La Lazio non sfigura ma perde: a Stoccolma fa festa l’Arsenal con Nelson e Aubameyang

La Lazio cade 2-0 nella sfida della “Friends Arena”: i gol di Nelson nel primo tempo e Aubameyang nella ripresa portano il primo ko della preparazione, ma anche segnali incoraggianti. Il primo tempo della Lazio è base dalla quale ripartire, tante occasioni create, nonostante le assenze, e buone trame di gioco messe in campo. Matita rossa, però, per le solite distrazioni difensive, distrazioni che sono costate i gol (soprattutto il secondo) e altre due occasioni Gunners. La Lazio è indietro rispetto all’Arsenal che, tra una settimana, inizierà il suo campionato, era al suo primo test di grande livello, ha pagato dazio soprattutto nella ripresa, anche se non si è mai scomposta, non ha mai accusato davvero la supremazia degli uomini di Emery.

Primo tempo – La Lazio è la solita col suo 3-5-1-1, anche se sono tanti i protagonisti in panchina o in tribuna. Mancano Strakosha, Marusic, Immobile, Berisha, Milinkovic è in panchina. L’Arsenal si schiera col 4-3-3 e mixa giovani e titolari. Il primo tempo è quasi tutto della Lazio. Anche se lo chiude davanti l’Arsenal con gol di Nelson. La squadra di Inzaghi comanda il gioco, riparte con efficacia e sfiora il gol in almeno tre occasioni: Caicedo e Parolo sono imprecisi da buona posizione, mentre la magia di Luis Alberto (pallonetto defilato da destra) sbatte sulla traversa a Leno battuto. La Lazio sa giocare a calcio, ha meccanismi collaudati, anche se qualche difetto c’è. Wallace soffre la velocità di Iwobi e nel complesso appare ancora quello dello scorso anno: lento e impacciato. Caicedo lavora tanto, ma fatica quando c’è da far gol. La Lazio però tiene testa all’avversario e per larghi tratti lo sovrasta. Proto è impegnato da Lacazette, poi non può nulla sul tap in di Nelson (dopo il palo di Iwobi). Per il resto è spettatore non pagante.

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Secondo tempo – La ripresa si apre ancora con Parolo vicino al gol e con Aubameyang in campo al posto di Nketiah. Proprio il gabonese segna il 2-0 dopo una azione insistita. Nulla può Proto, molto più poteva una difesa passiva e disattenta. Emery inserisce anche Bellerin, Elneny, Ozil e Mkhitaryan. E i Gunners sfiorano il 3-0. La Lazio accusa il colpo, è indietro di condizione e intorno al 65′ comincia a notarsi. Luis Alberto è troppo morbido nell’incrociare il suo diagonale e Leno para al 67′. Inzaghi corre ai ripari e ne cambia 7. Esordio per Badelj e Correa. La Lazio ha buona volontà, ma anche tanto acido lattico nelle gambe e un tiro strozzato di Milinkovic lo dimostra. Holding, giovane e poco aggraziato difensore, si fa notare per un fallo inutile e brutto su Correa e viene ammonito. Aubameyang è giocatore di categoria superiore e si vede: botta dai 20 metri e Proto si oppone come può. La Lazio risponde con una volata del Tucu Correa che, però, rimontato da Mavropanos, calcia alto. L’ex Siviglia ha voglia e piedi buoni, qualità che prova a mostrare con buona continuità nei 20′ a disposizione. È ancora lui a provarci all’87’, ma la mira non è precisa. Azione che era nata con una sventaglia di Badelj per Cataldi, l’assist del centrocampista romano per Neto, però, era troppo lungo e non dava la possibilità di concludere al classe 2000. È l’ultima emozione di una gara che la Lazio perde, ma nella quale non sfigura.

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