20 agosto 1875, nasceva il padre della Lazio: Luigi Bigiarelli e la genesi dell’Idea

Passeggia nervoso: “Lo sport, possibile che sia così difficile fare sport?” I primi tram attraversano Roma, il rumore delle ruote sulle rotaie è stridulo, intenso, penetrante, ma rimbalza sulla cortina che quei pensieri hanno creato intorno alla mente di Luigi. La guerra, Adua, l’Africa, l’odore di morte reso ancor più acre dal caldo, sono ormai ricordi. Il Natale è da poco passato, la famiglia è suo fratello Giacomo: mamma Rosa è morta quando Luigi aveva cinque anni e papà Mariano –austero sergente della Guardia Pontificia- se n’è andato quando il suo ragazzo era appena tornato da lì, da quel gorgo di sangue e polvere, in Africa. Lo sport è la sua passione, scarica ricordi amari, inietta spensieratezza nella testa, cancella i vuoti e regala gioia. Corsa e nuoto sono le sue grandi passioni. L’eco di Atene, dell’Olimpiade, riapparsa sulla scena sempre in quel cardinale 1896, è forte. Lo sport che torna a unire, a fare da collante, a regalare a tutti la possibilità di elevarsi dalle difficoltà dell’esistenza. Era un podista di livello, Luigi, tanto da aver vinto una gara sui 120 m a Villa Pamphili che gli aveva permesso di divenire Campione del Lazio di corsa veloce. Non solo: aveva coperto la corsa Roma-Firenze in 67 ore. Non solo corsa. Però. Luigi praticava con grande successo anche il nuoto e i giornali dell’epoca scrivevano di lui, spesso, come specialista delle gare di fondo. Ma Roma è una città ancora piccola, provinciale ed elitaria allo stesso tempo, difficile entrare in quei circoli che permettono di fare sport con continuità, di partecipare a gare importanti come era –all’epoca – Il Giro di Castel Giubileo” che si sarebbe tenuto il 21 aprile del 1900. Luigi vuole partecipare, ma non può. Il regolamento lo impedisce. L’iscrizione è aperta solo ad atleti iscritti a società sportive riconosciute. Cosa fare? L’unica soluzione è crearne una. Luigi chiama a raccolta il fratello Giacomo e alcuni amici e a Piazza della Libertà, il 9 gennaio, fondano la S.P.Lazio. Colori della Grecia Olimpica, anima romana, aquila imperiale a testimoniarlo. Roma non era nome disponibile, era già presente la “Ginnastica Roma”. L’idea era, poi, quella di includere l’area latina in cui Roma era nata. Il “Latium Vetus” raccontato da Strabone, Dionigi di Alicarnasso. Luigi e Giacomo hanno cultura, i libri sono sempre stati compagni fedeli, il padre li aveva educati alla conoscenza. Lui botanico e accademico. La Lazio è nata, la sede è ancora casa dei fratelli Bigiarelli, quella in Vicolo degli osti n° 15, dietro a Piazza Navona. Il tragitto è sempre lo stesso, attraversa i vicoli dell’Urbe, fino ad arrivare a Piazza della Libertà, per le riunioni sulla panchina che affaccia sul Tevere. Arturo Balestrieri, uno dei fondatori, aveva persino creato un motivo: “Inno alla Lazio”, che eseguiva davanti agli amici e soci con la sua ocarina. La Lazio muoveva i suoi primi passi. Non incerti, saldi e forti come la volontà di pionieri, pervasiva nella società romana che aspettava quella scintilla, quel fuoco che già in Europa ardeva e che in Italia non era ancora arrivato. Luigi aveva il cuore gonfio d’entusiasmo e orgoglio, la sua creatura cresceva bene, le iscrizioni erano tante, tanto che presto la Lazio poté permettersi una sede sua: in via Valadier n° 6. Il 21 aprile si avvicina, la gara che ha ispirato la fondazione è alle porte, l’aria di primavera invade Roma, le sue strade, le sue botteghe e pure il rumore delle ruote dei tram sulle rotaie appare meno stridulo. Le rondini solcano i cieli rosati dal tramonto, gli allenamenti in Piazza d’Armi sono sfiancanti. Si fatica, si sogna. Il 21 aprile arriva, Natale di Roma e battesimo della Lazio. L’ansia chiude lo stomaco, fa tremare le gambe, battere il cuore veloce. Eccoci. Ci siamo. La Lazio è in gara, quei pensieri d’inverno sono diventati azione, la volontà ha già abbattuto i muri sociali. Si parte, il sole si riflette sulla fronte, brilla nel sudore che solca la fronte degli atleti biancocelesti. Luigi si guarda intorno, capisce che la Lazio è forte, la più forte, i muscoli si gonfiano, il cuore accelera ancora, le gambe girano veloci, il traguardo è lì. La Storia dice gloria: la neonata vince subito l’oro a squadre. Non è un caso. La Lazio è di tutti, vince nel collettivo Il sogno è diventato realtà, l’idea è già ideale, pronto ad attraversare i secoli e diventare patrimonio culturale di un popolo.

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Si ringrazia LazioWiki per i dati biografici.

1 Comment on "20 agosto 1875, nasceva il padre della Lazio: Luigi Bigiarelli e la genesi dell’Idea"

  1. PIERLUIGI CALABRETTA | 20/08/2018 at 19:37 | Rispondi

    Ciao, Papà!

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