Lazio, è stato un mercato da 7.5: rosa ampia e conferme fondamentali

E’ stato un mercato movimentato. Forse meno di quanto ci si aspettasse a giugno e questo -fidatevi- è un bene. Milinkovic-Savic era l’ago della bilancia: perderlo, avrebbe significato avere tanti soldi in cassa, avrebbe comportato la sostituzione sua e altri acquisti. Movimenti che, per fortuna, verranno rimandati. Almeno di un anno. E’ stata comunque una sessione intensa, perché su Sergej qualche movimento c’è stato, soprattutto figlio degli interessamenti di Juve, United e di Real nel finale. Il Milan non è mai stato in corsa. E’ stato un mercato vivo, la Lazio ha aperto con lo svincolo di De Vrij. Ci è voluto un po’ per concludere la trattativa per il suo sostituto: Acerbi era il nome indicato da Inzaghi, il giocatore scelto dall’allenatore per raccogliere l’eredità dell’olandese. Un difensore esperto, di personalità, un leader capace di guidare la linea a tre. Ma attenzione, carattere e personalità non sopperiscono alla qualità. Quella c’è. Eccome. Acerbi è una roccia, gioca sempre, nelle ultime tre stagioni non ha saltato una partita. Proto al posto di Vargic è upgrade evidente. Il belga è un portiere importante, ha esperienza e buone qualità, le ha mostrate nel precampionato.

CENTROCAMPO – A centrocampo è stato fatto il lavoro più consistente. Sono arrivati Badelj e Berisha in mezzo, è tornato Cataldi e a sinistra è stato aggiunto Durmisi. C’è abbondanza. Badelj non ha bisogno di presentazioni, a zero è un colpo eccezionale. Ha esperienza, tecnica, visione di gioco, doti di leadership. Berisha è stato uno dei migliori centrocampisti della passata Europa League, può giocare in ogni zona del centrocampo: mezzala, regista, dietro le punte. E’ un tuttofare, ha corsa e senso del gol, è un calciatore moderno, può essere la sorpresa. Così come Durmisi: l’ex Betis è un esterno rapido e tecnico, ha un piede mancino di qualità, deve affinare la fase difensiva, ma può -in questo avvio di stagione- può essere l’arma da sganciare a partita in corso. Alla lunga, però, rischia di diventare un co-titolare, non solo l’alternativa di Lulic.

ATTACCO – Davanti out Felipe e dentro Correa. Anderson voleva andare via già lo scorso anno, era ormai fuori dal mondo Lazio, aver incassato 37 milioni (31+6) è una buona operazione. Soprattutto a due anni dalla scadenza del contratto. Correa dovrà far vedere talento. Ne ha in abbondanza, non sempre lo ha mostrato con continuità. E’ un trequartista atipico, spesso si decentra per cercare spazio, ha progressione, tecnica sopraffina, deve trovare la forza per dare costanza alle sue indubbie capacità. La Lazio è convinta che il ragazzo esploderà, che diventerà uno delle stelle del campionato. E’ la scomessa di Tare e di Inzaghi. Il gioco offensivo della Lazio può valorizzarlo. In attacco occhio ad Alessandro Rossi: il ragazzo non ha i piedi di Messi, ma ha fame e senso del gol. Inzaghi lo conosce bene, spera di farlo maturare e crescere.

CONFERME – Ma l’aspetto più importante di questo mercato sono state le conferme. Lo ha detto anche Inzaghi, erano diversi i giocatori cercati da altri club. Aver tenuto Milinkovic, Immobile, Luis Alberto, Strakosha, Radu è un passo importante. Per questi giocatori erano arrivate offerte complessive da 200 milioni, nessuno ha chiesto la cessione e la società ha deciso di resistere. Facendo felice il mister. La Lazio mostra credibilità, capacità di dare continuità al suo progetto di crescita, è un elemento da tenere in considerazione. Da non sottovalutare.

PUNTI DEBOLI – Forse mancano gol dietro a Immobile. Una punta affidabile quando c’è da metterla dentro. Caicedo ha tecnica e spirito di sacrificio, fa giocare bene il reparto, ma segna poco. E per un attaccante è un limite abbastanza importante. Felipe dovrà ripagare la fiducia di Inzaghi. Il tecnico lo ha preferito alla scommessa Wesley, ne ha apprezzato l’impegno in ritiro, è convinto che dopo un anno di ambientamento e con la preparazione al completo possa essere d’aiuto. D’altra parte, Immobile ne vuole giocare il più possibile: “Soffro quando mi fermo”, diceva lo scorso anno. Non è facile trovare un attaccante che sia disposto al ruolo di vera e propria riserva. In difesa è cambiato poco o nulla. La Lazio confida nella crescita di Luiz Felipe. E’ l’asso nella manica biancoceleste. Occhio a Caceres, il Mondiale sembra lo abbia rigenerato, può essere come un nuovo acquisto. Wallace ha dato segnali poco confortanti nel pre campionato; Inzaghi ci lavorerà, è convinto che il ragazzo abbia qualità, quelle mostrate nel primo anno a Roma, qualità intaccate da una fragilità mentale subentrata nella passata stagione, anche per colpa di una condizione fisica mai stata al top a causa di un problema alla tibia. Forse poteva servire un centrale diverso, ma occorreva prima cedere e offerte per Wallace e Bastos non sono arrivate. Almeno della consistenza pretesa da Lotito. La difesa, però, nel complesso non è scarsa, è l’atteggiamento tattico della Lazio a esporla a diverse difficoltà, serve equilibrio. Inzaghi ci ha lavorato tutta l’estate.

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