Olimpico, nuovo anno e vecchi problemi: risolvere la questione parcheggi è vitale

Risolvere il problema parcheggi all’Olimpico. E’ una questione di buon senso, oltre che un servizio alla cittadinanza. Troppe le aree parcheggio chiuse in occasione delle gare interne della Lazio, centinaia di posti auto che potrebbero evitare caos e soste in zone vietate, resi indisponibili in nome della sicurezza. Bene supremo. Giusto. Ma perché, allora, le stesse aree parcheggio sono aperte in occasione di concerti, gare della nazionale di rugby o del Golden Gala d’atletica? Perché vengono rese inutilizzabili solo quando gioca la Lazio (ma anche la Roma)? Su Change.org è partita da mesi una petizione, rivolta all’amministrazione, affinché si rivedano tali decisioni. Le aree situate su Lungotevere Maresciallo Diaz, quella che costeggia via dei Colli della Farnesina e che si adagia sotto il Ministero degli Esteri, sono fondamentali per far sì che la zona del Foro Italico non diventi invivibile anche in occasione di partite con un afflusso normale di persone. L’area di sosta sul Lungotevere M.Diaz, addirittura, è occupata oggi da alcune giostre. Ovviamente ferme in occasione delle gare interne delle romane. Roma è una delle poche grandi città in cui, raggiungere lo stadio con i mezzi pubblici, è un’impresa titanica. A Milano, ormai, per fare un esempio, la metro ti porta fin sotto lo stadio “Meazza”. Per non parlare di ciò che accade in tutto il resto d’Europa. Roma è anni luce indietro le altre realtà europee anche in questo. Darsi la zappa sui piedi, chiudendo anche delle aree parcheggio fondamentali, ha quasi del comico. Quasi, perché a farne le spese sono anche bambini e anziani, che per raggiungere lo stadio devono percorrere distanza probitive, col freddo, con la pioggia, oppure col caldo terribile d’agosto e inzio settembre. Perché fare 3-4 km a piedi, tra andata e ritorno, dicono in molti, pagando anche i parcheggiatori abusivi, quando posso vedere la gara tranquillamente a casa? E’ un ragionamento che fanno in molti. Forse incomprensibile per quei 15-20 mila che allo stadio non rinunciano mai, ma che a tanti pesa e che tanti allontana dallo stadio. L’iniziativa lanciata dalla Lazio, in occasione della sfida del 20 maggio, del bus sharing è lodevole e da ripetere, ma non tappa la falla. Il compito di un’amministrazione è quello di risolvere i problemi di una città e della sua gente. Ecco, questo, è un problema. Ed è ora di risolverlo.

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