Proto, esperienza e mentalità al servizio della Lazio

Una faccia da cinema, che starebbe bene a un personaggio border line di un film di Tarantino, Silvio Proto per non è un attore di Hollywood, ma un belga d’origine siciliana che di professione fa il portiere. Una vita spesa tra i pali, una passione trasmessa dalla famiglia: dal nonno e dal papà, che sognavano per il giovane Silvestro un futuro in Serie A. E non è da tutti realizzare i propri sogni e quelli di chi ti ama. La Lazio lo ha scelto per avere, dietro a Strakosha, un portiere d’esperienza e affidabilità. Il colpo è stato sottovalutato, Proto rischia di essere anche più di un dodicesimo, lo ha fatto vedere ad Auronzo e poi in Germania: ha qualità, sta affinando una tecnica che lo portava a intervenire forse troppo spesso con i piedi; ma ha carisma e reattività, sa guidare la difesa, sta imparando in fretta l’italiano e non è dettaglio da trascurare.

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E’ uno abituato a vincere, a competere ai massimi livelli, con l’Anderlecht hamesso in bacheca 14 trofei, ha collezionato quasi 400 presenze, di cui 70 in Europa. Proto, dopo l’esperienza all’Olympiakos, non ha avuto dubbi sull’accettare la Lazio: “Volevo questo club, questo campionato”, anche se il posto da titolare era riservato a un altro. Ma Proto non è solo un dodicesimo, è una guida, una chioccia: “Qui ci sono portieri giovani e di grande qualità, spero di essere d’aiuto per farli crescere”. E anche per far rifiatare Strakosha che, lo scorso anno, era arrivato a fine stagione senza forze e con qualche problemino fisico che gli ha impedito di rendere al meglio. Costretto al campo, senza alternative. Oggi non è più così. Proto c’è e non è poco.

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