Anno nuovo, vecchi difetti: il Napoli passa con Milik e Insigne

Esordio amaro, esordio che poteva essere e non è stato perché il gol meraviglioso di Immobile aveva illuso la Lazio di poter finalmente battere il Napoli, all’Olimpico, dopo sette anni. Ma la banda Inzaghi ha ancora poche gambe e idee a volte confuse e il Napoli, che beneficia ancora del metodo Sarri, è troppo esperto e qualitativo per non far sua una partita che ha sofferto nei primi 25′, dominato tra il 25′ e il 45′ e poi fatto sua con intelligenza nella ripresa. E anche con un po’ di fortuna quando Acerbi coglie il palo al 91′.

PRIMO TEMPO – La Lazio parte bene, soffoca il Napoli, lo costringe a uscire e poi prova a pungerlo con le imbucate per Immobile. Il piano riesce anche perché Parolo esce sempre su Koulibaly e toglie una fonte di gioco al Napoli, mentre Badelj imposta e fa filtro. Il gol di Immobile è un capolavoro, un assolo di Ciro che col tacco fa fuori tre avversari e poi col sinistro piazza sotto l’incrocio dei pali. Ma è un premio meritato per quanto visto fino a quel momento. Luis Alberto -poco ispirato- aveva sprecato poco prima una buona occasione. La Lazio è in vantaggio e controlla. Ma, come le è accaduto spesso in passato, si spegne all’improvviso e il Napoli ha qualità ed esperienza per approfittarne. Insigne e Zielinski spaventano, Milik non ci arriva per un soffio una volta, poi segna ma Banti annulla per una carica di Koulibaly su Radu. Ma il gol è nell’aria e proprio il polacco se lo regala su assist di Callejon.

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SECONDO TEMPO – La ripresa si apre col cambio Bastos-Luiz Felipe. Il Napoli riparte con l’intenzione di tenere il campo e fare la partita e cioè quello che era accaduto nell’ultima parte di primo tempo. La Lazio, però, prova a rispondere con una bella manovra che porta Caceres alla conclusione murata e poi il corner regala un’altra occasione con Immobile che -sul secondo palo- non trova lo specchio. Era una palla d’oro, una di quelle che di solito Ciro mette dentro. Ma la Lazio e la fase difensiva sono elementi che si trovano a fatica e su un cross sbilenco di Hysaj e deviato da Allan, la linea si schiaccia troppo e dimentica Insigne che, da solo, incrocia e batte Strakosha. Il Napoli è avanti e ora amministra. Rispetto ai primi 25′ del primo tempo la Lazio appare squadra sfilacciata, poco corale, meno compatta e quando il Napoli si allunga crea sempre ansie. L’assenza di Leiva si fa sentire, Badelj è più regista e meno interditore, ma è nelle scalate delle mezzali che la Lazio a trovare le contromisure ai movimenti di Zielinski e Allan. Inzaghi prova col cambio Correa-Badelj e quindi a dare trazione offensiva ai suoi. Ancelotti risponde con Diawara per Hamsik. Il cambio di Inzaghi porta la Lazio al 4-4-2 con Correa e Marusic esterni di centrocampo e Milinkovic vicino a Immobile e Luis Alberto -ora regista- spara un destro che Karnezis devia in angolo. Angolo tolto per una inesistente segnalazione di fuorigioco. La stanchezza si fa sentire e le squadre si allungano tanto e la Lazio -ancora da corner- sfiora il gol con Acerbi che di testa spacca il palo. Bastos salva su Milik quando è il 92′. Ultima emozione di una partita intensa, non sempre spettacolare, che il Napoli vince.

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