Badelj, la scintilla è già scoccata: e con Leiva…

Finché ha retto fisicamente, ha retto pure la baracca. Milan Badelj ha già fatto capire di che pasta è fatto, è un faro, un leader, uno che non ha paura di prendersi la scena e il centrocampo. Doveva sostituire Leiva. Mica uno qualsiasi. Lo ha fatto finché ha tenuto. Egregiamente. Poi è calato, colpa di una preparazione iniziata 15 giorni dopo gli altri, di un Mondiale arrivato fino all’epilogo del 14 luglio, a quella finale storica per lui e la sua Croazia. La riserva di ossigeno che irrora muscoli e cervello, dunque, limitata. Non è una sorpresa, semmai una lieta conferma. Badelj è uno dei colpi più sottovalutati del mercato, arrivato a parametro zero, in un ruolo delicato, dove non c’è abbondanza di qualità in giro per l’Europa. La Lazio lo ha corteggiato, ha bruciato la concorrenza di Milan, Sporting, Inter. Vice campione del mondo, uomo da oltre 100 presenze in Serie A, Badelj è quello che serviva. E’ un innesto intelligente, funzionale, di quelli che alzano la qualità media della squadra. Contro il Napoli ha dato un saggio delle sue capacità. Ha giocato bene Badelj, la prima mezzora è stata da oscar. La Lazio migliore è concisa col Badelj migliore. Non è un caso. Interdizione e regia, filtro e geometrie, Milan le ha alternate con sapienza, ha fatto già suoi i concetti di Inzaghi, tanto che Simone non ha avuto remore a mandarlo in campo, nonostante i pochi giorni di allenamento nelle gambe e il rischio di un’intesa ancora modesta col resto dei compagni.

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DOPPIO REGISTA – L’esperimento del doppio regista verrà portato avanti. Forse non lo vedremo sabato a Torino, ma più avanti sì. La difesa a tre è un mantra, variazioni sono ammesse solo a gara in corso, quindi, con la coppia Leiva-Badelj in mezzo al campo, largo al 3-4-2-1 con Milinkovic alzato sulla linea di Luis Alberto a ispirare Immobile. Leiva e Badelj insieme, Inzaghi valuta l’opzione anche per garantire più filtro ed equilibrio. Il brasiliano rompe il gioco avversario e verticalizza con facilità, ma non è un gestore dei ritmi di gioco, non è la sua qualità quella di rallentare il gioco, addormentarlo se necessario. Leiva viaggia su frequenze alte, non è un regista puro, filtra e ribalta. Badelj no. Il croato sa orchestrare la manovra, decidere se alzare i giri della squadra o se abbassare i ritmi e gestire la manovra. Un lavoro simile a quello che faceva Biglia. Ha meno capacità d’interdizione rispetto a Leiva, ma doti da regista migliori. Insieme si completano a meraviglia. Entrambi leggono bene le linee di passaggio, sanno sporcare quelle avversarie, intercetto e ripartenza. Per questo, uno accanto all’altro, potrebbero essere una delle coppie centrali migliori in circolazione. Inzaghi ci pensa, è una soluzione che lo intriga e che proverà. Intanto si gode Badelj. E’ uno dei suoi. Uno di quei giocatori che voleva, che aveva indicato alla società. Il Napoli gli ha già detto che puntarci è stata mossa azzeccata. Badelj è uno da Lazio.

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