c’è nessuno cosa andiamo a fare?”. Pavoncello lo invita a insistere e Lotito chiude con l’ormai famigerato: Annamo a fa ‘sta sceneggiata…”. In riferimento al fatto che, senza nessun membro della comunità ebraica, la sua presenza sarebbe stata del tutto inutile. Ovviamente la frase venne decontestualizzata, isolata e resa aperta a ogni interpretazione. Che poi, alla fine, è sempre la peggiore, soprattutto quando si passa tra le forche caudine dei social, un rimestare nel torbido di cui la stampa si alimenta. I volantini, la conversazione Lotito-Inzaghi: l’assedio è ripartito. I fucili sono tornati a sparare. Stavolta, i tiratori scelti, non hanno atteso novembre, il bel gioco e i gol, ma si sono messi in moto subito.

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L’articolo sulla vicenda, di Gazzetta.it, apre così: “Clima rovente in casa Lazio. Non bastavano la sconfitta col Napoli all’esordio, i tanti infortuni e la gara con la Juventus alle porte”. Ora, viene da chiedersi, quale sia ‘sto clima rovente, visto che la Lazio ha perso col Napoli secondo lo scorso anno, Napoli che le ha dato quasi 20 punti in classifica e che oggi ha in panchina l’allenatore più vincente in circolazione. E la Lazio ha perso 1-2, prendendo un palo al 91’ e dando per mezzora una lezione di calcio ai partenopei. Se il clima è rovente alla Lazio, com’è in casa di chi spende 100 milioni a sessione di mercato e poi perde col Sassuolo, arrivato tredicesimo lo scorso anno? Ma soprattutto quali sarebbero I TANTI infortunati visto che la Lazio, contro la Juve, avrà solo due giocatori out (Luiz Felipe e Berisha)? Ci sono acciacchi, giocatori che hanno qualche problema fisico, è vero, ma solo alla Lazio questo accade? Proprio a quello si riferisce, forse, Lotito quando dice: “Voglio sapere chi sta bene e chi sta male” e quando poi risponde a Inzaghi sulla qualità dello staff. Ma è un diverbio normale, tra datore di lavoro e dipendente, niente che non sia successo – solo ieri – a almeno in altre mille società o aziende. Problemi già risolti a quanto sostiene Arturo Diaconale. Ma questo, il momento del chiarimento, non ce lo racconterà nessuno. Se la Lazio è in crisi e vicina al punto di rottura lo dirà il campo. Se la Lazio è vicina al crollo ce lo diranno le prossime partite. Ma se così non fosse, se la Lazio dovesse ripetersi sui livelli di gioco e risultati dello scorso campionato, se la Lazio fosse in salute e pronta a rilanciarsi, allora sarebbero in tanti a dover chiedere scusa. Sarà un’attesa vana, ma sperare…

1 Comment on "Fatti normali che diventano straordinari, epoche malate e l’assedio partito in anticipo"

  1. Bravi, come al solito. Purtroppo sappiamo bene ce per aver articoli realistici, in questo ambiente dei media, bisogna foraggiare….io, non compro più questi pseudo giornali e, se mi capita di vederne una copia, mi interesso alle pubblicità dei prodotti che pubblicano, per boicottarne gli acquisti. Aveva ragione San Mourinho….
    Forza Lazio

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